Duck Detective: The Secret Salami Recensione V mensile

A differenza di quanto possa sembrare, la vita da papere non è facile. Lo sa bene Eugene McQuaklin, papero detective con i classici abiti dell’investigatore privato, ormai ridotto sul lastrico sia in termini economici che sentimentali. L’incipit del puzzle game investigativo Duck Detective: The Secret Salami ci mette di fronte a un protagonista che sembra quasi un antieroe, squattrinato ma sempre sul pezzo e pronto ad affrontare nuovi casi, mettendosi in gioco in una serie di indizi da risolvere e portandoci in diverse ambientazioni urbane, per arrivare alla risoluzione di misteri più o meno fitti (e in equilibrio precario tra il serio e il faceto). Abbiamo provato su Nintendo Switch il titolo del team Happy Broccoli Games, studio indie con base a Berlino e giunto alla sua terza produzione videoludica. Un gioco… “tutto piume e niente arrosto”? Scopriamolo insieme!

Duck Detective: The Secret Salami
Gli elementi analizzabili in ogni stanza sono indicati da un segnalino.

Duck Detective: un investigativo… bestiale

Saremo chiari fin da ora: purtroppo, Duck Detective: The Secret Salami è un puzzle game che dura decisamente troppo poco. I misteri che dobbiamo risolvere non saranno nemmeno parecchio difficili, per quanto abbiamo scelto di testarlo secondo il livello di difficoltà più complesso tra i due proposti. La storia personale di Eugene McQuaklin si unisce a quella delle indagini che deve portare a termine con il nostro aiuto, osservando da vicino i vari NPC, suoi interlocutori, e gli oggetti che troveremo nel corso della storia. L’aspetto che rende interessante e singolare il titolo in questione sta proprio nella presenza di animali antropomorfi, ognuno dei quali avrà un proprio carattere definito e percepibile in pochissime battute. Complice la risicata quantità di situazioni e personaggi che incontreremo, è proprio il mix tragicomico del tone-of-voice di questo titolo a renderlo davvero godibile, accanto alla grafica semplice e curata al contempo. Anche il doppiaggio dei personaggi è molto espressivo, definendoli a tutto tondo e coinvolgendoci appieno in un titolo dalle prestazioni davvero buone, senza mostrare cali di framerate, né bug di alcun tipo. A onor del vero, bisogna anche ricordare che il gioco presenta evidenti limiti sia in termini di longevità, sia di complessità dell’interfaccia e dei contenuti proposti, consentendo di conseguenza agli sviluppatori di poter fare un vero e proprio lavoro di fino. Anche il menu delle opzioni è piuttosto limitato, ma con qualche chicca interessante che consente di personalizzare la nostra esperienza videoludica e calarci ancora di più nel contesto “papereggiante”.

Duck Detective: The Secret Salami
Quando analizziamo oggetti o personaggi, ci saranno sempre almeno tre indizi da raccogliere.

Conclusioni

Duck Detective: The Secret Salami è un puzzle game indie decisamente da non perdere, semplice ma diretto, molto godibile e lineare nella narrazione e nel gameplay. Unica pecca? La longevità, decisamente ridotta all’osso. Si poteva sicuramente sfruttare meglio il canovaccio. Un DLC o un secondo capitolo possono essere buoni consigli per il team.

Leggilo gratis in versione impaginata e sfogliabile sul numero 3 di V – il mensile di critica videoludica