Daveigh Chase: addio, icona della nostra gioventù

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Il 16 di giugno ci ha lasciati un’attrice che, per molti di noi, è stata un’icona nei primi anni 2000. Si tratta di Daveigh Chase, scomparsa all’età di 35 anni. A spegnere la sua luce è stata una meningite, aggravata in seguito da una sepsi che le avrebbe causato un collasso nervoso fatale. L’elemento tragicamente ironico, è che Daveigh sembra l’eroina di un romanzo drammatico: alta all’incirca un metro e settanta, bella come il sole, apparentemente conduttrice di una vita felice e, soprattutto, conosciuta al grande pubblico per ruoli malinconici. Non starò qui a farvi un elogio funebre nel quale esporvi la sua biografia, in quanto essa è tranquillamente reperibile e, inoltre, vi sono testate maggiormente specializzate in quel tipo di trattazione: desidero invece ricordare cosa ha significato per me questa ragazza durante la mia lunga vita di cinefilo.

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Per fare ciò, dovrò parlare nello specifico di alcuni suoi ruoli. Non leggete i paragrafi relativi a pellicole da voi non viste o rischiate di incorrere in spoilers poco graditi.

Daveigh Chase. Avrai sempre un posto nel cuore di noi cinefili.

Attrice

Donnie Darko

Il cult di Richard Kelly approdò nelle sale nel 2001 e divenne molto presto un cult assoluto. Il protagonista Donnie, interpretato da un allora giovane ma bravissimo Jake Gyllenhaal, è un ragazzo che riceve un non meglio specificato dono di quella che parrebbe una sorta di preveggenza: non ci sono spiegazioni eccessivamente puntuali, preferendo la narrazione per immagini e dando allo spettatore la possibilità di dare la propria interpretazione a quanto visto sullo schermo. Oltre al protagonista, la pellicola ha lanciato o incrementato la carriera di altri volti: Maggie Gyllenhaal, sorella di Jake e viso di Elizabeth, Drew Barrymore, calata nei panni dell’avvenente professoressa di inglese, Jena Malone, ossia la dolce Gretchen, Seth Rogen, il quale ha dato il suo volto al bullo Ricky, e Daveigh Chase, calata nelle vesti della sorella minore di Donnie, ossia Samantha.

In Donnie Darko, Samantha non è un personaggio più di tanto memorabile, però la bambina riuscì a far notare il proprio talento e ad iniziare la sua scalata nei cuori del pubblico.

Donnie Darko. Un vero cult della fantascienza… o qualunque sia il genere al quale vi sentiate di ascriverlo.

The Ring

Reboot del capolavoro orrorifico di Hideo Nakata, uscito nel 1998 con il titolo di Ring, questo film diretto da Gore Verbinski si impose come vero e proprio punto di riferimento nella cultura di genere. Nonostante non raggiunga le vette dell’originale, resta un lungometraggio fatto con amore e rispetto, leale nei confronti dell’opera nipponica ma al tempo stesso abbastanza saggio da adattarsi al gusto occidentale, più affamato di spettacolo e impatto visivo. Il personaggio di Samara Morgan, la bambina il cui spirito inquieto ha forgiato la malvagia videocassetta che ti uccide esattamente sette giorni dopo averla visionata, è diventato estremamente famoso tra gli spettatori dell’epoca: a darle il volto, era proprio Daveigh Chase. La ragazzina si rivelò incredibile, in quanto riusciva a passare dall’essere una bambina inquietante ma dolce all’essere demoniaca e crudele con grande disinvoltura: sicuramente, le veniva in aiuto il trucco da morta vivente, cionondimeno la sua espressività svolgeva gran parte del lavoro, in quanto pochi attori così giovani riescono a risultare tanto truci e vendicativi.

