Kunitsu-Gami Path of the Goddess Provato: la via del guerriero?

Da oramai diversi anni, è veramente difficile che un videogioco abbia solamente un genere di riferimento. Pensiamo, per esempio, ai titoli in terza persona di stampo avventuriero, come The Last of Us. Se prima ci trovavamo davanti a semplici corridoi ricchi di enigmi e di azione, ora è sempre più comune invece trovare skill tree, crafting ed elementi resi famosi da altri videogiochi. Non fa ovviamente eccezione Kunitsu-Gami Path of the Goddess, il nuovo gioco di azione in terza persona targato Capcom, che è stato di recente protagonista di una demo per PC, console PlayStation e Xbox. Demo che abbiamo avuto modo di giocare anche in diretta sul nostro canale Twitch.

Per chi non lo conoscesse, Kunitsu-Gami Path of the Goddess è un gioco action, che attinge a piene mani dal folklore giapponese per trasportare i giocatori in un mondo reale ma caratterizzato da elementi appartenenti alla cultura nipponica. Capcom non è nuova a esperimenti del genere: Okami (di cui ci sarà anche una speciale collaborazione per questo nuovo gioco) ne è un perfetto esempio, ma anche il titolo mobile (iOS e Android), Shinsekai: Into the Depths potrebbe aiutarci a spiegare bene cosa intendiamo quando parliamo di elementi caratteristici del Giappone. Se le fonti di ispirazione però sono più o meno condivise da diversi giochi presenti nel portfolio dello sviluppatore nipponico, ben diversa è la storia legata al videogioco e al suo gameplay. Scopriamo perché in questo articolo.

I due “protagonisti” del gioco Capcom.

Kunitsu-Gami Path of the Goddess, spiritualità o battaglia?

La storia dietro Kunitsu-Gami Path of the Goddess è decisamente più semplice e lineare del previsto: i giocatori vestono i panni di un guerriero (Soh), che ha l’obbligo di proteggere una Sarcedotessa (Yoshiro) dalle Furie, ovvero delle creature giapponesi. Il tempo di gioco viene scandito in due, grandi sessioni: la prima è quella diurna, dove i giocatori si dilettano nell’esplorazione dell’ambientazione (Monte Kafuku) e nella purificazione degli elementi corrotti. Di notte, invece, le Furie attaccano e mettono a repentaglio l’incolumità della Sacerdotessa. Sulla carta il titolo sembra decisamente semplice, ma le cose si complicano grazie alle influenze di altri giochi.

Pur essendo un action vero e proprio, con un’arsenale a disposizione decisamente importante, i giocatori in realtà hanno accesso anche a elementi presi in prestito dai giochi di strategia e più in particolare dai tower defense. Nel corso dell’avventura, infatti, dopo le purificazioni Soh potrà creare un piccolo esercito di contadini, sfruttando i cristalli e assegnare dei ruoli che potranno aiutarlo nella difesa della Sacerdotessa. Ogni ruolo è diverso: ci sono guerrieri che saranno molto efficaci nel combattimento ravvicinato, altri invece sulla lunga distanza. Attenzione però: tutti i ruoli che si potranno assegnare sono in realtà predefiniti dal sistema. In breve, ogni abitante è come una sorta di creta, al quale i giocatori dovranno assegnare un ruolo. Tutti possono fare tutto e la disposizione resta nelle mani degli stessi utenti: la parte strategica, infatti, risulta proprio nel posizionamento degli uomini, in una sorta di lotta contro il tempo prima che il sole tramonti e che le Furie comincino ad attaccare. Presente, infine, anche una modalità che ci permette di affrontare una Furia più grande, quasi come se fosse un boss. A livello di sfida, dunque, il gioco non rinuncia a nulla, ma non è ovviamente tutto rosa e fiori.

