MLB The Show 26 Recensione: baseball tra tradizione e strategie

MLB The Show 26 Cover
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Il baseball è uno sport fatto di ritmo, attesa e improvvise esplosioni di azione. Ogni anno San Diego Studio cerca di riportare tutto questo, in maniera veritiera, all’interno di un videogioco. Non significa però riprodurre soltanto il campo da gioco, le squadre e i movimenti. Bisogna restituire anche la tensione che precede ogni lancio e la strategia nascosta dietro ogni scelta. Questo è quello che ci aspettiamo all’interno di MLB The Show 26. Il nuovo capitolo amplia alcune delle modalità più amate della serie, introduce meccaniche di gioco aggiornate e si lega ancora di più al baseball reale, con contenuti dedicati al World Baseball Classic. Come ogni anno, non ci aspettiamo una rivoluzione totale ma piuttosto un’evoluzione mirata, alla ricerca di un’esperienza più fluida e accessibile.

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MLB The Show 26 Tokyo Stadium
Si scende di nuovo sul diamante di nuovi stadi.

MLB The Show 26: uno sguardo al baseball globale

Negli anni MLB The Show si è affermata come la simulazione sportiva di baseball più importante. Di solito, però, eravamo soliti vedere arrivare la versione annuale più avanti, durante lo spring training. San Diego Studio, però, ha voluto cavalcare l’entusiasmo scaturito dal World Baseball Classic, un torneo di baseball a inviti a livello globale, che proprio in questi giorni sta vedendo le sue battute finali. In occasione di questo torneo globale, MLB The Show 26 esce anticipatamente, omaggiandolo con diverse novità nelle modalità e carte speciali dedicate. Dal punto di vista tecnico, il titolo mantiene la solidità dei capitoli precedenti. Gli stadi vengono riprodotti come sempre con grande cura, godendo anche dell’introduzione di nuove ambientazioni, come il Tokyo Dome. I modelli dei giocatori restano uno dei punti di forza della serie, dimostrando ancora una volta una grande attenzione ai dettagli, alle animazioni, ai movimenti sul campo. Il tutto contribuisce a creare un’esperienza che restituisce bene la fisicità e il ritmo del baseball. Nulla di nuovo o particolarmente innovativo rispetto al passato, però. Inoltre gli aspetti meno curati del passato, sono ancora lì, non risolti. Alcuni elementi visivi, come il pubblico o le strutture meno centrali allo spettacolo sportivo, mostrano ampi margini di miglioramento.

Il cuore di MLB The Show 26 resta sempre il gameplay. Anche quest’anno gli sviluppatori hanno lavorato per rendere ogni lancio, ogni battuta e ogni azione difensiva più leggibili e coinvolgenti. Le innovazioni e le nuove meccaniche introdotte contribuiscono a rinnovare la struttura di gioco senza snaturarla. Ne è un esempio perfetto la Big Zone Hitting, una revisione del sistema di battuta che rende più chiara la gestione della zona di impatto. Se è più semplice colpire, allora bisogna dare qualche arma in più ai lanciatori. Per questo sono stati introdotti i Bare Down Pitches, per una gestione più tattica dei lanci. A questi si aggiunge anche il sistema di Smart Sim pensato per chi non ha il tempo di giocare ogni singolo inning. Con questo possiamo simulare alcune partite, mantenendo comunque la coerenza con le prestazioni del nostro giocatore. In pratica il gioco “congela” il rendimento mostrato nelle partite disputate e lo applica alle simulazioni, evitando risultati completamente casuali. Una soluzione intelligente per rendere l’esperienza più flessibile. Tutti questi elementi rendono il gameplay, ancora una volta, il vero punto di forza di MLB The Show 26. Un insieme che quest’anno offre maggiore accessibilità ai nuovi giocatori senza sacrificare la profondità e il livello di sfida per i veterani.

MLB The Show 26 Bear Down
Diverse novità nel gameplay e nelle modalità.

