The Road of Dust and Sorrow Provato: molto più di un ispirazione agli horror anni ’90 in pixel art

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Durante il Future Games Show di quest’anno è apparso The Road of Dust and Sorrow. Non è la sua prima presentazione: era già stato svelato dallo stesso team di sviluppo, Painted Black Games (già autori di The Long Reach) e dal suo publisher Silver Lining Interactive (dietro la distribuzione di titoli come Spirit of the North 2 e Outbound), e portato positivamente avanti nello sviluppo anche grazie alle reaction del pubblico appassionato di indie, che fin da subito lo ha messo nella propria whislist fino a raggiungere le 40.000 librerie di tutto il mondo.

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Ciò lo ha riportato a presentarsi ufficialmente anche al resto del mondo, confermandone inoltre l’arrivo non solo su PC, come originariamente progettato dal team, ma anche e soprattutto su tutte le console principali, Nintendo Switch, Switch 2, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Quello che abbiamo visto infatti era un vero e proprio Console Announcement Trailer. Scopriamo però insieme e nel dettaglio di cosa si tratta esattamente questo titolo, presentato come un mix tra “Resident Evil e Silent Hill”, ma che ha da dire molto di più e definito ancora come “in arrivo” nel corso di questo 2026.

The Road of Dust and Sorrow
L’intro di porta in una dimensione quasi onirica, inumana, invece dell’orrore più concreto del post apocalittico

Una storia di preservazione su una veste artistica intramontabile

In origine, l’idea dietro il progetto originale è nata per essere accolta da uno stile tridimensionale, almeno come dichiarato da parte dello studio di sviluppo. Col tempo, però, si sono resi conto come anche la pixel art, che era stata il loro cavallo di battaglia dietro la realizzazione di The Long Reach, poteva essere la vera chiave per distinguerlo davvero da tutti gli altri. La maturità raggiunta nel suo uso è stata portata agli estremi in questo nuovo titolo, e si vede: dietro l’atmosfera incredibilmente seria, abbiamo un aspetto tecnico di altissima qualità fin dal primo frame mostrato, basata su uno stile artistico riconoscibile che sembra quasi dipinto se visto da lontano. Un ottimo uso di ogni luce e colore volte a rendere l’atmosfera desolata ma al tempo stesso anche evocativa al bisogno, quasi Lovecraftiana a richiamarne l’orrore cosmico, alla fine del trailer, lo rendono uno strano mix che ricorda più fonti ma non ne copia davvero nessuno fino in fondo.

Painted Black Games ha spiegato come è stato cercato e curato in ogni minimo dettaglio qualsiasi pixel per evidenziare il degrado, la fatiscenza o l’orrore a livello quasi maniacale con una palette cromatica calda per evidenziare la parte survival e fredda per quella più evocativa. All’interno di una delle note di sviluppo, condivise sulla pagina ufficiale di Steam, è stato dichiarato come l’impegno sia nato nello spostare l’aspetto tecnico per evidenziare la sopravvivenza emotiva, più che il focus sul massacro e sull’aspetto violento.

The Road of Dust and Sorrow
In un piccolissimo frangente ci verrà permesso anche di vestire i panni della piccola Ava

The Road of Dust and Sorrow: il vero senso della propria sopravvivenza

Ma per quanto riguarda questa storia in sé, ideata come fulcro principale dell’esperienza? Una cura attuata per debellare la fame nel mondo ha trasformato le persone in creature affamate in modo incontrollato, chiamate Dustomani. Katherine e sua figlia Ava, viaggeranno attraverso i resti di queste città desolate con l’unico scopo non solo di tenere la piccola al sicuro, ma anche per sfuggire ad una misteriosa setta che vuole usare la gente come terreno fertile per i propri scopi.

L’ispirazione principale da questo punto di vista, è molto più di quanto abbiano potuto descrivere attraverso la presentazione, durante l’evento. Non solo influenzato da Silent Hill (che in realtà ha ben poco), o al concetto di sopravvivenza designato da Resident Evil o dagli horror appartenenti agli anni ‘90: The Road of Dust and Sorrow disporrà di una forte componente narrativa, oltre che ludica, in cui la protagonista Katherine attraverserà vari luoghi per portare al sicuro sua figlia Ava. Ad ogni costo. Un incipit basato sul proteggere ciò che c’è di più caro al mondo della protagonista, in un mondo aggressivo e desolato, che richiama fortemente The Last of Us, ma senza la parte quasi disumanizzante che le persone sono portate a raggiungere, pur di salvare ciò che si ama.

