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	<title>Cosimo Abbati, Autore presso Vgmag.it</title>
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	<title>Cosimo Abbati, Autore presso Vgmag.it</title>
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		<title>Recensione Solo: A Star Wars Story [No Spoiler]</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cosimo Abbati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 May 2018 01:08:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Nel 1977 usciva nei cinema un film parecchio insolito. Si trattava di una pellicola realizzata con un budget molto limitato, significativamente al di sotto degli standard Hollywoodiani. Lucasfilm, la casa di produzione di George Lucas, aveva deciso di investire in un progetto alternativo, una sorta di racconto epico ambientato nello spazio. Bastarono poco più di [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Nel 1977 usciva nei cinema un film parecchio insolito. Si trattava di una pellicola realizzata con un budget molto limitato, significativamente al di sotto degli standard Hollywoodiani. Lucasfilm, la casa di produzione di George Lucas, aveva deciso di investire in un progetto alternativo, una sorta di racconto epico ambientato nello spazio. Bastarono poco più di dieci milioni a realizzare un film che sarebbe poi diventato un successo epocale con un incasso superiore ai 700 milioni di dollari, un trionfo in grado di dare il via ad uno dei media franchise di maggior successo nella storia del cinema. Quel film era Guerre Stellari: il racconto di un’avventura ambientata in una galassia lontana lontana, dove lo scontro tra il bene e il male si personificava nella figura di <em>Luke</em>, un giovane ragazzo su di un pianeta dimenticato, inconsapevole di essere egli stesso la nuova speranza di libertà. A quarantuno anni di distanza dall’inizio di questa storia, quella scintilla di speranza ha infiammato il mondo intero, portando emozione nella vita di migliaia e migliaia di persone. È con questa eredità alle spalle che arriva al cinema <strong>Solo: A Star Wars Story, un film a diretto contatto con quel primo originale barlume di genialità, un film su cui molti avevano dei dubbi.</strong></p>
<p><iframe title="SOLO - NUOVO TRAILER UFFICIALE | HD" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/YEKNU3jkFsE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Mettere in scena le origini di <em>Han Solo</em> non è un’impresa facile. Il burbero contrabbandiere e pilota spaziale è una figura iconica nella cultura pop dell’ultimo mezzo secolo e come se non bastasse, a vestire i panni del personaggio fu Harrison Ford, un attore che dopo il suo debutto proprio in Guerre Stellari divenne uno dei volti più conosciuti del grande cinema, interpretando <em>Indiana Jones</em> in tutta la saga e <em>Rick Deckard</em> in <em>Blade Runner</em>. Il rischio di deludere le aspettative del pubblico imbarcandosi in un progetto simile è altissimo, senza considerare poi quanto tutti noi siamo inconsciamente spaventati all’idea del cambiamento. Entrare in sala per assistere ad un momento così significativo per una saga che io, e tanti altri come me, abbiamo amato così profondamente è un’emozione unica. <strong>C’è solo un consiglio che ci sentiamo di dare a tutti gli appassionati che andranno a vedere questo film al cinema:</strong> <strong>lasciatevi alle spalle i preconcetti, lasciatevi alle spalle il timore di essere ad un passo da un’infanzia rovinata, date a questo nuovo Han Solo una possibilità</strong> <strong>e vi assicuriamo che la vostra speranza sarà ben riposta.</strong></p>
<p>[su_quote]</p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #991732;"> <span style="color: #4a1844;">È questo il tema alla base di Solo: A Star Wars Story, una grande avventura alla ricerca della agognata libertà.</span></span></h1>
<p>[/su_quote]</p>
<p><strong>Chi è<em> Han Solo</em>? Questa è la domanda principale a cui vuole rispondere il film,</strong> <strong>da dove viene? Cosa lo ha motivato a divenire l’eroe che conosceremo in Episodio IV?</strong> Molte delle risposte che cercate sono racchiuse all’interno di questo film. Gli spettatori conoscono il destino di <em>Han</em>, conoscono la sua sorte, gli eventi della pellicola non sono quasi mai completamente inaspettati, eppure si svolgono in modo sorprendente. La banalità non è una caratteristica familiare a Lucasfilms ed il loro ultimo prodotto non fa eccezione. Il giovane <em>Han</em> viene dal fango, figlio di nessuno cresciuto sulle strade di un pianeta che pullula di criminali, soggiogato alla volontà di questo o quel capobanda e trattato alla stregua di uno schiavo, il ragazzo sogna una sola cosa: la libertà. Determinato a fuggire dalla vita che è sempre stato costretto a vivere, <em>Han</em> è disposto a tutto pur di poter diventare un pilota spaziale, per poter girare la galassia sulla sua astronave in compagnia della ragazza che ama<em> Qi’ra</em>. È questo il tema alla base di Solo: A Star Wars Story, una grande avventura alla ricerca della agognata libertà, la speranza di poter un giorno decidere per sé stesso senza dover rispondere a nessun criminale e a nessun superiore.</p>
