Absolum Fili del Destino Recensione: l’ordalia della corruzione

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L’aria nel mondo di Absolum ha un sapore metallico, un misto di polvere e ruggine che ormai riconosco a ogni respiro dei miei alter ego. Ho mosso miei i primi passi tra le terre martoriate di Talemh molto in ritardo rispetto alla sua effettiva uscita, ma sono rimasto comunque incantato mentre, fra una battaglia e l’altra, osservavo in prima persona l’orizzonte dove il cielo si piega in spirali violacee. Non c’era musica ad accompagnarmi, solo lo scricchiolio cadenzato delle imponenti strutture di pietra sotterranee e il guaito del vento tra rovine che sussurra le disfatte di una civiltà ormai dimenticata. In questo mondo, ho imparato presto che un passo falso significa la fine, come pure che la morte è solo un altro filo che si spezza per essere riannodato altrove. Il richiamo dell’ignoto si è fatto sentire di nuovo, e questa volta l’eco di una nuova corruzione ha scosso le fondamenta di tutto ciò che pensavo di aver dominato.

Corso Localizzazione Videoludica

Ho passato decine e decine di ore a sviscerare la versione base di Absolum, perdendomi in un ecosistema brutale che non mi ha mai regalato nulla. Qualsiasi vittoria, seppur labile, è stata una conquista strappata con i denti, e le innumerevoli sconfitte si sono tradotte in lezioni di umiltà necessarie. Tornare a vivere l’ennesima avventura con l’espansione Fili del Destino vuol dire fronteggiare ancora una volta un vecchio nemico che ha imparato nuovi trucchi per uccidermi, e continuare imperterrito a sbatterci la testa contro con un sorriso stampato in volto. Avendo seguito l’evoluzione del progetto sin dalle prime fasi, da quando sembrava una declinazione fantasy dell’approccio adottato da Guard Crush per il DLC di Streets of Rage 4, ho visto come il mondo sia cresciuto in verticalità e come ogni mia azione passata sembri ora aver gettato i semi per il caos che mi ritrovo a dirimere.

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Le Ordalie Mistiche contengono un nutrito assortimento di sfide che metteranno alla prova anche gli esperti più navigati

Absolum Fili del Destino: questo rituale puzza di guai

Prima di cominciare a discutere dei contenuti aggiuntivi, vorrei formulare una breve premessa che abbiamo tralasciato in fase di recensione, poiché la storia che circonda la nascita di Absolum è affascinante quanto il gioco stesso. Si è parlato spesso di come il titolo sia nato come una sfida alle convenzioni moderne, un progetto sperimentale volto a testare la resilienza del giocatore, e tutte le discussioni emerse dopo il lancio hanno evidenziato quanto sia stato complesso rendere credibile la fisica della materia instabile che compone il mondo. Da principio, il sistema di combattimento era stato concepito per essere molto più statico e metodico, ma i riscontri raccolti dalle prime fasi di test ha spinto il design verso una direzione diversa, e così la struttura è stata riscritta per assecondare quella fluidità che oggi viene considerata, a ragion veduta, un pilastro fondamentale dell’opera.

È interessante notare come la filosofia del team sia stata quella di non porre mai argini artificiali. Molte delle intuizioni confluite in Fili del Destino sono nate osservando i comportamenti più estremi dei veterani. Se un giocatore cercava di scalare una parete apparentemente inaccessibile o di interagire con un elemento di sfondo puramente estetico, l’espansione ha trasformato quel desiderio in una meccanica reale. È un punto di vista che ha ampliato in maniera genuina il vocabolario di gioco e non rimane confinato a un banale ritocco grafico: ora il mondo si esplora con lo sguardo rivolto verso l’alto, cercando appigli tra le pieghe della realtà stessa.

Tutte le modifiche e le rifiniture al sistema di combattimento derivano dai riscontri forniti dalla community

Punta alle stelle: alla peggio, atterrerai su una luna

L’impatto con i biomi corrotti è stato brutale, anche dopo aver imparato letteralmente a memoria le zone del gioco perché, oltre alle variazioni estetiche che le rendono immediatamente riconoscibili se paragonate alle loro versioni “normali”, adesso le regole fisiche e biologiche che le governano sono completamente inedite. In queste aree, la corruzione è un organismo attivo e la flora mutata reagisce alla nostra presenza in modi imprevedibili: alcune piante emettono spore che alterano la percezione del tempo, mentre altre fungono da trappole naturali che si attivano solo se ci si muove troppo velocemente, e gli avversari possiedono forme grottesche e pattern d’attacco pensati proprio per castigare chi fa troppo affidamento alla memoria muscolare.

