Prince of Persia Le Sabbie del Tempo: un’attrice del remake scopre online la cancellazione del progetto

Dopo la dolorosa cancellazione del remake di Prince of Persia Le Sabbia del Tempo, iniziano a emergere alcuni retroscena sul travagliato sviluppo del progetto. Nelle ultime ore infatti, un’attrice coinvolta nella produzione ha raccontato pubblicamente di aver appreso la notizia direttamente da internet, senza alcuna comunicazione preventiva da parte degli sviluppatori.

La protagonista della vicenda è Eman Ayaz, che in un video pubblicato sui social ha parlato della fine improvvisa di un progetto a cui aveva dedicato oltre tre anni della propria carriera. Pur evitando di citare apertamente il titolo, per via di accordi di riservatezza ancora in vigore, l’identità del gioco è emersa in modo piuttosto chiaro dalle ricondivisioni successive e dai messaggi dei fan, che indicano proprio nel remake di Prince of Persia Le Sabbia del Tempo il progetto in questione.

Secondo quanto raccontato, Ayaz avrebbe affrontato un lungo e complesso percorso di selezione, rinunciando ad altre opportunità professionali per concentrarsi interamente su questo lavoro. Un impegno proseguito fino a tempi recentissimi, dal momento che la registrazione di materiale promozionale risalirebbe ad appena due mesi prima dell’annuncio ufficiale della cancellazione.

La scoperta della fine dello sviluppo sarebbe arrivata in modo del tutto inaspettato, tramite un messaggio ricevuto da un familiare che la invitava a informarsi su quanto stava circolando online. Un epilogo amaro, che ha trasformato anni di dedizione in un’esperienza destinata a non lasciare tracce tangibili nel suo percorso professionale, anche a causa dei vincoli contrattuali che le impediscono di rendere pubblico il proprio contributo.

La cancellazione del remake, comunicata da Ubisoft la scorsa settimana, rientra in una più ampia riorganizzazione interna che ha portato allo stop di sei progetti. La casa francese ha motivato la decisione con la volontà di non pubblicare un prodotto che non raggiungesse gli standard qualitativi desiderati, preferendo interrompere lo sviluppo piuttosto che proporre un’esperienza non all’altezza del valore storico dell’originale.