<p><a href="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2018/05/Alden-Ehrenreich-Solo-A-Star-Wars-Story.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-120836 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2018/05/Alden-Ehrenreich-Solo-A-Star-Wars-Story-1024x683.jpg" alt="" width="750" height="500" /></a></p>
<p>È il volto di un bravo ragazzo quello che vediamo affacciarsi sullo schermo, il sorriso di chi ancora affronta le sfide della vita con ottimismo e determinazione. La crescita è il secondo cardine attorno al quale ruota Solo: A Star Wars Story, il giovane <em>Han</em> deve crescere, deve scontrarsi con la vita che ha scelto e deve per forza di cose pagare il prezzo della libertà e dell’avventura che tanto desidera; sarà la sua ingenuità ad essere moneta di scambio in questa trasformazione. Passo dopo passo il ragazzo venuto dal fango con gli occhi sognanti imparerà che la vita non è tutta rose e fiori e che, ogni tanto, bisogna saper giocare sporco per tornare a casa vincitori. La gestione della trama in questo film è molto semplice: si tratta di un racconto di crescita e di un’avventura come tante altre, tuttavia in sala si respira il destino. Proprio così, il destino. Gli eventi della trama si svolgono prima di <em>Episodio IV</em>: Una nuova speranza, in un certo senso si svolgono prima dell’intero Star Wars.<strong> Si tratta di un setup per quello che verrà dopo: il destino di <em>Han Solo</em> è il Millennium Falcon, è diventare il famoso contrabbandiere che <em>Luke</em> incontrerà in una locanda su Tatooine, l’uomo che percorse la rotta di Kessel in 12 Parsec, nulla può cambiare questa realtà e per questa ragione molti eventi del film hanno una conclusione quasi inevitabile.</strong> Ma questo non cambia il fatto che Lucasfilm e Ron Howard siano stati capaci di mettere insieme un racconto che lascia lo spettatore incollato allo schermo argentato dall’inizio alla fine del film.</p>
<p>[su_quote]</p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #991732;"> <span style="color: #4a1844;">Se non fosse per l’originale marcia imperiale e per il tema della forza potremmo affermare che sia la colonna sonora migliore mai vista in un film di Star Wars.</span></span></h1>
<p>[/su_quote]</p>
<p>Prima ancora di parlare di quanto il cast sia eccezionale, è appropriato concentrarsi sulla colonna sonora. Secondo la nostra modesta ed opinabile opinione, la colonna sonora di questo Solo: A Star Wars Story è una delle migliori main theme che ci sia capitato di ascoltare al cinema negli ultimi anni. Se non fosse per l’originale marcia imperiale e per il tema della forza potremmo affermare che sia la colonna sonora migliore mai vista in un film di Star Wars. La componente immersiva che scaturisce dalle musiche è straordinaria. Si tratta di una miscela composta da suoni di attesa e da incalzanti accompagnamenti per le scene di azione. Non è un caso che il tema principale della saga si faccia attendere parecchio prima di essere riproposto: come detto in precedenza l’intero film è un racconto preparatorio, un viaggio verso l’<em>Han Solo</em> che tutti conosciamo. Sarà soltanto quando i nostri <em>Han</em> e <em>Chewie</em> siederanno nei posti che gli spettano che sentiremo per la prima volta le note del famoso tema principale in tutta la sua potenza. <strong>Solamente quando sullo schermo farà capolinea il riflesso di quel lontano ed inevitabile Destino la musica battezzerà ufficialmente il film con la ripresa del tema originale: sarà quello il momento in cui la Star Wars Story si sarà guadagnata il suo nome</strong>.</p>
<p><a href="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2018/05/Cast-Solo-A-Star-Wars-Story.jpg"><img decoding="async" class="size-large wp-image-120839 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2018/05/Cast-Solo-A-Star-Wars-Story-1024x683.jpg" alt="" width="750" height="500" /></a></p>
