Grand Theft Auto: i 5 migliori capitoli da non perdere

Salvo ritardi, il 2025 vedrà nuovamente protagonista Rockstar Games, grazie all’arrivo di Grand Theft Auto VI. Il nuovo capitolo della serie ha un peso non da poco sulle spalle, visto che arriverà a distanza di ben 12 anni da quel quinto episodio della serie “regolare” e a ben 7 anni di distanza rispetto all’ultimo gioco prodotto proprio dal team di sviluppo papà della serie di GTA, ovvero Red Dead Redemption 2. Le aspettative sono decisamente alte, complice anche il trailer di annuncio (che è seguito ad alcuni leak), che ci ha mostrato un team di sviluppo decisamente in forma dopo anni di assenza.

Prima di affrontare le strade di Vice City con i due protagonisti, però, bisognerà atendere. Per ingannare il tempo, dunque, Vgmag vi propone una selezione dei migliori giochi della serie di Grand Theft Auto. Un ottimo pretesto per poterli riscoprire o (nel caso del pubblico più giovane) buttarsi in nuove avventure: imparare a conoscere il passato è probabilmente la cosa migliore da fare per prepararsi al futuro.

Grand Theft Auto III

Il 2001 è l’anno in cui Rockstar Games pubblica il primo gioco della serie Grand Theft Auto in 3D. Abbandonato lo stile in 2D che ha caratterizzato i primi due capitoli (e lo spin-off London), il team di sviluppo lancia su PlayStation 2 una vera e propria esclusiva temporale. Grand Theft Auto III non è solo il primo capitolo della serie in tre dimensioni, ma anche il primo a offrire una libertà di esplorazione mai provata prima.

Che cosa si può dire di Grand Theft Auto III? Beh, semplicemente è il capitolo che ha dato il via a plasmare la serie come la conosciamo oggi. Oltre all’incredibile (almeno per l’epoca) quantità di veicoli e di immersione nel gameplay, il titolo con protagonista Claude Speed è sicuramente quel tipo di gioco che ha permesso alla serie di affermarsi come una potente critica al sistema americano. Indimenticabile la Liberty City (parodia di New York) proposta da Rockstar Games, con il Flatiron Building e Times Square che diventano immediatamente riconoscibili dal grande pubblico. La storia non è poi da meno: il protagonista, muto, sarà al centro di vicende con le più importanti famiglie criminali di Liberty City e riuscirà, nella sua semplicità, a diventare un vero e proprio film interattivo.

Grand Theft Auto IV

Probabilmente, a oggi, uno dei capitoli della serie che conta più estimatori. Con Grand Theft Auto IV Rockstar Games diventa matura. Il gioco debutta il 29 aprile 2008 e si presenta come il più innovativo di sempre. Il team di sviluppo lavora per offrire un open world vivo, dinamico, con tante feature in più, come per esempio il furto di auto che diventa più realistico che mai. Il nuovo hardware (PS3 e Xbox 360) mostrano al mondo dove può arrivare Rockstar, con una New York mappata quasi 1 a 1 e che rende omaggio alla grandezza americana. Non manca la satira, pungente, che colpisce tutto e tutti (come dimenticarsi della Statua della Libertà con le fattezze di Hillary Clinton?), dalla politica alla musica, dalle grandi corporazioni fino alle mode del momento.

Grand Theft Auto IV è però il momento in cui Rockstar Games si rende conto di avere probabilmente uno dei migliori team di sceneggiatori al mondo. La storia, infatti, diventa più matura di colpo: abbandonate le citazioni alla vita anni ’80 e agli stereotipi delle guerre anni ’90, il gioco ci mette nei panni di Niko Bellic, pronto a ricominciare una nuova vita ma senza dimenticare la vendetta. Bellic è un reduce di guerra, che cerca di cambiare la storia e il suo percorso, ma si ritroverà ingarbugliato in una rete criminale e verrà risucchiato in un vortice che lo priverà dei suoi affetti.

