Rooster Fighter First Look: quando l’eroe dell’umanità è… un gallo

Rooster Fighter
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Nel panorama anime moderno abbiamo ormai visto davvero di tutto. Protagonisti reincarnati come slime, distributori automatici senzienti, spadaccini demoniaci, idol zombie e perfino personaggi trasformati in oggetti improbabili. A questo punto potrebbe sembrare difficile sorprendere il pubblico con qualcosa di davvero insolito. Eppure Rooster Fighter riesce comunque a strappare un sorriso incredulo già dalla sua premessa: il salvatore dell’umanità è… un gallo. Sì, avete letto bene. Il primo episodio dell’anime tratto dal manga di Shu Sakuratani arriva finalmente in streaming ogni domenica su Disney+, portando sul piccolo schermo una delle idee più assurde e allo stesso tempo affascinanti degli ultimi anni. La domanda inevitabile è: questa premessa delirante funziona davvero? La risposta, almeno per il primo episodio, è sorprendentemente sì… ma con alcune riserve.

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Subito si capisce il tono di questo anime, con Keiji grande seduttore di pollastre

Keiji: un eroe improbabile ma incredibilmente serio

La cosa più divertente di Rooster Fighter non è tanto il fatto che il protagonista sia un gallo. Anime e manga hanno già dimostrato in passato che qualsiasi cosa può diventare un protagonista credibile. La vera forza della serie sta nel tono. Il protagonista Keiji, definito nel primo episodio come “il più grande difensore dell’umanità”, è trattato con la stessa serietà epica che normalmente vedremmo riservata a un samurai leggendario o a un guerriero shonen. Solo che è un gallo. Un gallo estremamente muscoloso. E soprattutto incredibilmente carismatico. La regia gioca costantemente con questo contrasto: l’animazione e la musica costruiscono momenti epici e drammatici… mentre sullo schermo vediamo un volatile che cammina lentamente come un ronin solitario. Il risultato è involontariamente comico, ma anche stranamente affascinante.

Keiji è una parodia perfetta dell’archetipo dell’eroe shonen solitario. Cammina da solo, combatte per proteggere gli innocenti, non cerca la gloria e nemmeno ricompense. E ovviamente ha un passato tragico. Il primo episodio suggerisce infatti che Keiji è tormentato da una tragedia familiare, un evento che lo ha spinto a dedicare la sua vita alla lotta contro i demoni (Besti- ONI). È un cliché gigantesco, ma proprio per questo funziona. Il bello è che la serie non cerca di rendere il personaggio ironico o autoironico. Keiji è trattato come un eroe assolutamente serio. Questo contrasto crea uno dei principali motori comici della serie. Quando il protagonista fissa l’orizzonte con aria drammatica mentre il vento muove le piume del suo petto… è impossibile non ridere.

L’inizio dell’episodio con demoni che vogliono cibarsi dei civili

Spoiler Alert: la trama del primo episodio

L’episodio si apre in modo sorprendentemente classico per uno shonen. Una città apparentemente tranquilla viene improvvisamente minacciata da un gigantesco demone. Non si tratta di creature provenienti da dimensioni alternative o evocazioni magiche particolarmente elaborate: qui gli esseri umani vengono trasformati in mostri distruttivi. Il mondo di Rooster Fighter non perde tempo con spiegazioni complicate. I demoni appaiono, distruggono tutto, e qualcuno deve fermarli. Quel qualcuno è Keiji. Il gallo arriva come un classico eroe vagabondo: compare dal nulla, osserva la situazione e si prepara allo scontro senza troppe parole. È una scena volutamente costruita come se stessimo assistendo all’ingresso di un guerriero leggendario. Solo che… di nuovo… è un gallo.

Il combattimento che segue definisce perfettamente il tono della serie. Keiji affronta il mostro con una combinazione di velocità, forza fisica e un attacco distintivo: il suo potentissimo canto da gallo, che sembra avere effetti devastanti sul nemico. Il demone viene sconfitto in maniera rapida e spettacolare. Keiji, come ogni eroe solitario degno di questo nome, se ne va senza aspettarsi ringraziamenti. Proprio come un classico ronin, il gallo errante prosegue il suo cammino. Successivamente, in contrasto con le scene eroiche, vediamo anche la vita quotidiana di Keiji: tra sedurre e abbandonare le pollastre, al rischio di esser mangiato da dei bambini. Gli stessi bambini, che nel breve saranno minacciati da uno dei demoni, e qui Keiji abbandona il rancore e abbraccia il coraggio dell’eroe per salvarli da morte certa.

Keiji in tutta la sua potenza in questa immagine suggestiva

Rooster Fighter: analisi di un battle shonen sorprendentemente semplice

Uno degli aspetti più curiosi dell’episodio è il modo in cui la serie gestisce il suo tono. Rooster Fighter non è una parodia pura, ma non è neanche una commedia totale. La serie si colloca in una zona intermedia molto particolare. Ci sono momenti che sembrano usciti direttamente da un anime shonen tradizionale: combattimenti drammatici, monologhi sull’onore e sul destino, inquadrature epiche. Ma ogni volta che l’atmosfera diventa troppo seria… ricordiamo che stiamo guardando un gallo che combatte demoni giganti. Il risultato è un equilibrio stranamente efficace.