<p><b>Perché un progetto così delicato avesse successo, non bastava ingaggiare qualche bell&#8217;attore, bisognava mettere insieme una squadra coi fiocchi.</b> Servivano dei veri e propri fuoriclasse, e vi possiamo assicurare che su questo la produzione non ha badato a spese. Le interpretazioni sono tutte ad un livello altissimo, a partire da Alden Ehrenreich che aveva sulle spalle il compito più difficile di tutti. Paragonare la sua interpretazione a quella di Harrison Ford sarebbe scorretto sia nei suoi confronti che nei confronti di Ford. Sono due persone diverse ed avevano due incarichi molto diversi. Se l’originale <em>Han Solo</em> era un personaggio tutto da scrivere, la sua nuova e giovane versione è invece il retaggio di un passato importante, passato al quale Ehrenreich riesce a rendere omaggio in maniera più che adeguata, facendo suo il personaggio ed allo stesso tempo mantenendolo coerente con sé stesso. C’è qualcosa di intangibile nella sua performance, una miscela di piccoli gesti ed attitudini che riescono a riportare sullo schermo la stessa sensazione che trasmetteva il vecchio <em>Han Solo;</em> in aggiunta a questo c’è poi il contributo personale di Alden Ehrenreich, l’insieme di tutte le espressioni sorridenti e la sfacciataggine che si addice alla giovinezza di <em>Han</em>. Un risultato ben al di sopra delle aspettative.</p>
<p>[su_quote]</p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #991732;"> <span style="color: #4a1844;">Donald Glover è Lando. Fine della storia.</span></span></h1>
<p>[/su_quote]</p>
<p>Ad aiutare Alden nel suo difficile compito c’è una lunga sfilza di veri e propri campioni, nei panni di <em>Qi’ra </em>abbiamo Emilia Clarke, la <em>Daenerys</em> di <em>Game Of Thrones</em>, quasi irriconoscibile per quanto calata nella sua parte. La facilità con cui riesce ad esprimere prima ingenuità e successivamente la caratteristica opposta è davvero ammirabile, forse un po’ stretta in un ruolo più piccolo di lei, ma riesce comunque a restituire un’ottima interpretazione che, alle volte, fa dimenticare il fatto che non stia cavalcando un drago. <strong>Donald Glover è una meravigliosa sorpresa, il lavoro compiuto dall’attore per poter mettere in scena un così credibile <em>Lando Calrissian</em> deve essere stato pazzesco.</strong> Donald Glover è <em>Lando</em>. Fine della storia. Lo charm, i movimenti, l’atteggiamento galante e seduttivo, tutto nella sua performance riporta alla mente Billy Dee Williams, nulla è lasciato al caso, dal modo in cui muove il mantello alle espressioni ammiccanti. Un lavoro impeccabile, che riesce nonostante la fedeltà a non essere una imitazione diretta. La giovinezza di questo <em>Lando</em> è più che visibile e l’impronta di Glover è tutt’altro che assente. Dulcis in fundo, nel ruolo di <em>Tobias Beckett</em>, criminale veterano dal grilletto facile e la mira infallibile, abbiamo un uomo che sa perfettamente come gestire simili incarichi: Woody Harrelson. Un nome che già di per sé è un curriculum, un attore con un passato pieno di ruoli analoghi e non, un cavallo su cui scommettere a colpo sicuro che ancora una volta non delude le aspettative nei panni di mentore e amico per il nostro <em>Han Solo</em>.</p>
<p><a href="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2018/05/Blaster.jpg"><img decoding="async" class="size-large wp-image-120842 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2018/05/Blaster-1024x457.jpg" alt="" width="750" height="335" /></a></p>
<p>Inutile investire troppe parole su fotografia ed effetti speciali: entrambi sono assolutamente da manuale. Alcune inquadrature sono di una bellezza mozzafiato: che ci sia un enorme deserto sconfinato o che sia una ripresa all’interno di una malfamata locanda, la macchina da presa sa esattamente come trasmettere l’emozione adeguata alla situazione. Un esempio tra tutti il tavolo da gioco visto anche nei trailer, dove <em>Lando</em> ed altri criminali si trovano a scommettere in una specie di poker spaziale. Alcuni fotogrammi sono tanto belli da poter essere un quadro. Le scelte stilistiche sono sempre appropriate e gridano “Star Wars” ad ogni occasione. Bello poter finalmente vedere il Millennium Falcon in tutto il suo splendore, prima che diventasse la nave a cui tutti si riferiscono come “vecchia ferraglia”. Bellissimi anche gli effetti speciali ma, volendo essere onesti, questa non è affatto una sorpresa. Nulla è lasciato al caso. <strong>Dove la colonna sonora di questo film potrebbe essere un bellissimo disco da ascoltare in cuffia, le inquadrature potrebbero tranquillamente essere raccolte in una mostra dedicata alla Saga.</strong></p>
<p>[su_quote]</p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #991732;"> <span style="color: #4a1844;">L’obiettivo è quello di coinvolgere anche i più piccoli sperando che i grandi non facciano troppi capricci.</span></span></h1>
<p>[/su_quote]</p>
