My Hero Academia Vigilantes Stagione 2 First Look: eroi senza licenza, ideali senza scudo

My Hero Academia Vigilantes

Cโ€™รจ stato un momento, non troppo lontano, in cui My Hero Academia veniva liquidato come โ€œlโ€™anime supereroistico per ragazziโ€. Una definizione pigra, ingiusta e, col senno di poi, decisamente miope. La serie di Kohei Horikoshi ha saputo crescere, maturare e stratificarsi fino a raggiungere, con la sua stagione finale, uno dei punti piรน alti della produzione anime recente, dimostrando che dietro costumi colorati e pugni spettacolari si nascondeva un racconto complesso fatto di responsabilitร , fallimenti, potere e scelte morali. In questo contesto si inserisce My Hero Academia: Vigilantes, prequel e spin-off che fin dalla prima stagione ha avuto il compito piรน difficile: raccontare lo stesso mondo, ma da unโ€™angolazione completamente diversa. Niente accademie prestigiose, niente riflettori, niente licenze ufficiali. Solo strade di periferia, quartieri dimenticati e persone comuni che decidono, per necessitร  o convinzione, di fare la cosa giusta anche quando la legge dice loro di non farla. Grazie a Crunchyroll ho avuto la possibilitร  di assistere in anteprima ai primi due episodi della seconda stagione, e quello che emerge da questo first look รจ una serie che non solo conferma la bontร  delle sue premesse, ma sembra voler fare un passo ulteriore: scavare piรน a fondo nella psicologia dei personaggi, nel senso stesso di โ€œeroismoโ€ e nella sottile linea che separa chi protegge e chi infrange le regole.

Pop Step, una piccola vigilante introversa

My Hero Academia Vigilantes Stagione 2: dove eravamo rimasti? il lato nascosto del mondo dei Quirk

La prima stagione di Vigilantes aveva fatto una scelta chiara e coraggiosa: raccontare il mondo dei Quirk non dal punto di vista degli eroi riconosciuti, ma da quello di chi vive ai margini del sistema. In un universo in cui circa lโ€™80% della popolazione possiede un potere, solo una minima parte รจ autorizzata a usarlo legalmente per combattere il crimine. Tutti gli altri devono limitarsi, contenersi, adeguarsi. Ed รจ proprio in quello spazio grigio che nascono i Vigilanti.

Koichi Haimawari, alias The Crawler, non รจ un prescelto, non รจ un genio del combattimento, non รจ nemmeno particolarmente carismatico. รˆ uno studente qualunque con un Quirk apparentemente mediocre, capace di scivolare sulle superfici. Eppure, insieme a Pop Step e al brutale Knuckleduster, sceglie di aiutare chi non viene protetto dagli eroi ufficiali. La prima stagione aveva costruito con pazienza questo microcosmo fatto di criminalitร  minore, droga potenziatrice come il Trigger, quartieri popolari e conflitti morali piรน sottili rispetto allo scontro netto tra bene e male. Una base narrativa solida, che la seconda stagione riprende senza perdere tempo.

Kaniko ormai ha un granchio per capello

Episodio 1: crescere significa muoversi (anche quando non siamo pronti)

Il primo episodio della seconda stagione svolge una doppia funzione fondamentale: rinfrescare la memoria allo spettatore e, allo stesso tempo, suggerire che qualcosa sta cambiando. Ritroviamo Koichi nel suo ruolo ormai consolidato di vigilante improvvisato, ma anche di improbabile manager della sua amica Kazuho, meglio conosciuta come Pop Step, aspirante idol e vigilante suo malgrado. La trasferta a Kyoto per un evento promozionale ha il sapore di una pausa dalla violenza urbana di Tokyo, ma come spesso accade in Vigilantes, la tranquillitร  รจ solo apparente. Durante il viaggio emerge uno degli elementi piรน interessanti dellโ€™episodio: lโ€™evoluzione del Quirk di Koichi. Senza fanfare, senza spiegoni, scopriamo che The Crawler รจ ora in grado di usare la sua abilitร  in modo piรน consapevole e raffinato, alternando repulsione e adesione alle superfici con maggiore precisione. Non รจ un power-up spettacolare, ma รจ coerente con la filosofia della serie: qui i poteri crescono insieme alla comprensione di sรฉ, non per destino o allenamenti miracolosi.

Lโ€™arrivo a Kyoto segna anche lโ€™ingresso in scena di Fat Gum, Hero ufficiale, e la rivelazione che lโ€™evento idol รจ in realtร  una copertura per unโ€™operazione antidroga legata al Trigger. Parallelamente, a Tokyo, Eraser Head indaga sullo stesso traffico, creando una connessione sempre piรน evidente tra vigilanti ed eroi regolari. Il primo episodio funziona perchรฉ riesce a essere leggero e teso allo stesso tempo. Cโ€™รจ spazio per momenti piรน quotidiani, ma anche per una riflessione sottile: Koichi sta cambiando, e forse sta iniziando a capire che il suo ruolo nel mondo non รจ piรน quello del semplice โ€œaiutante di quartiereโ€.

