Escape From Ever After Recensione: combattere il capitalismo in stile Paper Mario

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Dobbiamo ammettere che Escape from Ever After ci ha colti di sorpresa. Ritrovare una satira aziendale cosรฌ forte e puntuale in un gioco che si presenta in vesti fiabesche e dallโ€™ironia leggera, senza che ciรฒ suonasse discordante, รจ stata una scoperta davvero piacevole. Dietro colori accesi e personaggi incantati si nasconde infatti una riflessione sorprendentemente lucida sul mondo del lavoro e sulle sue derive piรน tossiche, con meccaniche di gioco ben studiate e una progressione bilanciata. Il gioco riesce a strappare piรน di un sorriso e la sua speranza รจ di riuscire a costruire un nuovo punto di partenza dopo la serie di Paper Mario, da cui prende ispirazione. Il suo punto di forza รจ proprio il contrasto, cosรฌ ben calibrato, tra critica e divertimento, che riesce a rendere lโ€™esperienza narrativa immediatamente intrigante. Ed รจ da questo tema, a nostro avviso vero cuore pulsante e narrativo dellโ€™RPG dโ€™avventura di Sleepy Castle Studio, che vorremmo iniziare la nostra considerazione sul gioco, pubblicato il 23 gennaio su tutte le console principali e su PC.

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Escape From Ever After: una critica pungente tra mondi cartooneschi

Il gioco, dichiaratamente ispirato alla serie di Paper Mario, si apre con la storia del protagonista, Flynt Buckler, un eroe delle fiabe determinato a sconfiggere la draghessa Tinder. Quando per l’ennesima volta giunge al castello di Tinder per sconfiggerla una volta per tutte, tuttavia, scopre che al posto della draghessa ci sono impiegati che lavorano febbrilmente alle loro scrivanie. Parlando con il capo, un fin troppo ilare Mr. Moon, scopriamo che il castello รจ ora la sede di una mega corporazione del mondo reale, la Ever After Inc., che รจ riuscita a entrare nel mondo fiabesco e sta prendendo possesso di tutti i mondi all’interno dei libri, costringendo i personaggi a lavorare per loro, sfruttando le risorse del loro mondo e arricchendosi a dismisura. Mr. Moon, quindi, non ci lascia scelta: lavorare per la Ever After Inc., cercando addirittura di spronarci dicendo che, se lavoreremo sodo, potremmo diventare manager nel giro di poco tempo, oppure essere cacciati.

Grazie alla morale di Flynt ci ritroviamo cosรฌ in prigione e proprio lรฌ troviamo Tinder, anche lei confinata dall’azienda, che ha preso possesso del suo castello. Dopo vari battibecchi, alla fine, il nostro Flynt si allea con Tinder, non senza difficoltร  e litigi, per unire le forze e sconfiggere la Ever After Inc. dall’interno, accettando di lavorare per loro, con il Mondo Reale come meta finale.

Un ambientazione del mondo di fiabe

Sebbene il tono e l’estetica del gioco possano fuorviare, i temi trattati da Escape From Ever After sono molto adulti e consapevoli, denunciando l’anti-welfare aziendale anche attraverso missioni la cui risoluzione non avrebbe mai superato i controlli delle risorse umane.

Chi lavora in una grande azienda o in un ambiente retail particolarmente esigente si ritroverร  a sorridere notando il gergo aziendale di Mr. Moon e alcune meccaniche del gioco, in cui si riscoprono le tipiche dinamiche da ufficio, tra cui i dialoghi con i colleghi stressati, la gestione delle email, fino alla possibilitร  di lavorare alla propria scrivania e personalizzarla, il tutto accompagnati da una sensazione di frenesia e pressione, complice anche l’ottima soundtrack. Cosa ancora piรน rilevante รจ la critica al capitalismo e allo sfruttamento dato da una cultura tossica del lavoro, rappresentata anche da Mr. Moon stesso: anche lui, infatti, era un personaggio delle fiabe finito per lavorare alla Ever After Inc. e convintosi che sia stata la “scelta” migliore.

Le dinamiche stressanti d’ufficio

Ci troviamo davanti all’erede naturale di Paper Mario?

Addentrandoci nei dettagli di questo RPG bidimensionale non possiamo non sottolineare quanto Escape From Ever After sembri a tutti gli effetti una naturale prosecuzione della serie di Paper Mario, che Nintendo sembra ormai aver lasciato nel dimenticatoio dopo il suo grande successo.

Sleepy Castle Studio, un team di sole due persone, sembra aver capito appieno cosa donare ai giocatori appassionati del genere, seppur con qualche incertezza tecnica. Escape From Ever After si presenta con un familiare combattimento a turniย abbastanza fluido, sebbene si possano trovare i comandi a tempo un poโ€™ severi o ripetitivi, specialmente in scontri piรน lunghi. Il titolo consiglia esplicitamente lโ€™uso del controller, che risulta quasi indispensabile: giocare su PC senza controller, cosa che abbiamo provato per puro sadismo, puรฒ rendere i comandi a tempo davvero impegnativi e frustranti.

