The Expanse Osiris Reborn Anteprima: il peso del vuoto

The Expanse Osiris Reborn
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L’universo di The Expanse ha sempre posseduto una gravitas rara nel panorama fantascientifico contemporaneo, una capacità magnetica di incollare lo spettatore allo schermo o il lettore alle pagine grazie a un realismo sporco, materiale e spietatamente politico. Chi, come me, ha scoperto questa epopea attraverso la visione brutale e magnifica di Mark Fergus e Hawk Ostby, per poi immergersi compulsivamente nei romanzi di James S. A. Corey, sa bene che la forza della serie risiede nel peso delle conseguenze: che sia la spinta di un propulsore dorsale, il singolo colpo di un PDC oppure una decisione diplomatica, tutto ha sempre un costo misurato in vite umane. Dopo l’eccellente ma circoscritta parentesi narrativa dell’avventura firmata Telltale e focalizzata sui trascorsi di Camina Drummer, all’epoca vice comandante del vascello spaziale Artemis, il franchise sembra finalmente pronto a compiere il salto evolutivo che meritava con il qui presente Osiris Reborn, tornato a mostrarsi con orgoglio durante il recente Xbox Partner Preview.

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L’annuncio che a guidare il progetto sia Owlcat Games, in stretta collaborazione con Alcon Entertainment, accende una speranza concreta, poiché parliamo di uno studio che ha saputo tradurre la complessità matematica di Pathfinder e la maestosità decadente di Warhammer 40,000 in esperienze ruolistiche monumentali. La loro carriera professionale suggerisce che il sistema solare sarà ben più che un semplice sfondo, assumendo piuttosto la forma di un organismo vivente dove la fisica di Newton e i giochi di potere della Terra, di Marte e della Cintura gravano quanto il piombo. L’adozione dell’Unreal Engine 5 e la colonna sonora di Paweł Perepelica, talentuoso compositore armeno che ha già lavorato sui precedenti titoli di Owlcat e su svariate altre produzioni, promettono di regalarci quella corposità visiva e sonora che ha reso iconica la serie TV, confermata anche dal ritorno di alcuni attori del cast originale, che riprenderanno i rispettivi ruoli per arricchire un mondo che respira l’aria viziata di Eros e il ghiaccio di Ganimede.

Vedere un team noto per i CRPG isometrici cimentarsi in un action RPG in terza persona con visuale sopra le spalle del protagonista potrebbe far alzare qualche sopracciglio, ma è proprio qui che risiede il potenziale dell’opera. Le competenze maturate da Owlcat Games assicurano in che le componenti RPG rivestiranno un’importanza cardinale, a partire dalla scelta della provenienza del capitano (terrestre, marziano o cinturiano, ovvero nato sulle colonie nella fascia principale degli asteroidi o sulle lune dei pianeti esterni) che definirà il modo in cui il sistema solare reagisce alla nostra presenza: ad esempio, un cinturiano faticherà a ottenere fiducia nei presidi delle Nazioni Unite, mentre un marziano verrà guardato con sospetto tra le carovane della Cintura. Sono proprio queste sfumature a promettere un livello di immedesimazione che va ben oltre la semplice sparatoria spaziale, e a qualificare questo nuovo adattamento di The Expanse come erede spirituale della formula di Mass Effect, ma con una propria identità implacabile e scientificamente fondata.

The Expanse Osiris Reborn
Nel cuore di Pinkwater 4, l’equipaggio scatena un inferno per assicurarsi la fuga

The Expanse Osiris Reborn: cenere su Eros

La premessa narrativa ci trascina nel fango della malsana realtà di The Expanse senza farci indossare i panni di un prescelto, ma quelli di un mercenario della Pinkwater Security, la cui licenza sulla stazione Eros si trasforma in un incubo a causa di un violento lockdown. Intrappolati in un mistero che minaccia l’intero sistema, saremo costretti a collaborare con il nostro altruistico gemello, J, una figura costante che ci coprirà le spalle anche nei momenti di disaccordo ideologico. La fuga da Eros è il catalizzatore che ci porterà a prendere il comando della Gemini, una nave sperimentale rubata alla Protogen, trasformandoci da semplici soldati a capitani di una delle navi più avanzate del sistema.

