Animal Crossing New Horizons Recensione: sei anni dopo, tra Switch 2 Edition e update 3.0

Animal Crossing New Horizons

Avevo giurato che avrei smesso. Definitivamente. Infatti, dopo settecento ore trascorse nella mia isola su Animal Crossing New Horizons, da un po’ non sentivo più il bisogno di tornare a giocare: l’isola era perfetta, il museo completo, ogni angolo decorato secondo un piano maniacale che mi aveva consumato mesi di vita. Poi la realtà ha bussato alla porta, con le sue scadenze, i suoi obblighi e tanti altri titoli da giocare… insomma, quel rifugio digitale che ricorderò sempre con un senso di nostalgia per aver alleviato i momenti più solitari del lockdown, pensavo di essermelo definitivamente lasciato alle spalle.

Eppure, quando Nintendo ha annunciato un ritorno a sorpresa su Animal Crossing con nuovi contenuti gratuiti e un upgrade a pagamento per Switch 2, una domanda mi è subito balzata alla mente… ma non avevano dichiarato concluso lo sviluppo del gioco da un pezzo? Ed eccoci dunque qui, ancora una volta sull’isola, per provare l’aggiornamento gratuito e valutare l’upgrade tecnico. Di carne al fuoco sembra essercene molta. Alla fine di questa recensione risponderò a due semplici domande: l’update 3.0 basta da solo per convincere a riscaricare il gioco? E soprattutto… vale la pena spendere cinque euro per passare alla versione Nintendo Switch 2?

Animal Crossings New Horizon - Spiaggia
Quale modo migliore di una festa sulla spiaggia per festeggiare il ritorno sull’isola?

Animal Crossing New Horizons: quando Nintendo smentisce se stessa

Intanto, un’informazione di servizio: per tutti quelli che non sono ancora passati alla nuova generazione Nintendo, non ci sono problemi. L’aggiornamento 3.0 arriva per tutti, anche a chi è rimasto su Switch 1. Proprio per questo ho deciso di partire dai contenuti di questo update gratuito, lasciando per dopo le considerazioni sulla Switch 2 Edition.

Partiamo dal piatto forte dell’aggiornamento, il Resort Hotel. Nell’hotel, gestito dalla famiglia allargata di Capitan, inclusa Nonna e la figlia Pina, che finalmente hanno qualcosa da fare oltre a esistere come PNG decorativi, ci ritroveremo a decorare le stanze per i turisti, guadagnare una nuova valuta chiamata Ticket Hotel e spendere questi ticket per oggetti esclusivi nel negozio di souvenir.

Sulla carta non sembra niente di così esaltante, eppure vi garantisco che ho passato tre serate consecutive a sistemare camere d’albergo mentre guardavo una serie su Netflix in background. La prima sera ne ho completate dodici senza nemmeno accorgermene. Non lo nego, alla fine si tratta di grinding nella sua massima essenza, ma è quel tipo di grinding rilassante che riesce ancora una volta a incastrarsi perfettamente nei ritmi del gioco. Una stanza standard ti frutta circa duecento ticket al giorno, mentre le richieste dei turisti vanno dai cinquanta ticket per le camere base ai trecento per quelle VIP. Il bello, o il brutto, decidete voi, è che il sistema è estremamente permissivo: anche solo piazzando l’oggetto minimo richiesto si ottiene il compenso massimo, quindi se volete macinare ticket velocemente, potete farlo senza troppi patemi.

La vera chicca del Resort Hotel, però, non sono i ticket o le stanze da decorare, ma il negozio di souvenir, dove Nonna vende oggetti che faranno impazzire chiunque abbia più di trent’anni. Console retro come NES, Famicom e Game Boy originale sono disponibili a cinquecento ticket l’una, e qui arriva il colpo di genio: se avete un abbonamento attivo a Nintendo Switch Online, questi non sono semplici oggetti decorativi. Ci clicchi sopra e siamo pronti per una sessione di retro-gaming. La cosa bella è che questa meccanica non è nemmeno così nuova: nasce già nel primo Animal Crossing per GameCube, dove le console NES permettevano di avviare i classici Nintendo emulati. Una funzione scomparsa nei capitoli successivi e ora finalmente recuperata…peccato quindi che non sia disponibile per tutti.

Animal Crossings New Horizon - Isola
Ho messo un sacco di fiori diversi: sull’isola, per fortuna, non soffro di allergia.

