Castlevania Belmont’s Curse Anteprima: Dracula risorge!

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Castlevania Belmont’s Curse è stato sicuramente uno degli annunci più stupefacenti visti durante l’interessante evento targato Sony che porta il nome di State of Play, appuntamento ormai fisso per presentare in pompa magna le novità in vetrina per l’ammiraglia PlayStation 5 e per il mondo della Casa del Walkman in generale. Vi invitiamo quindi a leggere il recap completo dell’evento sulle nostre pagine. Intanto andiamo a scoprire ed analizzare questo nuovo emozionante titolo dal sapore classico della Saga immortale di Castlevania, che aggiunge un nuovo tassello moderno alla sua lunga storia, a quattro decenni esatti dal debutto della serie vampiresca nel mondo videoludico.

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Castlevania: Belmont’s Curse
Castlevania Belmont’s Curse presenta uno stile cupo, classico ed intrigante!

Castlevania Belmont’s Curse riporta la saga nell’oscurità gotica più terrorizzante…

Il titolo presentato durante la serata dello State of Play appartiene ad una saga leggendaria, simbolo stesso del mondo videoludico, sebbene ormai più legata al settore Retrogaming che al mondo moderno, ovviamente, ma che ancora vanta milioni di fan affezionati in tutto il mondo. La volontà di Konami, troppo a lungo sopita, di riportare in auge una delle sue IP più importanti storicamente è davvero notevole, ed anche rispettare la formula classica dell’immortale 2D è davvero una scelta saggia. Come il principe delle Tenebre, sua maestà Dracula, terrore della Transilvania, allo stesso modo il platform adventure bidimensionale è un genere che non muore mai, anzi risorge ogni cento anni (bhe forse anche meno) per tornare sul mercato. Lunga vita ai vampiri, dunque, ed ai loro cacciatori storici armati di frusta! Non si tratta di un titolo retrò qualunque, stiamo parlando di una vera icona videoludica, Castlevania è una delle saghe che occupa da sempre uno dei primi posti nella Hall of Fame di tutti i tempi, provocando commozione immediata al solo pronunciare il suo nome.

Dopo anni di silenzi, collaborazioni sporadiche ed apparizioni nostalgiche, anche con crossover impossibili e citazioni più o meno velate, la leggendaria saga di Castlevania torna finalmente sotto i riflettori con un titolo completo, inedito e dal fascino “old style” eccezionale. Castlevania Belmont’s Curse, annunciato durante l’ultimo State of Play ha persino il nome incredibilmente classicheggiante, e ricorda il terzo episodio per Nintendo Entertainment System chiamato appunto, Castlevania III: Dracula’s Curse. Un reveal quindi che ha immediatamente infiammato i fan storici e riacceso i riflettori su una delle serie più influenti nella storia degli action-platform gotici. L’ombra del conte più famoso dei videogiochi, Dracula, torna dunque ad allungarsi sulle console moderne. Il ritorno dei cacciatori di vampiri in Castlevania Belmont’s Curse è allo stesso tempo anche un ritorno alle origini, alla ricerca della formula classica, nella sua declinazione vincente.

Castlevania Belmont's Curse
Lo stile di Castlevania Belmont’s Curse richiama fortemente i classici della saga

Un annuncio dal peso storico, il ritorno di Castlevania

Dobbiamo fare una importante considerazione. Lo State of Play non è una semplice vetrina digitale qualsiasi, ma è l’evento cardine con cui Sony Interactive Entertainment presenta le proprie produzioni e partnership più significative. Konami non è certo l’ultimo arrivato del settore, e la riproposta di una delle sue IP simbolo, assieme a Silent Hill, è decisamente importante. La scelta di svelare proprio in questa sede  Castlevania Belmont’s Curse non è casuale, ma ha un preciso significato di investimento, non solo economico, ovviamente, ma a livello di immagine, visibilità globale e, soprattutto, la volontà lucida da parte dell’industria di restituire centralità ad un franchise che ha definito un genere e, soprattutto, ha scritto pagine fondamentali della storia dei videogiochi. Un ritorno alle origini, certamente, con lo sguardo però puntato al futuro. Castlevania Belmont’s Curse sembra voler recuperare con decisione l’anima classica della saga, quella nata nel 1986 ai tempi degli otto bit, su MSX2, Famicom Disk System e NES soprattutto, sotto l’egida della Konami storica e la sapiente direzione di Hitoshi Akamatsu, uno dei padri della serie.

