Yerba Buena Provato: quando un NPC riscrive le regole del gioco

Yerba Buena
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Nel panorama contemporaneo dei videogiochi, dove anche produzioni di grande richiamo spesso finiscono per somigliarsi tra loro, riuscire a proporre qualcosa di realmente distintivo รจ tuttโ€™altro che semplice. Eppure, ogni tanto, emergono progetti che provano a rompere gli schemi, giocando non solo con le meccaniche, ma con il linguaggio stesso del medium: Yerba Buena sembra inserirsi proprio in questa categoria.

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Il titolo, sviluppato da Mad About Pandas in collaborazione con Focus Entertainment e in uscita il 26 maggio 2026, si presenta come un puzzle-platform narrativo; tuttavia, giร  dalle prime battute lascia intendere unโ€™ambizione piรน ampia. Abbiamo avuto modo di provare lโ€™intera demo, un segmento piuttosto generoso che permette di farsi unโ€™idea concreta dellโ€™impianto ludico e narrativo, e le sensazioni sono state, nel complesso, decisamente positive.

Ambientato in una versione surreale della San Francisco degli anni โ€™70, Yerba Buena costruisce un mondo che non รจ semplicemente uno sfondo, ma un elemento attivo dellโ€™esperienza. La cittร  non รจ solo un luogo da attraversare, bensรฌ un sistema instabile, attraversato da glitch e anomalie che diventano parte integrante del gameplay e della narrazione.

Yerba Buena
Barb attraversa una San Francisco surreale, tra atmosfera anni โ€™70 e un mondo che inizia a mostrare le prime anomalie.

Quando il videogioco diventa parte del racconto

Uno degli aspetti piรน interessanti della produzione รจ la sua struttura metanarrativa, un elemento che non viene utilizzato come semplice trovata, ma come fondamento dellโ€™intera esperienza. Yerba Buena รจ infatti ambientato allโ€™interno di un altro videogioco, โ€œBay Angelsโ€, un mondo digitale che richiama volutamente alcune produzioni open world, ma che allo stesso tempo ne sovverte le regole. La protagonista, Barb, รจ inizialmente un NPC, una figura marginale destinata a rimanere sullo sfondo. Tuttavia, gli eventi prendono una piega inaspettata quando il protagonista del gioco, Bear, rapisce uno dei suoi amici, innescando una catena di eventi che porta Barb a uscire dal proprio ruolo.

Questo passaggio da comparsa a protagonista non รจ solo narrativo, ma anche simbolico. Yerba Buena gioca apertamente con il concetto di agency, mettendo il giocatore nei panni di un personaggio che, teoricamente, non dovrebbe avere alcun controllo sugli eventi. รˆ proprio questa tensione tra ruolo imposto e libertร  conquistata a rendere la narrazione particolarmente interessante. A rafforzare questo impianto contribuiscono i glitch e le anomalie visive, che non si limitano a essere un vezzo stilistico. Il mondo di gioco appare volutamente โ€œrottoโ€, instabile, e questa instabilitร  diventa un elemento coerente con la storia e con le meccaniche di gameplay. Non si tratta solo di raccontare una storia, ma di farla emergere anche attraverso il modo in cui il giocatore interagisce con lโ€™ambiente.

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Barb si ritrova al centro degli eventi, abbandonando il ruolo di NPC in un mondo che inizia a sfuggire alle proprie regole.ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย 

Lโ€™Oscillator: il cuore dellโ€™esperienza

Se la componente narrativa rappresenta un elemento distintivo, รจ il gameplay a dover sostenere lโ€™intero impianto. In questo senso, Yerba Buena si affida a una singola, forte idea: lโ€™Oscillator. Questo dispositivo consente di copiare proprietร  e movimenti degli oggetti per applicarli ad altri elementi dello scenario. Una meccanica che, a prima vista, potrebbe richiamare esperienze giร  viste, ma che riesce a distinguersi grazie alla sua implementazione e alle possibilitร  che offre.

