Il signore delle mosche Recensione: un adattamento visionario e brutale

Aggiungici come sito preferito su Google

Sono trascorsi piรน di settant’anni dalla pubblicazione del romanzo di William Golding e sessanta dal primo adattamento a firma di Peter Brook che nel 1963 ne trasformรฒ la parabola distopica in un cinema grezzo e (pre)potente. Generazioni di studenti britannici hanno studiato Il signore delle mosche come testo obbligatorio nei programmi scolastici, trasformando quella che era inizialmente un’allegoria filosofica sul collasso della civiltร  in un’esperienza formativa pressochรฉ universale per chiunque abbia frequentato un istituto scolastico, non soltanto relativamente confinato alla realtร  anglosassone.

Corso Localizzazione Videoludica

Quando la BBC aveva annunciato la prima trasposizione televisiva del libro, affidandola alla penna di Jack Thorne – sceneggiatore tra gli altri della pluripremiata Adolescence, di Queste oscure materie e di innumerevoli trasposizioni letterarie – l’attenzione era giร  alle stelle. Ora vi portiamo a scoprire com’รจ andata, dopo che Sky ha trasmesso gli ultimi due episodi dei quattro totali che compongono il progetto (disponibili in streaming anche su NOW).

Il signore delle mosche

L’inizio della fine

La storia, che molti giร  conosceranno, ha inizio nei primi anni Cinquanta, con uno schianto aereo che lascia soli su un’isola tropicale del Pacifico un gruppo di ragazzini e bambini britannici, tra i cinque e i tredici anni di etร . Nonostante quella situazione che avrebbe buttato a terra chiunque, il folto gruppo di superstiti tenta di organizzare una societร  funzionante. Ralph viene scelto come leader per il suo carisma naturale e quell’apparente senso di responsabilitร , mentre Piggy – grassottello, asmatico e occhialuto – ne diventa il consigliere piรน fidato, una sorta di voce della ragione. Ma la rivalitร  con Jack, che segretamente cova risentimento e ambisce al potere, rischia di complicare tutto. Vi รจ poi Simon, dal carattere sensibile e potenzialmente sensitivo, che vaga per la giungla in cerca di misteri.

Questi sono i quattro personaggi principali, con ogni puntata – della durata di un’ora ciascuna – che si concentra prevalentemente su uno di loro, sfruttando anche dei flashback per permetterci di conoscere meglio le loro personalitร .
Mentre i giorni passano senza possibilitร  di salvezza all’orizzonte, le tensioni crescono: se giร  le regole della civiltร  sarebbero state messe a dura prova in una societร  adulta, conscia delle regole, in questo microcosmo di bambini e preadolescenti, alcuni viziati e altri piรน maturi, il rischio che crolli tutto in un attimo รจ dietro l’angolo, come infatti accade.
E come se non bastasse la minaccia di un’ipotetica “bestia” che dimorerebbe nascosta nella natura piรน selvaggia di quell’atollo sperduto inizia a diffondersi tra i piรน piccoli, amplificando ulteriormente le crepe nel giร  fragile insieme, allargandole fino a spalancarsi in abissi di violenza tribale.

Il signore delle mosche

Il signore delle mosche: chi รจ senza peccato?

L’apertura della miniserie รจ perlopiรน introduttiva, portandoci alla scoperta dei vari personaggi e delle dinamiche che da lรฌ in poi domineranno l’intero arco narrativo. Ma รจ dal secondo episodio in poi che Il signore delle mosche si rivela opera affascinante e al contempo disturbante, con sprazzi da horror psicologico che si insinuano progressivamente in questa tribรน di piccoli uomini, messi di fronte al terrore dell’ignoto. Quando tutto sembra perduto, cedere al lato animalesco sembra una sorta di conseguenza inevitabile, con la legge del piรน forte che si fa strada, spezzando amicizie e legami e innescando una serie di crimini spietati, che la regia non edulcora ma anzi, pur lasciando fuori campo i passaggi maggiormente cruenti, fa emergere con atmosfere via via piรน inquiete.

Girata in Malesia, l’operazione possiede quello scaltro produttivo tipico della BBC contemporanea: fotografia curatissima, location tropicali reali e di bellezza mozzafiato – altro che isola dei famosi – un cast di oltre trenta giovani attori selezionati attraverso una serie di audizioni gestite dalla leggendaria casting director Nina Gold (responsabile di Game of Thrones). Il regista Marc Munden porta al progetto un approccio esteticamente visionario che in certi momenti funziona magnificamente, che a tratti palesa perรฒ una certa dilatazione del materiale di partenza, con alcuni tempi morti a far capolino qua e lร .

Il signore delle mosche

Nel cuore della giungla

Quando la serie si concentra sulle dinamiche tra i personaggi, emerge tutta la forza dellโ€™adattamento de Il signore delle mosche. Winston Sawyers interpreta Ralph con un carisma naturale, rendendo credibile la sua elezione a leader; David McKenna, nei panni di Piggy, restituisce con precisione il senso di inadeguatezza del personaggio; mentre Lox Pratt – recentemente scelto per interpretare Draco Malfoy nella nuova serie HBO di Harry Potter – porta sullo schermo un antagonista piรน sfumato e complesso del previsto. Il giovane cast, composto in gran parte da esordienti, viene valorizzato da una regia che insiste su primi piani ricorrenti, capaci di esaltare lโ€™espressivitร  e la progressiva trasformazione psicologica dei protagonisti.

La colonna sonora firmata da Hans Zimmer accompagna la narrazione con tonalitร  cupe e aspre, pur senza raggiungere i picchi piรน memorabili del compositore. Le musiche contribuiscono a sottolineare il passaggio dallโ€™epica del racconto di formazione alla brutalitร  della sopravvivenza in un contesto estremo. Tra cacce ai maiali, rituali sempre piรน inquietanti, lotte di potere e tensioni crescenti, questa versione seriale de Il signore delle mosche riesce a convincere, aggiornando il classico con alcune libertร  narrative ma restando fedele ai temi centrali: la perdita dellโ€™innocenza, la violenza primordiale e il fragile equilibrio della civiltร .


Un adattamento brillante e distopico anche nelle sue pur non celate imperfezioni, che trova forza primigenia nelle interpretazioni del cast di giovanissimi e in una sceneggiatura che ripercorre i passaggi chiave del romanzo con un tocco crudo e visionario per nulla scontato. Qualche passaggio potenzialmente a vuoto, dato anche da una durata forse eccessiva di quattro ore complessive, non vanifica il lavoro di una regia che sfrutta al meglio il fascino selvaggio dell’esotica location e il talento in divenire dei giovanissimi interpreti. Il tutto per raccontare nuovamente, la prima volta sul piccolo schermo, questa parabola sulla fine della civiltร  osservata, e vissuta, dallo sguardo dell’innocente che non รจ destinato a restare tale.


 

Corso Giornalismo Videoludico