La Gemini funge da centro nevralgico e decisionale, ma costituisce anche un habitat dinamico dove i rapporti di forza vengono definiti tra corridoi angusti e ponti di comando. Qui, la componente ruolistica si preannuncia spietata: i compagni si trascinano dietro traumi e motivazioni personali, la loro fiducia andrà conquistata direttamente sul campo, e le fratture nel gruppo potrebbero rivelarsi insanabili. La gestione della nave riflette la filosofia dell’opera: un fragile rifugio in un abisso galattico ostile, dove ogni decisione presa riverbera nelle tappe successive del viaggio, che si tratti della decadente Cerere, della tecnocratica Luna o degli avamposti di Marte.

La narrazione promette di non emettere giudizi morali: l’universo non ci dirà mai se abbiamo fatto bene o male, lasciando nelle nostre mani l’importanza di ogni vita salvata o sacrificata. Si tratta del medesimo approccio nichilista e realistico che ha reso celebri i libri di Corey e che vorrebbe riflettersi nell’esperienza di gioco. Incontreremo volti familiari e nuove minacce, navigando in una zona grigia che richiede sovente ardui compromessi per sopravvivere, capaci di far tremare i pilastri delle superpotenze siderali.

Dalle roccaforti burocratiche della Terra ai sudici mercati di Cerere: in The Expanse, i rapporti diplomatici si costruiscono nell’ombra

Una partita a scacchi interplanetaria

La pietra angolare di The Expanse Osiris Reborn risiede nella complessa rete di alleanze e odi atavici che divide il sistema solare. Le anteprime hanno confermato che saremo costretti a mediare di continuo tra le tre fazioni principali, ciascuna mossa da ideologie antitetiche. Le Nazioni Unite (Terra) rappresentano l’autorità ancestrale, una burocrazia elefantiaca e disperata che cerca di mantenere il controllo su risorse che non le appartengono più. Interagire con i funzionari terrestri richiede finezza diplomatica, ma offre in cambio accesso a una rete logistica e informativa senza pari, fondamentale per chi sceglie di operare dentro il sistema.

Sul fronte opposto troviamo la MCRN (Martian Congressional Republic Navy, la forza navale della Repubblica Congressuale Marziana), una società militarizzata e tecnologicamente superiore, mossa dal sogno della terraformazione. Marte non cerca il dialogo, ma l’efficienza. Collaborare con loro garantisce dotazioni all’avanguardia e supporto tattico pesante, ma esige una ferrea disciplina: un solo errore potrebbe trasformarci in ricercati dello Stato più potente della galassia. Infine, c’è la Cintura (OPA, l’alleanza dei pianeti esterni), un mosaico di fazioni indipendentiste che lottano per l’aria e l’acqua. Qui la politica si fa sporca e tribale; ottenere il rispetto dei cinturiani significa operare nell’ombra, sabotando i giganti e accettando la moralità ambigua di chi è stato oppresso per generazioni.

Il gioco gestisce queste relazioni attraverso un sistema di reputazione dinamico che influenza tanto i prezzi dei mercanti quanto l’accesso a determinate missioni e la stessa sopravvivenza della Gemini. Schierarsi troppo apertamente con una fazione potrebbe chiudere definitivamente le porte di intere stazioni spaziali, che ci etichetteranno come persone non grate e non esiteranno ad attaccarci a vista. La narrazione di Owlcat Games punta a metterci di fronte a dilemmi dove una soluzione corretta non è contemplata: spesso, aiutare una colonia di cinturiani significa scatenare una ritorsione marziana che cancellerà un intero avamposto minerario.

The Expanse Osiris Reborn
Reattori a fusione al massimo, moduli di supporto remoto approntati, la Gemini sfida l’ignoto portando a bordo l’ultima speranza per il sistema

The Expanse Osiris Reborn: cuore di metallo

La Gemini non è un semplice fondale statico, ma un sistema complesso che richiede una gestione attiva per rimanere operativa. I video di presentazione ci hanno mostrato un sistema di personalizzazione della nave che va ben oltre l’estetica. Dovremo gestire il reattore a fusione, distribuendo l’energia tra i sistemi critici, poiché potenziare i motori a induzione magnetica permetterà viaggi più rapidi e manovre evasive in combattimento, ma toglierà risorse ai sistemi di occultamento o alla rigenerazione dell’ossigeno. Ogni missione logora lo scafo e i circuiti, e così le soste nei cantieri di stazioni come Ganimede o Tyco diventano fondamentali per le riparazioni.