<p>Arrivati a questo punto spero di aver reso chiaramente l’idea di quanto questo Solo: A Star Wars Story sia sotto molti aspetti un gran bel film. <b>Ovviamente però non siamo davanti ad una pellicola perfetta, senza ombra di dubbio anche questo spin off ha dei difetti, alcuni più difficili da accettare di altri.</b> Durante la proiezione si notano alcuni errori di coerenza che, a voler essere onesti, sono parecchio fastidiosi. Si tratta di un paio di eventi in particolare che per ovvi motivi non abbiamo intenzione di approfondire in questa recensione, tuttavia ogni tanto qualche soluzione fa un po’ storcere il naso, specialmente sul finale. Come già detto tutti gli attori compiono un ottimo lavoro, specialmente dal punto di vista fisico; ci teniamo a precisare che questa recensione si riferisce alla versione 2D doppiata in italiano, è proprio questo uno degli elementi che a volte sembra stonare con il resto del film. In particolare, nel caso di Emilia Clarke, il doppiaggio fatica ad esprimere la vasta gamma di sfumature che compongono il personaggio di <em>Qi’ra</em>, un difetto che ci sentiamo di attribuire più al processo di localizzazione che alla scrittura del personaggio. Il film è adatto a tutta la famiglia, come è giusto che sia, e questa caratteristica può eventualmente risultare irritante a chi si aspettasse un racconto particolarmente maturo o complesso. L’obiettivo è quello di coinvolgere anche i più piccoli sperando che i grandi non facciano troppi capricci.</p>
<p>In conclusione, sentiamo di poter dire che questo Solo: A Star Wars Story è un’avventura emozionante ed un racconto di crescita ben strutturato, il ritmo del film è incredibilmente adeguato e l’altalena emotiva si muove regolare come un pendolo investendo lo spettatore con l’azione, per poi lasciargli quel tanto di tempo che serve a rilassarsi prima di essere nuovamente trascinato in adrenalinici inseguimenti e battaglie a colpi di blaster. La separazione dagli episodi principali della saga è netta ed inequivocabile: dove gli otto film principali sono volumi di un racconto epico questo spin off è un’avventura spaziale che, seppur collegata agli eventi centrali della saga, si presenta con un tono completamente diverso che mette al centro della narrativa il desiderio di libertà invece che l’eterna battaglia tra bene e male. Il cast di eccellenza, accompagnato da una fantastica fotografia e da una colonna sonora al limite della perfezione, riesce nell&#8217;ardua impresa di arricchire il personaggio di <em>Han Solo</em>, inserendolo in un ambiente di crescita coerente con la figura che incontreremo in <em>Episodio IV</em> e costruendo un’alchimia niente male tra i vari partecipanti. <strong>Solo: A Star Wars Story è un degno elemento dell’universo Star Wars e, come tale, è un film adatto a tutta la famiglia né troppo ingenuo né troppo complesso, perfetto per conciliare le aspettative di grandi e piccini.</strong> Una pellicola che gli appassionati della saga non possono assolutamente perdersi.</p>
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		<title>Avengers: una passeggiata con Robert Downey Jr.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2017 18:35:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Attenzione a tutti gli incalliti lettori di fumetti, gli appassionati di cinema e i nerd in generale. I vostri sogni più bagnati si stanno per realizzare. Robert Downey Jr. ha lanciato una campagna di beneficenza a favore della sua &#8220;Random Act Funding&#8221; che farà tremare le vostre librerie stracolme di albi colorati. Una visita All [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Attenzione a tutti gli incalliti lettori di fumetti, gli appassionati di cinema e i nerd in generale. I vostri sogni più bagnati si stanno per realizzare. Robert Downey Jr. ha lanciato una campagna di beneficenza a favore della sua &#8220;<a href="http://randomactfunding.com/#home-section" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Random Act Funding</a>&#8221; che farà tremare le vostre librerie stracolme di albi colorati. <strong>Una visita All Access agli studi Marvel in compagnia del vero e proprio <em>Iron Man</em> con soggiorno in hotel a 4 stelle e pranzo con Robert in persona</strong>, disposto a rispondere a ogni domanda che ha ronzato per le vostre teste nelle lunghi pomeriggi trascorsi tra gli scaffali polverosi di una fumetteria dall&#8217;odore mascolino. L&#8217;associazione, che si dichiara essere orientata a finanziare missioni filantropiche, è stata fondata proprio da Robert e dalla moglie. Per avere una possibilità di farvi portare a spasso da<em> Iron Man</em> dovete partecipare alla <strong>campagna di beneficenza lanciata su omaze</strong> <a href="https://www.omaze.com/experiences/robert-downey-jr-avengers-set-visit?ref=rdj" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cliccando qui</a>.</p>