Anche il sound design ha beneficiato di un’evoluzione incredibile attraverso l’uso dell’audio procedurale. Le distorsioni sonore posizionali rendono l’ambiente quasi soffocante; a volte sembra che i nostri passi non siano gli unici a risuonare sul terreno deformato e coadiuvano con efficacia la componente visuale. Il racconto, pur rimanendo volutamente criptico e frammentato, si arricchisce di una profondità malinconica: gli scampoli di storia rinvenuti tra le macerie corrotte sotto forma di iscrizioni aggiungono ulteriori tasselli a un mosaico che lascia trapelare in egual misura disperazione e speranza. Non c’è un momento in cui ci sentiamo davvero al sicuro, perché l’espansione ci ricorda costantemente che siamo intrusi in un mondo che sta cercando di riscrivere se stesso.

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Le nuove zone corrotte vengono mostrate con estrema chiarezza sulla mappa di gioco

Absolum Fili del Destino: presumo che fossimo uno di loro

La corruzione non è un concetto del tutto nuovo in Absolum, ma con Fili del Destino ha subito una metamorfosi strutturale che ne cambia profondamente l’impatto tattico. Se in passato le regioni corrotte erano una minaccia latente, ora si manifestano sulla mappa come veri e propri epicentri di caos che possiamo scegliere di affrontare o aggirare. La loro pericolosità deriva tanto dalla presenza di nemici elite implacabili quanto da un’anomalia spaziale che teletrasporta creature provenienti da biomi completamente diversi in un unico punto. Trovarsi a gestire simultaneamente pattern d’attacco che non dovrebbero mai incrociarsi crea un dinamismo inedito: gli scontri in queste zone diventano espressioni di adattamento estremo, ripagato però da ricompense che non hanno eguali nel resto del gioco.

Per chi invece riesce nell’impresa di completare integralmente il viaggio principale, l’espansione riserva una modalità che definire elitaria è un eufemismo: le Ordalie Mistiche, sfide dedicate a chi ha già forgiato le build perfette e cerca un pretesto per metterle alla prova contro l’impossibile. Attraverso un sistema di modificatori e variabili, questa modalità trasforma anche l’equipaggiamento più potente in una risorsa appena sufficiente per sopravvivere a alle istanze brutali che noi stessi avremo approntato. Sebbene in un roguelite la rigiocabilità sia la norma, le Ordalie si innestano come un’estensione naturale e necessaria, proponendo scenari e gradi di difficoltà che rendono molto più frenetica la caccia ai potenziamenti rari, un modo ulteriore per affinare le nostre abilità e dominare ogni singolo aspetto dell’esperienza.

Anche i boss più comuni che abbiamo già abbattuto migliaia di volte dispongono adesso di qualche trucchetto aggiuntivo

Quanto potere c’è qui, e quanta morte

Il debutto di Absolum su Xbox e nel catalogo Game Pass a fine marzo ha impresso una scossa notevole alla community. Avendo vissuto il lancio originale su altre piattaforme, mi ha colpito vedere come l’ecosistema Microsoft abbia accolto questa sfida senza sconti, probabilmente perché attendeva da mesi l’arrivo di questo fantastico ARPG sulla loro piattaforma. L’ingresso nel servizio in abbonamento ha inoltre trasformato un’esperienza elitaria in un fenomeno collettivo, cosicché migliaia di nuovi giocatori hanno potuto scoprire la profondità di Fili del Destino e saziare al contempo la fame di titoli caratterizzati da un’identità artistica tanto forte.

Neanche a dirlo, il porting è di una consistenza disarmante: durante le mie sessioni su Series X, ho notato una pulizia dell’immagine che, giocoforza, non ha nulla da invidiare alle impostazioni ultra della versione PC, con il vantaggio di una stabilità granitica dei fotogrammi. Se su PS5 il feedback aptico offre sensazioni peculiari, qui l’integrazione con l’architettura Velocity garantisce tempi di caricamento fulminei, e il passaggio dal menu principale al bioma corrotto di turno avviene in una manciata di secondi. La fluidità rimane costante anche nelle situazioni più sature di effetti particellari, merito dell’eccellente lavoro di ottimizzazione sulle API DirectX 12 che rende questa versione splendida da vedere. Anche la Series S se la cava molto bene, al netto di qualche tentennamento durante le transizioni da una schermata all’altra.

