Star Trek Starfleet Academy Recensione, il futuro e la rinascita

Dove nessun cadetto è mai giunto prima!

Star Trek Starfleet Academy

Star Trek Starfleet Academy è finalmente giunta sui nostri schermi grazie agli sforzi di Paramount+ che crede ancora fortemente nel suo franchise più iconico e caratterizzante. Un nome,  quello di Star Trek storicamente legato alla fantascienza positivistica, dove, nonostante esistano ancora altrove realtà di guerre e povertà, perlomeno all’interno della Federazione dei Pianeti Uniti regna la pace, la collaborazione reciproca, la condivisione delle risorse, la tolleranza e la visione ideale e comune del bene superiore. Una Sci-Fi utopistica, pensando alla  reale  natura umana, concepita però sessanta anni fa da Gene Roddenberry per promuovere i suoi ideali etici, con l’escamotage delle astronavi. Nonostante il network dei produttori malvagi ed ancorati solo al vil denaro, che hanno cercato di trasformare la Serie Classica (TOS) in un becero western spaziale con klingon al posto degli indiani, ben sei decenni dopo siamo ancora qui, ancorati alla nostra etica ed ai nostri principi, per arrivare là dove nessun telefilm è mai giunto prima.

Star Trek Starfleet Academy
Il flyer ufficiale della nuova serie, che mostra una inedita versione rilassata del cast dei protagonisti

Benvenuti all’Accademia della Flotta Stellare! 

In data terrestre 15 gennaio 2026 dunque il coraggioso canale tematico Paramount+, nonostante le dichiarate difficoltà economiche che sta attraversando, per ritagliarsi uno spazio tra i colossi Netflix ed Amazon Prime Video ha deciso di puntare proprio sullo “spazio” narrativo, e sul suo marchio più carismatico. Il gruppo statunitense ha infatti presentato in pompa magna i primi due episodi di Star Trek Starfleet Academy (SFA) che può vantare un primato invidiabile, essendo la dodicesima serie televisiva legata al franchise di Star Trek! Si, perché finalmente il fandom ufficiale avrà un nuovo acronimo da sostenere, nella bonaria lotta alla serie Trek migliore di sempre, in infinite discussioni nerd. E voi, terrestri (o vulcaniani) all’ascolto, quale preferite tra TOS, TAS, TNG, DS9, VOY, ENT, DIS, LDS, PRO,PIC e SNW? Ben nove serie Live Action e tre animate, per non parlare delle miniserie antologiche di cortometraggi come Short Treks, i dieci film cinematografici classici, i tre reboot della timeline Kelvin del beffardo JJ Abrams o del controverso Section 31, che in realtà doveva essere anch’esso una serie televisiva, purtroppo mai realizzata. Migliaia di ore di intrattenimento, pronte per farci compagnia nelle fredde notti stellate.

La nuova entusiasmante serie Star Trek Starfleet Academy ha due meriti importanti, uno squisitamente di marketing, legato al target di riferimento degli spettatori, l’altro narrativo, che vede un periodo temporale relativamente nuovo e poco esplorato. Innanzitutto il fatto che la serie, essendo ambientata all’interno delle mura della storica Accademia della Flotta Stellare di San Francisco, situata sul Pianeta Terra, ha come ovvi protagonisti i cadetti, e quindi personaggi giovani e dinamici, che, nelle idee dei creatori della serie, potrebbero attirare un pubblico più giovane verso il franchise sessantennale. SFA punta infatti principalmente alla Generazione Z, ovvero quelli nati dopo il 1994, anno in cui terminava in TV, simbolicamente, Star Trek The Next Generation. Non di meno il secondo punto. La riapertura dell’accademia, dal punto di vista narrativo, è molto importante, poiché la nuova serie è ambientata temporalmente nel 32º secolo, ovvero in quel “futuro remoto” in cui finisce la nave principale della serie Star Trek Discovery dopo un salto temporale enorme, essendo partita negli anni della TOS. Ben lungi dal fermarsi alla sola trovata narrativa di DIS, infatti, la nuova epoca è ora pienamente protagonista delle nuove produzioni, eccettuata la nostalgica Strange New Worlds, ovviamente. Ma cosa succede in un futuro così lontano, alla Federazione?

