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Ubisoft: da Assassin’s Creed ad Avatar, i conti salgono mentre continua la riorganizzazione

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Ubisoft ha pubblicato i risultati finanziari del terzo trimestre dell’anno fiscale 2025-26, chiuso il 31 dicembre 2025, evidenziando un andamento commerciale solido nonostante una fase interna di forte riorganizzazione che comprende anche recenti licenziamenti.

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Nel periodo in esame, i net bookings hanno raggiunto i 338 milioni di euro, segnando una crescita del 12% su base annua e superando le aspettative dell’azienda. Per chi non mastica finanza, si tratta di un indicatore molto usato nel settore videoludico: include non solo le copie vendute, ma anche entrate da DLC, microtransazioni, abbonamenti e contenuti live service. In sostanza, rappresenta il totale di quanto i giocatori hanno speso nei prodotti Ubisoft in un dato periodo. Il dato sale a 1,1 miliardi di euro considerando i primi nove mesi fiscali, con un aumento del 17,6% rispetto all’anno precedente.

A trainare i risultati sono stati soprattutto i franchise principali della compagnia, tra cui Assassin’s Creed, The Division, Anno e Avatar, supportati anche da performance molto positive del catalogo arretrato. Tra le uscite più rilevanti, Anno 117: Pax Romana ha registrato un lancio superiore a quello di Anno 1800 nello stesso arco temporale, mentre Avatar: Frontiers of Pandora ha beneficiato dell’espansione From the Ashes e dell’introduzione della visuale in terza persona, aumentando il coinvolgimento dei giocatori. Buoni segnali anche per Rainbow Six Siege, con attività utenti in ripresa, e per il marchio Assassin’s Creed, che continua a crescere in termini di sessioni e utenti attivi. Complessivamente, Ubisoft ha stimato circa 130 milioni di utenti attivi tra PC e console nel corso del 2025.

Parallelamente ai risultati finanziari, la compagnia ha confermato che è in atto una profonda trasformazione organizzativa. La nuova struttura si basa su cinque Creative Houses, divisioni pensate per gestire in modo più mirato franchise, pubblici e linee creative, con maggiore autonomia decisionale. All’interno di questo processo rientrano anche misure di riduzione dei costi: Ubisoft ha avviato una consultazione per tagliare circa 200 posizioni presso il quartier generale francese, attraverso un piano di uscite volontarie, con l’obiettivo di rendere l’organizzazione più snella ed efficiente nel lungo periodo.

Riguardo ai prossimi mesi, l’azienda ha confermato le previsioni per l’intero anno fiscale, con net bookings attesi intorno a 1,5 miliardi di euro, e si prepara al lancio di titoli come Rainbow Six Mobile e The Division Resurgence entro la fine dell’esercizio.

Guardando al breve termine, la situazione di Ubisoft resta comunque complessa e lontana da una piena stabilità. Se da un lato i risultati commerciali mostrano segnali incoraggianti, sostenuti soprattutto dalla forza dei franchise storici e dal contributo del catalogo arretrato, dall’altro la necessità di una ristrutturazione così profonda evidenzia criticità strutturali che l’azienda sta ancora cercando di risolvere. La creazione delle cinque Creative Houses, unita ai tagli al personale e alla razionalizzazione dei costi, racconta infatti di una compagnia che sta provando a ridefinire identità produttiva e sostenibilità economica dopo anni segnati da rinvii, performance altalenanti e investimenti onerosi.

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