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	<title>Francesca Tulli, Autore presso Vgmag.it</title>
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	<title>Francesca Tulli, Autore presso Vgmag.it</title>
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		<title>Ghostbusters Minaccia Glaciale Recensione: “tiepido” ritorno per i mitici Acchiappafantasmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Tulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 10:00:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-cover-2.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="Ghostbusters Minaccia Glaciale" /></div>
<div>Lo “spirito” dei Ghostbusters si ravviva ogni qual volta che sentiamo qualcuno intonare il motivetto che accompagna la campagna pubblicitaria dei nostri “Acchiappafantasmi” di fiducia. Entrati di prepotenza &#8211; a bordo della loro automobile, la mitica Ecto-1! &#8211; nella cultura pop dal 1984 grazie all’omonimo film Ghostbusters &#8211; Acchiappafantasmi diretto da Ivan Reitman e scritto [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-cover-2.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="Ghostbusters Minaccia Glaciale" /></div><div><p>Lo “spirito” dei <strong>Ghostbusters</strong> si ravviva ogni qual volta che sentiamo qualcuno intonare il motivetto che accompagna la campagna pubblicitaria dei nostri “<em>Acchiappafantasmi</em>” di fiducia. Entrati di prepotenza &#8211; a bordo della loro automobile, la mitica Ecto-1! &#8211; nella cultura pop dal 1984 grazie all’omonimo film <strong>Ghostbusters &#8211; Acchiappafantasmi</strong> diretto da Ivan Reitman e scritto e sceneggiato da Harold Ramis e l’ideatore (nonché co-protagonista nei panni di Ray Stantz) Dan Akryod, che mescolò la sua reale fascinazione per i fenomeni paranormali (un tratto distintivo di famiglia, a suo dire) con il modello di storia proposto nel cortometraggio Disney del 1937 “Topolino e i fantasmi”. Il film ebbe un grande successo al botteghino, così nel 1989 venne prodotto un non altrettanto fortunato seguito, Ghostbusters II. Il secondo film venne poi rivalutato come film cult negli anni a venire e il tutto diede origine ad un franchise (in cui inseriamo anche una mitica serie animata, nonché diversi <a href="https://www.vgmag.it/266775/ghostbusters-spirits-unleashed-annunciata-la-road-map-dei-dlc/" target="_blank" rel="noopener">videogiochi</a>). Il merito fu anche del cast e della chimica che legava i quattro protagonisti, che avevano esordito come attori comici nel programma televisivo statunitense Saturday Night Live. Tuttavia i tre film successivi, usciti a molti anni di distanza per motivi disparati, non hanno mai spezzato davvero la “maledizione” del secondo film. Tralasciando completamente il remake al femminile del 2016, Ghostbusters è ritornato alla vita grazie al figlio di Ivan Reitman, Jason, con un nuovo filone cominciato nel 2021, con il film <strong>Ghostbusters: Legacy</strong>, di cui questo<strong> Ghostbusters Minaccia Glaciale</strong> con al timone da Gil Kenan è il <a href="https://www.ghostbusters.com/" target="_blank" rel="noopener">diretto seguito</a>.</p>
<figure id="attachment_269570" aria-describedby="caption-attachment-269570" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-269570" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-B.jpeg" alt="Ghostbusters Minaccia Glaciale" width="1000" height="667" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-B.jpeg 1000w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-B-300x200.jpeg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-B-768x512.jpeg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-B-450x300.jpeg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-B-780x520.jpeg 780w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption id="caption-attachment-269570" class="wp-caption-text">Sono tornati!</figcaption></figure>
<h2>Ghostbusters Minaccia Glaciale: noi redivivi, loro redimorti</h2>
<p>Un&#8217;antica sfera misteriosa finisce nelle mani sbagliate ed una forza malvagia si risveglia: a rispondere alla chiamata per la salvezza è la famiglia Spengler. L’abbiamo conosciuta in Ghosbusters: Legacy ed è composta da Phoebe (Grace McKenna), mente geniale del gruppo che segue le orme del nonno Egon, suo fratello Trevor (Finn Wolfard, che già dalla serie Netflix <em>Stranger Things</em> aveva un’affinità con questo franchise) sua madre Callie (Carrie Coon) ed il suo nuovo compagno, ex insegnante sui generis dei due ragazzi Mr. Grooberson, interpretato da Paul Rudd. Dopo aver rilevato la ex caserma dei pompieri sede del primo gruppo di Acchiappafantasmi i quattro hanno avuto a che fare con la ristrutturazione: se prima il palazzo fatiscente era stato rimesso a nuovo, ora dallo scantinato si odono voci inquietanti, la camera di contenimento dei fantasmi infatti non è mai stata svuotata, ogni fantasma birichino intrappolato si trova ancora nel caveau e smania per uscire. Tra le anime in pena che