The Alters Provato: i mille volti di Jan Dolski

The Alters Provato

Tra le miriadi di demo disponibili durante lo Steam Next Fest di questo mese, una delle tante occasioni organizzate dal mega store digitale di Valve per provare le nuove proposte del mondo del videogioco indipendente, abbiamo finalmente avuto modo di avventurarci nelle infinite possibilità di The Alters. Annunciato durante la “Summer of Gaming 2022”, il nuovo titolo di 11 Bit Studios porta in tavola uno spin tutto suo nel mondo degli “Stranding Survival Games”. Ecco a voi quindi il primo reportage sulla nostra esperienza con l’avventura alla deriva dello spazio di Jan e dei suoi innumerevoli “Alters”.

The Alters

“E tu cosa vuoi fare da grande, Jan?”

La vita del protagonista Jan Dolski è stata piuttosto travagliata e difficilmente non ci si trova immedesimati nel suo cammino: scappato da una famiglia complicata e in conflitto, mai stato una cima in ambito accademico, ma comunque abbastanza capace per trovare un lavoro e iniziare a programmare una famiglia con la propria anima gemella. Poi il crollo, la crisi economica e una dipendenza dall’alcool mandano tutto all’aria. La vita è un macello, ma finalmente arriva una proposta interessante: entrare a far parte del Progetto Dolly, una missione spaziale alla volta dell’ignoto per conto di una delle compagnie più famose del settore. Ma come sempre, la sfortuna di Jan che ha definito gran parte delle sue scelte si mette ancora una volta di mezzo, facendolo atterrare malamente sulla superficie del misterioso pianeta e rendendolo l’unico sopravvissuto della spedizione. E per aggiungere la consueta “ciliegina sulla torta” del disastro, la base spaziale dedicata alla missione è tutto fuorché funzionante, e una tempesta solare radioattiva brucerà tutto in poco più di 8 giorni. Cosa fare in una situazione come questa? Resistere.

La demo di The Alters si focalizza su questo incipit, permettendoci di esplorare il primo bioma “Prologo” tra i tanti che verranno a poco a poco proposti durante la missione disperata di Jan, trovare risorse e materiali a sufficienza per poter fuggire con la propria base modulare e semovente e smanettare con le possibilità offerte da essa. E tra minerali ricchi di energia e metallo, risorse naturali necessarie per creare sostanze nutrienti e mantenere viva la stazione, questo misterioso pianeta racchiude dentro di sé un materiale più che insolito, il Rapidium. Ben presto Jan scopre che l’uso di questo “cristallo” è in grado di attivare un macchinario chiamato “Il Grembo” (The Womb), uno strumento specializzato nel generare la vita basandosi su poche ma altrettanto cruciali informazioni di una persona quali il DNA o i ricordi di ogni singolo membro dell’equipaggio registrato all’interno del Computer Quantico della navicella, inclusi quelli di Jan. Noncurante del come un’azienda multimiliardaria sia entrata in possesso di un riassunto dettagliato di ogni evento che ha portato l’astronauta fin qui e desideroso di sopravvivere, Jan mette in moto il Grembo e genera una copia alternativa della sua persona dalle infinite possibilità e abilità lavorative, dandosi un’altra possibilità di sopravvivenza e al tempo stesso creare tanti altri problemi.

The Alters
“Un momento, questo non mi sembra un evento canonico.”

Una spedizione ultracapitalista finanziata da lacrime e sudore

Il compito di Jan fissato dai suoi superiori dell’azienda spaziale è chiaro: sopravvivere abbastanza a lungo per permettere a questi ultimi di arrivare con i soccorsi del caso e riportarlo a casa, sfuggendo allo stesso tempo ai vari fenomeni solari prima che sia troppo tardi. Nel contesto della demo, i primi otto giorni di prologo sono stati un enorme tutorial di 40 minuti in cui The Alters ha introdotto le sue principali meccaniche di gioco, sia durante l’esplorazione degli ambienti esterni, sia all’interno della base modulare. Parlando dell’esplorazione, il giocatore avrà la completa libertà di esplorare il bioma partendo ovviamente da alcuni punti di interesse, contrassegnati da elementi visivi molto d’impatto come il colore rosso incandescente degli hotspot pieni di materiali minerali oppure il blu acqua delle risorse naturali presenti all’interno dei geyser. Ognuna di queste risorse potrà essere estratta solo ed esclusivamente tramite il loro particolare strumento e/o struttura da costruire sul posto, come il trapano per la raccolta dei minerali e la costruzione di checkpoint di estrazione di gas naturale. Per raggiungere quest’ultimo sarà necessario utilizzare uno scanner basato su radar da piantare sul terreno per ottenere abbastanza informazioni sulla superficie per trovare il punto giusto. 

