A Knight of the Seven Kingdoms First Look: Dunk ed Egg nel prequel de’ Il Trono di Spade

Era il 2014, quando in Italia arrivava per la prima volta la raccolta firmata da George R.R. Martin e intitolata A Knight of the Seven Kingdoms, un nuovo spaccato di storia che andava a implementare e approfondire ulteriormente le vicende narrate ne Il Trono di Spade, ma raccontando le vicende in un interessante prequel. Prequel che viene ora ripreso anche per il pubblico televisivo, grazie a un’operazione seriale targata HBO Max e che possiamo vedere anche noi in Italia tramite Prime Video. Mantenendo il titolo originale, A Knight of the Seven Kingdoms (Il cavaliere dei Sette Regni in italiano) รจ la nuova serie tv, nonchรฉ secondo spin-off oltre a House of the Dragon, rispetto al quale prevale qui la scelta di cambiare protagonista della narrazione. Non si dร  precedenza alla classica dinastia dai rapporti interpersonali complessi e fustigata da lotte di successione, bensรฌ a un (apparente) cavaliere ancora alle prime armi, letteralmente, che conosce ben poco del mondo che lo circonda, ma pur sempre alla ricerca di riscatto. Le uscite degli episodi di questa prima stagione sono uno a settimana e, dopo il lancio lo scorso 19 gennaio, abbiamo visto i primi due episodi, raccontandovi nella nostra anteprima le impressioni che ci hanno suscitato finora!

A Knight of the Seven Kingdoms saprร  stupirci e appassionarci come la serie de Il Trono di Spade?

A Knight of the Seven Kingdoms: si torna a Westeros (con 90 anni di anticipo)

Siamo aย Westeros, novant’anni prima degli avvenimenti narrati nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, dove si muovono due nuovi e importanti personaggi, come giร  sa chi ha letto la raccolta omonima. Si tratta di Dunk, noto anche come Ser Dunk l’Alto, cavaliere errante originario di Fondo delle Pulci, cavaliere errante poco avvezzo agli intrighi di corte, ma abile nella lotta e nobile di cuore, e il suo giovane scudiero Egg, un soprannome dietro cui si nasconde Aegon Targaryen, principe della Casa dei Draghi e destinato un giorno a sedersi sul Trono di Spade. Ma non acceleriamo troppo e rimaniamo ancorati a questo tempo, in cui Ser Dunk, nato popolano, รจ poi diventato scudiero del discutibile Ser Arlan di Pennytree.

Dunk all’inizio รจ solo un umile scudiero, che diventa improvvisamente cavaliere dopo la morte del suo mentore, ed รจ dunque diretto verso il Torneo di Ashford Meadow. Spalleggiato da Egg, un giovane dallโ€™identitร  sconosciuta a quel tempo, e che diventa il suo scudiero, Dunk diventa protagonista di una nuova avventura ambientata a Westeros in una produzione dalle atmosfere e linee narrative piรน tranquille e pacate rispetto a GoT, senza alcun dubbio. A Knight of the Seven Kingdoms รจ una creazione molto meno angosciante, e a tratti anche divertente, che cambia direzione offrendo uno sguardo meno pretenzioso e apparentemente meno cupo a tratti, per dare voce a un personaggio che normalmente verrebbe relegato in secondo piano, derivando dal popolino e che dimostra, contrariamente a quanto si possa pensare, che non possa suscitare alcun interesse.

A Knight of the Seven Kingdoms
Dunk ci presenta fin da subito il mondo di Westeros visto da un altro punto di vista rispetto a GoT

Come si (ri)crea una famiglia

Tornando brevemente alla narrazione, senza troppi spoiler, la serie parla di un personaggio che si trova a un bivio: sta raccogliendo la spada del suo maestro, ma senza quell’atmosfera di “grandeur” ed epicitร  che si respirerebbe in GoT. Dunk รจ ben distante dall’essere un eroe, tanto che quando realizza la difficoltร  del compito che lo attende, si innervosisce, ricordando che รจ solo un uomo del popolo. Duncan “Dunk” l’Alto รจ un giovane di due metri, ingenuo e impacciato, che non sa come continuare la sua vita. Sa solo che vuole diventare un cavaliere, dunque finge di essere stato ordinato tale per iscriversi alle giostre, benchรฉ non abbia l’ombra di un quattrino, nรฉ i documenti che dimostrino il suo titolo. Siamo agli esordi, e ha solo unโ€™armatura troppo piccola per lui, una spada poco affilata e un cavallo che ama davvero molto (ode agli animalisti del nostro tempo, o ulteriore elemento di semplicitร  e genuinitร  del personaggio?).

La sua nuova famiglia, o meglio l’unico punto di appoggio per ora, รจ il piccolo Egg, che non ha nessuno, e Dunk รจ gentile con i piรน deboli e piccoli, dando inizio a unโ€™amicizia sincera e leale. Questo rapporto nasce con la promessa di fraternitร  e potenziale tenerezza, ulteriori tratti che marcano il confine ben delineato con quanto visto in precedenza nel franchise. Il rapporto tra Dunk ed Egg puรฒ essere letto non solo come quello di mentore e allievo, ma anche padre e figlio, o di fratellanza, a seconda dei momenti. Entrambi sono alla ricerca di relazioni affettive che non possono piรน avere da una famiglia propria, avendola persa definitivamente, ma rimanendo pronti a crearsene un’altra, nonostante le difficoltร .