Altro aspetto tecnico affascinante è la gestione dell’equipaggio a bordo, considerato che ogni membro possiede una postazione specifica che potenzia le capacità della nave. Zafar, ad esempio, migliora l’efficienza dei sistemi di riparazione automatica, mentre Regina può affinare i sensori a lungo raggio per rilevare minacce prima ancora che appaiano sul radar. Ignorare il morale o i bisogni dell’equipaggio comporta sia un intiepidimento dei rapporti che un calo drastico delle prestazioni della Gemini in battaglia. La nave è il nostro polmone metallico nel vuoto tra i corpi celesti, perciò trascurarla significa condannare a morte tutti coloro che abitano le sue paratie.

Il ponte di comando, naturalmente, è il fulcro delle pianificazioni tattiche: qui possiamo analizzare le rotte di intercettazione e decidere se approcciare un obiettivo con la forza bruta o con il sabotaggio silenzioso. La Gemini può essere un predatore o una preda, a seconda di come sceglieremo di configurarla, una profondità gestionale grazie alla quale percepiamo quel senso di vita di bordo tipico della fantascienza tecnologica: i potenziamenti tecnici, la disposizione dell’equipaggio e persino i dialoghi opzionali potrebbero essere l’ago della bilancia tra una missione portata a termine e un disastro irreversibile.

La fiducia si guadagna missione dopo missione, e ogni singola scelta porta con sé il fardello delle rispettive conseguenze

Le dottrine del capitano

In The Expanse Osiris Reborn, la personalizzazione del Capitano si ramifica in tre dottrine principali che determinano lo stile di gioco e il tipo di attrezzatura da impiegare. L’Assaltatore (Striker) è la classe dedicata al confronto diretto e alla mobilità, grazie a bonus ai danni con fucili d’assalto e a pompa che le consentono di eccellere nel colmare le distanze scattando con rapidità tra le coperture. È la scelta ideale per sfruttare la verticalità delle stazioni e le spettacolari sezioni in assenza di gravità, marchio di fabbrica del franchise, dove il movimento tridimensionale diventa un’arma letale per colpire al fianco i nemici.

Lo Stratega (Tactician) si concentra sul controllo del campo di battaglia e sul supporto per la squadra. Ha accesso a gadget avanzati come droni da ricognizione e torrette portatili, e la sua abilità Marcatura Prioritaria aumenta i danni inflitti dal gruppo a un bersaglio specifico. La classe premia il posizionamento accurato e l’utilizzo intelligente delle coperture distruttibili, con i quali può manipolare il flusso del combattimento a proprio vantaggio e trasformare ogni scontro in una sfida più mentale che fisica.

L’Operatore Tecnico (Tech Operative) rappresenta l’equilibrio tra offensiva e sabotaggio. Specializzato nel manomettere i sistemi nemici, utilizza impulsi EMP per disabilitare scudi e droni avversari. La sua capacità di Hackeraggio Remoto permette di rivoltare le difese automatizzate contro gli stessi nemici. Armato di pistole ad alta precisione e mitra leggeri, l’Operatore punta tutto sulla rapidità d’esecuzione e sulle funzioni dei suoi gadget debilitanti, un vero e proprio incubo per qualsiasi unità robotica o sistema di sicurezza della Protogen.

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L’ossigeno è un bene prezioso, e tutti i colossi economici e militari si contendono le briciole di qualsiasi risorsa disponibile

The Expanse Osiris Reborn: sinergia e lealtà

I nostri compagni di viaggio sono estensioni metodiche fondamentali, ciascuno detentore di abilità uniche integrate nel sistema delle Imprese (Exploit). Zafar, il meccanico, funge da pilastro difensivo: può schierare barriere mobili e la sua abilità speciale sovraccarica le celle di energia ambientali per stordire i nemici. Regina, la tiratrice scelta, mette a disposizione un Networking Tattico per rivelare gli avversari dietro le coperture e fornisce supporto remoto con fuoco di soppressione anche quando non è nel team attivo, impedendo loro di sporgersi e prendere la mira.

