Orbitals-

Orbitals apre il Nintendo Direct Partner Showcase: l’indie spaziale che profuma di anime anni ’90

Aggiungici come sito preferito su Google

Il Nintendo Direct Partner Showcase di febbraio 2026 si è aperto con una sorpresa dal sapore indie, colorata e decisamente promettente. Il primo annuncio dell’evento è stato Orbitals, un’avventura spaziale cooperativa che punta tutto su esplorazione, affiatamento e stile. Già mostrato in precedenza durante The Game Awards, Orbitals è tornato a farsi vedere con un nuovo spazio dedicato, confermando le buone sensazioni iniziali. Il gioco racconta il viaggio di due esploratori nello spazio profondo, alle prese con pianeti misteriosi, ambienti ostili e situazioni che richiedono collaborazione costante.

Corso Localizzazione Videoludica

Il cuore dell’esperienza è infatti il co-op in split-screen, che richiama apertamente lo spirito di It Takes Two: ogni giocatore ha un ruolo attivo e complementare, e solo lavorando insieme sarà possibile superare ostacoli e rompicapi ambientali. A colpire immediatamente è anche la direzione artistica, che strizza l’occhio agli anime degli anni ’90: colori morbidi, character design espressivo e un’estetica che mescola nostalgia e modernità, rendendo Orbitals immediatamente riconoscibile tra le produzioni indipendenti.

Nintendo ha inoltre confermato il supporto a GameShare, permettendo di condividere l’esperienza cooperativa in modo semplice e immediato, rafforzando ulteriormente la vocazione sociale del titolo. Per quanto riguarda l’uscita, Orbitals ha ora una finestra di lancio ufficiale fissata per l’estate 2026. Nessuna data precisa, ma abbastanza per segnare il calendario e tenere d’occhio uno dei progetti indie più interessanti mostrati durante lo showcase. Se l’obiettivo di Nintendo era iniziare il Direct con un gioco capace di farsi ricordare, Orbitals ha decisamente centrato il bersaglio.

Corso Giornalismo Videoludico
Appassionato di videogiochi, anime e serie tv. Grande lettore e collezionista di fumetti e manga. Avvicinato al medium videoludico grazie a Wolf 3D in un floppy-disk nel pc di mia madre, per poi crescere a pane e Souls-like e abbracciare il credo di Ezio Auditore da Firenze.