Durante la demo, lโ€™Oscillator si รจ dimostrato estremamente intuitivo. Il sistema di utilizzo รจ chiaro, supportato da unโ€™interfaccia leggibile e da una funzione di scansione che permette di individuare rapidamente gli oggetti compatibili. Questo approccio riduce la frustrazione e consente al giocatore di concentrarsi sullโ€™aspetto piรน importante: la risoluzione dei puzzle.

Ma รจ proprio qui che Yerba Buena trova il suo punto di forza. Lโ€™Oscillator non รจ semplicemente uno strumento, bensรฌ un vero e proprio linguaggio. Ogni enigma diventa un problema da interpretare, un sistema da comprendere e manipolare. รˆ possibile copiare traiettorie di movimento, proprietร  fisiche e comportamenti, creando situazioni che sfiorano quasi il sandbox, pur rimanendo allโ€™interno di una struttura guidata.

In questo senso, lโ€™idea alla base del gameplay richiama, per certi versi, la filosofia di Portal, dove la comprensione delle regole e la loro applicazione creativa risultano fondamentali per avanzare.

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Lโ€™Oscillator รจ lo strumento chiave di Yerba Buena, utilizzato per copiare e applicare proprietร  agli oggetti e risolvere gli enigmi.ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย 

Logica, sperimentazione e libertร 

Uno degli elementi che emergono con maggiore chiarezza durante la prova รจ la volontร  degli sviluppatori di puntare sulla logica piuttosto che sulla difficoltร  pura. I puzzle non sono mai eccessivamente ostici, ma richiedono comunque attenzione, osservazione e capacitร  di adattamento.

Le regole vengono introdotte attraverso una sezione di tutorial dedicata, che si attiva in modo naturale allโ€™interno della progressione. Dopo aver ottenuto lโ€™Oscillator, Barb viene infatti trasportata in una sorta di mondo parallelo, pensato appositamente per apprendere le meccaniche di base. Il tutorial รจ strutturato in diverse stanze, ognuna delle quali presenta gli elementi necessari per comprendere una specifica funzionalitร  dello strumento, costruendo una progressione chiara e ben scandita.

Una volta assimilati i concetti fondamentali, il resto del percorso scorre con naturalezza, permettendo di applicare quanto appreso senza particolari ostacoli. Il sistema di comandi si mantiene semplice e immediato, basandosi principalmente sul mouse e su pochi input da tastiera, contribuendo a rendere lโ€™esperienza accessibile fin dalle prime fasi.

Yerba Buena evita inoltre di risultare banale, proponendo enigmi che stimolano il ragionamento e spingono il giocatore a interpretare le regole del sistema. In diverse situazioni รจ possibile arrivare alla soluzione seguendo approcci differenti, un elemento che contribuisce a rendere il gameplay piรน dinamico e meno prevedibile, premiando la capacitร  di adattarsi piรน che la semplice esecuzione.

Nel complesso, il gioco mantiene sempre una buona chiarezza nelle situazioni piรน articolate, evitando di generare confusione anche quando le meccaniche iniziano a sovrapporsi.

Dal punto di vista tecnico, la demo si รจ rivelata complessivamente stabile. Non sono emersi bug significativi, fatta eccezione per qualche lieve anomalia, come la ripetizione di alcune linee di dialogo in specifiche situazioni, che non incide in maniera rilevante sullโ€™esperienza.

Yerba Buena
Il tutorial si svolge in un ambiente separato, suddiviso in stanze che introducono progressivamente le funzionalitร  dellโ€™Oscillator.

Varietร , evoluzione e potenziale sul lungo periodo

Uno degli interrogativi principali, quando si ha a che fare con un sistema cosรฌ centrale come quello dellโ€™Oscillator, riguarda la sua capacitร  di sostenere lโ€™intera durata dellโ€™esperienza. Durante la demo, le idee introdotte funzionano e mostrano giร  una buona varietร  di applicazioni, ma รจ lecito chiedersi quanto il gioco completo riuscirร  a espandere ulteriormente queste meccaniche.