Grand Theft Auto: Vice City

Grand Theft Auto: Vice City è probabilmente il gioco che tutti ricordano con più malinconia. Il titolo arriva appena un anno dopo quel terzo capitolo e ci fa subito capire le grandi ambizioni di Rockstar Games per la sua serie. Il protagonista non è un personaggio silente ed è doppiato. E soprattutto ha il grande pregio di essere uno dei più iconici dell’intera serie. In Vice City i giocatori, infatti, vestono i panni di Tommy Vercetti in una parodia della Miami anni ’80, che con i club, la musica e i suoi personaggi sui generis riesce a intrattenere e divertire. La trama non è sicuramente a un livello molto alto (stiamo sempre parlando di una parodia di Scarface), ma il gameplay e la città sono i veri punti di forza del gioco.

Le mille luci di Vice City, la grande quantità di veicoli, la colonna sonora (con tanto di hair metal), le battute, i dialoghi, lo stesso Tommy Vercetti hanno contribuito la serie a fare un ulteriore passo in avanti. Il gioco prepara il terreno per tutti i futuri titoli della serie, che prenderanno comunque in prestito alcuni elementi dal titolo. E non è forse un caso che il sesto capitolo principale della serie sarà proprio ambientato nell’idea di Miami partorita da Rockstar Games oramai 22 anni fa.

Grand Theft Auto San Andreas

Dopo aver esplorato la cultura urban di New York e quella scintillante di Miami, Rockstar Games nel 2004 si butta direttamente nell’hip hop e nell’underground. Nasce così Grand Theft Auto San Andreas, il primo gioco della serie ad avere come protagonista un ragazzo di colore, è letteralmente una rivoluzione. San Andreas introduce infatti una serie di meccaniche incredibili, come per esempio la quasi totale personalizzazione del protagonista. La struttura del gioco non è troppo dissimile dai vecchi capitoli, ma non importa: il gameplay e quella libertà, data proprio dalla possibilità di maneggiare CJ, rendono il gioco fin da subito un cult.

Oltre al gameplay e alle novità, a rendere leggenda il capitolo del 2004 è soprattutto la storia: conflitti, tradimenti e guerre tra gang, Grand Theft Auto si trasporta in un mondo sconosciuto ai più, ma che grazie a una scrittura convincente riesce, ancora oggi, a essere assolutamente godibile. Un vero e proprio successo, riconosciuto a livello

Grand Theft Auto V

A sette anni di distanza dal quarto capitolo, Rockstar Games prova a cambiare di nuovo le carte in tavola e lo fa con Grand Theft Auto V. Il gioco debutta il 17 settembre 2013 e introduce per la prima volta nella storia tre protagonisti, che i giocatori possono comandare a loro piacimento all’interno della storia e dell’esplorazione e di cui le loro vite verranno sconvolte a causa del loro incontro. Il titolo è ambientato a Los Santos, parodia di Los Angeles e seppur la trama sia decisamente indietro rispetto al quarto capitolo, il gioco si contraddistingue per una serie di attività secondarie e per la presenza di un multigiocatore che dopo essere partito a rilento, ancora oggi riesce a dare linfa vitale al gioco in termini di vendite.

Michael, Franklin e Trevor (i tre protagonisti) sono unici e non riescono a trovare dei paragoni per quanto riguarda i giochi precedenti, almeno per i protagonisti. Ci sono meno locali visitabili e l’esperienza open world sembra essere un po’ più ridotta, ma la grande quantità di attività secondarie, la grandezza della mappa e la sua fedeltà con la controparte reale compenso questi piccole scelte di design. Il gioco è stato poi un successo commerciale senza pari, proposto su tante piattaforme diverse e dove in ognuna di essere è stato raggiunto un potenziale senza pari. Un’avventura fresca, divertente e sempre godibile, nonostante siano passati ben 11 anni dal suo debutto.

https://www.youtube.com/watch?v=hvoD7ehZPcM