Una delle caratteristiche più evidenti del primo episodio è la sua struttura narrativa molto lineare. Niente sistemi di potere complicati, niente spiegazioni infinite e nessuna lore incomprensibile. Dopo anni di anime pieni di terminologia tecnica e universi narrativi complessi (chi ha detto Jujutsu Kaisen?), questa semplicità è quasi rinfrescante. Keiji combatte i demoni. Fine. È una struttura estremamente “vecchia scuola”. Ed è proprio questo che rende l’episodio sorprendentemente accessibile.

Keiji dispiaciuto per aver lasciato la pollastra in lacrime torna da lei. Ma da Cock a Cuck il passo è stato breve nella stagione degli amori

Rooster Fighter: tra meme e paragoni inevitabili

Passiamo all’aspetto tecnico. L’animazione del primo episodio è… solida ma non straordinaria. Le scene d’azione funzionano abbastanza bene, soprattutto grazie a una regia dinamica che cerca di rendere i combattimenti più intensi di quanto il budget probabilmente permetta. Le animazioni dei personaggi sono discrete. Il design di Keiji è particolarmente riuscito: il gallo ha un look estremamente muscoloso e quasi eroico che enfatizza il lato parodistico della serie. Dove la serie mostra qualche limite è nei momenti meno dinamici, dove alcune animazioni risultano un po’ rigide. Non è un anime visivamente spettacolare. Ma riesce comunque a essere efficace.

Arriviamo al punto più delicato. Il primo episodio dimostra che Rooster Fighter è un’idea divertente. Il problema è che l’idea potrebbe non essere sufficiente per sostenere un’intera serie. Il concetto di “gallo che combatte demoni” è irresistibile per attirare l’attenzione. Ma una volta superata la sorpresa iniziale, la serie dovrà dimostrare di avere qualcosa di più. Il rischio è che la premessa rimanga l’elemento più interessante dello show. Molti spettatori probabilmente confronteranno Rooster Fighter con anime come One-Punch Man e Mashle. Queste serie utilizzano una premessa assurda per costruire una satira molto intelligente del genere shonen. Rooster Fighter invece non sembra voler essere una satira completa. È più vicino a uno shonen tradizionale… con un protagonista ridicolo. Questo lo rende meno brillante come parodia. Ma forse anche più onesto.

Un elemento che funziona sorprendentemente bene è l’atmosfera. Il mondo di Rooster Fighter ha una strana qualità quasi malinconica. Keiji è un guerriero solitario. Non ha una casa, non ha una famiglia, non ha un posto dove fermarsi. Viaggia costantemente da una città all’altra combattendo mostri. È un classico archetipo da western o da film di samurai. Solo che… è un gallo. Il ritmo del primo episodio è piuttosto buono. La puntata riesce a introdurre il mondo, presentare il protagonista, mostrare un combattimento e suggerire un mistero sul passato di Keiji Tutto senza risultare affrettata. È una struttura narrativa molto efficiente. Diciamolo chiaramente. Rooster Fighter è un anime nato per diventare un meme. Il protagonista è praticamente perfetto per internet. Un gallo muscoloso che salva l’umanità? È impossibile non immaginare screenshot, GIF e clip virali. Questo potrebbe diventare uno dei principali punti di forza della serie.


 

La cosa più apprezzabile del primo episodio è che la serie non cerca di giustificare la sua premessa. Keiji è un gallo. Combatte demoni. Fine. Non ci sono spiegazioni elaborate. Non c’è un esperimento scientifico o una maledizione. Il mondo accetta semplicemente che questo gallo sia un eroe. È una scelta narrativa molto intelligente. Il primo episodio di Rooster Fighter è una delle esperienze anime più strane degli ultimi tempi. È divertente, assurdo e sorprendentemente serio. Non è una parodia geniale come One-Punch Man. Non è un capolavoro dell’animazione. Ma è uno show con una personalità molto chiara. E soprattutto è uno di quegli anime che ti fanno pensare: “Ok… voglio vedere dove andrà a finire questa follia.” Se la serie riuscirà a sviluppare meglio il suo mondo e i suoi personaggi, potrebbe diventare una piccola sorpresa della stagione. Per ora, il primo episodio è un debutto solido, divertente, abbastanza originale e solido da incuriosire e meritare almeno qualche altra puntata. Il vero test arriverà nei prossimi episodi, quando la serie dovrà dimostrare che dietro l’assurdo concept del “gallo eroe” c’è anche una storia capace di reggere il lungo periodo. Dopotutto, non capita tutti i giorni di vedere il più grande difensore dell’umanità… con piume e cresta.


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Appassionato di videogiochi, anime e serie tv. Grande lettore e collezionista di fumetti e manga. Avvicinato al medium videoludico grazie a Wolf 3D in un floppy-disk nel pc di mia madre, per poi crescere a pane e Souls-like e abbracciare il credo di Ezio Auditore da Firenze.