The Ring. Tra i reboot più riusciti di questo secolo…

The Ring 2

Dopo essere comparsa in Rings, cortometraggio ad opera di Jonathan Liebesman, nel 2005 Daveigh Chase riprese i panni della terribile Samara, questa volta sotto l’ala protettrice di Hideo Nakata il quale, dopo essersi occupato di parte della saga originale, fu coinvolto nel secondo capitolo del riavvio statunitense. Purtroppo, The Ring 2 non ebbe lo stesso riscontro del primo anche perché, nonostante gli inevitabili accorgimenti, il regista ci tenne troppo a infondere la propria poetica nel progetto, rendendolo di fatto eccessivamente nipponico per gli spettatori occidentali. Personalmente, ritengo sia un seguito eccellente in quanto, invece che ricalcare il proprio predecessore, rinnova effettivamente la trattazione in maniera assolutamente sensata: Daveigh Chase dovette a sua volta cambiare leggermente la sua interpretazione, giocando meno sull’essere mostro e puntando maggiormente sul lato umano, per quanto corrotto, di Samara. Per ragioni narrative, la ragazza non dispone di un minutaggio particolarmente espanso eppure è riuscita a mantenere la propria iconicità.

Un seguito estremamente sfortunato, ma meritevole di essere riscoperto!

S. Darko

Era ormai il 2009 quando, a sorpresa, venne distribuito un seguito e spin-off di Donnie Darko. In S. Darko di Chris Fisher, la piccola Samantha era ormai un’affascinante adolescente e veniva promossa a protagonista assoluta: peraltro, fu l’unica attrice a riprendere i panni rivestiti nel capostipite, in quanto tutti i personaggi classici furono accantonati e le vicende furono ambientate in una nuova località. La pellicola è attualmente tra i sequel più detestati nella Storia del Cinema, considerato da molti un vero e proprio insulto all’opera di Richard Kelly, il quale non ha mai neppure voluto supportare il progetto. A livello personale, ne ammetto la grande inferiorità rispetto a Donnie Darko però, se devo essere sincero, credo che l’accoglienza negativa sia esagerata: nel guardarlo, ho visto qualcosa di intrattenente e realizzato con un certo impegno, primo tra tutti quello della stessa Daveigh Chase nel riprestare il viso alla tormentata protagonista.

Se The Ring 2 è stato un sequel sfortunato, questo lo è stato ancor di più. Non all’altezza dell’originale, ma secondo me da riscoprire.

The Ring 3

Il terzo capitolo della saga reboot uscì nel 2017 e il ruolo della mefistofelica Samara fu affidato a Kelly Stables per ragioni anagrafiche, ma Daveigh Chase fece ugualmente ritorno attraverso immagini di repertorio. Seppur non fossero, ovviamente, scene girate appositamente per la pellicola, l’opera di F. Javier Gutiérrez permise di rammentarci quanto l’attrice fosse stata strepitosa nei panni dello spirito vendicativo. Purtroppo, questa è l’ultima comparsa cinematografica della ragazza… . Non il migliore dei testamenti, data la sua assenza fisica dal progetto, ma qualcosa di tristemente simbolico.

Non un film particolarmente interessante, forse, ma rappresenta il testamento concettuale della Chase…

Doppiatrice

Non spenderò molte parole sull’attività da doppiatrice di Daveigh Chase, in quanto non ho l’abitudine di visualizzare i film e le serie televisive in lingua originale o in inglese e, pertanto, non saprei valutare le relative performances. Ricordo però che ha prestato la sua voce nell’adattamento inglese di La Città Incantata di Hayao Myazaki, interpretando la protagonista Chihiro Ogino. Soprattutto, è nota per aver offerto il proprio timbro in diversi capitoli del franchise di Lilo & Stitch, dove impersonava la dolce Lilo.

Non è facile scrivere un memoriale su qualcuno, ancor di più su una persona che non si è mai conosciuta direttamente: non pretendo quindi di aver reso giustizia a questa donna, la quale ha lasciato un vuoto nella sua famiglia che mai noi cinefili potremo comprendere. Tuttavia, spero che questo mio semplice articolo possa almeno assicurare alla sventurata ragazza un briciolo di eternità nei nostri cuori: veglia su di noi, Daveigh.

 

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