Star Trek Starfleet Academy
Il cast al completo, inclusi gli autori, di Star Trek Starfleet Academy

Le premesse narrative di SFA, la rinascita dopo Il Grande Fuoco

Star Trek: Starfleet Academy porta il leggendario franchise di fantascienza oltre trecento anni oltre le timeline più familiari ai fan, ovvero quelle “classiche” dei due periodi narrativi principali, il ventitreesimo secolo della Serie Classica ed il ventiquattresimo di The Next Generation. La cornice narrativa del trentaduesimo secolo (del conteggio terrestre usato nella realtà) è quella di una Federazione e di una Flotta Stellare che faticano a rialzarsi dopo il devastante evento noto come “Il Grande Fuoco”, che è stato narrato in particolare nella emozionante terza stagione di Star Trek Discovery, ben 930 anni nel futuro, di cui abbiamo parlato in questa pagina. Per i cadetti all’ascolto che non avessero (ancora) visto questa serie, ricordiamo che si tratta di una vera tragedia a livello cosmico, poiché, per un fattore legato al popolo dei kelpiani, una mutazione misteriosa ha reso instabile il dilitio, il cristallo fondamentale per i motori a curvatura, provocandone l’esplosione di massa ovunque nell’universo. Ciò ha avuto un impatto devastante, causando milioni di morti e la quasi totale scomparsa delle astronavi, portando al collasso della Federazione e dando il via ad un’era di oscurità, una sorta di Nuovo Medio Evo spaziale.

Tutto ciò avviene 120 anni prima dell’arrivo della Discovery nel futuro, quando l’equipaggio, assieme a ciò che resta della Federazione, indaga sulle cause dell’evento. Adesso, finalmente, è tempo di ricostruzione, e per la prima volta da quei tragici fatti la storica Starfleet Academy, che è l’istituzione formativa centrale della Federazione, viene riaperta nuovamente, dopo oltre un secolo buio, per formare una nuova generazione di ufficiali. Non senza interessanti citazioni legate al passato del franchise, sia chiaro. Il risultato audiovisivo di questa appassionante nuova serie è quindi un vero ibrido tra Teen Drama e Space Opera che, alla sua prima messa in onda su Paramount+ pare già aver diviso il pubblico e la critica. Da un lato abbiamo infatti esponenti più conservatori del fandom che si scagliano a critiche feroci, alcuni Trekker più accaniti hanno definito su Reddit la serie come “Dawson’s Creek con i Klingon” (!), citando la celebre ed amata serie degli anni novanta di Kevin Williamson (peraltro autore di Scream di Wes Craven).

Star Trek Starfleet Academy
Alcuni dei giovani protagonisti della nuova serie Star Trek Starfleet Academy

Star Trek Starfleet Academy, tra novità, citazionismo e grandi ritorni dal passato

Dall’altra parte della zona neutrale in molti lodano invece gli oggettivi pregi, come la freschezza dell’approccio narrativo, le buone trame proposte, i personaggi davvero ben delineati dal punti di vista psicologico, la buona dose di umorismo e, cosa che i fan storici non possono non amare, una esplosione di citazioni, omaggi e richiami al passato, disseminati con vari livelli di sottigliezza nei primi due episodi. Si, anche la famigerata 47 Cospiracy del Pompona College! Preparatevi quindi a cercare i numeri nascosti negli schermi federali. Non sapete di cosa parliamo? Date un’occhiata qui. La scelta di ambientare la nuova serie nella Starfleet Academy richiama infatti decenni di materiale canonico, dalle menzioni accademiche nella Serie Classica alle molteplici apparizioni di cadetti in The Next Generation e Deep Space Nine. In passato. lo sappiamo, tentativi di esplorare la vita accademica erano stati pianificati, tra i quali anche film prequel previsti negli anni novanta, ma mai nulla di concreto è stato realizzati fino ad oggi.