Tra gestione e storia, un’esperienza ancora più completa

In MLB The Show 26 non poteva certamente mancare la modalità Road to the Show, il cuore narrativo del gioco da diversi anni. Permette di creare il proprio giocatore e accompagnarlo lungo l’intera carriera, dall’inizio come giovane promessa fino all’ingresso nella Hall of Fame. Ovviamente ogni anno vengono introdotti nuovi capitoli e strutture narrative. La grande novità di quest’anno è il percorso Road to Cooperstown, che espande la fase iniziale della carriera. Il giocatore può scegliere se entrare subito nel mondo professionistico dopo il liceo oppure passare dal college, con oltre una decina di nuovi programmi universitari disponibili. Abbiamo apprezzato molto la progressione più graduale di questa sezione, che dà maggiore respiro alla narrazione. Le partite universitarie e le competizioni collegate, infatti, creano un contesto più immersivo. L’obiettivo finale resta però sempre lo stesso: diventare una leggenda del baseball e conquistare un posto tra i grandi. Il sistema Smart Sim si integra perfettamente con questa modalità, consentendo di saltare alcune partite senza compromettere la crescita del giocatore.

Per chi cerca invece un approccio più strategico al gioco, la modalità Diamond Dynasty è perfetta. Qui si punta sulla collezione e sulla costruzione della squadra, attraverso la raccolta di carte dedicate agli atleti reali, così da costruire il proprio team ideale. Rispetto al passato, MLB The Show 26 introduce un nuovo livello di rarità, chiamato Red Diamond. Sono presenti anche diversi contenuti dedicati al World Baseball Classic, così da catturare l’interesse di coloro che hanno seguito il torneo internazionale e il baseball globale. Abbiamo notato un miglioramento nel sistema di progressione. L’aggiornamento del sistema PXP, infatti, consente di far crescere i giocatori attraverso l’esperienza accumulata in partita. A questo si aggiungono i Parallel Mods, che permettono di personalizzare ulteriormente le abilità delle carte. Le campagne Mini-Seasons sono state rielaborate per rendere la progressione più dinamica, introducendo nuove sfide e ricompense. Nonostante le diverse novità, permane il problema tipico di questa modalità. Il sistema risulta ancora fortemente incentrato sul grinding, favorito da alcune nuove limitazioni, come il limite massimo di carte possedibili per ogni giocatore. Chissà se verrà mai risolto questo eterno dilemma.

A completare la gamma delle modalità presenti in MLB The Show 26, non potevano di certo mancare le modalità Franchise e Storylines, due esperienze molto diverse ma entrambe fondamentali per l’identità della serie. La prima permette di gestire una squadra nel lungo periodo, prendendo decisioni strategiche su mercato, costruire il roster e gestire lo sviluppo dei giocatori. Nel nuovo capitolo troviamo un nuovo Trade HUB che centralizza le trattative e migliora la logica degli scambi tra squadre. La gestione delle formazioni e la progressione dei giocatori ci ha dato inoltre l’impressione di rappresentare meglio le dinamiche reali. Per la modalità Storylines, invece, San Diego Studio sembra aver voluto giocare maggiormente in difesa. Prosegue la Negro Leagues con la quarta stagione, che vede nuovi campioni, nuovi stadi e nuove uniformi. I giocatori potranno quindi scoprire altre leggende e figure fondamentali del baseball, con la stessa struttura documentaristica che alterna missioni di gioco a sequenze narrative. Seppur rimane sempre altissimo il valore storico e divulgativo di questa modalità, il formato rimane per lo più simile a quello visto in precedenza, senza nessuna reale innovazione.


Dopo l’annuncio del nuovo giocatore in copertina, MLB The Show 26 torna ancora una volta come il miglior videogioco dedicato al baseball al momento sul mercato. Stavolta però San Diego Studio sceglie una strada prudente ma efficace: miglioramenti mirati, nuove meccaniche di gameplay e un forte legame con il baseball reale. Le innovazioni più interessanti riguardano il gameplay, con sistemi come Big Zone Hitting e Smart Sim che rendono l’esperienza più accessibile e dinamica. Le modalità principali continuano ad offrire grandi possibilità, con miglioramenti sporadici ad hoc. Road to the Show appare più narrativa, con una crescita graduale mentre Diamond Dynasty permette ora una gestione più strategica, anche se legata di nuovo fortemente al grinding. Purtroppo alcuni elementi grafici, come gli spettatori, appaiono ancora poco sviluppati e curati e in alcuni settori non ci sono grandi novità. Il World Baseball Classic, terminato da poco, ha dato però modo al gioco di inserire numerosi riferimenti che faranno sicuramente la gioia degli appassionati del baseball internazionale. Considerando tutto, MLB The Show 26 rimane una delle simulazioni sportive più complete e credibili sul mercato. Chi ama il baseball troverà un titolo ricco di contenuti e capace di restituire con grande precisione la complessità di questo sport. Forse però è giunto il momento per San Diego Studio di svecchiare la grafica e osare di più.


 

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