A Knight of the Seven Kingdoms
Dunk ed Egg sono alla ricerca di se stessi e di una nuova famiglia da cui ripartire

Tutte le distanze dal Trono di Spade (e dai libri) in A Knight of the Seven Kingdoms

La storia parla della famiglia e delle diverse modalitร  con cui si formano le famiglie, ed รจ evidente dal lavoro finora mostratoci e che porta le firme di Ira Parker, showrunner e sceneggiatore principale, che ha giร  alle spalle la collaborazione con House of the Dragon, mentre la regia della prima puntata รจ stata affidata a Owen Harris, la cui firma รจ stata giร  apposta a prodotti come Misfits e Black Mirror, tra le piรน note. Queste personalitร  ai lavori per A Knight of the Seven Kingdoms mettono bene in chiaro le cose, garantendo alla produzione un’identitร  visiva senz’altro coerente con i precedenti adattamenti delle opere di Martin, ma al contempo risultando ben capace di prenderne le distanze, anche grazie alla fotografia non banale, sottolineando la dimensione piรน intima e semplice di quello che ci appare come un singolare racconto di formazione.

Una distanza evidente rispetto al Trono di Spade, evidenziando anche come l’arco narrativo della serie appena lanciata si collochi tra Il Trono di Spade e House of the Dragon. Questo prequel finora non ha deluso le aspettative degli spettatori, pur con qualche modifica apportata rispetto alle storie originali dalla penna di George R.R. Martin. Niente di trascendentale, sia ben chiaro: viene raccontata la stessa storia con i principali momenti narrati, senza discostarsi dai libri; le differenze si notano solo in alcune sfumature circa i dettagli chiave dei personaggi, con Egg un po’ piรน acuto e spiritoso, senza rendere al contempo Dunk troppo sempliciotto o stupido. Rimane il suo lato debole, con poca autostima e una certa inclinazione alla depressione, rendendolo umano e meno eroico rispetto agli epici personaggi di GoT. L’essenza originale rimane, i cambiamenti sono solo accennati, ma non ci resta che attendere le prossime puntate per capire ancora di piรน quanto rimane della fedeltร  ai tre libri di Martin.

A Knight of the Seven Kingdoms
Egg mostrerร  presto i poteri discendenti dalla famiglia a cui appartiene?

Il cavaliere, dei Sette Regni e della semplicitร 

Lo abbiamo giร  detto, e lo sintetizziamo nuovamente: finora abbiamo assistito a un racconto semplice, piรน caldo e umano, contornato da una sottile ironia capace di strappare qualche sorriso e trasmettere un senso di leggerezza allo spettatore, soprattutto grazie a qualche flashback di non poco conto (che non vi anticipiamo per lasciarvi la sorpresa nel corso della visione).ย Il risultatoย  dopo due puntate รจ quello di un prodotto che imbocca una strada decisamente differente rispetto alle precedenti storie di Westeros, attribuendo un’identitร  peculiare alla serie, un’avventura circoscritta che si avvicini piรน a un mix tra fantasy e comedy.

Rimane comunque un’alta qualitร  di narrazione e ambientazione del setting, oltre che mantenere complessivamente un tono serioso ed elegante, senza scadere insomma nella commedia sempliciotta. Solo l’approccio รจ piรน leggero e disinvolto, con un investimento piรน circoscritto destinato alla serie, ma il cui legame e ancoraggio a Il Trono di Spade rimane una forte leva emotiva nei confronti del pubblico. Il franchise, a livello gaming, ha anche celebrato l’arrivo di questa serie con nuovi contenuti all’interno de Il Trono di Spade La Conquista, gioco mobile dedicato alla storia omonima, una delle pochissime operazioni, se non l’unica a livello di correlazioni e legami tra i prodotti dello stesso franchise, messa in atto per questo lancio.


Dopo tanti intrighi, relazioni incestuose, figli illegittimi e domatori di draghi, tornare a esplorare il Continente Occidentale con un personaggio dallo spessore all’apparenza minore rispetto alla serie principale, e alle prese con tutte le difficoltร  di un mondo medievale rappresenta una boccata di aria fresca. Non mancano certo i momenti piรน dark, tetri e difficili, ma la serie riesce a trascendere l’oscuritร  della produzione principale con il suo tono lieve e ottimista, oltre a un pizzico di umorismo. A Knight of the Seven Kingdoms lascia spazio all’umanitร , alla semplicitร  gentile che viene incarnata dal duo Dunk – Egg. In poco tempo, sin dal pilot della serie, vengono tratteggiati contesto, impianto narrativo e personaggi in maniera impeccabile. Un lavoro di fino che ci auguriamo rimanga fino al 23 febbraio, data di uscita del finale di questa stagione.