Le prime immagini del trailer mostrano evocative ambientazioni gotiche stratificate, castelli labirintici ed un sistema di combattimento che fonde precisione tecnica e brutalità coreografica. Le ambizioni artistiche del titolo, si vede chiaramente, sono molto alte, come del resto ci ha abituati da sempre la saga. Al centro della narrazione troviamo un nuovo esponente della stirpe dei Belmont, la famiglia di cacciatori di vampiri, sicuramente più amata dai giocatori, che da generazioni brandisce la mitica frusta “Vampire Killer”, che è stata citata anche in alcuni titoli classici della saga. Le atmosfere richiamano l’epoca d’oro della serie, ma con un impianto grafico moderno: illuminazione dinamica, modelli dettagliati e una direzione artistica che strizza l’occhio tanto al gotico europeo classico, a partire dai film con Bela Lugosi, attore iconico nella parte di Dracula, citato pure da Sergio Bonelli nelle avventure fumettistiche di Zagor, quanto all’estetica dark fantasy contemporanea. Quest’ultimo fattore è importante, per capire che la saga non vuole “clonare se stessa” ma portare il suo mito nell’era moderna.

Castlevania Belmont's Curse
L’eccezionale artwork realizzato per festeggiare il quarantennale della saga

L’eredità immortale di Castlevania Symphony of the Night

Impossibile non pensare a Castlevania Symphony of the Night, il capitolo sviluppato dal leggendario team KCET (Konami Computer Entertainment Tokyo) che nel 1997 ha ridefinito la saga su PlayStation e Saturn, piattaforma dove troviamo un dungeon inedito e la possibilità di utilizzare altri personaggi oltre Alucard, e ha consacrato definitivamente la formula esplorativa con elementi RPG sapientemente innestati nell’ossatura da platform adventure esplorativo. Se Belmont’s Curse riuscirà a catturare anche solo una parte di quella magia, composta da una colonna sonora memorabile, un level design intelligente ed senso costante di scoperta e “sense of wonder”, potrebbe rappresentare il vero rilancio del brand. La formula innovativa ibrida, fortemente voluta dallo stesso creatore della saga Koji Igarashi di fatto è stata vincente, ed ha caratterizzato la seconda era del franchise stesso, con la produzione di alcuni dei migliori capitoli della saga, come Dawn of Sorrow, Portrait of Ruin ed Order of Ecclesia. Sono passati oltre dieci anni dall’ultima uscita inedita della saga, Castlevania Lord of Shadows 2, del 2014, di recente solo collection o crossover.

Le prime informazioni sul nuovo titolo fanno ben sperare, e parlano di una mappa espandibile, boss “multiphase” dinamici e soprattutto un sistema di progressione più profondo rispetto ai capitoli classici. Praticamente potremmo avere in mano un potente ibrido tra la Trilogia NES, Castlevania IV, che trovate qui, e Simphony of The Night, con spunti artistici dai migliori capitoli della saga in generale. Un equilibrio delicato quindi, che rispetta la formula di innovare senza tradire. Non mancano ovviamente elementi esplorativi in stile “metroidvania”, termine che, non a caso, nasce proprio dall’unione tra Castlevania e Metroid, saga di Gunpei Yokoi che ha contaminato con le sue trovate di gameplay il tetro mondo dei vampiri di Mamma Konami. I corridoi interconnessi e le abilità sbloccabili suggeriscono una struttura meno lineare rispetto ai capitoli classici, puramente Arcade verrebbe da dire, anche se sappiamo che in sala giochi abbiamo visto anche una delle prove peggiori della saga, quel terrificante Haunted Castle.

