Sophie turner - tomb raider

Sophie Turner afferma che non voleva che la sua Lara Croft fosse una “bomba sexy”

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Se vi aspettavate una Lara Croft “sex bomb” pronta a conquistare Internet a colpi di shorts attillati e pose da poster, preparatevi al plot twist: Sophie Turner vuole una Croft che faccia parlare di ciò che sa fare, non di come appare. In vista della nuova serie live-action di Tomb Raider per Amazon Prime Video (pensata come origin story), l’attrice ha spiegato che l’obiettivo è spostare il focus: la storia, le motivazioni, la determinazione. Insomma: Lara non come “icona hot”, ma come icona capace. E Turner è chiarissima: la sua Croft non sarà “una bomba sexy”, perché la cosa davvero interessante è quanto è forte e quanto non si scusa per esserlo.

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Secondo Turner, questa versione di Lara è “spudoratamente” competente: non nasconde le proprie qualità e non le edulcora per risultare più digeribile. Un approccio che suona come una dichiarazione d’intenti: Albione, archeologia e guai mortali… ma senza la necessità di ammiccare alla camera. Nei giochi originali Lara è famosa anche per un look molto “anni ‘90”: top aderente e shorts. Le immagini ufficiali di Turner in costume richiamano quel mood, con tanto di arma bene in vista, ma senza l’enfasi iper-esagerata che ha fatto discutere per decenni. Un compromesso: riconoscibile, iconico, ma meno “cartellone”.

La serie è creata ed executive prodotta da Phoebe Waller-Bridge (sì, quella di Fleabag) e sarà diretta da Jonathan Van Tulleken. Nel cast, oltre a Turner:

  • Sigourney Weaver sarà Evelyn Wallis, descritta come una donna d’alto profilo pronta a sfruttare i talenti di Lara
  • Celia Imrie interpreterà Francine, responsabile dell’avanzamento al British Museum
  • Jason Isaacs sarà Atlas DeMornay, lo zio di Lara (e già questa cosa vibra “complicazioni familiari”)

Per diventare Lara, Turner ha raccontato di essersi sottoposta a un training pesantissimo: otto ore al giorno, cinque giorni a settimana, per mesi. Il risultato? Forma fisica raggiunta… e una scoperta poco glamour: un problema alla schiena sempre presente. Croft vibes anche nella vita reale, praticamente.

Turner dice di essere fan di lunga data e vede Lara come un modello: forte in un mondo dominato dagli uomini, senza bisogno di chiedere permesso. Questa serie sembra voler prendere quella base e trasformarla in un racconto d’origine più centrato su identità, scelte e capacità. Ora la domanda per voi è semplice: preferite una Lara “icona pop” come l’abbiamo sempre vista, o una Lara più concreta e “spigolosa”, che vi conquista solo con quello che fa?

 

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Appassionato di videogiochi, anime e serie tv. Grande lettore e collezionista di fumetti e manga. Avvicinato al medium videoludico grazie a Wolf 3D in un floppy-disk nel pc di mia madre, per poi crescere a pane e Souls-like e abbracciare il credo di Ezio Auditore da Firenze.