L’uso di questi macchinari è risultato semplice e piuttosto veloce da comprendere, anche senza tener conto di un’interfaccia grafica ancora un po’ confusionaria, che non ha tenuto conto di indicare le varie legende con il quale indicare il numero di strutture utilizzabili. Inoltre, l’uso di uno strumento o qualsiasi attività che coinvolga l’ottenimento di nuove risorse andrà a consumare del tempo all’interno dell’orologio di gioco, scandendo non solo il passare dei giorni prima dell’imminente fine di tutto, ma anche le energie disponibili da parte di Jan prima di diventare inefficiente. Sarà quindi una buona premura da parte del giocatore organizzarsi bene con i tempi, favorendo una routine giornaliera basata sull’ottimizzazione delle tempistiche – magari anche utilizzando il fast travel una volta collegate le strutture – e sulla creazione di moduli in grado di soddisfare i propri bisogni, tra cucina, l’officina e il già citato Grembo, cuore pulsante della creazione dei nuovi membri della ciurma, alla quale pensiamo verranno affidate tutte le varie attività durante le fasi più avanzate dell’avventura e ottenere ancora più tempo per l’esplorazione.

The Alters
Fate molta attenzione alla vostra riserva energetica. Una volta scarica, potrete dire “ciao ciao” ai vostri strumenti fino al giorno successivo.

The Alters: i veri protagonisti siamo noi… o loro?

Sicuramente, la parte più interessante della demo è stata senza dubbio quella legata alla creazione e gestione del rapporto tra Jan e i suoi Alters. Queste versioni alternative non nascono infatti tramite un banale processo di clonazione “cinematografica”, amplificando le differenti parti della personalità del protagonista per creare – un po’ come il Giocattolaio di Sylvester Stallone in SPY-KIDS: Missione 3D Game Over – dei buffi alter-ego, quanto piuttosto dei nuovi esseri viventi e dotati di libero arbitrio richiamati tramite quella che viene definita “ramificazione”. Analizzando le infinite possibilità dei ricordi di Jan, il computer quantico andrà a predirre ed estrapolare un’intera vita alternativa fino al momento in cui la “variante” di Jan non verrà portato alla luce tramite il Grembo. Utilizzando unità di Rapidium il giocatore andrà a scavare all’interno delle varie ramificazioni, conoscendo meglio la vita dell’Alter che verrà creato e il modo in cui si potranno rendere utili alla causa. Una volta completata la “nascita” di questa nuova ma allo stesso tempo simile persona però, lo Jan di nostra scelta non sarà molto entusiasta del ritrovarsi all’interno di una navicella allo scatafascio, e reagirà di conseguenza. Alcuni avranno attacchi di panico, altri scariche d’ira. Altri ancora accetteranno la situazione come se nulla fosse.

Per esempio, in questa demo ci siamo ritrovati a risolvere un problema legato al motore guasto della base, creando uno Jan specializzato (nella sua timeline) in lavori da macchinista. La sua personalità assertiva e un’esperienza di vita diversa dal suo “originale”, che gli ha permesso di affrontare un padre alcolista e tutte le difficoltà di una vita fatta di determinazione e sacrifici, convinceranno questa nuova versione di Jan a ribellarsi e a rimanere in disparte all’interno della navicella. Tutt’altro che i presupposti migliori per sopravvivere nello spazio ignoto. Sarà compito quindi del giocatore quello di “mediare” con i vari Alters, utilizzando dialoghi con scelta multipla per convincere il macchinista a “co-operare”, discutendo sui ricordi in comune o sulle proprie esperienze con la figura materna, oppure inasprire ancora di più la “tregua” e portare il conflitto su un’altra scala. In The Alters quindi, oltre alla gestione delle risorse e degli obiettivi esplorativi, sarà fondamentale gestire le necessità di ogni singolo membro della “Ciurma di Jan”, che andrà ad espandersi assieme ai moduli della base: giardinieri, scienziati, elettricisti, ma anche artisti, esperti in cucina e chi più ne ha più ne metta. Tutti con una vita diversa dall’originale ed esperienze segnanti che avranno bisogno di essere comprese, assecondate oppure negoziate, e che mettono in risalto una formula di gioco dal potenziale interessante.


È un vero peccato che questa prova di The Alters si sia interrotta proprio sul più bello, perché volevamo addentrarci ancora di più dentro questo viaggio all’insegna del detto “chi fa da se fa per 3”, o in questo caso potremmo dire “fa da infiniti me stessi”. In poco più di un’ora Jan è stato introdotto come un personaggio complicato e bello incasinato, il “joker” dalle mille potenzialità inespresse perfetto per fare da “cavia” a questo esperimento. Le meccaniche all’interno e al di fuori della base invece, si sono rivelate facili da comprendere e molto dirette nel far capire al giocatore il modo in cui vivere l’esperienza di gioco base. Sarà interessante vedere come, una volta che il gioco completo verrà reso disponibile, se gli Alters e i loro mille volti potranno dare al tutto il giusto mix di carisma e ilarità necessario per far emergere il gioco tra i vari competitor del genere.


Game Designer e scrittore, alla fine si è deciso ad aggiornare la propria bio dopo 50 anni di muffa. Perché va bene l'essere "cresciuti a pane e Tekken 2", ma a una certa arriva il momento di "voltare pagina". Non chiedeteli quale sia il suo Final Fantasy o gioco Mega Ten preferito: non ne uscireste vivi!