infestano New York c’è Melody (Emily Alyn Lind) il fantasma di una povera ragazza, morta in un incendio, che passa la sua eternità a giocare da sola a scacchi nel giardino pubblico, fino a quando non incontra Phoebe, che per qualche ragione inspiegabile riesce a vederla e a parlare con lei. Tra le due nasce un feeling: entrambe sono fuori posto, entrambe vorrebbero chiudere i conti con il passato&#8230; Phoebe però non può parlare a nessuno di lei. Intanto la vecchia guardia di componenti della famosa squadra si è divisa: Peter Venkman (Bill Murray) vorrebbe godersi la pensione, Ray Stanz (Dan Aykroyd) si è riciclato come conduttore di un podcast dove vengono mostrati oggetti di dubbia carica spiritica e continua a studiare i fantasmi sognando nuove avventure, Janine Melnitz (Annie Potts), la segretaria tutto fare, è sempre in attività e Winston Zeddemore (Ernie Hudson) ha messo in piedi un grande progetto segreto in cui ha coinvolto anche le altre due leve che abbiamo conosciuto in Legacy, Podcast (Logan Kim) e Lucky (Celeste O’Connor). Alla porta di Ray si presenta con un lotto di oggetti misteriosi da vendere Nadeem (Kumail Najiani), un ragazzo modesto di origini indiane che vuole solo racimolare qualche soldo.<br />
La trama non brilla di originalità ma cerca di dare spazio ad ogni personaggio, gettando le basi per nuove possibili storie. Il film viene anche fagocitato dalle citazioni, che strappano un sorriso e sono anche pertinenti, ma continuano a costruire le basi per qualcosa di cui ancora non sappiamo l’utilizzo: in definitiva c’è dell’insicurezza di base che non permette alla storia di avere una sua completa identità.</p>
<figure id="attachment_269561" aria-describedby="caption-attachment-269561" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-269561" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-a.jpg" alt="Ghostbusters Minaccia Glaciale" width="1280" height="720" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-a.jpg 1280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-a-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-a-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-a-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-a-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Ghostbusters-Minaccia-Glaciale-a-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption id="caption-attachment-269561" class="wp-caption-text">&#8220;Glaciale&#8221; di nome e di fatto.</figcaption></figure>
<p>Leggendo le note di produzione capiamo che questo film si porta dietro un carico emotivo legato al bisogno di Jason Reitman di proseguire quello che è stato al centro della vita di suo padre, scomparso nel 2022. Ha difatti dichiarato:</p>
<blockquote><p>Una delle più grandi esperienze della mia vita è stata dirigere Ghostbusters: Legacy con mio padre seduto accanto a me sul set. Andare alle prime proiezioni con lui, poi fare con lui il tour promozionale, lo annunciavano dicendo “Signori e signore, Ivan Reitman” io li guardavo alzarsi in piedi e applaudire e in quei momenti mio padre inevitabilmente piangeva è stata l’esperienza di una vita, è bello sentire di far parte della famiglia che ha creato Ghostbusters.</p></blockquote>
<p>Per questo bisogna riconoscere l’impegno messo nel cercare di rendere giustizia con rispetto all’originale, anche da parte del regista Gil Kenan che ha motivato la sua scelta di dirigere Minaccia Glaciale in questo modo:</p>
<blockquote><p>Ghostbusters mi ha cambiato la vita da bambino, quel gusto unico di commedia e paura, non ho mai sperimentato niente di simile guardando un film prima di allora. Vedere qualcosa che è al contempo divertente e spaventoso è sempre spassoso. Minaccia Glaciale non è solo dedicato ai fan ormai adulti del franchise ma è pensato anche per i ragazzini, quelli che oggi hanno la stessa età di quando io vidi Ghostbusters, ragazzini che spero scopriranno in questo film lo stesso brivido e voglia di conoscere tutto quello che ruota intorno al mondo di Ghostbusters che ho percepito io nel 1984.</p></blockquote>
<p><iframe title="Ghostbusters: Minaccia Glaciale - Dall&#039;11 aprile al cinema - Final Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/FF5D1VDo-00?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&lt;/hr&gt;</p>
<p>Facendo una riflessione più attenta si percepisce che il tono serioso di Legacy (almeno nella prima porzione del film) era fuori luogo, quando invece la comicità e il demenziale sono parte integrante del tutto; indirizzare un film comico a diverse fasce di età non è affatto un compito facile ed è forse questo il motivo per cui c’è stato un corto circuito e l’operazione nel primo film non è del tutto riuscita, nel momento in cui volendo accontentare tutti, si sono incrociati i flussi. Questo secondo capitolo risulta decisamente più “digeribile”.</p>
<p>&lt;/hr&gt;</p>
