Shuhei Yoshida - PSVR2

Shuhei Yoshida analizza passato, presente e futuro della realtà virtuale

Nel corso di una recente intervista concessa al creator GamertagVR, Shuhei Yoshida è tornato a parlare della sua lunga esperienza in Sony e dell’evoluzione della realtà virtuale, tracciando un quadro chiaro tra passato, presente e futuro del settore. L’ex dirigente PlayStation ha ripercorso la nascita di PlayStation VR, analizzato le difficoltà attuali dell’industria e delineato le prospettive tecnologiche che, secondo lui, guideranno la prossima fase della VR.

Yoshida ha spiegato come PlayStation VR sia nato principalmente dalla passione e dalla curiosità dei team interni di Sony, più che da una strategia aziendale predefinita. Le prime demo tecniche, come London Heist e la celebre Shark Demo, furono fondamentali per mostrare al pubblico il potenziale immersivo della tecnologia, contribuendo a creare interesse e consapevolezza attorno al nuovo medium.

Parlando dell’attuale generazione, Shuhei Yoshida ha riconosciuto i significativi progressi tecnologici compiuti con PSVR2, ma ha anche sottolineato come l’industria della VR non sia ancora pienamente sostenibile. A quasi dieci anni dal lancio dei primi visori commerciali, il settore continua infatti a dipendere in larga parte dal supporto finanziario dei grandi produttori, una condizione che, secondo Yoshida, dovrà cambiare per garantire una crescita stabile e duratura.

Lo sguardo si è poi spostato sul futuro, che l’ex dirigente immagina dominato da visori all-in-one capaci di integrare VR, AR e XR in un unico dispositivo. Grazie a tecnologie come i MicroLED, questi visori potrebbero diventare sempre più piccoli, leggeri ed ergonomici, fino ad assumere forme simili a normali occhiali. In questo scenario, Yoshida riconosce come la visione standalone, resa popolare da Oculus Quest, si sia rivelata la strada corretta per la diffusione della realtà virtuale.

Ampio spazio anche al tema dei contenuti. Secondo Yoshida, il futuro della VR passerà dai giochi ibridi, in grado di funzionare sia su schermo tradizionale sia in realtà virtuale, con generi come le corse e gli horror particolarmente adatti a questo approccio. Allo stesso tempo, gli sviluppatori indipendenti continueranno a rivestire un ruolo centrale nell’innovazione, dando vita a esperienze capaci di sfruttare al meglio le peculiarità del mezzo, come Synapse, Before Your Eyes e Gorilla Tag.

In chiusura, Yoshida ha ribadito la sua visione ottimista: la realtà virtuale rappresenta un medium profondamente diverso e potenzialmente superiore rispetto ai media tradizionali, grazie alla capacità di portare il giocatore direttamente all’interno del mondo di gioco. Una rivoluzione che, nonostante le attuali difficoltà, secondo l’ex dirigente Sony è destinata a proseguire.

Qui sotto potete recuperare l’intervista completa.