Baby Steps: il goffo walking silmulator viene rinviato

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Devolver Digital e gli sviluppatori Gabe Cuzzillo, Maxi Boch e Bennett Foddy hanno annunciato un piccolo ma significativo rinvio per Baby Steps, che non arriverà più l’8 settembre come inizialmente previsto, ma il 23 settembre su PlayStation 5 e PC via Steam. Il motivo? Pare che la colpa sia tutta di Hollow Knight: Silksong, in uscita il 4 settembre, un gigante troppo ingombrante con cui dividere la scena. Per evitare di essere schiacciato dalle attenzioni rivolte al titolo di Team Cherry, Baby Steps ha deciso di farsi da parte e prendersi due settimane in più di cammino.

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In Baby Steps vestiamo i panni di Nate, un disoccupato senza arte né parte che scopre un potere unico: mettere un piede davanti all’altro. Un gameplay tanto assurdo quanto affascinante, firmato dalle menti dietro Ape Out e Getting Over It, che trasforma la camminata in una vera e propria avventura. Il mondo, avvolto nella nebbia, si apre passo dopo passo, tra montagne da scalare con fatica, incontri con fauna locale e un’ironia pungente che accompagna il giocatore mentre cerca un senso in una vita sprecata.

Caratteristiche principali:

  • Camminata basata su fisica realistica: ogni passo è una sfida, ogni inciampo un’esperienza
  • Colonna sonora dinamica composta da 420 beat e vibrazioni che seguono il ritmo del viaggio
  • Un percorso montano immenso da affrontare con calma (o più lentamente ancora)
  • Sistema dinamico di… “soilage” della tutina
  • Cappelli non collezionabili, perché il minimalismo è tutto

Con il suo umorismo surreale e una struttura tanto semplice quanto imprevedibile, Baby Steps punta a essere la rivelazione indie più bizzarra di settembre, anche se dovremo attendere qualche giorno in più per iniziare la nostra goffa scalata.

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Appassionato di videogiochi, anime e serie tv. Grande lettore e collezionista di fumetti e manga. Avvicinato al medium videoludico grazie a Wolf 3D in un floppy-disk nel pc di mia madre, per poi crescere a pane e Souls-like e abbracciare il credo di Ezio Auditore da Firenze.