Michael, il mercenario veterano, è l’esperto di guerriglia focalizzato sul danno esplosivo. Il suo Exploit specifico gli consente di far crollare parti dello scenario sopra i bersagli, rendendolo essenziale contro chiunque sia equipaggiato con protezioni pesanti. Teo, il medico di bordo, garantisce la sostenibilità del gruppo con stimolanti che accelerano il ripristino delle abilità e Zone di Recupero dove rigenerare scudi e salute. Infine J, il gemello del protagonista, agisce come jolly con la Sincronia Fraterna, imitando lo stile di combattimento del Capitano per raddoppiarne l’efficacia.

Il sistema di combattimento permette di portare due compagni attivi sul campo, ma la vera innovazione risiede nel contributo di chi resta sulla nave: i membri in riserva possono intervenire disabilitando sistemi elettronici o fornendo supporto logistico in tempo reale. Il risultato finale è un senso di squadra coesa dove ogni recluta ha un ruolo cruciale nella riuscita della missione, cosicché la gestione dei rapporti personali non si limita ad essere un vezzo narrativo, ma una necessità tattica per la sopravvivenza nello spazio.

I nostri compagni possono fornire un supporto essenziale durante le fasi più concitate delle battaglie

Una rotta tracciata nel buio

L’imminente Closed Beta del 22 aprile 2026, disponibile per tutti gli acquirenti della Collector’s Edition o del Miller’s Pack (che contiene apprezzabili riferimenti allo sprezzante Josephus Miller della serie), rappresenterà un banco di prova fondamentale. La missione sulla stazione Pinkwater 4, mostrata in anteprima, ha già evidenziato una densità atmosferica che lascia ben sperare: la transizione fluida tra i dialoghi a scelta multipla e le improvvise scariche di adrenalina delle sparatorie suggerisce un ritmo di gioco equilibrato, capace di alternare i ragionamenti politici alle pressioni della sopravvivenza. Le potenzialità sono immense; un RPG sci-fi di questa portata manca dai tempi d’oro di BioWare, e l’attenzione dedicata da Owlcat Games alle risoluzioni senza pregiudizi è la chiave di volta per catturare l’anima cinica ma profondamente umana dei lavori di Corey.

Le ultime sequenze di gameplay mostrano numerosi dettagli che hanno rinfocolato il mio personale entusiasmo, in particolare l’interazione con l’ambiente tramite il sistema Exploit non sembra una forzatura meccanica o scriptata, ma uno sviluppo naturale del lavoro di squadra. Vedere un compagno come Michael far crollare un’impalcatura su un gruppo di soldati mentre coordiniamo un assalto congiunto in assenza di gravità regala soddisfazioni “operative” che di rado possiamo ammirare in un action RPG. Inoltre, la cura riposta in tutte quelle minuzie, come il sibilo dell’ossigeno che scarseggia o il suono ovattato dei proiettili nel vuoto, dimostrano una comprensione profonda della fisica del terrore che ha da sempre caratterizzato la trasposizione televisiva di The Expanse.


Quanto mostrato finora delinea in sintesi un’opera ambiziosa che onora il materiale originale, benché voglia tracciare un solco narrativo indipendente. La combinazione tra il curriculum ruolistico di Owlcat Games e l’estetica cruda della serie TV sembra il matrimonio perfetto per riportare il grande gioco di ruolo fantascientifico sui nostri schermi. Con una finestra di lancio fissata per la primavera 2027, le aspettative sono legittimamente alte: al di là del robusto sistema di combattimento, verremo chiamati ad abitare un sistema solare in cui ogni vita ha un proprio valore e anche i segreti più piccoli sono in grado di scatenare una guerra. La rotta verso la Gemini è tracciata, e il sistema solare non aspetta altro di venire esplorato con il cinismo di un mercenario e il cuore di un capitano.


 

Corso Giornalismo Videoludico
Gioca da quando ha messo per la prima volta gli occhi sul suo Commodore 64 e da allora fa poco altro, nonostante porti avanti un lavoro di facciata per procurarsi il cibo. Per lui i giochi si dividono in due grandi categorie: belli e brutti. Prima che iniziasse a sfogliare le riviste del settore erano tutti belli, in realtà, poi gli è stato insegnato che non poteva divertirsi anche con certe ciofeche invereconde. A quel punto, ha smesso di leggere.