Screamer Provato: Milestone prova a sorpassare il mito

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Finalmente ci siamo! Manca poco più di un mese ed il paddock degli studi di Milestone comincia ad ultimare i preparativi per l’uscita di Screamer, il revival del titolo di corse arcade made in italy e che negli anni ’90 è riuscito a riservarsi un posticino tra l’olimpo del sottogenere racing, tra un Wipeout, un Toca e l’immortale Ridge Racer. E dopo averlo provato durante la gamescom 2025 nella sua versione embrionale, la settimana scorsa siamo stati invitati all’interno del quartier generale dello studio in quel di Milano per provare il gioco nella sua versione “quasi completa”, permettendoci di mettere mano non solo sulla formula di gameplay fatta e finita, ma anche sulle primissime battute dell’altrettanto importante componente narrativa. E quindi direi di comiciare a parlare nel dettaglio di questo ultimo “giro di formazione” e prepararci alla partenza!

Corso Localizzazione Videoludica
Screamer
Key Art ufficiale di Screamer

Initial Screamer!

La nostra giornata è iniziata con un piccolo brief dedicato ad una breve rinfrescata sullo scope del gioco: cosa è Screamer, le basi del gameplay e soprattutto le sue ispirazioni dal punto di vista estetico. Ovviamente, come se i trailer non l’avessero già reso evidente, il nuovo titolo di Milestone si ispira pesantemente ai grandi classici dell’animazione giapponese anni ’90, sia all’interno del genere sportivo – con inquadrature delle auto che nelle cutscene ricordano la regia degli scontri ruota a ruota tra le montagne giapponesi di Initial D – sia i colossi autoriali come Ghost in the Shell, Cowboy Bebop e Akira, con quest’ultimo che viene omaggiato ancora una volta (per la sorpresa di nessuno) con un “Akira Slide” nel bel mezzo della sigla d’apertura del titolo “Survive” cantata dalla ormai sciolta band di idol J-POP “WAGAMAMARAKIA”, completando una sequenza che ci ha caricato a mille prima di prendere posto sui nostri bolidi a quattro ruote in cell-shading.

Screamer
Ovviamente la vera superstar di questo titolo non poteva che essere Fermi, un corgi con la passione per le quattro ruote!

Echi di una narrativa in galleria

La prova è iniziata con una sessione estesa di quello che sarà a tutti gli effetti il prologo e tutorial iniziale di Screamer, titolo del gioco ma anche nome del più grande torneo di corse clandestine organizzato in questa metropoli cyberpunk in cui corridori da ogni parte del mondo e ceto sociale si radunano per mettersi alla prova in gare folli dove tutto è concesso. Non solo civili, ma anche grandi conglomerati, eserciti, superstar e malavitosi utilizzano le strade per dare acqua ai loro mulini e portare avanti i loro interessi, ed è proprio su questi elementi che la narrativa di Screamer prenderà piede con modalità interessanti. Ma partiamo per ordine: durante questa prima mezz’oretta di gameplay abbiamo avuto modo di conoscere le motivazioni che hanno spinto i Banshee e la Jupiter Storm Industries ad unirsi al torneo. I primi, partecipano a Screamer in cerca di vendetta e per poter mettere le mani su Gabriel, pezzo grosso della Anaconda Corp una società che è salita alla ribalta attraverso inganni e corruzione; i secondi sono un gruppo di scienziati, astronauti ed esperti di tecnologia assoldati per far luce sul misterioso licenziamento di Gage, ex-dipendente dell’azienda diventato il meccanico ufficiale della competizione nonché uomo fidato dell’organizzatore del torneo, un misterioso Mr. A.

Dopo due giri di prova utilizzati come tutorial esplicativi del funzionamento meccanico del gameplay, tra l’uso della guida al volante attraverso il sistema a doppio stick e le basi sull’Echo System ed il suo bilanciamento tra attacco e difesa, il torneo Screamer ha avuto finalmente inizio con una prima corsa esplosiva in cui ad ogni giro il punto di vista cambiava da team a team, permettendoci di immergerci all’interno di quello che può essere considerato un anime interattivo, contraddistinto da una regia che va a 200 km/h e da cutscene animate (con una CGI di buona qualità) che di tanto in tanto spezzano la staticità dei dialoghi presentati attraverso la solita interfaccia da Visual Novel e ci gasano a mille prima della partenza. In particolare, l’idea di poter traslare tra i punti di vista dei protagonisti è un’idea che – se gestita bene – potrebbe rivelarsi una rivoluzione nel modo in cui un racing game sarà in grado di raccontare una storia, da sempre circoscritta tra i limiti del pre e post gara.

Screamer
La chicca più interessante sarà il doppiaggio “in salsa Tekken”, in cui ogni personaggio parlerà la propria lingua: inglese britannico, americano, giapponese, francese e soprattutto italiano!

