Atari - Wade Rosen

Atari: il CEO vuole rilanciare il brand puntando sul retrogaming

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Atari, un simbolo dell’età dell’oro del gaming casalingo ma anche del celebre crollo del settore nei primi anni ’80, sta tracciando una nuova rotta. Dopo aver sperimentato diverse strategie nel corso degli anni — tra console moderne, retro-hardware e raccolte di classici — l’azienda ha deciso di focalizzare la propria identità su un obiettivo preciso: diventare il punto di riferimento mondiale nel mercato del retrogaming.

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A guidare questa rinascita è il CEO Wade Rosen, la cui visione punta su una crescita graduale, ponderata e mirata, lasciandosi alle spalle i passi falsi del passato per trasformarli in preziose lezioni.

In una recente intervista rilasciata a Bloomberg, Rosen ha chiarito che il suo obiettivo non è ristrutturare la compagnia per poi rivenderla al miglior offernte. La sua è una dichiarazione d’intenti mossa dalla passione:

“Vogliamo che Atari sia un’azienda di successo, ma il vero scopo è rivitalizzarla affinché porti valore nel mondo, migliorando la vita degli appassionati. Un po’ come fa Nintendo per molti di noi.”

Un esempio concreto di questo nuovo corso è la gestione della serie Bubsy, un franchise storicamente noto più per i suoi passi falsi che per la sua qualità. Con il prossimo lancio di Bubsy 4D, previsto su Steam per il 22 maggio, Atari punta a rompere la maledizione del brand e a pubblicare, per la prima volta, un capitolo davvero memorabile.

Per ridurre al minimo i rischi legati a un’operazione così nostalgica e complessa, Rosen ha spiegato che la strategia chiave consiste nell’affidarsi a partner di comprovato talento: la software house Fabraz. Scegliere un team di sviluppo già specializzato e all’apice della propria forma nei platform è, secondo il CEO, il modo migliore per garantire la qualità del prodotto e tutelare l’investimento.

Bubsy 4D

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