Trigun Stargaze First Look: salvaci, Vash! 

trigun stargaze cover

Dopo lo spettacolare finale della prima stagione, Vash the “Stampede” e tutto il plotone dei protagonisti di Trigun è pronto a fare il suo ritorno. Ovviamente, su Crunchyroll. La seconda stagione dell’anime basato sul manga di Yasuhiro Nightow, prodotta dallo Studio CG Orange, è pronta a fare il suo debutto sulla piattaforma “arancione”, in un palinsesto invernale a dir poco spaziale. Il nuovo corso di Trigun, iniziato nel 2023, riprende, proprio come nel decorso cronologico reale, il so viaggio proprio due anni e mezzo dopo gli eventi della prima stagione, con un nuovo suffisso: Stargaze. Non è un caso, perché, pare evidente, lo spazio, l’ignoto, i viaggi “temporali” sembrano essere il core di questo blocco di episodi, che prenderanno il via, ufficialmente, a partire dal 10 gennaio. 

In mezzo ai colossi dell’industria, come Jujutsu Kaisen, Fire Force e Frieren, la nuova stagione di Trigun è pronta a ritagliarsi il proprio spazio, con un primo episodio che parte molto bene, con un ritmo deciso e tante buone idee, cui fa capolino la solita direzione tecnica e artistica esagerata e fuori di testa. Insomma: le premesse, per un buonissimo risultato, ci sono tutte e dobbiamo ammettere che questi primi due episodi si sono rivelati più spettacolari che mai. Trigun Stargaze è ripartito subito col botto e, a essere onesti, non vediamo l’ora di scoprire come e dove la storia andrà a parare, e non soltanto per Vash.

Trigun Stargaze
Vash è pronto a tornare in azione!

Trigun Stargaze: la guerra non cambia mai

Quello che è evidente fin dal primo minuto, è la voglia di dare allo show un senso forte di continuità. E la missione è pienamente riuscita. Al netto di un passaggio temporale sensibile, sia effettivo sia in termini di scrittura e narrazione, Trigun Stargaze sta a Trigun Stampede come la panna sul caffè. Alla perfezione. È un lavoro intelligente e curato, un misto di amore e professionalità, e bastano pochi minuti per comprenderlo. Il nuovo viaggio di Vash, sempre il certo della storia ma ora anche un elemento di un giogo più grande e oscuro di quanto si potrebbe credere, si basa su fondamenta ben precise e ben chiare, soprattutto a chi conosce bene la serie e porta con sé un ricordo ben delineato del lavoro del sensei di Yokohama. 

In Trigun Stargaze c’è ancora tanto spazio per una direzione artistica e narrativa esagerata e fuori di testa, con un plotone sterminato di vecchi e nuovi personaggi, con tanto da dire e da dare allo show. È una legge tacita ben nota, soprattutto a chi conosce il manga, ma anche la stagione anime “originale”, ed è un piacere vedere che in questa nuova stagione si sia fatto di tutto per espandere il più possibile un universo narrativo generoso e variopinto. Questi primi episodi della seconda stagione hanno avuto il compito di far comprendere allo spettatore che c’è molto di più di Vash e della sua storia, e il mondo è in continua evoluzione. C’è tanto, insomma, da scoprire e da vedere e queste prime battute l’hanno saputo mettere perfettamente nero su bianco. 

La nuova stagione di Trigun è più spettacolare che mai.

Una minaccia…spaziale

Al di là del sacrificio di Vash, il mondo è andato avanti. O ciò che ne resta. La civiltà rimane imbrigliata nella vena post-apocalittica della storia e del genere, attaccata ai (pochi) piaceri della vita, alla voglia di tornare alla normalità e ai piaceri effimeri, fugaci, impalpabili. Sullo sfondo di una società che prova ad andare avanti, adagiandosi però sempre di più su quella che è la consuetudine, si annida una nuova minaccia. Potenzialmente ancor più oscura e minacciosa. Meryl e Millie sono alle prese con una doppia, difficilissima, missione: raccogliere i cocci del sacrificio di Vash e di tutto ciò che ne ha conseguito e provare a tenere sotto controllo, per quanto possibile, di una società sempre più minacciata da forze oscure, paurosamente all’azione nell’ombra, ma non soltanto. La “pace” è soltanto un miraggio. Una misteriosa cospirazione sta portando alla sparizione, al vero e proprio furto dei Plant, le forme di vita aliene necessarie per la sopravvivenza di quel che resta dell’umanità. 