Cell in the Shading

Rispetto alla demo portata alla gamescom 2025, questa build di Screamer ha mostrato evidenti miglioramenti dal punto di vista grafico, con uno stile in cell-shading che dal punto di vista dei personaggi ricorda quell’impressione di 2.5D che contraddistingue i titoli Arc System Works o Hi-Fi Rush, ma che durante le corse si trasforma, ereditando ed evolvendo l’incipit formulato anni fa da Criterion e Need for Speed Unbound, smussandolo e uniformandolo all’interno di un mondo vibrante e che meriterebbe una Modalità Fotografica per poter essere ammirata e permettere ai giocatori di creare immagini degne di poster e immagini promozionali dei veri titoli arcade racing anni ’90 che di tanto in tanto apprezzavamo durante le letture dei nostri giornali videoludici e manualetti preferiti.

Lato gameplay pad alla mano, abbiamo avuto la riconferma delle potenzialità di questo sistema di guida “dual stick”, in cui il dosaggio della derapata diventa in tutto e per tutto un espressione “artistica” della skill del giocatore e che con il passaggio da un personaggio all’altro. Se le vetture filo-giapponesi da tuning delle SFR (Strike Force Romanda) affronteranno le curve in modi più “estremi” con la forza di chi si è temprato tra le strette strade dei monti giapponesi, i bolidi europei dell’Anaconda Corp le affronteranno con più eleganza ma con tempismi e modalità diverse. L’Echo System invece continua a sembrarci una buona idea per rendere questo titolo un mix ben congegnato di meccaniche in grado di compiacere i giocatori più caciaroni amanti del genere arcade racing e chi invece vorrà trovare in Screamer qualcosa di più profondo.

Screamer
Per quanto non raggiungiamo i livelli folli delle carrozzerie implausibili di Ridge Racer, le auto di Screamer sono dei falsi d’autore in grado di rendere omaggio alle vetture più popolari della cultura JDM giapponese

“SERECT YOUR RIDURR”

L’ultima parte della nostra prova si è concentrata sull’esplorazione dell’interfaccia utente e menu principale dell’esperienza di Screamer, contraddistinto da una UX che mi ha ricordato titoli come Super Dragon Ball Z per il suo utilizzo simbiotico di artwork e panels, come se fossimo all’interno di un fumetto interattivo e che ci ha presentato le diverse opzioni disponibili tra cui “Il Torneo” ovvero la modalità storia principale, il Garage di Gage e Fermi in cui la personalizzazione dei vari veicoli e personaggi prenderà forma e soprattutto la Modalità Sfida Arcade, suddivisa nelle classiche Gara Singola, Prova a Tempo ma soprattutto Gara a Squadre, cuore pulsante del gameplay del titolo Milestone. Si tratta di una modalità in cui le scelte dei giocatori non si fermano alla sola selezione del proprio personaggio preferito, ma anche per quanto riguarda i propri compagni di squadra in base ai loro stili di guida. Parlando con gli sviluppatori durante una chiacchierata successiva alla sessione di prova, abbiamo avuto modo di approfondire questo approccio che mescola la meccanica dei Wingmen presente in titoli come Need for Speed Carbon e la selezione dei ruoli in un titolo MOBA o Picchiaduro ispirato alla serie “Vs.” di CAPCOM.

La speranza è che Screamer riesca ad essere percepito come un titolo dal profondo team building che possa quanto meno entrare in sintonia con diversi tipi d’utenza orfana di vere alternative all’interno del genere arcade racing. Tra le varie opzioni abbiamo chi potrà occuparsi del ruolo di Speedster, sfrecciando ad alta velocità e seguendo la traiettoria di guida perfetta per aggiudicarsi il primo posto; i Wingmen specializzati nelle manovre difensive e nel mantenere il vantaggio acquisito; e infine i malati del Destruction Derby cresciuti a pane, Carmageddon, Burnout e sportellate pronti a qualsiasi cosa per sbandare contro ogni carrozzeria avversaria e accumulare punti preziosi che potranno ribaltare l’esito della classifica finale. Tutto questo a patto di un supporto concreto da parte di Milestone ed un bilanciamento di gioco appropriato.


A poco più di un mese dalla sua uscita, Screamer si riconferma come un titolo che il genere dei Racing Arcade ad alto budget ha un dannato bisogno di fare bene. Perché se è vero che scendendo un po’ giù (non in qualità, ma nello scope) si possano ritrovare dei titoli a modo loro unici, in grado di rompere quella monotonia dettata da una morbosa ricerca dell’iperrealismo, il nuovo titolo di Milestone ha tutte le carte in regola per riportare in auge un tipo d’esperienza – e parlo a livello di meccaniche, profondità di gameplay e soprattutto estetica – che mancava da tanto, troppo tempo. Signori, avete la mia attenzione. Ora cercate di superare l’autovelox dell’hype e passare l’esame di guida più importante!


Corso Giornalismo Videoludico
Game Designer e scrittore, alla fine si è deciso ad aggiornare la propria bio dopo 50 anni di muffa. Perché va bene l'essere "cresciuti a pane e Tekken 2", ma a una certa arriva il momento di "voltare pagina". Non chiedetegli quale sia il suo Final Fantasy o gioco Mega Ten preferito: non ne uscireste vivi!