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		<title>Godzilla e Kong &#8211; Il nuovo impero Recensione: Kaiju Salad</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Tulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2024 13:00:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-and-Kong.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="Godzilla e Kong Il nuovo Impero" /></div>
<div>(King) Kong e Godzilla sono due titani: rispettivamente portano sulle loro larghissime spalle, in fatto di mostri da kolossal, l’America (dal 1933, da prima che gli Stati Uniti entrassero nell&#8217;ONU) e il Giappone (1954). Protagonisti di moltissimi film e media correlati, queste “strane bestie” o traducendo letteralmente questa definizione in giapponese con “Kaiju” periodicamente vengono [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-and-Kong.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="Godzilla e Kong Il nuovo Impero" /></div><div><p><strong>(King) Kong</strong> e <strong>Godzilla</strong> sono due titani: rispettivamente portano sulle loro larghissime spalle, in fatto di mostri da kolossal, l’America (dal 1933, da prima che gli Stati Uniti entrassero nell&#8217;ONU) e il Giappone (1954). Protagonisti di moltissimi film e media correlati, queste “strane bestie” o traducendo letteralmente questa definizione in giapponese con “<em>Kaiju</em>” periodicamente vengono “forzatamente” messi l&#8217;uno contro l’altro, per rispondere ad una nostra esigenza infantile e primordiale di scoprire &#8220;chi è più forte&#8221;, come è avvenuto nel film che fa da precursore a questo, <a href="https://www.vgmag.it/222636/godzilla-vs-kong-le-due-leggende-si-scontrano-ancora-una-volta/" target="_blank" rel="noopener"><em>Godzilla vs. Kong</em></a> del 2021, dello stesso regista Adam Wingard. I due in realtà si erano già fronteggiati nel film del 1962 conosciuto in Italia con il titolo “spoiler” de <em>Il trionfo di Kong</em>). I due, questa volta, fanno fronte comune verso la minaccia di turno. La forza del mito che li ha resi così imbattibili risiede nel costruirgli attorno una storia ed esistono due modi per farlo con successo: il primo, come per il caso del premio Oscar (2024) <em>Godzilla Minus One</em> è costruire una parabola concettuale, dove il mostro è la divina personificazione della natura, benevola o calamità naturale, conseguenza del peccato degli uomini di sfruttare senza riguardi le risorse della terra o di farsi la guerra, il secondo è avere uno scontro puro carico di effetti speciali, un blockbuster esagerato e godibile concepito per essere tale. <a href="https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-avventura/godzilla-e-kong-il-nuovo-impero/" target="_blank" rel="noopener">Questo</a><strong> Godzilla e Kong &#8211; Il nuovo Impero</strong>, che fa da coda al franchise del <em>MonsterVerse</em> iniziato nel 2017 con il buon esordio di <em>Kong: Skull Island</em>, non riesce a fare né l’una né l’altra cosa.</p>
<figure id="attachment_267613" aria-describedby="caption-attachment-267613" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-267613 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-006-1024x540.jpg" alt="Godzilla e Kong Il nuovo Impero" width="1024" height="540" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-006-1024x540.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-006-300x158.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-006-768x405.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-006-1536x810.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-006-2048x1080.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-006-450x237.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-006-780x411.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-006-1600x844.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-267613" class="wp-caption-text">Il Mini-Kong ha l&#8217;aria un po&#8217; triste.</figcaption></figure>
<h2>Godzilla e Kong &#8211; Il nuovo impero ha più di un tallone d’Achille</h2>
<p><strong>King Kong</strong> ha il mal di denti: gli serve un dentista! <strong>Godzilla</strong> difende il mondo&#8230; distruggendo accidentalmente i monumenti di Roma Capitale. Mentre alla MONARCH, l’organizzazione segreta che si occupa di questi fenomeni (a cui è dedicata una storia nella interessante serie tv del 2023 facente parte dello stesso canone, dal titolo <em>Monarch: Legacy of Monsters</em>) sono tutti impegnati a coprire le malefatte di questi due bestioni, con la pretesa di avere la situazione sotto controllo, la dottoressa Ilene Andrews (Rebecca Hall) scopre una curiosa analogia tra i picchi di un grafico che mostra una sinistra anomalia e gli scarabocchi di sua figlia adottiva Jia (Kaylee Hottle) ultima superstite della tribù Iwi di Skull Island. Kong è come un vecchio stanco “mostro sacro” di Hollywood, che come gli attori americani della vecchia guardia, ammicca con espressioni simpatiche: è decisamente troppo umano. Godzilla è un kaiju cucciolone, che come un gatto si addormenta nel Colosseo a mç di cuccia (memorabile e “memabile”, bisogna ammetterlo). Kong, durante una escursione nella Terra Cava dove è stato confinato, si incontra (e si scontra) con un&#8217;altra scimmia che nonostante la diffidenza iniziale si conquista la sua fiducia, un “mini Kong” come verrà descritto nel film, una versione animalesca che scimmiotta l’arbusto Groot de <em>I Guardiani della Galassia</em> (2014), che lo conduce alla fonte di tutti i problemi, dal vero nemico della storia, che unirà i due giganti verso il fronte comune &#8220;teaserato&#8221; nel titolo. Uno scontro pulito di per se, non ridicolo, non frettoloso, un melting pot di CGi e rallenty che non guasta, ma arriva decisamente troppo tardi.</p>