La minaccia, però, stavolta sembra arrivare dall’alto, da molto lontano. Questi primi episodi hanno gettato le basi per un arco narrativo intenso e ricco di sorprese, che riguardano tanto la sparizione di Vash quanto il futuro dell’umanità e della civiltà, a quanto pare costretta a fronteggiare una nuova verità, un nuovo mistero, destinato a ingigantire un universo narrativo in continua espansione. Prima di affrontare un misterioso e incerto futuro, però, il protagonista sembra essere chiamato a fronteggiare il suo passato. I primi episodi rappresentano un modo “perfetto” per ritrovarsi, per fare a pugni con le proprie origini e ritrovare, così, se stessi. Sotto questo aspetto, diventa fondamentale la figura di Jessica. La giovane è un pezzo fondamentale di questo “nuovo” inizio e rappresenta il perfetto tassello mancante per rimettere in piedi un meccanismo ricco di ingranaggi, tutti da allineare e far funzionare al meglio.

Amore è dolore. Sempre.

La fine è soltanto l’inizio! 

Nel plasmare un ritorno che, senza troppi giri di parole, definiremmo coi fiocchi, lo Studio Orange ha saputo tirare fuori dalla serie, e anche dalle proprie abilità, il meglio. Lo stile esagerato e fuori di testa di Trigun, un lavoro già di per sé avanti con i tempi in termini di audacia e profondità tematica, viene riproposto alla perfezione sul piccolo schermo. Lo studio d’animazione ha creato – nuovamente – l’atmosfera giusta, ha messo le basi per una nuova tornata di episodi dal forte impatto anche estetico e sul piano della regia, con risultati – per ora – di pregevole livello. Trigun Stargaze è caratterizzato dal solito stile estetico esagerato e particolare. Lo “step-motion” che muove la serie è gradevole e non trasmette “lentezza” allo show che, anzi, risulta sempre frenetico nel passare da uno step narrativo all’altro. Lo stile grafico, in generale, rimane al solito colorato e sprezzante ma qui, in questa seconda stagione, sembra tutto più accentuato.

Trigun Stargaze è un trionfo cromatico, un omaggio alla genuinità dei colori e alla varietà che esiste in natura, e bastano pochi frame per capirlo. La seconda stagione dell’anime sembra essere partita benissimo. Il primo episodio è un ottimo punto di partenza, anche per ritmi e regia. Le scene mantengono un’aura di solennità innegabile e l’animazione, in generale, riesce ad accompagnare al meglio le sequenze, specialmente quelle più importanti. Il ritmo incalzante degli eventi rende la visione gradevole e non annoia mai, pilotando con decisione gli spettatori da una scena all’altra, aumentandone sempre e comunque la curiosità e la voglia di scoprire, di conoscere e di vedere cosa accadrà, da lì in avanti. Se proprio volessimo trovare il pelo nell’uovo, probabilmente, è che – forse – la serie nuova stagione lascia troppo poco spazio a chi non conosce quella precedente, e riparte con troppa enfasi sui nuovi episodi, lasciando indietro tutti gli altri.


Trigun Stargaze è partito col piede giusto. La seconda stagione dell’anime riprende il racconto di Vash e dell’umanità immersa in un universo futuristico ed esagerato e lo fa nel modo giusto. I primi episodi sono un vortice di emozioni, azione e genialità, e gettano alla perfezione le basi per un futuro radioso, e non vediamo l’ora di scoprire come tutto andrà a delinearsi. Noi, onestamente, non vediamo l’ora di scoprire come tutto andrà avanti e ci auguriamo che la qualità dello show possa rimanere su questi livelli per tutta la durata.