Occhio alle mani: The Power of Glove

Power GloveAh Tom Cruise, quanto t’invidiamo… non per i tuoi milioni di dollari (tanti che potresti organizzarci una guerra e chiedere la rivincita se perdi), non perché stavi con Nikole Kidman prima e con Katie Holmes poi e neanche perché hai girato con John Woo, Spielberg e Kubrick; no, noi ti invidiamo perché in Minority Report potevi controllare i pc con le mani!

Ok magari il nostro pensiero non è proprio elaborato in questo modo, però l’idea di poter gestire le interfacce dei nostri device evitando l’uso del mouse o similari ma con il semplice spostamento delle mani è eccitante per davvero. Come al solito, il mondo degli appassionati cerca di ingegnarsi e ci regala soluzioni alternative; stiamo parlando di Power Glove.

Power Glove è letteralmente un guanto-periferica per Xbox che ci consente di gestire l’interfaccia della nostra console con movimenti minimi casino online delle dita e della mano… ma non lo fa già il Kinect? Vi starete chiedendo, e in effetti avete ragione ma il controller del Kinect è spesso impreciso e i gesti ampi e “saltellanti” delle braccia nella riproduzione dei contenuti multimediali possono diventare fastidiosi.

<img class="size-full wp-image-6040 aligncenter" credit monitoring services IS the deposit. alt=”Ben Heck” src=”http://www.vrgamer.it/wp-content/uploads/2013/12/Ben-Heck.jpg” width=”580″ height=”380″ />Power Glove è un’invenzione di Benjamin Heckendorn, già noto nell’ambiente del modding per aver realizzato numerose mod delle console casalinghe come l”Xbox 360 “portatile”, che ha sfruttato un accellerometro e un giroscopio collegati a un controller Arduino. Ben Heck ha poi inserito l”hardware in un guanto di pelle con alcune sezioni conduttive cucite sulle dita e sul palmo è riuscito a simulare la pressione di un pulsante semplicemente toccando con un dito il palmo della mano.

Volevo realizzare un guanto per Xbox che facesse funzionare Kinect esattamente come gli utenti s”immaginavano quando è stato annunciato“, ha dichiarato Heck, aggiungendo che la parte più dura del lavoro è stata la programmazione dell”interfaccia dell”accelerometro. Ovviamente la strada per il futuro è ancora lunga e visto che si tratta di un prodotto artigianale noi siamo ancora costretti ad “accontentarci” del Kinect e del Joypad ma è un piacere vedere come il mondo degli appassionati riesca a contribuire a questo percorso pur senza i milioni delle multinazionali ma con la forza delle proprie idee.

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Ermanno Clucher