That Time I Got Reincarnated as a Slime First Look: la quiete prima di Tempest?

vita da slime 4 cover
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That Time I Got Reincarnated as a Slime è sicuramente uno degli anime più amati da una grandissima fetta di pubblico. L’adattamento anime, curato, come al solito, dallo studio 8-Bit, dell’opera di Fuse e Mitz Vah ha riscosso un successo clamoroso, negli ultimi anni, piazzandosi come uno dei più cliccati e seguiti su Crunchyroll. Spalleggiando al meglio il successo del manga, l’adattamento animato ha reso la diffusione del progetto sempre più immediata e titanica.

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In un un’epoca piena zeppa di isekai, che sono diventati sempre più numerosi sul piccolo schermo,That Time I Got Reincarnated as a Slime (Tenshura) ha saputo raccogliere al meglio l’eredità di SAO e Re Zero, superandoli, per certi versi, sotto diversi aspetti. Per questo motivo, da grandi appassionati del genere, ci siamo subiti affezionati alle avventure di Rimuru Tempest e di tutti i suoi (numerosissimi) alleati e, perché no, nemici. Col passare delle stagioni, però, la direzione intrapresa dallo studio d’animazione ha iniziato a girare in una direzione che abbiamo faticato parecchio a digerire.

È chiaro, c’è il discorso della fedeltà al materiale cartaceo che rimane sacrosanto, ma considerando la natura dell’opera e il fatto che va contestualizzato alla conversione animata, il risultato finale non è mai stato esattamente emozionante. E, purtroppo, per quanto il grande potenziale c’è sempre ed è evidente, anche per questa nuova ondata di episodi la situazione non ci sembra molto diversa. Almeno, per ora.

That Time I Got Reincarnated as a Slime
Il cast torna al gran completo

That Time I Got Reincarnated as a Slime 4: tra nuove minacce e qualche idea interessante

La vita nel regno di Tempest, la sua evoluzione e quella di tutti i cittadine, rimangono gli elementi principali su cui si concentrano le energie del protagonista, Rimuru, e della sua schiera di fidati. La narrazione, come sempre, ruota proprio intorno a questo concetto: l’espansione del regno, la consolidazione dei successi raggiunti e la crescita esponenziali di alleati e alleanze da strutturare. Dopo aver superato i pericoli portati dallo scontro con la Sacra Chiesa d’Occidente e quello del ritorno del re Demone Clayman, i toni, chiaramente si sono riabbassati e questi primi episodi sono per forza di cose un incipit per ciò che arriverà in futuro.

Per stimolare l’interesse, l’avvicinamento e la crescita culturale del proprio popolo, Rimuru decide di mettere su un vero e proprio progetto a “premi”, strutturato attraverso un dungeon, di difficoltà crescente, a cui tutti possono partecipare. Questo evento, che ci ha ricordato un po’ quanto visto in Solo Leveling (tra moltissime virgolette), rappresenta un buon modo per coinvolgere tutti e, a livello di trama, l’espediente narrativo perfetto per introdurre alcune delle novità più interessanti di questa nuova stagione, di cui il valore e il peso specifico rimangono tutti da valutare. Rimuru, dal canto suo, ha dimostrato, ancora una volta, di non voler stare fermo e di avere una crescita esponenziale, anche e soprattutto delle sue abilità.

La fame di conoscenza del protagonista è ormai leggendaria e questi primi due episodi, anche se non vogliamo anticiparvi nulla, ne sono comunque una buona prova. Due episodi che, però, hanno fatto molta fatica a introdurre quello che sarà il filone narrativo principale. Per quanto molto stereotipati sul piano estetico (la bambina super power, l’anziano mentore, ecc) quelli che sembrano essere i nuovi antagonisti principali della stagione hanno comunque un buon potenziale, o perlomeno possono spingere la storia verso un indirizzo diverso dal solito gioco politico, ma trovano veramente pochissimo spazio. Gli intermezzi dedicati a questi nuovi personaggi, in particolare  a Mariabell Rosso (Rozzo, nell’anime) sono infatti davvero molto pochi e non riescono a far trasparire al meglio le loro intenzioni e a renderli veramente una minaccia tangibile.

