KAKU: Ancient Seal

Kaku: Ancient Seal Anteprima V mensile

Inizialmente mostrato nel 2022 e in effettivo Early Access dal 2023, Kaku: Ancient Seal, dell’ancora poco rinomato Studio cinese Bingobell, si rinnova e, per l’occasione, si mostra in forma di demo giocabile, completamente diversa da quella mostrata alla stampa quasi due anni fa. La nuova versione è, di fatto, l’incipit del gioco, ovvero poco più di un tutorial che pone le basi del titolo e fornisce un assaggio delle sue meccaniche, dei suoi pregi… e dei suoi difetti.

Kaku è un giovane cavernicolo scavezzacollo alla ricerca del suo maialino Piggy: la sua esplorazione nel circondario lo porterà a far la conoscenza di un buffo anziano, Geiser, che a suo modo lo aiuterà, fintanto che non giungerà a un santuario in cui gli verrà assegnata una missione apparentemente al di sopra delle sue forze: riportare equilibrio nel mondo creato dalla divinità ancestrale Saga, attraverso quattro continenti, ognuno afferente a una diversa forza elementale.

KAKU: Ancient Seal
Il colpo d’occhio delle ambientazioni non è niente male.

Kaku Ancient Seal: un’avventura inusuale, ma che sa di già visto

Nel corso della demo, della durata di circa un’ora e gratuitamente scaricabile da Steam, avremo modo di impratichirci col sistema di controllo e il gameplay del titolo, che anticipiamo essere parecchio derivativo e ben poco innovativo. Sebbene il setting riporti alla mente giochi come Joe & Mac: Caveman Ninja e Bonk’s Adventure, con la loro preistoria iperbolica e buffa, l’ecosistema di gioco riprende l’idea di Action RPG a mondo aperto (o semi-aperto) che ha caratterizzato il genere nel corso dell’ultimo decennio, con elementi presi di peso dai due Zelda maggiori per Nintendo Switch (Breath of the Wild e Tears of the Kingdom), da Immortals Fenyx Rising di Ubisoft e da Horizon Zero Dawn di Guerrilla Games. Il tutto con un look più cartoonesco e qualche influenza da MOBA nella gestione di mappe e mostri. L’influenza dell’ambientazione si ritrova anche nel gameplay e nelle abilità del protagonista: Kaku può sferrare colpi diretti con la clava, stordire con lo scudo da avanbraccio e scagliare proiettili con una fionda. Naturalmente armi e abilità avranno la possibilità (che diventa necessità) di subire upgrade e aggiornamenti tramite uno skill tree che aggiungerà combo, funzionalità elementari e altre amenità, e sarà possibile equipaggiarsi di oggetti e armature recuperate in giro che aumenteranno le statistiche del protagonista.
Basilarmente si tratterà di scorrazzare in giro per la mappa alla ricerca di punti d’interesse per farmare, recuperare oggetti specifici, craftare elementi di scenario, risolvere puzzle ambientali e sconfiggere dozzine di mostri, oltre ad occasionali boss particolarmente grandi e coriacei. Niente di particolarmente originale, come già accennato, ma tutto sommato abbastanza vario data la vastità degli ambienti e la bizzarria delle creature che incontreremo, oltre alla presenza di veri e propri “sacrari” che amplieranno a dismisura l’avventura e la sfida con sezioni platform ed enigmi, con oggetti pregiati come premio per chi saprà espugnarli.

I santuari nasconderanno i loro tesori dietro una discreta mole di enigmi.

Tra potenzialità e limiti

A prima vista, nonostante la disparità di mezzi rispetto ai titoli di riferimento, Kaku: Ancient Seal si presenta bene, con un discreto colpo d’occhio su ambientazioni vaste e particolareggiate e un character e monster design che, pur non reinventando la ruota, sa il fatto suo. Purtroppo, una volta in movimento, il tutto si dimostra in realtà abbastanza povero, con un frame rate bassino nonostante ambientazioni sostanzialmente povere di elementi in movimento e texture tutto sommato datate. La penuria si nota anche nelle animazioni e nella reattività di movimento dei personaggi, protagonista in primis, che complice una telecamera non sempre ben direzionata (oppure oberata da elementi esterni) non permette una intelligibilità ottimale dell’azione.
È un peccato, dato che già dalle poche abilità presenti nella demo si nota che si è cercato di far spaziare le possibilità del giocatore nell’interazione con l’ambiente e i mostri, che però basilarmente attaccano a testa bassa, con pattern molto basilari e un livello di intelligenza artificiale (e difficoltà generale) molto basso. Per assurdo, è più probabile morire per una visuale sull’azione posizionata male che non ci permette di scorgere un attacco mortale in arrivo… o per una pozzanghera. Ebbene sì, Kaku non sa nuotare e anche specchi d’acqua molto bassi risultano mortali, ed è piuttosto comune il game over per questa bizzarra peculiarità di design.

Ovviamente esistono livelli di difficoltà selezionabili e alcune opzioni per adattare il proprio stile di gioco, ma alcune soluzioni rimangono infelici e speriamo che, da qui all’uscita effettiva del titolo tra qualche mese, si sarà ovviato ad alcune asperità anche piuttosto feroci che inficiano l’esperienza (e sarebbe bello anche avere la traduzione dei testi in un italiano che non sia palesemente frutto di un traduttore automatico, già che ci siamo). Il mercato è vasto e c’è posto per tutti, ma Kaku: Ancient Seal rischia di crollare sotto il peso delle proprie ambizioni, volando troppo vicino al sole.

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