Il combattimento a turni

Una differenza importante con Paper Mario รจ il fatto di poter sostituire Flynt in battaglia, dando ampio spazio alle sperimentazioni con gli altri personaggi giocabili, ognuno con le proprie skill e le proprie armi. Flynt utilizza uno scudo che lancia a mo’ di frisbee, come un piccolo Captain America. Una sorta di “punti magia” รจ rappresentata da dei simpaticissimi “Punti Mocha” (MP): bevendo il nostro caffรจ potremmo infatti guadagnare abilitร  speciali da usare in combattimento.

Il gioco si presenta in linea generale piรน sfidante della serie di Paper Mario, anche se si puรฒ scegliere tra 3 diverse modalitร  di sfida e c’รจ la possibilitร  di attivare nelle impostazioni la Guard Assist e l’Attack Assist, che permetteranno al nostro eroe di parare ogni colpo e mandare a segno ogni attacco, una modalitร  ideale per chi vuole godersi principalmente la narrazione della storia piรน che i combattimenti o gli enigmi, anch’essi abbastanza spigolosi.

La quantitร  di platforming รจ discreta e soddisfacente, anche se piuttosto basica, e ci siamo trovati stupiti dal notare che le cadute dalle piattaforme non provocano alcun danno al nostro eroe in 2D. Oltre alla storia principale ci sono altre quest con cui mettersi alla prova, anche se sono decisamente scorrevoli e snelle. Abbiamo apprezzato l’ironia dei personaggi, che durante i loro viaggi tra fiabe, “storie nelle storie” e persino orrori Lovecraftiani si ritroveranno ad affrontare una grande varietร  di difficoltร  e di nemici con coraggio e sarcasmo, come una Nonna di Cappuccetto Rosso lancia fiamme alquanto arrabbiata.

Sรฌ, c’รจ anche Cthulhu!

Un gioco incorniciato da una soundtrack azzeccata e un’estetica vecchio stile

Dal punto di vista artistico Escape from Ever After รจ un gioco dallo stile colorato e cartoonesco, che ci ha ricordato con piacere titoli come Spyro o i vecchi Crash Bandicoot, oltre che la serie di Paper Mario, ovviamente, richiamata sia nelle proporzioni dei personaggi sia nella costruzione degli ambienti. Il mondo di gioco รจ ricco di colori vivaci e contrasti marcati, che riescono a rendere ogni area immediatamente riconoscibile e coerente con lโ€™atmosfera fiabesca del racconto tenendo conto delle varie ambientazioni. La qualitร  estetica รจ discreta e i disegni sono piacevoli e pienamente in linea col tema.

Molto curati anche i dettagli, soprattutto all’interno degli edifici della Ever After Inc., dove la freddezza degli spazi lavorativi si scontra volutamente con lโ€™estetica fiabesca delle aree esterne, sottolineando visivamente i temi centrali del gioco.

Il comparto audio รจ affidato a Daniel Whitworth, la cui colonna sonora jazz e big band si rivela adeguata, accompagnata da effetti sonori che richiamano i classici e la stessa serie di Paper Mario. Durante le azioni all’interno degli uffici della Ever After Inc., in particolare, veniamo accompagnati da toni incalzanti e frenetici, rendendo bene l’idea di un ambiente a dir poco stressante. Ogni azione, dal combattimento alle interazioni con lโ€™ambiente, รจ enfatizzata da suoni chiari e riconoscibili, che contribuiscono a rendere lโ€™esperienza complessivamente piรน dinamica e coinvolgente.

Un vero peccato รจ, invece, la mancata localizzazione in italiano, che renderebbe l’esperienza di gioco piรน piacevole per chi mastica poco la lingua inglese, data la forte connotazione narrativa del gioco.


Tirando le somme, Escape From Ever After riesce a distinguersi grazie a una critica al capitalismo sorprendentemente matura, incastonata in un mondo fiabesco colorato e apparentemente leggero. Sleepy Castle Studio omaggia chiaramente Paper Mario, raccogliendone lโ€™ereditร  con un sistema di combattimento a turni solido, un party variegato e una difficoltร  ben modulabile, pur con qualche rigiditร  nei comandi. La vera forza del titolo sta nella scrittura e nei temi: una critica lucida sostenuta da personaggi ironici, unโ€™estetica nostalgica e una colonna sonora azzeccata. Peccato per lโ€™assenza della localizzazione italiana, che ne limita lโ€™impatto narrativo.ย 


 

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