Il potenterrimo Fat Gum

Episodio 2: velocitร , scelte e conseguenze

Il secondo episodio alza immediatamente il ritmo e amplia lo sguardo. La sequenza iniziale, con Koichi che insegue lo Shinkansen e riesce ad aggrapparsi al treno grazie al suo Quirk, non รจ solo spettacolare: รจ simbolica. The Crawler non รจ piรน confinato alle strade del suo quartiere. Il mondo corre veloce, e lui sta finalmente imparando a tenere il passo. La narrazione si sposta poi su Kaniko, impegnata nel controllo di un carico sospetto di granchi, che si rivela contenere droga. Lโ€™incontro con il Villain รจ rapido, brutale, e dimostra quanto sia pericoloso affrontare certi criminali senza il supporto diretto degli eroi. Con la sua velocitร  sovrumana, il Villain ha la capacitร  di colpire prima ancora che la situazione venga compresa: tutto contribuisce a creare un senso di impotenza molto concreto. Lโ€™intervento di Fat Gum รจ spettacolare e rassicurante, ma lโ€™episodio evita la trappola del โ€œsalvatore onnipotenteโ€. Anche lui va in difficoltร , anche lui deve affidarsi allโ€™aiuto di Kaniko e del suo Quirk Forbice, in una delle sequenze piรน interessanti dellโ€™episodio. Qui Vigilantes ribadisce uno dei suoi messaggi chiave: nessuno combatte davvero da solo. Il climax arriva con il Villain che, sfruttando la sua ipervelocitร , sembra muoversi in uno spazio temporale congelato, sparando i poliziotti prima di dileguarsi. รˆ una scena inquietante, quasi crudele, che lascia una sensazione di sconfitta anche quando lโ€™azione si conclude.

Il Villain che darร  molto filo da torcere

My Hero Academia Vigilantes Stagione 2: lโ€™eroismo senza medaglie

Se cโ€™รจ un elemento che rende My Hero Academia: Vigilantes diverso dalla serie principale รจ la sua riflessione sullโ€™eroismo non riconosciuto. Qui non esistono premi, classifiche o titoli. Essere vigilanti significa scegliere di agire sapendo di non ricevere alcun riconoscimento, e anzi rischiando di essere considerati criminali. Koichi non combatte per diventare un simbolo, ma perchรฉ non riesce a voltarsi dallโ€™altra parte. La seconda stagione sembra voler spingere ancora di piรน su questo concetto, mostrando come la crescita personale porti inevitabilmente a nuove responsabilitร . Piรน Koichi diventa forte, piรน il mondo intorno a lui si fa complesso e pericoloso. Il Trigger non รจ solo una droga: รจ una metafora del desiderio di scorciatoie, del potere ottenuto senza controllo, dellโ€™illusione di poter essere eroi senza pagarne il prezzo. Anche il contrasto tra vigilanti ed eroi ufficiali diventa sempre meno netto. Fat Gum ed Eraser Head non sono antagonisti, ma nemmeno figure onnipotenti. Sono parte di un sistema che funziona, ma non sempre arriva dove serve. Ed รจ proprio lรฌ che si inseriscono i vigilanti.

Dal punto di vista tecnico, questi primi due episodi confermano la soliditร  della produzione. La regia di Kenichi Suzuki resta chiara e funzionale, capace di alternare azione fluida e momenti piรน riflessivi. Il comparto artistico mantiene quella combinazione riuscita di colori brillanti e atmosfere piรน cupe, perfetta per raccontare un mondo dove il confine tra spettacolo e tragedia รจ sottile. Le animazioni sono pulite, soprattutto nelle sequenze dโ€™azione legate alla velocitร , mentre la colonna sonora accompagna senza mai sovrastare, lasciando spazio ai silenzi quando serve.


 

Questo first look dei primi due episodi della seconda stagione di My Hero Academia: Vigilantes restituisce lโ€™immagine di una serie consapevole della propria identitร . Non cerca di imitare la serie madre, nรฉ di superarla in spettacolaritร . Preferisce approfondire, rallentare quando serve, e raccontare cosa significa davvero essere un eroe in un mondo che ha giร  deciso chi puรฒ esserlo. Koichi continua a essere un protagonista atipico, fragile e imperfetto, ma proprio per questo incredibilmente umano. La sua crescita non รจ urlata, ma costruita passo dopo passo, scivolata dopo scivolata, errore dopo errore. Se la prima stagione era una promessa, questi primi episodi della seconda sembrano volerla mantenere: Vigilantes non รจ un semplice spin-off, ma una riflessione adulta e sincera su cosa accade quando la giustizia non ha un distintivo. E se questo รจ solo lโ€™inizio, il viaggio dei vigilanti รจ appena diventato ancora piรน interessante.