Più che un gioco estremamente spirituale, che dovrebbe illustrare il cammino verso la purificazione, in realtà Kunitsu-Gami Path of the Goddess sembra più Path of the Warrior. Apprezziamo moltissimo la scelta di Capcom di provare a unificare più generi, non rimanendo ancorata a strategie del passato, ma la demo ha mostrato come in realtà ci siano diversi limiti. La parte più soddisfacente resta sicuramente il combattimento, con tante mosse e diverse strategia per permetterci di uscire indenni dagli scontri con gli avversari (anche se si segnala l’assenza di un vero sistema di lock, che spesso rischia di mettere i giocatori in confusione), mentre invece i comparti legati alla strategia e alla programmazione delle battaglie restano sicuramente i meno ispirati. Più volte, inoltre, davanti al gioco abbiamo avuto la sensazione di essere travolti da diverse informazioni, forse anche troppe e troppo velocemente. In pochi minuti si apprendono i comandi base, l’utilizzo del camping, i buff con le maschere e il posizionamento strategico: forse un sovraffollamento di informazioni e il risultato è un titolo sicuramente apprezzabile, ma molto confusionario e che rischia seriamente di far perdere i giocatori con le tante, forse troppe cose da fare. Se davvero il titolo sarà divertente sul lungo periodo non possiamo saperlo, ma per ora i segnali non sono proprio positivi.

Una delle Furie che si incontreranno nel gioco

Una poesia in movimento

Se per quanto riguarda il gameplay la parte action è quella che ci ha convinti di più, discorso ben diverso invece sotto l’aspetto grafico. Kunitsu-Gami Path of the Goddess è probabilmente uno dei giochi più ispirati che abbiamo visto. Dal level design fino al character design, passando per le musiche e le animazioni, il titolo è un vero e proprio omaggio al Giappone e alla sua cultura identitaria, che tanti apprezzano ma che in pochi hanno probabilmente il coraggio di esplorare. Ma tutto ciò non renderebbe se ovviamente la realizzazione tecnica non fosse di pregio. Pericolo sventato: Kunitsu-Gami Path of the Goddes è infatti un gioco ben realizzato, con un comparto grafico decisamente solido e ricco di sfumature. Una splendida prova tecnica da parte del team di sviluppo di Capcom, che dimostra come in realtà si possano realizzare grandi giochi anche mantenendo uno scope più piccolo, senza però rinunciare a una direzione artistica di pregio e una tecnica realizzativa che non ha nulla da invidiare ai tanti giochi che abbiamo visto in uscita quest’anno.

A differenza di altri giochi pubblicati da Capcom su PC, infatti, almeno la versione Steam di Kunitsu-Gami Path of the Goddess risulta essere molto stabile. La versione di prova non è mai scesa sotto i 60 frame al secondo mantenendo una qualità dell’immagine ad alto. Perfetta l’introduzione del ray-tracing, così come le tecnologie di scaling basate su AI. Il gioco non ha sofferto e non abbiamo riscontrato nessun tipo di bug o rallentamenti. Un segnale incoraggiante, in vista della sua uscita. Anche le opzione tecniche a disposizione dei giocatori sono molteplici: sarà possibile regolare qualsiasi tipo di parametro grafico, a differenza di altri giochi provenienti dal Giappone. Insomma, pare proprio che Capcom questa volta abbia svolto un lavoro encomiabile, anche se ovviamente il titolo è decisamente diverso da altri Tripla A del publisher e sviluppatore nipponico.


Capcom cerca di proporre qualcosa di diverso con Kunitsu-Gami Path of the Goddes. Non sappiamo però se ci riuscirà: in questa prova il titolo ci ha convinto sotto diversi aspetti (gameplay action e direzione artistica), mentre invece meno in altri, come per esempio tutta la parte strategica. Al momento il gioco si difende sicuramente bene, ma per chiarire alcuni punti oscuri vi rimandiamo alla recensione. Per ora il nostro consiglio è quello di tenere sott’occhio il gioco, soprattutto se siete in cerca di un titolo originale e con un forte tratto autoriale. Non pensate però di poter approcciarvi al gioco come un semplice action game: la parte strategica ricopre infatti un ruolo importante. Tanti punti chiari, ma anche qualche piccola ombra: rimandiamo ogni giudizio definitivo alla nostra futura recensione.