Le Isole Sognidoro

Altra novità degna di nota sono sicuramente le Isole Sognidoro… diciamocelo, tutti i giocatori navigati di Animal Crossing lo sanno benissimo: quando si arriva nelle fasi avanzate, con ogni angolo dell’isola già decorato, subentra un unico problema, la mancanza fisica di spazio.

Adesso puoi creare fino a tre isole aggiuntive nel mondo dei sogni, completamente vuote e vergini. Ma la cosa più interessante è proprio quel controllo totale che hai su queste isole. Puoi manipolare ora del giorno e condizioni meteorologiche a piacimento tramite menu dedicati, completamente svincolati dal tempo reale o dall’orologio di sistema. Io ne ho dedicata una a un giardino zen permanentemente immerso nel crepuscolo autunnale, con la nebbia leggera sempre attiva. Un’altra l’ho trasformata in una spiaggia tropicale bloccata all’alba, con quella luce dorata che sulla mia isola principale dura dieci minuti al giorno. Adesso posso andarci quando voglio.

Per la prima volta posso costruire scenari specifici senza dover impazzire con il time travel o aspettare mesi che arrivi la stagione giusta. Peccato solo che la stagione resti comunque legata a quella dell’isola principale. Quindi, se vuoi la neve in piena estate, dovrai comunque manipolare l’orologio di sistema, ma è un compromesso più che comprensibile considerando quanto già ti permettono di controllare.

L’update risolve anche problemi che da anni tormentavano i giocatori più accaniti. Il crafting dai banchi da lavoro dentro casa ora attinge direttamente ai materiali nel magazzino, eliminando il ping-pong snervante tra cassapanca e inventario. Finalmente puoi creare fino a dieci copie dello stesso oggetto in un colpo solo, quindi fare esche non è più una tortura medievale. Premendo L, il personaggio può eseguire un piccolo salto o muoversi lateralmente, facilitando il posizionamento preciso in spazi angusti tra i mobili. E se riprendi il gioco dopo anni di inattività, Resetti offre ora un servizio per ripulire rapidamente l’isola da erbacce e oggetti abbandonati. Niente di rivoluzionario, ma sono quelle piccole cose che eliminano frustrazioni quotidiane.

Tra le altre aggiunte, spiccano gli oggetti a tema LEGO acquistabili con le Stelline tramite lo Stellomat e il supporto agli Amiibo di Zelda e Splatoon, che permettono di invitare personaggi come Mineru, Tulin, Cecilia e Vicky sull’isola.

Isole Immaginarie
Ho fatto un sogno talmente bello da sembrare reale.

Animal Crossing New Horizons Nintendo Switch 2 Edition: dove migliora… e dove delude

Se a livello contenutistico non posso che dirmi assolutamente soddisfatto delle aggiunte effettuate da Nintendo, andiamo dunque a vedere se la stessa cura è stata messa sull’upgrade alla Switch 2 Edition. Per fare le cose per bene, ho alternato la versione sul primo modello di Switch per poi passare alla nuova console. In 4K su grande schermo Animal Crossing New Horizons è semplicemente più pulito, punto. L’aliasing che sulla Switch originale trasformava gli alberi in un disastro pixelato sparisce completamente, l’erba smette di sembrare disegnata coi pennarelli, i riflessi sull’acqua hanno una profondità che non credevo possibile. In modalità portatile, la risoluzione passa da 720p a 1080p, e il supporto HDR aggiunge vivacità ai tramonti ed elimina quel fastidioso color banding che spezzava le sfumature del cielo. Se avete un buon televisore o giocate sul display della Switch 2, il salto visivo c’è ed è genuino.

Il tutto, peccato però, non è accompagnato da un salto nei frame al secondo. Si rimane a 30, che però sono granitici in praticamente tutte le situazioni. La Switch 2 può gestire giochi a centoventi fotogrammi al secondo, ma Animal Crossing resta ancorato a questo limite perché il motore del gioco lega molte meccaniche al frame rate: sbloccarli avrebbe richiesto riscrivere il codice da zero. È una scelta conservativa che capisco tecnicamente, ma che, sono sicuro, farà storcere il naso a parecchi giocatori che si aspettavano almeno i 60 fps.

