Borderlands

Borderlands cambiò stile artistico all’ultimo minuto: Take-Two spese 50 milioni per salvare il gioco

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A distanza di quasi vent’anni dal debutto del primo Borderlands, emergono nuovi dettagli su una delle decisioni creative più rischiose della storia recente del gaming. Secondo quanto raccontato dal CEO di Take-Two Interactive, Strauss Zelnick, il celebre stile artistico del gioco venne adottato soltanto nelle ultime fasi dello sviluppo, con un costo enorme per il publisher.

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Nel corso di una recente intervista, Zelnick ha spiegato che il progetto originale aveva un’estetica molto più realistica e cupa, in linea con gli shooter della fine degli anni 2000. A pochi mesi dall’uscita, però, il team si rese conto che il gioco non aveva una vera identità visiva.

Il responsabile della divisione entrò nel mio ufficio e disse: ‘Non crediamo che il gioco sia abbastanza valido. Pensiamo di aver sbagliato approccio e che lo stile artistico non sia adatto né abbastanza distintivo. Vogliamo rifare il gioco.

Una richiesta clamorosa, considerando che Borderlands era praticamente completo e che Take-Two si trovava in un periodo economicamente complicato. Nonostante ciò, Zelnick decise di approvare il cambiamento. Questa scelta avrebbe portato a un ulteriore anno di sviluppo e a una spesa stimata di circa 50 milioni di dollari. Secondo il CEO, si trattò di una decisione estremamente rischiosa per l’epoca:

Era una scelta non ovvia. Nessun altro nel settore l’avrebbe fatta.

La trasformazione diede vita al celebre stile grafico da fumetto che ancora oggi caratterizza la serie, rendendo Borderlands immediatamente riconoscibile rispetto ai tanti shooter “grigi e marroni” dominanti in quel periodo. Non a caso, nelle prime versioni del gioco molti utenti avevano paragonato il titolo a produzioni come Rage o Fallout 3.

Col senno di poi, la scommessa si rivelò vincente: Borderlands riuscì a costruire un’identità fortissima, diventando uno dei franchise più popolari di Gearbox Software e di Take-Two. Ancora oggi, infatti, il suo stile artistico è considerato uno degli elementi più iconici dell’intera saga.

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Lilia, AKA Myriadir, appassionata di videogiochi, in particolare gli MMORPG e i giochi di strategia. Prima di iniziare l'avventura nel giornalismo videoludico, ero game moderator in alcuni titoli.