<p><iframe title="Robert Downey Jr. Invites You to the Set of the Next Avengers Movie // Omaze" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/l3eis7wFKTw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Guardiani della galassia: Miley Mainframe Cyrus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cosimo Abbati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2017 19:33:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Guardiani della galassia vol. 2 è un uno dei film più attesi ed anticipati di tutto l&#8217;anno, su di esso si appoggiano molte delle premesse fatte nelle varie speculazioni sulle nuove uscite del MCU. La nuova notizia è che all&#8217;interno del film apparirà Mainframe, un androide che nella saga fumettistica prendeva il posto del ritirato [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Guardiani della galassia vol. 2 è un uno dei film più attesi ed anticipati di tutto l&#8217;anno, su di esso si appoggiano molte delle premesse fatte nelle varie speculazioni sulle nuove uscite del MCU. La nuova notizia è che all&#8217;interno del film apparirà Mainframe, un androide che nella saga fumettistica prendeva il posto del ritirato Tony Stark. A dare la voce all&#8217;androide tuttavia, non sarà un doppiatore qualunque, ma la celeberrima Miley Cyrus. Chi lo avrebbe mai detto? Miley di giorno, Hanna Montana la notte e Mainframe nell&#8217;universo Marvel.</p>
<figure id="attachment_73848" aria-describedby="caption-attachment-73848" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-73848 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2017/04/Mainframe-1024x578.png" alt="" width="750" height="423" /><figcaption id="caption-attachment-73848" class="wp-caption-text">Mainframe è un personaggio dei fumetti Marvel, Sostituisce Vision in uno degli universi fumettistici</figcaption></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/73846/miley-mainframe-cyrus/">Guardiani della galassia: Miley Mainframe Cyrus</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Arriva il nuovo giocattolo di Baby Groot</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cosimo Abbati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2017 19:18:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Diciamoci la verità, tra tutti i personagi del Marvel Cinematic Universe, ne esiste soltanto uno che si può davvero definire &#8220;carino&#8221;. Stiamo parlando di Baby Groot, il piccolo alberello parlande con gli occhi dolci e la voce di Vin Diesel. Hot Toys ha regalato un primo sguardo alla sua nuova action figure a dimensione naturale, [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/73842/arrivo-giocattolo-baby-groot/">Arriva il nuovo giocattolo di Baby Groot</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Diciamoci la verità, tra tutti i personagi del Marvel Cinematic Universe, ne esiste soltanto uno che si può davvero definire &#8220;carino&#8221;. Stiamo parlando di <em>Baby Groot</em>, il piccolo alberello parlande con gli occhi dolci e la voce di Vin Diesel. Hot Toys ha regalato un primo sguardo alla sua nuova action figure a dimensione naturale, dichiarando che di tratta di &#8220;una delle più adorabili statuine life-size mai prodotta da Hot Toys&#8221;. Per informazioni sull&#8217;acquisto visitate il sito <a href="http://www.hottoys.com.hk/index.php" target="_blank" rel="noopener">Hot toys</a>.</p>
<figure id="attachment_73843" aria-describedby="caption-attachment-73843" style="width: 698px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-73843 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2017/04/hot-toys-698x1024.jpg" alt="" width="698" height="1024" /><figcaption id="caption-attachment-73843" class="wp-caption-text">Immagine presa dal sito ufficiale Hot Toys</figcaption></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/73842/arrivo-giocattolo-baby-groot/">Arriva il nuovo giocattolo di Baby Groot</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Age of Empires 2: il torneo di beneficenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cosimo Abbati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 14:34:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Tra i titoli competitivi sicuramente Age of Empires 2 non è il prodotto più giocato al mondo, tuttavia, il suo zoccolo duro di appassionati non ha mai abbandonato il gioco fino ai giorni nostri. Con più di un decennio di attesa, la loro fiducia è stata ripagata solo nel 2014 grazie a Forgotten Empires, l&#8217;espansione [&#8230;]</div>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Tra i titoli competitivi sicuramente Age of Empires 2 non è il prodotto più giocato al mondo, tuttavia, il suo zoccolo duro di appassionati non ha mai abbandonato il gioco fino ai giorni nostri. Con più di un decennio di attesa, la loro fiducia è stata ripagata solo nel 2014 grazie a<em> Forgotten Empires</em>, l&#8217;espansione realizzata dagli appassionati divenuta canonica. In seguito grazie al ritrovato interesse di Microsoft viene rilasciato <em>Age Of Empires II HD EDITION</em> su Steam, riscuotendo un notevole successo e innescando una rinascita del titolo, con nuove espansioni ed un modesto ma solido pubblico. <strong>Attualmente il polo centrale di tutta la scena competitiva è sicuramente il canale Twitch Escape.gg</strong>, lanciato e gestito da appassionati come Zak Robinson, che da sei anni ha iniziato a realizzare contenuti video su questo classico intramontabile. Il lavoro encomiabile svolto nel produrre intrattenimento qualitativamente soddisfacente ha sicuramente dato i suoi frutti ed oltre ad aver ospitato tornei a premi sponsorizzati proprio da Microsoft, i ragazzi di Escape sono riusciti a conquistarsi un posto al Gamescom di quest&#8217;anno.</p>