Ulteriore dettaglio davvero apprezzabile riguarda la risposta dei grilletti del controller Xbox, in particolar modo avendo a che fare con un titolo dove il tempismo è tutto: la tensione dei tasti restituisce un senso di controllo millimetrico, fondamentale per gestire le nuove sfide imposte dalle Ordalie che spesso richiedono movenze estremamente precise. Inoltre, chi viene dalla versione Switch apprezzerà di certo la struttura intelligente degli obiettivi che, oltre a rappresentare dei consueti traguardi numerici, forniscono anche qualche indicazione sulle potenzialità dei personaggi e sui percorsi più interessanti da intraprendere senza troppi spoiler (segreti a parte, ma se sono tali c’è sempre un motivo). Purtroppo, l’espansione non aggiunge nulla che sia legato alle proprie meccaniche, ma il sistema dei trofei rimane comunque una piacevole bussola per esplorare i contenuti più oscuri del gioco.

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Il character designer Maxime Mary (TMNT: Caos Mutante, Inside Job) si è adattato alla perfezione al contesto dark fantasy di Absolum

Absolum Fili del Destino: io domino il Tempo stesso!

Il lavoro di rifinitura che coinvolge centinaia di modifiche ai calcoli matematici del sistema è stato davvero certosino: sono ritocchi invisibili che incidono sulla frequenza di apparizione dei varchi nascosti e sulla qualità dei potenziamenti, progettati per cancellare quella sensazione di stanchezza che a volte appesantiva le fasi finali delle sessioni di gioco. Laddove prima arrivare alla conclusione poteva sembrare un percorso obbligato e ripetitivo, adesso l’introduzione di nuove opzioni e percorsi alternativi garantisce una freschezza costante, e la corsa verso la conclusione delle partite imprevedibile e coinvolgente. È un’ottimizzazione silenziosa ma fondamentale, pensata per chi non vuole accontentarsi di una sfida superficiale ma perdersi nei dettagli tecnici più intensi.

Ma, a scapito della mole impressionante di contenuti, resta un piccolo spazio per i desideri non ancora esauditi. Sebbene Absolum non nasconda la sua anima complessa, avrei gradito l’introduzione di una modalità puramente arcade, capace di snellire la struttura narrativa per concentrarsi esclusivamente sull’azione frenetica tipica dei classici da sala giochi. Anche se definirla un difetto sia tecnicamente ingeneroso, data la natura profonda del titolo, è innegabile che una simile aggiunta avrebbe rappresentato la ciliegina sulla torta per quanti adorano la componente beat ‘em up del gioco. Resta comunque un pacchetto straordinario che, pur senza questa funzione, riesce a trasformare ogni partita in un’esperienza nuova e travolgente.

Senza svelare troppo, posso dirvi che la chiave della vittoria risiede nei segnali ambientali. L’arena subisce una mutazione sonora prima di ogni offensiva e imparare a riconoscere quel particolare fischio della corruzione è l’unico modo per posizionarti correttamente. Durante lo scontro compaiono depositi di materia instabile che, se distrutti, interrompono le fasi di caricamento del boss lasciandolo vulnerabile. Bisogna armarsi di pazienza: questo nemico punisce l’aggressività sconsiderata con una fase difensiva che riflette i danni. Sfruttare la verticalità e i nuovi punti di ancoraggio è spesso l’unica via di scampo dagli attacchi che coprono l’intero pavimento.


Considerando la mole di contenuti, è difficile credere che Fili del Destino sia stato rilasciato come aggiornamento gratuito: i boss mastodontici e le sfide ambientali hanno aggiunto da soli almeno altre 30 ore al mio contatore, e amplificato il valore dell’intera produzione senza tradire i concetti fondamentali basati su sfida e scoperta. Tuttavia, la curva di difficoltà è diventata ancora più ripida e la progressione di alcune missioni secondarie rimane ancorata a una logica difficile da comprendere, quasi esoterica. L’aggiornamento trasmette la volontà degli sviluppatori di chiudere un cerchio narrativo e meccanico iniziato anni fa, pur lasciando ampi spiragli per possibili interventi futuri, dunque per chi ha vissuto questo viaggio sin dai primi passi tra le ombre rappresenta la conferma di quanto la dedizione venga premiata. Se non l’avete ancora fatto, cogliete pure l’occasione per tuffarvi nel mondo di Talamh a occhi chiusi: troverete un’esperienza ricca, spaventosa e incredibilmente profonda, capace di restare impressa nei vostri ricordi ben oltre la carrellata dei titoli di coda.


 

Corso Giornalismo Videoludico
Gioca da quando ha messo per la prima volta gli occhi sul suo Commodore 64 e da allora fa poco altro, nonostante porti avanti un lavoro di facciata per procurarsi il cibo. Per lui i giochi si dividono in due grandi categorie: belli e brutti. Prima che iniziasse a sfogliare le riviste del settore erano tutti belli, in realtà, poi gli è stato insegnato che non poteva divertirsi anche con certe ciofeche invereconde. A quel punto, ha smesso di leggere.