Le basi ci sono tutte: la possibilitร  di combinare proprietร , manipolare traiettorie e intervenire sul comportamento degli oggetti lascia spazio a evoluzioni interessanti. Nel corso della prova emergono anche nuove possibilitร  non presenti nel tutorial iniziale, come la capacitร  di cancellare oggetti selezionati, segno di un sistema che continua ad arricchirsi man mano che si procede. Se gli sviluppatori sapranno introdurre ulteriori variabili, nuovi contesti e situazioni sempre piรน complesse, Yerba Buena potrebbe mantenere alto il livello di coinvolgimento per tutta la durata dellโ€™avventura.

Al contrario, il rischio โ€“ comune a molti puzzle game basati su unโ€™idea forte โ€“ รจ quello di esaurire troppo rapidamente le proprie intuizioni. La demo, perรฒ, lascia ben sperare, mostrando giร  una certa attenzione alla progressione e alla varietร .

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Lโ€™Oscillator consente anche di rimuovere oggetti dallo scenario, aprendo nuove possibilitร  nella risoluzione degli enigmi.ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย 

Un’estetica coerente e un’identitร  riconoscibile

Dal punto di vista artistico, Yerba Buena riesce a costruire unโ€™identitร  visiva ben definita. Lโ€™ispirazione agli anni โ€™70 si riflette nelle ambientazioni, nei colori e nel design dei personaggi, contribuendo a creare un mondo coerente e immediatamente riconoscibile. Lo stile grafico, non puntando al realismo, si avvicina a una resa simil low-poly, scelta che non solo rafforza lโ€™identitร  del titolo, ma favorisce anche una buona leggibilitร  degli elementi a schermo. Questo aspetto risulta particolarmente importante in un gioco che basa gran parte della sua esperienza sullโ€™osservazione e sullโ€™interazione con lโ€™ambiente.

Le anomalie visive non si limitano a essere un elemento decorativo, ma contribuiscono a rafforzare lโ€™identitร  del mondo di gioco. Le distorsioni e le imperfezioni rendono lโ€™ambiente facilmente distinguibile, dando forma a unโ€™estetica coerente con le meccaniche e con lโ€™impianto narrativo. In un genere spesso dominato da formule consolidate, Yerba Buena prova a distinguersi proprio attraverso questa coerenza tra componenti diverse. Gameplay, narrazione e direzione artistica lavorano nella stessa direzione, dando forma a unโ€™esperienza che, pur nella sua apparente semplicitร , riesce a mantenere una propria identitร .


Dopo aver completato lโ€™intera demo, Yerba Buena lascia sensazioni nel complesso positive, ma non prive di qualche riserva. Il concept alla base dellโ€™Oscillator รจ solido e ben sfruttato, e i puzzle riescono a mantenere costante lโ€™interesse senza ricorrere a soluzioni artificialmente complesse; tuttavia, in alcuni frangenti si intravede il rischio di una certa ripetitivitร  sul lungo periodo. Lโ€™idea di un mondo โ€œrottoโ€, in cui il giocatore manipola oggetti, movimento e persino lo stato della materia allโ€™interno di un sistema instabile, rappresenta senza dubbio uno degli elementi piรน affascinanti dellโ€™intera produzione. Proprio questa intuizione, perรฒ, sarร  chiamata a sostenere il peso dellโ€™esperienza completa: la vera incognita รจ se il titolo riuscirร  a rinnovarsi con sufficiente costanza, evitando di esaurire troppo rapidamente le proprie soluzioni piรน brillanti. In definitiva, Yerba Buena mostra tutte le potenzialitร  per emergere nel panorama dei puzzle game narrativi, ma il giudizio finale resta inevitabilmente sospeso. Molto dipenderร  dalla capacitร  degli sviluppatori di ampliare e stratificare le meccaniche senza snaturarle: in caso contrario, il rischio รจ quello di unโ€™esperienza interessante, ma non memorabile.


Corso Giornalismo Videoludico
Lilia, AKA Myriadir, appassionata di videogiochi, in particolare gli MMORPG e i giochi di strategia. Prima di iniziare l'avventura nel giornalismo videoludico, ero game moderator in alcuni titoli.