<p><a href="http://iframe%20src=https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FZeroEmpires%2Fposts%2F1329782640434193&amp;width=500%20width=500%20height=310%20style=border:none;overflow:hidden%20scrolling=no%20frameborder=0%20allowTransparency=true/iframe"><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FZeroEmpires%2Fposts%2F1329782640434193&amp;width=500" width="500" height="310" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></a></p>
<p>Fatta questa necessaria premessa,  per Sabato 22, è stato annunciato un evento da lungo tempo atteso e richiesto da tutti gli appassionati del canale. I &#8220;caster&#8221; ovvero i ragazzi che gestiscono il canale e si occupano di fare la telecronaca alle partite tra pro player, scenderanno in campo l&#8217;uno contro l&#8217;altro, sfidandosi ad armi pari, a loro volta commentati. Potremo vedere per la prima volta: <a href="https://www.twitch.tv/zeroempires" target="_blank" rel="noopener">Zeroempires</a> vs <a href="https://www.twitch.tv/t90official" target="_blank" rel="noopener">T90</a> vs <a href="https://www.twitch.tv/membtv" target="_blank" rel="noopener">Memb</a> vs <a href="https://twitter.com/cysionbe?lang=en" target="_blank" rel="noopener">Cysion</a> vs <a href="https://www.twitch.tv/killer_b_aoc" target="_blank" rel="noopener">Killer_B</a>. La cosa davvero fenomenale tuttavia, è lo scopo del torneo: quello che poteva essere un evento attesissimo per un canale di dimensioni medie, si è trasformato in una raccolta fondi di beneficenza. <strong>Il denaro incassato infatti sarà donato a <a href="http://www.roundabouthomeless.org/" target="_blank" rel="noopener">Roundabout</a>, una istituzione di beneficenza per aiutare i giovani rimasti senza casa. </strong>Ecco quindi il medium videoludico che svela un altro lato del suo essere, non soltanto divertimento, competizione e business, ma una volta ogni tanto anche solidarietà e riflessione. Vi rimando al link dell&#8217;evento che potete trovare alla pagina ufficiale di <a href="http://escape.gg/clash-of-the-casters/" target="_blank" rel="noopener">Escape.gg</a>.</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/73544/age-of-empires-2-torneo-beneficenza/">Age of Empires 2: il torneo di beneficenza</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>ABC: annuncio per i quarant&#8217;anni di Star Wars</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cosimo Abbati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2017 19:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Z-Movies]]></category>
		<category><![CDATA[Star Wars]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Domani, in occasione dei 40 anni di Star Wars, verrà rilasciato un grande annuncio a Good Morning America, su ABC network. Nel fine settimana inoltre, è organizzata una enorme convention per festeggiare la longevissima saga fantascientifica. Il banco speculazioni sul grande annuncio è aperto: si tratta di uno spin off su Obi Wan? Si tratta [&#8230;]</div>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Domani, in occasione dei 40 anni di Star Wars, verrà rilasciato un grande annuncio a Good Morning America, su ABC network. Nel fine settimana inoltre, è organizzata una enorme convention per festeggiare la longevissima saga fantascientifica. Il banco speculazioni sul grande annuncio è aperto: si tratta di uno spin off su <em>Obi Wan</em>? Si tratta di una nuova versione blue ray dei primi film? C&#8217;è un solo modo per saperlo, sintonizzatevi su ABC network domani mattina o tenetevi aggiornati su VMAG</p>
<p>https://youtu.be/l50pSMcZMLc</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/72439/quarantanni-di-star-wars/">ABC: annuncio per i quarant&#8217;anni di Star Wars</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Doctor Who 10: il dietro le quinte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cosimo Abbati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2017 18:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[BBC]]></category>
