Darwin’s Paradox Recensione: il polpo non è buono solo alla griglia!

Darwin's paradox
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Fin dall’alba dei videogiochi, in tantissimi sviluppatori hanno fatto vestire a noi videogiocatori i panni di un protagonista diverso. E nel caso degli animali, beh, neanche questo fa eccezione. In tempi moderni abbiamo avuto Stray, mentre in epoca PS2 e Xbox c’era Dog’s Life (ovvero Vita da Cani). Non è dunque inusuale che qualche studio di sviluppo decida di farci interpretare il ruolo di qualche altra forma di vita terrestre. Più raro, invece, che qualcuno decida di farci vivere un’esperienza di gioco nei panni di un… polpo. Eppure è successo, perché in Darwin’s Paradox (e mai titolo fu più azzeccato) siamo proprio chiamati a prendere il controllo di uno sfortunato polipo che si ritrova, suo malgrado, a essere strappato dalle grinfie della propria amata per finire in una lattina di cibo prodotta da una strana corporazione che forse nasconde qualche piccolo segreto. No, non stiamo scherzando: è davvero questo l’incipt che apre le porte al nuovo platform disponibile a partire dal 2 aprile su PC, Nintendo Switch, Xbox Series S, Xbox Series X e PlayStation 5.

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Al timone di questa folle avventura troviamo un neonato studio di sviluppo, ovvero ZDT Studio, con base a Parigi. Non si tratta però di un team di sviluppatori alla loro prima esperienza, tutt’altro. ZDT nasce infatti dall’iniziativa di alcuni veterani del mondo dei videogiochi, tra cui Romuald Capro (former director di Arkane Lion) e Cédric Lagarrigue, ex presidente e fondatore di Focus Home Interactive. Al timone della pubblicazione troviamo invece Konami, che dopo anni di ibernazione nel mondo dei videogiochi e con l’ottimo rilancio del brand di Silent Hill, ha deciso di tuffarsi (letteralmente) in questa nuova avventura. E lo fa, come abbiamo detto in apertura, proprio con un gioco molto, molto particolare. Scopriamolo in questa nuova recensione.

Una grande avventura per un piccolo polpo

Darwin’s Paradox: a metà tra platform e stealth

Come abbiamo detto poco sopra, l’incipt di Darwin’s Paradox è probabilmente uno dei più banali e scontati in assoluto. Il nostro polipo viene improvvisamente rapito mentre è a spacco per il mare con la sua compagna. A strapparlo via dal suo amore di una vita è la UFOOD, una nota azienda che produce cibo in scatola, torte e zuppe e che ha appena aperto uno stabilimento in città. Da qui in avanti, il protagonista dovrà riuscire a tornare nell’oceano, ma si ritroverà invischiato in quella che è probabilmente una faccenda molto più grande, perché la UFOOD non è proprio quello che sembra che sia. La trama, per quanto semplice, funziona. E questo grazie al grande lavoro di ZDT Studio, che ha preso un concept quanto semplice ma geniale e che apre tantissime possibilità per il genere di riferimento, ovvero il platforming a scorrimento verticale.

In Darwin’s Paradox, il nostro protagonista è praticamente in grado di fare qualsiasi cosa. Gli sviluppatori hanno optato per un ambiente in 3D quasi interamente esplorabile, con superfici che si possono scalare (grazie alle ventose) ed esplorare in lungo e in largo. Interi scenari nascondo poi più vie di fuga e shortcut da aprire, favorendo dunque l’esplorazione che avviene sia in ambienti marini (come le profondità dell’abisso) e industriali, appunto il grande complesso della UFOOD. Il polpo può inoltre sparare il suo inchiostro per farsi spazio ed evitare di essere incrociato, mandare in tilt sistemi di sicurezza e spostare oggetti che aiutano nella risoluzione dei tantissimi puzzle sparsi per le varie aree di gioco. Se l’aspetto estetico, che ricorda quello dell’animazione 3D televisiva destinata ai bambini può trarre in inganno, Darwin’s Paradox è in realtà un gioco molto intelligente, che richiede grande attenzione a ogni dettaglio: non solo per il proseguimento dell’area e per la risoluzione dei puzzle, ma anche per la scoperta dei collezionabili (circa una ventina, sotto forma di giornali e locandine) e per la componente stealth, vero e proprio punto caratteristico del gioco. Non è infatti raro trovare aree ricche di nemici, che richiederanno diverse combinazioni delle abilità del protagonista per essere superate, come per esempio la mimetizzazione o l’utilizzo di elementi secondari per nascondersi ed evitare di essere catturati (e successivamente uccisi).