Dove però la Switch 2 mostra davvero i muscoli è nei caricamenti. Ho cronometrato tutto con attenzione maniacale, e i numeri parlano chiaro. L’avvio del gioco passa da 31 secondi a 19 secondi. Caricare l’isola scende da 24 secondi a 13 e mezzo. Entrare e uscire dagli edifici, che prima richiedeva dai 5 ai 6 secondi, ora ne richiede appena 2. La differenza più impressionante la si avverta quando si prova a uscire di casa: da 6 secondi e mezzo a 2 e mezzo. Visitare un’isola sogno passa da 12 secondi e mezzo a poco più di 5 secondi. Il gioco respira meglio, scorre senza interruzioni continue. Se prima qualsiasi operazione richiedeva un sacco di tempo morto, qui posso affermare che i caricamenti sono sostanzialmente dimezzati, a volte più che dimezzati. Questo miglioramento, da solo, probabilmente vale i cinque euro previsti per l’update. Entrare e uscire dal Museo finalmente non è più un’attesa snervante e visitare le isole sogno diventa un piacere.

Game Chat
GameChat integra chat vocale e webcam direttamente nel gioco, rafforzando la dimensione sociale.

Mouse Mode e Gamc Chat

Ed eccoci alla funzionalità perfetta per tutti quelli che apprezzano il lato più da designer che offre il gioco: il Mouse Mode. Finalmente, grazie a questa nuova feature offerta dalla console Nintendo, decorare smette di essere una battaglia contro gli stick analogici. Stacchi entrambi i Joy-Con 2, premi Z su entrambi per registrarli, appoggi il Joy-Con destro su una superficie piana con la striscia rossa verso il basso, e il sistema riconosce automaticamente l’assetto mostrando un cursore.

Prima ci volevano trenta secondi di micro-aggiustamenti per posizionare un mobile. Ora è click, trascina, fatto. Cinque secondi. La prima volta che ho provato il Mouse Mode ho rifatto completamente il salotto: ho spostato il divano, riposizionato tre lampade, aggiustato il tappeto e sistemato i quadri alle pareti in meno di 5 minuti. Prima mi ci sarebbe voluta mezz’ora buona solo per il divano. Ho ridecorato l’intera casa in dieci minuti, contro l’ora e mezza che mi sarebbe servita prima. Funziona anche per i custom design, trasformando il disegno pixel-art da tortura medievale ad attività quasi rilassanti, e per scrivere sulla bacheca con una calligrafia finalmente decente.

Il sistema non è perfetto: su superfici riflettenti o irregolari il tracking può impazzire, il lag di input a volte si fa sentire. Non è un mouse vero, resta un Joy-Con che ne imita il comportamento. Ma per Animal Crossing basta ampiamente.  A completare il pacchetto, arriva anche il nuovo sistema di GameChat con supporto alla webcam, che consente di parlare e persino vedersi direttamente durante le sessioni online. Non è una funzione che cambia le meccaniche di gioco, ma rafforza enormemente il senso di presenza e condivisione, rendendo le visite sulle isole altrui ancora più vive e personali. Un’aggiunta che riporta in primo piano quella dimensione sociale che aveva reso New Horizons qualcosa di più di un semplice videogioco durante il periodo pandemico.


Alla fine, la risposta alle due domande iniziali è sorprendentemente semplice. Sì, l’update 3.0 basta da solo per convincere a riscaricare Animal Crossing New Horizons. Le Isole Sognidoro, il Resort Hotel, i giochi retro e le numerose migliorie alla quality of life sono più che sufficienti per riaccendere quella scintilla che, dopo centinaia di ore, sembrava definitivamente spenta. E la Switch 2 Edition? Introduce aggiornamenti piccoli ma sostanziali, che meritano la spesa dell’upgrade, anche solo per avere caricamenti dimezzati e il Mouse Mode. Non è indispensabile per godersi il gioco, ma per chi ama curare ogni dettaglio dell’isola fa una differenza tangibile nella quotidianità. Animal Crossing si riconferma così quello che era dal principio: uno di quei giochi che non si abbandonano mai del tutto, ma restano lì, in attesa, pronti a riaccoglierti quando ne senti di nuovo il bisogno. Sei anni dopo, quell’isola è ancora capace di farmi rallentare, respirare e ritagliarmi uno spazio tutto mio. E, onestamente, non ero affatto sicuro che potesse riuscirci di nuovo.