		<category><![CDATA[Doctor Who]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>BBC si fa sentire, Il rilascio della nuova stagione di Doctor Who è imminente e dopo un anno di attesa si tratta di un vero e proprio rilancio. Il Dottore sarà riportato alla purezza più assoluta e la serie subirà una sorta di riavvio. E&#8217; stato messo bene in chiaro che questo è un ottimo [&#8230;]</div>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>BBC si fa sentire, Il rilascio della nuova stagione di Doctor Who è imminente e dopo un anno di attesa si tratta di un vero e proprio rilancio. <strong>Il <em>Dottore </em>sarà riportato alla purezza più assoluta e la serie subirà una sorta di riavvio.</strong> E&#8217; stato messo bene in chiaro che questo è un ottimo momento per salire a bordo del tardis, addirittura il primo episodio si chiama &#8220;pilota&#8221;, per rendere chiaro fino a che punto la serie abbia intenzione di tornare alle sue origini e riproporsi anche ad un pubblico nuovo. Non sarà necessario recuperare gli antichi episodi o riguardarsi più di 50 anni di Doctor Who per riprendere il passo. Tutto verrà spiegato, passo dopo passo e i nuovi telespettatori potranno scoprire il mondo del <em>Dottore</em> passo dopo passo. Si tratta anche dell&#8217;ultima stagione in cui reciterà Peter Capaldi, al fianco di una nuova Companion. Hype? direi proprio di si.</p>
<p><iframe title="Series 10 Preview | Doctor Who" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ano_oRd0vLg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/72431/doctor-who-10-dietro-le-quinte/">Doctor Who 10: il dietro le quinte</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Perchè non produrre un Mission Impossible 6!?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cosimo Abbati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Apr 2017 19:46:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Z-Movies]]></category>
		<category><![CDATA[tom cruise]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Il regista Christopher McQuarrie ha lanciato il tweet, equivlente dell&#8217;odierno guanto di sfida: da adesso non ci si può più tirare indietro. L&#8217;avventura di Mission Impossible è nata 51 anni fa, con una omonima serie TV concepita dalla mente di Bruce Geller nel 1966. Il suo avvento sul grande schermo ha dovuto attendere fino al [&#8230;]</div>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Il regista Christopher McQuarrie ha lanciato il tweet, equivlente dell&#8217;odierno guanto di sfida: da adesso non ci si può più tirare indietro. L&#8217;avventura di <em>Mission Impossible</em> è nata 51 anni fa, con una omonima serie TV concepita dalla mente di Bruce Geller nel 1966. Il suo avvento sul grande schermo ha dovuto attendere fino al 1996, anno nel quale il regista Brian De Palma lancia sul mercato Tom Cruise, nei panni dell&#8217;agente <em>Ethan Hunt</em>. <strong>Ad oggi sono trascorsi 11 anni da quello che fu un successo planetario e ancora l&#8217;industria non accenna a lasciarlo terminare</strong>. Fatta esclusione per il primo film, che bene o male portava sulla scena qualche buona idea ed un ottima colonna sonora (tira su le mani se anche tu la confondevi continuamente con quella di 007), i successivi furono un continuo iterare le stesse alchimie ed atmosfere sfruttate nel primo capitolo senza alcuna intenzione di variare la formula: Tom Cruise, pistole, trama scarna e tanta tanta esagerazione.</p>
<figure id="attachment_72327" aria-describedby="caption-attachment-72327" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-72327 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2017/04/mission-impossible-1-1-1024x614.jpg" alt="" width="750" height="450" /><figcaption id="caption-attachment-72327" class="wp-caption-text">Tom Cruise nella scena più famosa del primo film</figcaption></figure>
<p>Il mondo dei film di azione è sempre al lavoro e da tanto tempo ci vengono riproposti gli stessi personaggi stereotipati e le stesse meccaniche narrative ancora ed ancora. C&#8217;è sempre qualcuno disposto a sorbirsi sparatorie mal giustificate ed arringhe fin troppo scontate proposte da personaggi puerili e incompleti. <strong>C&#8217;era davvero bisogno di un Mission Impossible 6?</strong> Forse no. Anche perchè al giorno d&#8217;oggi il concetto dell&#8217;agente segreto tamarro ed arrogante fatica a tenere il passo con l&#8217;archetipo dell&#8217;antieroe mascherato con un passato difficile come ci dimostrano gli analoghi <a href="https://www.vgmag.it/xxx-ritorno-xander-cage-rilasciata-nuova-clip/"><em>Xander Cage</em></a> e <em>James Bond</em>, molto meno attraenti del passato. Esiste anche la possibilità che questo nuovo Mission Impossible si riveli un diamante raro in mezzo in melma di pellicole tutte uguali e deludenti, incapaci di eccedere ne in una direzione ne nell&#8217;altra, allontanandosi da ogni tipo di eccellenza. Voi lettori cosa ne pensate? Avevamo bisogno di un Mission Impossible 6?</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/72313/mission-impossible-6/">Perchè non produrre un Mission Impossible 6!?</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Disney e la sua nuova squadra di robot</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cosimo Abbati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Apr 2017 19:05:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Z-Movies]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
