Resident Evil - Film del 2002

Resident Evil: perché Paul W.S. Anderson ha evitato di adattare fedelmente il primo gioco al cinema

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Paul W.S. Anderson è tornato a parlare del primo Resident Evil cinematografico, chiarendo perché nel 2002 scelse di non adattare direttamente la storia del videogioco di Capcom. Una decisione che, a suo dire, fu fondamentale per preservare la tensione narrativa e l’efficacia dell’horror.

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Il regista ha raccontato di essersi innamorato dei primi due capitoli della serie dopo averli giocati su PlayStation 2, rimanendo colpito non solo dall’atmosfera ma anche dalle evidenti influenze cinematografiche. I titoli ideati da Shinji Mikami e poi sviluppati anche sotto la guida di Hideki Kamiya attingevano apertamente al cinema zombie di George A. Romero e alle suggestioni urbane di John Carpenter. Un’impronta che, secondo Anderson, rendeva il materiale particolarmente adatto al grande schermo.

Proprio per questo motivo, invece di trasporre fedelmente gli eventi del primo gioco, il regista optò per una storia inedita ambientata nello stesso universo narrativo. L’idea iniziale era intitolare il film “Resident Evil: Ground Zero” e raccontare l’origine dell’epidemia, mostrando l’esplosione del contagio che nei videogiochi viene solo suggerita. Dopo gli eventi dell’11 settembre 2001, il sottotitolo venne però abbandonato per ovvie ragioni.

Anderson ha spiegato che una trasposizione diretta avrebbe compromesso la suspense. I fan conoscevano già colpi di scena, tradimenti e morti dei personaggi, elementi centrali nell’horror. Sapere in anticipo chi sopravvive, ha sottolineato, riduce l’impatto emotivo dell’opera. Da qui la scelta di costruire un prequel capace di sorprendere anche chi aveva completato i giochi.

Il film del 2002, con Milla Jovovich nel ruolo di Alice, diede il via a una saga che nel tempo avrebbe superato il miliardo di dollari al botteghino globale. Pur con alti e bassi qualitativi, la serie contribuì a riportare in auge il filone zombie nei primi anni Duemila, anticipando l’ondata di produzioni che sarebbe esplosa poco dopo con titoli come 28 Giorni Dopo.

Secondo Anderson, inoltre, la saga non si è mai limitata all’azione e all’orrore. Al centro ci sarebbero temi come la corruzione aziendale e il rapporto tra multinazionali e potere politico, incarnati dalla Umbrella Corporation, oltre alla paura della perdita di individualità, elemento chiave di ogni racconto sugli zombie.

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