La narrazione del Grande Fuoco e della ricostruzione è un importante arco narrativo ed anche un ponte tra Discovery e questa nuova serie, e crea una forte continuità con la storia recente del franchise. Nonostante si tratti di una serie ambientata in un’epoca molto più avanzata cronologicamente, si percepiscono chiaramente echi della filosofia di Gene Roddenberry,  diversità, inclusione e cooperazione interspecie rimangono i valori cardine della saga, anche se reinterpretati in un linguaggio più adatto ad un pubblico giovanile. Peraltro alcuni personaggi offrono visioni diverse delle specie note, come un klingon pacifista o Lura Thok, una istruttrice dell’accademia ibrida tra Klingon e Jem’Hadar (ex nemici storici visti in Deep Space Nine). Nei primi due episodi abbiamo potuto ammirare diverse specie classiche e più moderne della saga, come vulcaniani, orioni, ferengi, cheroniani, fino ai brikar, conosciuti nella serie animata Star Trek Prodigy. Ci sono anche i betazoidi, ma, in uno dei due episodi, apprendiamo che hanno deciso di lasciare la Federazione e si sta cercando di farli tornare, e SFA si permette pure battute divertenti sui BORG, che speriamo di rivedere nella serie prima o poi!

Star Trek Starfleet Academy

Un grande ritorno in Star Trek Starfleet Academy, il leggendario MOE (Medico Olografico d’Emergenza)!

Easter egg Mania!

Per gli amanti degli easter egg la nuova serie è davvero una festa per gli occhi! Ad iniziare dal filmato introduttivo per i sessanta anni della saga, un montaggio con navi iconiche di tutte le epoche di Star Trek, dalla Classe Constitution dei tempi di Kirk fino alle unità più moderne nei secoli successivi, fino alla citazione di Ad Astra Per Aspera, le più evidenti, ma nascoste ci sono decine di citazioni più o meno grandi. Il Muro delle Dediche cita nomi cult quali Tasha Yar (TNG), Harry Kim (Voyager), Beverly Crusher (TNG), Tom Paris (Voyager), Deanna Troi (TNG) o Leonard McCoy (TOS). Questo è senza dubbio uno dei più ricchi riferimenti canonici visivi mai visti, un vero “albo d’oro” della Flotta Stellare. Ma non poteva mancare un easter egg di secondo livello! Oltre ai nomi canonici, sulla “Wall of Honor” compaiono anche nomi di alcuni attori e membri della produzione (ad esempio Tawny Newsome, che interpreta il guardiamarina Beckett Mariner in Lower Decks), un piccolo tributo “dietro le quinte” anche ai creatori di Star Trek oltre che ai personaggi fittizi. All’accademia c’è anche una sezione chiamata Sato Atrium, dedicata ad Hoshi Sato (Enterprise), per esempio. Non abbiamo visto Spock, il cui attore è scomparso da ormai dieci anni, ma sicuramente prima o poi verrà omaggiato.

E che dire del James T. Kirk Pavilion, dedicata al capitano più iconico  o del Boothby Memorial Park, che ricorda l’amato giardiniere dell’accademia, visto in diverse puntate di TNG? SFA offre anche e un omaggio alle romantiche balene del film Star Trek IV: Rotta verso la Terra del 1986. Pura commozione per i fan storici.  Direttamente dalla Discovery troviamo vecchie conoscenze come Jett Reno, interpretata da Tig Notaro, nei panni di una professoressa burbera. Tra i personaggi principali è presente poi il leggendario MOE (Medico Olografico di Emergenza), interpretato da Robert Picardo, tra i più amati dell’intero franchise, che non solo cita se stesso in una battuta cult sull’equivoco tra tricorder e tricorder medico, ma ripropone anche la storica passione per il canto lirico, creando un apposito corso musicale per i cadetti. Questa presenza è significativa, non è un nuovo MOE, è proprio lo stesso ologramma sensiente che abbiamo visto in Star Trek Voyager ed ora, nel 32° secolo, ha un migliaio di anni di esperienza in più! Non mancano citazioni più difficili da comprendere, come l’utilizzo di un programma chiamato Ramcon Six, che è un chiaro richiamo al test Kobayashi Maru, ed una sorta di sua evoluzione. Un fanservice molto forte, quindi, ma sempre pacato, sensato e ben inserito in quello che è il punto di forza della nuova serie, la narrazione di qualità. 

