Village in the Shade

Village in the Shade arriva in Occidente: il farming sim più inquietante dell’anno ha finalmente una finestra di lancio

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Tra ciliegi in fiore, festival tradizionali e una quiete fin troppo perfetta, si nasconde qualcosa che non torna. NIS America ha annunciato che Village in the Shade, il nuovo simulatore di vita rurale sviluppato da Nippon Ichi Software e noto in Giappone come Hono Gurashi no Niwa, arriverà questo autunno in Occidente su PlayStation 5, Switch 2, Switch e PC via Steam. E sì, sulla carta sembra un rilassante farming sim. Ma solo sulla carta.

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Ambientato nel misterioso villaggio montano di Kagatsu, Village in the Shade si presenta come un’esperienza di vita rurale completamente disegnata a mano, dove il giocatore potrà coltivare i campi, personalizzare la propria casa, costruire recinzioni, raccogliere risorse e stringere amicizia con gli abitanti del posto. Fin qui tutto molto accogliente. Poi però arrivano le regole. Non parlare con gli sconosciuti. Non lasciare il villaggio. E soprattutto: non uscire di notte. Ed è proprio in questo contrasto tra serenità e inquietudine che il gioco sembra voler costruire la sua identità.

Village in the Shade punta chiaramente a mescolare due anime. Da una parte quella del classico simulatore di vita: casa da arredare, fattoria da far crescere, vicini con cui legare, festività tradizionali giapponesi da vivere tra petali di ciliegio e celebrazioni estive. Dall’altra, però, c’è un sottotesto molto più ambiguo. Kagatsu non sembra essere soltanto un luogo pittoresco in cui trasferirsi per iniziare una nuova vita. È un villaggio pieno di segreti, e il gioco stesso lo dice senza girarci troppo intorno: la verità può essere cercata, ma farlo potrebbe non essere una buona idea. In pratica, più che un semplice farming sim, Village in the Shade ha l’aria di essere uno di quei giochi che ti invitano a rilassarti… mentre preparano qualcosa di decisamente meno rassicurante sullo sfondo.

Tra le attività principali ci saranno:

  • La coltivazione e la gestione della fattoria
  • La personalizzazione della casa con mobili acquistabili in città
  • La creazione di oggetti e strutture usando i materiali raccolti
  • La partecipazione a festival tradizionali giapponesi
  • La costruzione di rapporti con gli abitanti del villaggio

Il tono, almeno in superficie, punta su una quotidianità lenta e contemplativa, con forte attenzione all’atmosfera e alla vita di paese. Ma proprio questa apparente tranquillità rischia di rendere ancora più potente il lato oscuro dell’esperienza. In Giappone, Village in the Shade uscirà il 30 luglio su tutte le piattaforme annunciate. Per l’Occidente, invece, bisognerà attendere l’autunno. Nel frattempo, NIS America ha già aperto i preordini della Limited Edition attraverso il proprio store online al prezzo di 89,99 dollari. L’edizione include:

  • Una copia del gioco
  • Collector’s box
  • Artbook
  • Colonna sonora originale in DigiPak
  • Supporto in acrilico
  • Set di cinque spille smaltate
  • Foglio di adesivi

Un pacchetto pensato chiaramente per chi ha già capito che questo non sarà il solito simulatore agricolo. Negli ultimi anni il mercato indie e AA ha dimostrato che il pubblico ama i giochi capaci di mescolare comfort e inquietudine. Village in the Shade sembra inserirsi perfettamente in questa scia, ma con un’identità fortemente giapponese, sia nell’estetica che nelle atmosfere. E forse è proprio questo a renderlo così interessante: ti promette una nuova casa, una vita tranquilla e vicini affabili… ma ti mette subito in guardia. Perché a Kagatsu il vero problema non è coltivare bene. È capire cosa succede quando cala il sole. Se manterrà le promesse, Village in the Shade potrebbe diventare uno dei titoli più affascinanti e strani di questo autunno. Un gioco da vivere con calma, curiosità… e un po’ di sana diffidenza.

Corso Giornalismo Videoludico
Appassionato di videogiochi, anime e serie tv. Grande lettore e collezionista di fumetti e manga. Avvicinato al medium videoludico grazie a Wolf 3D in un floppy-disk nel pc di mia madre, per poi crescere a pane e Souls-like e abbracciare il credo di Ezio Auditore da Firenze.