That Time I Got Reincarnated as a Slime Rimuru Rimane il deus ex machina della storia
Rimuru Rimane il deus ex machina della storia

Narrazione e ritmi sempre troppo lenti

Al di là del potenziale della nuova storia, che sembra essere comunque importante, il problema di That Time I Got Reincarnated as a Slime, anche in questa quarta stagione, è sempre lo stesso. Inutile ignorare l’elefante, enorme, nella stanza: l’anime risulta sempre troppo lento. Il ritmo preso dalla metà della seconda stagione in poi, più o meno, rimane veramente molto lento, quasi soporifero e fastidioso, e rende veramente complicato riuscire a passare sopra ad alcuni passaggi inutilmente prolissi. I dialoghi, in particolare, sono veramente troppo numerosi, eccessivi e spezzano in continuazione il ritmo, risultando a volte anche inutili, pieni di cliché e situazioni pregne di luoghi comuni del genere.

La sensazione di fondo rimane quella di essere di fronte a una produzione capace di riportare in auge uno schema ormai superato: quello dei filler. Pur essendo un esempio estremo, l’effetto ottenuto è quello. La maggiore parte degli episodi di quest’anime, infatti, sembrano essere dei riempitivi e nulla più e anche in questi primi episodi della quarta stagione, forse anche più che in passato, seguono incessantemente questo filone. Le scene d’azione sono veramente troppo poche e non riescono a rendere giustizia a tutte le cose belle che sembrano comunque essere presenti.

La lentezza dei primi due episodi ha anche compromesso il peso dell’incipit narrativo. La nuova minaccia che sta per abbattersi su Tempest sembra avere un grande peso anche a livello narrativo, con un background radicato e da esplorare molto interessante, ma viene sempre e soltanto scalfita. Lo spazio riservato a questa linea narrativa, che sarebbe anche quella principale, è veramente risicato e il risultato finale è quello di due episodi molto “passivi” e se vogliamo dimenticabili.

That Time I Got Reincarnated as a Slime
Mariabell è l’antagonista principale della serie

Il solito lavoro intelligente di 8-Bit

Sul piano audiovisivo, il lavoro svolto da 8-Bit è, come al solito, intelligente e omogeneo. L’adattamento animato dell’opera, campione d’incassi nel Sol levante, è realizzato con la solita accortezza e semplicità, con tavole animate in maniera “dolce”, con tratti leggeri, armoniosi e poco aggressivi. Il design di protagonisti, alleati, nemici e anche dei luoghi è molto curato e caratterizzato da un tratto leggero e delicato, mai aggressivo, anche dal punto di vista cromatico. La scelta della palétte cromatica è sempre leggera, delicata, e rende i passaggi sempre belli da vedere e che rendono decisamente più armonioso tutto il viaggio. Questa scelta si avverte anche con i “particellari”.

Le magie, per quanto molto poche, ad esempio, sono sempre molto spettacolari e ricche di dettagli e mostrano un potenziale che difficilmente è possibile ritrovare negli altri prodotti del genere. Anche le animazioni, per quanto mai “violente”, rimangono di buonissimo livello e aiutano a rendere le sequenze d’azione decisamente più belle da vedere e spettacolari da osservare. That Time I Got Reincarnated as a Slime 4 rimane un prodotto tecnicamente molto avanzato e, nella sua semplicità, è chiaramente uno dei migliori esponenti del genere sul mercato. Anche il comparto sonoro è promosso, con un doppiaggio sempre molto solido e con la scelta sempre azzeccata degli attori, anche quelli introdotti da poco.


I primi due episodi della quarta stagione di That Time I Got Reincarnated as a Slime non ci hanno per nulla stupito. Nel bene e anche nel male. La nuova tornata di episodi riprendono le situazioni tipiche del regno di Tempest, e non solo, con un fare e un piglio molto familiare e con i soliti ritmi. L’azione, ancora una volta, viene parecchio sacrificata sull’altare del dialogo, della pianificazione e della strategia ed è difficile non sottolineare quanto questa scelta abbia parecchio appesantito il pacchetto. L’adattamento animato dell’opera di Fuse e Mitz Vah, del resto, ci ha abituato a questi ritmi da ormai diverso tempo e se siete tra quelli che hanno digerito a fatica questa piega, ebbene, questi nuovi episodi non vi faranno cambiare, di certo, idea al riguardo. Ed è un gran peccato perché, come sempre, il potenziale “umano” e narrativo c’è ed è evidente, ma viene costantemente messo all’angolo da una direzione che sinceramente non condividiamo più.


 

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