Star Trek Starfleet Academy
La rettrice Nahla Ake, interpretata da Holly Hunter

SFA 01×01 “Kids These Days”, un pilota che guarda sia al passato sia al futuro

Andiamo quindi ad analizzare più nel dettaglio le prime due puntate della serie, la cui prima stagione è composta da dieci episodi, che verranno trasmessi a cadenza settimanale nel corso del primo trimestre del 2026. La puntata inaugurale, “Kids These Days”, non è una semplice introduzione, ma un vero manifesto narrativo, di gran qualità, dobbiamo aggiungere. Alla regia troviamo il veterano Alex Kurtzman, anche showrunner insieme a Noga Landau (che non è parente ne di Martin ne di Les Landau), autore assieme a JJ Abrams ed al compianto Roberto Orci del primo film della timeline Kelvin, Star Trek: Il Futuro ha inizio (2009), di Star Trek: Discovery (2019), Star Trek: Picard (2020) e Star Trek: Strange New Worlds (2022), e produttore del franchise, ma che ricordiamo anche per la serie cult FRINGE (2008), L’uomo che cadde sulla Terra (2022) e film come Mission Impossibile III (2006). Un nome importante è poi quello della sceneggiatrice italiana Gaia Violo, autrice della serie e  della trama, che sta diventando una firma sempre più importante nelle fiction statunitensi, come potete leggere qui.

Nel prequel della serie, intitolato in italiano “i ragazzi di oggi” si racconta il passato di Caleb Mir, un bambino , che diventerà, da adulto, un personaggio principale della storia. Nell’episodio troviamo un cameo dell’attrice Tatiana Maslani, nota per Orphan Black, nei panni di sua madre. I due vengono separati e, tanti anni dopo, durante la frequenza (un po’ forzata) dell’accademia, il ragazzo cerca di ritrovarla, attraverso il contatto con una principessa betazoide che fa parte della delegazione dei negoziati di rientro nella federazione. Una trama semplice e classica, che serve da introduzione all’universo narrativo della serie. Attraverso il personaggio di Nahla Ake, interpretata da Holly Hunter, lo spettatore viene immediatamente ancorato alle radici dell’universo Trek, Ake è infatti una ibrida umana lanthanite, ex capitano dell’età di 400 anni, che ha lasciato la Flotta dopo una decisione morale difficile, evocando l’eredità dei capitani “etici” come Jean-Luc Picard e Kathryn Janeway, noti per mettere la coscienza prima del regolamento. Dopo essere tornata in servizio si trova  a guidare la Starfleet Academy nel suo primo anno di rinascita, ma un vecchio nemico il pirata spaziale Nus Braka, interpretato dal talentuoso Paul Giannetti, sta per compiere la sua vendetta…

Star Trek Starfleet Academy
Un momento molto importante dei negoziati tra Federazione e Betazed!

SFA 01×02 “Beta Test”, diplomazia, romanticismo e nuovi spunti canonici

Il secondo episodio, “Beta Test”, sposta l’azione dalla costruzione dell’universo narrativo alla dinamica interpersonale tra cadetti e diplomazia spaziale. L’arrivo sulla Terra della USS Athena, NCC-392023 di classe Federation, nave principale della serie,  per incontrare una delegazione betazoide porta alla ribalta la lunga storia di questi alieni all’interno del franchise, è una specie già vista numerose volte dai tempi  di The Next Generation, famosa per empatia e telepatia, a cui sono legate molte trame storiche del passato. Questo episodio non solo rafforza la connessione con il passato di Star Trek, ma propone anche un’esplorazione etica e morale delle conseguenze del Grande Fuoco e sul tessuto delle relazioni interplanetarie: la Federazione tenta di ricollegare vecchie alleanze mentre i giovani cadetti muovo i primi passi nella vita, non solo destreggiandosi tra istruzioni militari e vita di flotta, ma anche affrontando le prime relazioni, con amori giovanili e tensioni tipiche dell’adolescenza, tra identità e differenze culturali in continuo scontro.