Mille modi per morire

Un gameplay da leccarsi i baffi

Darwin’s Paradox è un’idea semplice, con un gameplay decisamente solido. Nel corso dell’avventura non sarà troppo raro incappare in puzzle ambientali o percorsi a ostacoli, che richiedono un determinato tempismo. Il timing è quasi tutto nel gioco di casa ZDT: tra salti a ostacoli, ingranaggi letali e fughe da alcuni nemici, tutto diventa incredibilmente caotico ma anche estremamente divertente. Spesso alcune soluzioni appaiono decisamente logiche, altre invece sono più complesse da elaborare e richiederanno uno sforzo aggiuntivo. Attenzione: non si tratta però solo di muoversi all’interno di alcune aree, ma anche di indovinare il percorso corretto. Pur essendo un platform guidato, infatti, molto spesso la strada più ovvia potrebbe non essere quella giusta. Le aree del gioco sono ben strutturate e dimostrano il grande impegno riservato in un level design sicuramente interessante. Nel corso dell’avventura si passa da ambienti chiusi, con poche possibilità di interazione a interi puzzle in movimento in livelli strutturalmente complessi, che richiederanno grande impegno e soprattutto concentrazione. Un buon mix di elementi, che permette ai giocatori di rimanere incollati allo schermo e scoprire quale sarà la prossima sfida. Non sarà raro provare a fare un paio di tentativi in più per trovare una soluzione e spesso il ragionamento laterale sarà una vera e propria ancora di salvezza. Ad arricchire ancora di più l’offerta ludica è sicuramente la componente stealth, ben bilanciata e che riesce a non imporsi rispetto alla parte platform, rendendo così il gioco un’esperienza godibile dall’inizio a fine, senza esagerare né da una parte né dall’altra.

Oltre al gameplay, un altro, importante punto di forza di Darwin’s Paradox è sicuramente il comparto artistico. Al di là della bellezza tecnica del gioco, con scorci decisamente d’effetto, a stupire è sicuramente l’art direction e il level design. Le ambientazioni sono ben realizzate, così come è ben curata tutta l’estetica anni ’50 ispirata agli Stati Uniti d’America e ai suoi prodotti culturali: i volantini, i ritagli di giornali, i palazzi e l’estetica generale sono di sicuro impatto. Di impatto anche la colonna sonora, così come i vari effetti ambientali: il gioco è sicuramente rifinito anche sotto questo aspetto e non possiamo non ritenerci soddisfatti.

La trama è più curiosa di quanto ci si aspetti.

Non tutte le ricette riescono

Al netto dei lati positivi riguardanti il gameplay e il comparto tecnico, purtroppo Darwin’s Paradox nasconde anche delle criticità che non si possono ignorante. E la prima, purtroppo, penalizza fortemente il titolo, perché riguarda i controlli. Al di là della semplicità del gioco, infatti, i controlli ci sono sembrati spesso in leggero ritardo rispetto al nostro input. Allo stesso tempo, molto spesso, abbiamo riscontrati diverse difficoltà nel manovrare correttamente il polpo. Considerando che il gioco richiede una precisione quasi del 100%, spesso può essere frustrante ritrovarsi ad aver quasi terminato un percorso e ricominciare da circa metà a causa di un piccolo errore di input non letto o non preciso quanto vuole il software. Insomma, non proprio un vanto per un titolo platform, che pur non volendo essere troppo punitivo rischia di diventare abbastanza snervante. Allo stesso modo, Darwin’s Paradox ha anche un problema di prestazioni, con episodi di stuttering e stabilità. Non ci sono cali di frame rate evidenti, ma piccoli problemi che minano la continuità delle cutscene e di alcune scene di gioco continuative.

Un altro problema del gioco è sicuramente la chiarezza. Molto spesso il titolo ci insegna a fare qualcosa, come per esempio un determinato modo per superare un ostacolo e poco dopo ci chiede invece di fare l’opposto. Non sarebbe decisamente un problema se fosse voluto, ma in questo caso la scelta sembra essere più frutto di un design più caotico rispetto al normale. Nello stesso modo, il design dei livelli seppur riuscito, purtroppo molte volte non riesce a essere chiaro, anche con evidenti problemi di prospettiva che rischiano di far fallire porzioni di aree a causa di sviste non imputabili a chi gioca. Tutti questi difetti non ci permettono di esprimere un giudizio negativo, ma ovviamente è nostro dovere segnalare queste piccole criticità.


Darwin’s Paradox è una sorpresa inaspettata: il concept è sicuramente curioso, ma il suo gameplay, al di là dei difetti, funziona decisamente bene. Il tutto condito da una trama semplice ma non priva di colpi di scena. Se cercate un’avventura breve, da consumare nell’arco di pochi giorni e che comunque vi faccia divertire e appassionare, il gioco di Konami e ZDT Studio è sicuramente la scelta che fa per voi.


 

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