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					<description><![CDATA[<div>Rieccoci amici della sezione cinema a parlare di Disney, questa volta in una maniera meno ortodossa. La magione topolinica si è infatti proposta all&#8217;ufficio brevetti con un progetto a dir poco sensazionalistico: Humanoid Robot. A cosa possono servire dei robot umanoidi ad una potentissima multinazionale dell&#8217;industria cinematografica? Tranquilli, non si tratta di uno scenario apocalittico [&#8230;]</div>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><p>Rieccoci amici della sezione cinema a parlare di Disney, questa volta in una maniera meno ortodossa. La magione topolinica si è infatti proposta all&#8217;ufficio brevetti con un progetto a dir poco sensazionalistico: Humanoid Robot. A cosa possono servire dei robot umanoidi ad una potentissima multinazionale dell&#8217;industria cinematografica? Tranquilli, non si tratta di uno scenario apocalittico alla <em>Io Robot</em> ed Asimov non ha nulla a che fare con tutto ciò (spoiler esclusi). <strong>Gli androidi prodotti da Disney sono progettati per essere resistenti e morbidosi con lo scopo di far sorridere i bambini in visita ai loro parchi tematici</strong>. Proprio così, la prima effettiva interazione uomo robot di massa arriverà proprio in soldo alla produzione del vecchio Walt: grossi robot pucciosi che intratterranno gli occhi dei sognanti nanetti in visita a Disneyland.</p>

<p><strong>Non è stato reso noto molto sul progetto robotico</strong>,<strong> ma a giudicare dalle immagini del progetto</strong>,<strong> si tratterà probabilmente di un vero e proprio<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Big_Hero_6_(film)"><em> Big Hero 6</em></a></strong>,<strong> bianco</strong>,<strong> ciccione e morbidoso</strong>. Staremo a vedere la reazione del mondo all&#8217;avvento della robotica nel mondo dei più piccoli, magari uno di questi pupazzi ispirerà il nuovo genio dell&#8217;intelligenza artificiale o magari semplicemente strapperanno un sorriso ai più piccoli e affascineranno gli adulti. Chissà se è più conveniente nel lungo termine assumere animatori o produrre automi&#8230;  Soltanto il tempo potrà darci delle risposte. Da VMAG è tutto, alla prossima.</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/72300/i-disney-e-la-sua-nuova-squadra-di-robot/">Disney e la sua nuova squadra di robot</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>I supereroi sono come le divinità greche?</title>
		<link>https://www.vgmag.it/72037/regista-wonder-woman-parla-dei-supereroi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cosimo Abbati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 19:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Z-Movies]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Una domanda strana quella posta dal nostro titolo ma non si tratta di farina del nostro sacco. Al WonderCon di quest&#8217;anno è intervistata Patty Jenkins, regista di Wonder Woman, alla quale è stato chiesto se secondo lei il fenomeno dei Cine-Comic è destinato a fare la fine dei western sparendo nel nulla. Patty non ha [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Una domanda strana quella posta dal nostro titolo ma non si tratta di farina del nostro sacco. <strong>Al WonderCon di quest&#8217;anno è intervistata Patty Jenkins, regista di Wonder Woman, alla quale è stato chiesto se secondo lei il fenomeno dei Cine-Comic è destinato a fare la fine dei western sparendo nel nulla. Patty non ha esitato a rispondere sottolineando il fatto che non esiste un buon motivo per cui i supereroi dovrebbero sparire.</strong> Nel suo discorso la regista, ha enfatizzato il paragone con i miti greci e romani, che si avvalgono di archetipi ricorrenti nella mente del genere umano per raccontare storie fatte di emozioni. Joseph Campbell Docet, la giovane regista ha voluto premere il pedale sull&#8217;acceleratore ancora un po&#8217; affermando che la potenza dello storytelling americano, trascende le distinzioni di razza, sesso e religione. Secondo Patty dunque i supereroi saranno di moda per sempre e gli americani sono i migliori cantastorie del mondo. In fondo chi è che oggi non legge i miti greci? E chi può aver scritto i miti greci se non gli americani?</p>
<figure id="attachment_72039" aria-describedby="caption-attachment-72039" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-72039 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2017/04/Patty-Jenkins-director-1024x683.jpg" alt="" width="750" height="500" /><figcaption id="caption-attachment-72039" class="wp-caption-text">Ecco la Wonder Director in tutto il suo splendore.</figcaption></figure>
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