La seconda anima quindi, quella da Teen Drama, si amalgama perfettamente con quella della classica Space Opera della saga. Un bilancio critico tra due generi fortemente diversi, quindi, ma ben miscelati, che offrono una perfetta commistione tra tradizione ed innovazione. Star Trek Starfleet Academy si presenta come un esperimento ambizioso, fondendo elementi classici dell’universo canonico di Star Trek con un formato narrativo più vicino alle serie di formazione contemporanee. Ed una strizzata d’occhio molto forte alla Generazione Z, ovviamente. La serie non piacerà quindi agli spettatori di vecchia data, più legati ai classici del franchise? Niente affatto! Basta applicare la semplice ma simbolica formula dell’IDIC vulcaniano, ovvero Infinite Diversità in Infinite Combinazioni, per ritrovare perfettamente lo spirito originale della saga. Certo, siamo negli anni venti del ventunesimo secolo, qui sulla Terra, e quindi ci si può permettere qualcosa in più, nella serie vedremo infatti alcune nudità più ardite, incluse scene di sesso con alieni e tra cadetti, ben più ammiccanti dei semplici (ma indimenticabili) topless coperti pudicamente di Hoshi Sato e T’Pol in Star Trek Enterprise. Ci sono, nei primi episodi, persino alcune parolacce, ma del resto si tratta di ragazzi studenti, ed anzi tutto ciò li rende “più umani” (anche se sono alieni).

Star Trek Starfleet Academy arriva in un momento cruciale per il franchise, all’indomani del sessantesimo anniversario della saga e dopo anni di espansione televisiva. La decisione di ambientare la storia nella tradizionale Accademia della Flotta Stellare permette un ritorno alle origini didattiche ed idealistiche del franchise, pur aggiornandole attraverso temi e linguaggi moderni. Una serie che, pur puntando a conquistare una nuova generazione di spettatori, ovvero la Generazione Z, ovvero i trentenni di oggi, ed in parte pure la successiva Gen Alpha dei teen-ager, riesce a restare tradizionale e godibile pure per i fan storici. Del resto è fin dagli anni novanta che gli autori parlano di una serie sui cadetti dell’accademia, cosa concretizzatasi solo ora, pur avendo usato in diversi videogiochi il setting accademico. Il vero spirito di Star Trek, quello cosiddetto da hippie sognatori ed idealisti delle stelle, è ancora vivo e vegeto, per fortuna. La presenza nella colonna sonora del toccante brano San Francisco di Scott McKenzie  del 1967, simbolo del movimento dei figli dei fiori, ne è la prova lampante. Il messaggio è chiaro, i ragazzi di nuova generazione sono la grande speranza per un futuro migliore.


Un debutto col botto, che entra nel vivo del periodo della ricostruzione dopo il Grande Fuoco, Se da un lato quindi alcuni fan potranno lamentare un’eccessiva enfasi sul dramma giovanile, dall’altro la serie costruisce un ponte narrativo solido e ben strutturato tra vecchio e nuovo corso, intrecciando riferimenti canonici alla tradizione Trek con prospettive fresche sul futuro della Federazione. Il trentaduesimo secolo, in fondo, è tutto da narrare, ed è stato raccontato ancora molto poco all’interno della saga. Resta da vedere se col tempo Starfleet Academy saprà bilanciare ancora meglio nostalgia e innovazione, e quale impatto avrà sulla futura evoluzione dell’universo narrativo. Per ora il nostro giudizio è decisamente positivo, e va riconosciuto agli autori, Robert Kurtzman e Gaia Violo in testa, di aver colto perfettamente l’anima filosofica di Star Trek, voluta sessanta anni fa da Gene Roddenberry.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Appassionato e storico del videogioco, Fabio D'Anna scrive di opere videoludiche, film e serie tv dal 2008. Tra le tante realtà del settore ha collaborato con Art of Games e siti come Retrogaming History, Games Collection, Games Replay, Games Village e riviste come PS Mania, PSM, Game Republic, Retrogame Magazine, Game Pro, oltre che col Museo VIGAMUS. Ha anche organizzato due edizioni della Mostra Archeoludica ed ha scritto due libri dedicati a PAC-MAN e Star Trek. Nella vita colleziona console PONG based ed alleva cagnoline, tra cui spicca Zelda.