Control Resonant si mostra allo State of Play: New York si piega su sé stessa e il sequel cambia tutto

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Durante lo State of Play del 12 febbraio 2026 è arrivato uno dei momenti più attesi della serata: il primo vero gameplay esteso di Control: Resonant, il sequel dell’acclamato titolo firmato Remedy Entertainment. E sì, il cambiamento si vede. Eccome se si vede. La svolta è netta: Control: Resonant abbraccia con decisione una struttura action-RPG, ampliando il sistema di progressione e rendendo il combattimento ancora più centrale. Se il primo capitolo giocava sull’equilibrio tra esplorazione e poteri telecinetici, qui tutto sembra più veloce, più aggressivo, più viscerale.

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Il combat system mostrato è frenetico, con un’enfasi marcata su:

  • Combattimento corpo a corpo più brutale
  • Magie e poteri dimensionali espansi
  • Combo rapide e devastanti
  • Un ritmo molto più serrato

L’impatto visivo è potente, e l’azione sembra meno “controllata” e più esplosiva rispetto al passato. L’ambientazione è una New York open-ended che si piega su sé stessa, quasi in stile Inception. Grattacieli che si contorcono, strade che si ripiegano nello spazio, architetture impossibili che diventano parte integrante del gameplay. La navigazione stessa è parte dell’esperienza: non si tratta solo di esplorare, ma di capire come muoversi in una città che cambia forma. Il level design promette un approccio più libero e stratificato, con una Manhattan paranormale che diventa un vero labirinto dimensionale.

Il salto rispetto al primo Control è evidente. L’universo si espande, le meccaniche si evolvono e l’impostazione sembra puntare a qualcosa di più grande, più aperto e più rischioso. Remedy ha chiuso la presentazione confermando che Control: Resonant è ancora previsto per il 2026 su PlayStation 5, ribadendo che lo sviluppo procede secondo i piani. Se il primo capitolo aveva costruito un culto attorno al suo immaginario disturbante, questo sequel punta chiaramente a fare un passo ulteriore: trasformare quell’idea in un’esperienza più vasta, più profonda e decisamente più ambiziosa. Dopo questo State of Play, una cosa è certa: il Bureau non ha ancora finito di piegare la realtà.

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Appassionato di videogiochi, anime e serie tv. Grande lettore e collezionista di fumetti e manga. Avvicinato al medium videoludico grazie a Wolf 3D in un floppy-disk nel pc di mia madre, per poi crescere a pane e Souls-like e abbracciare il credo di Ezio Auditore da Firenze.