All’interno di un intervista, rilasciata su Bloody Disgusting, gli sviluppatori hanno specificato l’intenzione precisa dietro alla storia e al gioco, che non segue gli stilemi classici.“Abbiamo imparato che quando il mondo sembra incerto, si trova forza nelle persone che si amano. Abbiamo costruito questo gioco su questa convinzione e speriamo che anche i nostri giocatori la percepiscano.” È  stato corretto quindi definirne le ispirazioni, ma con la forza di prendere la direzione opposta per fornire speranza nella desolazione, piuttosto che l’inevitabilità della durezza. L’evidenziazione del legame più antico e forte tra i genitori e i propri figli.

The Road of Dust and Sorrow
The Road of Dust and Sorrow invita a gestire risorse, ma al tempo stesso lo fa in modo quasi rilassante, eccetto alcune sezione

L’appropriazione del termine “Cozy Horror”

Painted Black Games, proprio per la forte componente narrativa del titolo, ha dato un termine specifico per descriverlo: “Cozy Horror”. È un semplice e purissimo ossimoro voluto, volti ad unire l’aspetto artistico caldo, accogliente e dettagliato, con l’impatto di una storia dolorosa atta a non voler perdere gli ultimi affetti rimasti. Il gioco non vuole avere come fulcro principale il gameplay, o meglio, lo ha, ma prestato per raccontare una storia precisa. Ma se volessimo entrare nel dettaglio della parte ludica vera e propria ci troveremo con un esperienza in cui risolvere enigmi ambientali, scoprire strade nascoste e claustrofobiche e gestire le proprie risorse utili alla sopravvivenza, è ciò che la fa da padrone.

È attualmente disponibile una demo su Steam, per poterne vedere un breve stralcio in cui Katherine, dopo un flash foward d’impatto, ci riporterà indietro di cinque giorni prima in cui dovrà recuperare del materiale prezioso all’interno di un deposito chiuso: l’obiettivo è sopravvivere ai Dustomani all’interno del magazzino, aprire strade e scorciatoie, recuperare delle schede che devono essere inserite in un determinato ordine e prendere ciò che ci interessa, per consegnarlo a un nostro alleato. La sessione ludica è presente, invita all’esplorazione e alla raccolta di beni primari per poter craftare munizioni, cure e riparazioni per la mazza da baseball, sopravvivendo alle minacce alternando gli attacchi melee a quelli a distanza della pistola. L’aspetto effettivamente “rilassante” si percepisce, ma allo stesso tempo anche la pressione dell’isolamento e delle minacce nascoste in ogni angolo.

Non è presente una grande difficoltà, e quando c’è i checkpoint sono molti vicini tra di loro per poter ricominciare subito e tornare nel pieno dell’azione. Non è da dare per scontato che non possa trasmettere la giusta sensazione di orrore: l’orrore c’è, e si respira dalla degradazione negli edifici e nel comportamento umano di chi ci circonda, ma il gameplay viene inserito per essere fluido (splendide le animazioni realizzate per i movimenti di Katherine, si sente il giusto peso ma al tempo stesso la morbidezza), intuitivo e impegnato nello scoprire i dettagli della storia e il perché il mondo è diventato così.

La fine della demo porta a un normale e naturale inserimento del titolo all’interno della propria whislist, curiosi di scoprire di più di un lavoro che, su ammissione del team, è quasi nella fase finale di completamento, con un affinamento sulla scrittura delle parti narrative, la creazione di tutti gli elementi grafici rimasti in sospeso e il termine dell’Atto 3, che lo renderà finalmente giocabile dall’inizio alla fine.


Insomma, The Road of Dust and Sorrow è un esperimento interessante e di alta qualità, da ciò che si è visto e brevemente provato, con ottime prospettive future per essere un esempio ben applicato di pixel art portato all’ennesima potenza. Questo contrasto tra stile rilassante e pressione psicologica davanti alla sopravvivenza e all’orrore porta sicuramente un tocco di originalità e sincera curiosità per come gli sviluppatori porteranno a termine il proprio lavoro. Aspettiamoci un esperienza con diversi colpi di scena e sì, dalle premesse, anche potenzialmente commovente, e forse ci troveremo davanti una piccola e inaspettata sorpresa programmata ancora per questo 2026.


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