Dead by daylight

Behaviour acquisisce The Fun Pimps: 7 Days to Die entra ufficialmente nella famiglia horror di Dead by Daylight

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Colpo importante nel panorama survival horror: Behaviour Interactive, lo studio dietro Dead by Daylight, ha annunciato l’acquisizione di The Fun Pimps, team creatore di 7 Days to Die. I termini economici dell’operazione non sono stati resi pubblici, ma l’accordo include sia il catalogo già uscito sia i titoli futuri legati allo studio. La notizia non riguarda solo il presente di 7 Days to Die, ma anche il suo futuro. Secondo quanto comunicato dalle due società, The Fun Pimps continuerà a guidare lo sviluppo del gioco, senza cambi di leadership creativa e senza licenziamenti o ridondanze all’interno del team. In altre parole: cambia la proprietà, ma non cambia chi sta costruendo il gioco.

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Ed è un dettaglio fondamentale, perché 7 Days to Die non è certo un nome qualunque. Nato quasi come un progetto artigianale nel 2012, il survival horror open world ha superato 20 milioni di copie vendute, trasformandosi in uno dei titoli più longevi e riconoscibili del genere. Richard Huenink, cofondatore di The Fun Pimps, ha ricordato che lo studio è passato “da due fratelli a un team di 70 persone”, sottolineando come il gioco sia cresciuto enormemente ma non abbia ancora raggiunto tutto il suo potenziale.

Proprio qui entra in scena Behaviour. L’azienda canadese ha spiegato di voler rafforzare la propria piattaforma editoriale horror, e l’ingresso di 7 Days to Die accanto a franchise come Dead by Daylight e, indirettamente, all’orbita di Darkest Dungeon rafforza chiaramente questa strategia. Il CEO Peter van der Watt ha definito Headup—scusami, correzione: in questo caso ha definito The Fun Pimps e il loro gioco un tassello naturale nella costruzione di “una casa solida per i creatori horror ambiziosi”, chiarendo che l’acquisizione non nasce da una semplice logica di consolidamento, ma dall’idea di costruire un ecosistema forte per titoli di qualità.

Dal canto suo, Huenink ha voluto rassicurare subito la community: questa operazione non significa cedere il controllo o allontanarsi da ciò che The Fun Pimps ha costruito, ma ottenere le risorse necessarie per spingere ancora più in alto la visione del team. Behaviour, secondo il fondatore, condivide la stessa filosofia su community, modding e supporto a lungo termine. Ed è proprio questo l’aspetto che rende l’accordo più interessante di un’acquisizione qualsiasi.

In pratica, il messaggio è chiaro: 7 Days to Die non cambia identità, ma guadagna muscoli. Con il supporto di Behaviour, The Fun Pimps prevede di espandere i team dedicati ad arte, ingegneria, design, supporto alla community e assistenza ai giocatori, con l’obiettivo di accelerare i piani futuri del gioco. Altri dettagli arriveranno più avanti nel corso dell’anno, ma il segnale lanciato oggi è già molto forte. Dopo dodici anni di sviluppo, update e sopravvivenza tra zombie e craft, 7 Days to Die non sembra affatto un progetto arrivato al capolinea. Anzi: questa acquisizione dà l’impressione opposta. Per The Fun Pimps, e per il loro survival horror, potrebbe essere appena iniziata la fase più ambiziosa di sempre.

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Appassionato di videogiochi, anime e serie tv. Grande lettore e collezionista di fumetti e manga. Avvicinato al medium videoludico grazie a Wolf 3D in un floppy-disk nel pc di mia madre, per poi crescere a pane e Souls-like e abbracciare il credo di Ezio Auditore da Firenze.