L’ambientazione è fantastica e riporta la mente indietro nel tempo

Un rilancio strategico per la saga di Castlevania, alla ricerca del suo posto nell’era moderna

Negli ultimi anni Castlevania ha conosciuto una seconda giovinezza grazie alla serie animata prodotta da Netflix, che ha ampliato il pubblico e rinfrescato l’immaginario della saga. Tuttavia, sul fronte videoludico mancava un capitolo inedito capace di raccoglierne l’eredità. Castlevania Belmont’s Curse arriva quindi in un momento chiave, la nostalgia del passato è forte, ma il mercato richiede produzioni solide, ambiziose e tecnicamente all’altezza delle aspettative moderne. Le prime impressioni sul titolo sono certamente positive, in ogni caso. Se il trailer mostrato allo State of Play è indicativo della qualità finale, ci troviamo davanti ad un progetto che punta a coniugare diversi elementi insieme, combattimento tecnico e “punitivo” al punto giusto, esplorazione stratificata delle ambientazioni nella migliore tradizione della saga, ma soprattutto una eccezionale atmosfera gotica autentica ed emozionante. Un elemento che colpisce davvero molto è la narrazione, che, pur dal breve trailer di un minuto e mezzo, appare già più cinematografica rispetto al passato. Ma in fondo, come ci ricorda il romantico logo del quarantennale della saga mostrato ad inizio trailer, sono ormai passati ben quattro decenni dal debutto dell’epopea dei cacciatori di vampiri noti come Famiglia Belmont.

Si, i primi, gli originali, i più amati di tutti i personaggi che si sono poi susseguiti in tantissimi titoli dal valore artistico elevatissimo. Il nuovo gioco si svolge in una cupa Parigi nel 1499, ventitré anni dopo gli eventi di Castlevania III Dracula’s Curse per NES e narra le gesta di una giovane cacciatrice di vampiri appartenente alla famiglia e discendente diretta di Trevor Belmont. Tra le armi in scena, oltre all’iconica frusta bullwhip, anche una misteriosa spada. La saga di  Castlevania è da sempre una icona di stile e carisma inimitabile, e ha sempre fatto sognare i giocatori, con le sue celebri colonne sonore, tra cui spiccano quelle scritte da Michiru Yamane, fondendo pianoforte classico, jazz e gothic rock e di Kinuyo Yamashita e Satoe Terashima che hanno composto le musiche del primo Castlevania per NES, incluso il famoso brano “Vampire Killer”. Ma a fare la fortuna della saga sono stati ovviamente anche il level design curatissimo ed il comparto visivo evocativo dell’orrore più classico e cinematografico. Per maggiori info vi rimandiamo al sito ufficiale del gioco.


Sviluppato da Evil Empire Studios e Motion Twin, celebri per The Rogue Prince of Persia e Dead Cells, oltre al  crossover a tema Dead Cells: Return to Castlevania, e pubblicato da Konami Digital Entertainment, il nuovo titolo “classico” di Castlevania non ha ancora una data di uscita certa, ma arriverà su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC nel generico 2026. Il titolo arriva in occasione dei festeggiamenti per il quarantennale della saga, il rischio per la nuova opera però è alto. Riportare in auge una saga iconica come questa significa confrontarsi con aspettative enormi da parte dei giocatori. Ma è proprio nei momenti di maggiore pressione che i grandi ritorni prendono forma. Castlevania Belmont’s Curse non è soltanto un nuovo capitolo: è una dichiarazione d’intenti. Se manterrà le promesse, potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per i Belmont e, forse, riportare definitivamente la notte gotica al centro della scena videoludica contemporanea. Castlevania è una vera icona videoludica di primo livello, ed ora che il franchise risorge e torna sul mercato siamo tutti pronti a farci mordere, per consegnare le nostre anime dannate alle eterne tenebre volute da Dracula. Un vampiro è per sempre.


 

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Corso Giornalismo Videoludico
Appassionato e storico del videogioco, Fabio D'Anna scrive di opere videoludiche, film e serie tv dal 2008. Tra le tante realtà del settore ha collaborato con Art of Games e siti come Retrogaming History, Games Collection, Games Replay, Games Village e riviste come PS Mania, PSM, Game Republic, Retrogame Magazine, Game Pro, oltre che col Museo VIGAMUS. Ha anche organizzato due edizioni della Mostra Archeoludica ed ha scritto due libri dedicati a PAC-MAN e Star Trek. Nella vita colleziona console PONG based ed alleva cagnoline, tra cui spicca Zelda.