Fable

Fable: Playground mostra il primo deep dive e promette Albion “viva”, moralità grigia e… tante galline

All’Xbox Developer Direct 2026 è arrivato il momento del “last but not least” con quello che per molti è un nome quasi leggendario: Fable. Subito c’è Ralph Fulton, pronto a svelare il primo deep dive di quello che sarà il debutto di Playground Games nel genere open world action-RPG. E sì: l’obiettivo dichiarato è uno solo: essere fedeli alla trilogia classica di Lionhead (ma con muscoli moderni).

Il cuore di Fable resta quello che ricordate: scelte e conseguenze, humor British e “parecchie galline” (perché senza galline non è Fable, è solo fantasy).
La domanda d’apertura è un manifesto: “Cosa significa, per te, essere un eroe?” La storia parte da Briar Hill, dove siete un bambino e i poteri eroici iniziano a emergere: Albion non vede un eroe “vero” da una generazione. Poi arriva la mazzata: il villaggio viene trasformato in pietra da uno straniero misterioso, e da lì si entra nel vero open world… con transizioni seamless, senza stacchi “da corridoio”.

Playground riporta in scena luoghi simbolo:

  • Bowerstone torna più grande e piena di personaggi
  • torna anche la leggendaria Heroes Guild
  • a guidarla c’è Humphry the Golden, un master recluso (e già suona come uno che ha visto cose)

E non finisce qui: c’è anche la City of Bloodstone, con due gang rivali che si contendono il potere. Insomma: Albion è sempre Albion (magica, assurda e un po’ pericolosa.) Sul fronte personalizzazione, Fable vi permette di decidere l’aspetto con:

  • teste/volti diversi
  • pelle, capelli
  • tatuaggi e cicatrici

(Nota interessante: non si parla di body types, almeno per ora.) Il combattimento si affronta scegliendo il vostro stile tra:

  • strength
  • skill
  • magic

Funziona sia contro singoli nemici sia contro gruppi, e ci sono armi a distanza per gestire anche minacce “in volo” (giustamente: se un mostro vola e voi no, serve un piano B). Tornano molti nemici storici, ma ci sono anche new entry: tra queste la Cockatrice, che sputa fuoco. Perché in un mondo di scelte morali complesse ci vuole anche qualcosa che provi a cuocervi vivi, per equilibrio. Qui Playground sembra voler spingere davvero: più di 1.000 NPC nella “living population”, ognuno con:

  • nome
  • ruolo
  • routine quotidiana

E soprattutto: potrete parlare con tutti, con conversazioni completamente doppiate. Il gioco vuole farvi vivere Albion “da dentro”: potete comprare casa, fare un lavoro, fare soldi, romanzare un abitante, avere figli. E poi, ovviamente, comprare un’altra casa. E poi tutte le case. E poi tutte le attività. E poi diventare ricchi, sposare più persone, fare più figli… insomma, il classico percorso eroico. La parte più interessante è l’effetto domino: se comprate un business, magari qualcuno lavora per voi. Se siete il landlord, magari qualcuno vi odia. Se avete sfrattato qualcuno… beh, non aspettatevi applausi. Ogni azione cambia la percezione che la popolazione ha di voi.

La moralità resta centrale, ma con un approccio “diverso”: meno bianco/nero, più grigio e soggettivo. L’idea è chiara:

  • il gioco non vi giudica
  • la gente di Albion sì… e lo farà rumorosamente

Ed è esattamente la vibe che si vuole da Fable. Il tema gigante è: “le tue scelte cambiano il mondo”, anche in modo sistemico. E c’è un esempio che sa di follia perfetta: uno che si trasforma accidentalmente in un gigante. Lo uccidete? Se resta lì… il suo corpo rimane, e questo può influenzare persino il valore delle proprietà. Fantasy con economia immobiliare traumatizzata: Albion non cambia mai. Fable arriva su Xbox, PC e PlayStation in Autunno 2026. Sì: anche PlayStation. E sì: i villager vi giudicheranno comunque, qualunque controller abbiate in mano. Voi come lo giochereste: eroi integerrimi o magnati immobiliari con 12 matrimoni e morale discutibile?