Ubisoft nel caos: dopo la maxi-ristrutturazione il titolo crolla e nasce l’era delle “Creative Houses”

È passata solo una settimana dall’annuncio della ristrutturazione più drastica della storia di Ubisoft, ma le conseguenze si fanno già sentire, e forte. Tra sei progetti cancellati, sette titoli rinviati e due studi chiusi, il mercato ha reagito senza pietà: il titolo Ubisoft è sceso al minimo degli ultimi 15 anni, segnando un crollo del 95% rispetto al suo picco storico. Il cuore della riorganizzazione è il nuovo sistema delle Creative Houses, che suddivide le IP dell’azienda in cinque grandi poli creativi. Ogni Creative House avrà:

  • una leadership dedicata
  • il controllo sullo sviluppo del brand
  • la strategia dei contenuti
  • la direzione editoriale

A supporto nasce la Creative Network, una rete di studi incaricata di fornire supporto tecnico, QA e risorse di sviluppo condivise. Secondo Ubisoft, questo modello dovrebbe garantire più struttura, sviluppi più rapidi e una gestione più flessibile delle tecnologie. Dentro Ubisoft, però, il clima è tutt’altro che sereno. Tra i dipendenti crescono le preoccupazioni:

  • c’è chi teme una vendita delle IP
  • chi parla di un assetto pensato per facilitare capitali esterni
  • chi dubita che qualcosa possa davvero cambiare, visto che la leadership resta invariata

La sensazione dominante è di frustrazione, confusione e paura per il futuro. Il terzo piano di riduzione dei costi punta a risparmiare 200 milioni di euro entro marzo 2028, con il rischio concreto di migliaia di licenziamenti e studi considerati “di supporto” più esposti ai tagli In particolare, gli studi inseriti nella Creative Network temono di diventare bersagli privilegiati, percependo la ristrutturazione come una divisione dell’azienda in due blocchi distinti.

Ecco la nuova mappa di Ubisoft Creative Houses nel dettaglio:

  • Creative House 1 – Vantage Studios
    • Franchise: Assassin’s Creed, Far Cry, Rainbow Six
    • Studi: Barcellona, Montreal Vantage, Quebec, Saguenay, Sherbrooke, Sofia
  • Creative House 2
    • Franchise: Ghost Recon, Splinter Cell, The Division, Avatar
    • Studi: Paris (Ghost Recon), Massive, Montreal CH2, Toronto

Avatar non compariva nei documenti pubblici. Un portavoce Ubisoft ha dichiarato che “Avatar: Frontiers of Pandora è un gioco live, con team interni ancora attivi sul progetto”.

  • Creative House 3
    • Franchise: Brawlhalla, For Honor, Riders Republic, Skull & Bones, The Crew
    • Studi: Blue Mammoth Games, Ivory Tower, Montreal CH3
  • Creative House 4
    • Franchise: Anno, Beyond Good and Evil, Might & Magic, Prince of Persia, Rayman, Trackmania
    • Studi: Mainz, Milano, Montpellier, Montreal CH4, Nadeo
  • Creative House 5
    • Franchise: Growtopia, Hasbro Games, Howrse, Hungry Shark, Invincible: Guarding the Globe, Just Dance, portfolio Kolibri, portfolio Ketchapp, UNO
    • Studi: Abu Dhabi, Barcelona Mobile, Ketchapp, Kolibri Games, Paris (Just Dance), Ubisoft Mobile Games, Ubisoft Paris Mobile

Ubisoft ha inoltre quattro IP non ancora annunciate, che verranno assegnate alle Creative House 2, 3 o 4 in base al tema.

  • Gli studi della Creative Network
    • Annecy, Belgrado, Berlino, Bordeaux, Bucarest, Chengdu, Da Nang, Düsseldorf, Kyiv, Odesa, Varsavia, Manila, Parigi, Pune, Red Storm, RedLynx, Reflections, Shanghai, Singapore, Winnipeg.

Nonostante un portafoglio di IP potentissimo, l’atmosfera resta cupa. I tagli proseguiranno ufficialmente fino a marzo 2028, ma molti temono che il peggio debba ancora arrivare. A peggiorare il quadro, Ubisoft ha annunciato 200 licenziamenti a Parigi, spingendo i sindacati francesi a proporre uno sciopero dal 10 al 12 febbraio. Come spesso accade in questi casi, a pagare il prezzo più alto rischiano di essere gli sviluppatori, travolti dalle conseguenze di anni di scelte strategiche discutibili. La domanda ora è una sola: questa ristrutturazione salverà Ubisoft… o ne accelererà la crisi?