Fallout: perché Chris Avellone non si aspetta Remastered per New Vegas

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Chris Avellone è una delle penne videoludiche più influenti della storia dei videogiochi, col titoli del peso di Planestape Torment, Fallout 2 o Fallout New Vegas. Dopo aver lasciato Obsidian nel 2015 per divergenze creative ha continuato come sceneggiatore freelance.

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In un’intervista presente sul canale YouTube TKs-Mantis spiega come non si aspetta alcun ritorno di Fallout New Vegas sotto forma di Remastered, come avvenuto per The Elder Scrolls IV: Oblivion, uscito a sorpresa lo scorso anno. I motivi sono piuttosto singolari e legati allo sviluppo del gioco avvenuto in quegli anni e alla gestione interna di Bethesda.

“Non credo che Bethesda possieda le competenze ingegneristiche per realizzare una remastered di New Vegas”, afferma nell’intervista. Avellone sostiene che ci sia un ostacolo unico: tra gli ultimi traguardi imposti da Bethesda c’era quello di consegnare l’intero codice sorgente a la possibilità di realizzare una build che avrebbe fruttato a Obsidian Entertainment la cifra di 10.000 dollari.

“Per ragioni a me sconosciute, ma di cui ho sospetti, Feargus Urquhart (il capo dello studio Obsidian) decise di non incassare quel traguardo e non lo ha raggiunto. Non è una decisione strana se si pensa, cosa che non sarebbe da escludere, che l’esperienza di New Vegas lo abbia derubato di una certa somma di denaro.”

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Per lo sceneggiatore, interrompere per un certo periodo il flusso di entrate del prodotto – non producendo nuove versioni, remastered o altro – potrebbe essere una delle possibilità del perché non vedremo mai un operazione simile a quella di Oblivion“Lo potrei certamente immaginare. Non sto dicendo che Bethesda non abbia il codice sorgente di New Vegas, potrebbe averne degli aspetti e delle porzioni… ma tutti quelli con cui ho parlato dopo quel periodo hanno detto di non avere idea di come ricostruirlo.”

Per lui quel traguardo significava davvero che tutte le risorse sarebbero state consegnate a Bethesda, così da poter ricreare il gioco in qualsiasi momento. Le cose potrebbero complicarsi un po’ pensando a come è stata affrontata la rimasterizzazione di Oblivion, considerando che si tratta di una versione modificata dell’Unreal Engine 5 che in qualche modo incorpora il motore Gamebryo originale di Bethesda.

Uno dei pochi modi in cui potrebbero realizzare qualcosa di simile sarebbe con un già ipotizzato Fallout 3, così da sperimentare quel processo, giusto per vedere che problemi e difficoltà ne derivano. Infine, anche se ora sia Obsidian che Bethesda sono ora sotto proprietà di Microsoft, non è detto che andranno d’accordo.

Questo ipotetico attrito raccontato da Avellone avrebbe in fondo senso se riscaviamo nel passato. All’uscita del gioco Bethesda inserì nel contratto un bonus finanziario ulteriore per Obsidian, se il titolo avesse raggiunto l’85 di Metacritic. Al momento della valutazione però arrivarono a 84, facendo perdere il bonus allo studio di sviluppo col conseguente licenziamento di una parte dei dipendenti. Il voto fu influenzato dalla mole enorme di bug di cui il titolo soffrì in quegli anni, dipeso dallo scarso tempo (18 mesi) avuto a disposizione da Obsidian per il controllo qualità, ma non sorprenderebbe se Urquhart avesse deciso di non consegnare il codice sorgente quasi come a “vendicarsi” di quella situazione.

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