<figure id="attachment_267614" aria-describedby="caption-attachment-267614" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-267614 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-010.jpg" alt="Godzilla e Kong Il nuovo Impero" width="1920" height="1280" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-010.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-010-300x200.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-010-1024x683.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-010-768x512.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-010-1536x1024.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-010-450x300.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-010-780x520.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-010-1600x1067.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-267614" class="wp-caption-text">In un mondo &#8220;dominato&#8221; dai Kaiju, gli umani non stanno a guardare.</figcaption></figure>
<h2>Gli umani</h2>
<p>Prima di giungere allo scontro finale, il film indugia sulla storia dei protagonisti umani, un grande problema che affliggeva anche il secondo film della serie, <em>Godzilla II: King of the Monsters</em> (del 2019) con l’aggravante di essere confusa, per apparire complessa (e quindi anche interessante, per certi versi), per poi nascondere in realtà la disarmante, semplicissima risoluzione. La dottoressa Andrews e Jia &#8211; sua figlia adottiva &#8211; sono al centro della storia. La bambina (una Mowgli fin troppo educata), cresciuta da una tribù di un isola sperduta, non riesce ad integrarsi nella nuova scuola, soffre costantemente per la mancanza di casa e si preoccupa per Kong, che considera un suo amico. Si uniscono al party anche altri due personaggi: il già noto Bernie Hayes (Brian Tyree Henry) e Trapper, il personaggio interpretato da Dan Stevens. Il primo è lo specialista che ha salvato il mondo senza avere niente in cambio e che ora cerca disperatamente di ottenere il giusto riconoscimento per i propri meriti; il secondo è  il “veterinario” di Kong, uno svitato con la camicia di Ace Ventura dalla morale New Age. Il gruppo somiglia in tutto e per tutto a quello dei protagonisti del franchise di <em>Jurassic World</em> (2015), a ricordare una volta di più come questo sembri più un film &#8220;macedonia&#8221; che altro.</p>
<figure id="attachment_267615" aria-describedby="caption-attachment-267615" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-267615 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-004-1024x429.jpg" alt="Godzilla e Kong Il nuovo Impero" width="1024" height="429" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-004-1024x429.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-004-300x126.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-004-768x322.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-004-1536x644.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-004-2048x858.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-004-450x189.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-004-780x327.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/03/Godzilla-vs-Kong-004-1600x670.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-267615" class="wp-caption-text">Farlo arrabbiare non ci sembra una grande idea.</figcaption></figure>
<h2>Sangue e Arena, dèi e mostri</h2>
<p>Non c’è sangue, ma gli scenari dove avvengono gli scontri sono diversi: Roma &#8211; e se conoscete la capitale, riderete di gusto &#8211; dove purtroppo non si indugia abbastanza, Il Cairo &#8211; ovviamente all’ombra delle Piramidi &#8211; una cittadina della Francia ed una calda spiaggia di San Paolo in Brasile. Sul fronte del fantastico c’è uno spaccato di entroterra nella Zona Cava che non si distingue poi tanto da Skull Island, in quanto a vegetazione e bestiacce, in cui una fucina di schiavi lavora per il villain. Si ha uno strano déjà vu: sembra di vedere l’esercito di Cesare de<em> Il Pianeta delle Scimmie</em> lavorare come gli orchi di Saruman ne <em>Il Signore degli Anelli</em>. Un’altro scenario incantato lo troviamo sempre nelle viscere del pianeta retto dall’energia di enormi cristalli, con del potenziale visivo non indifferente, un tempio antico, avvolto da una eco di misticismo, che racchiude come un bozzolo una forza antica.<br />
Il film ci presenta scenari fantastici mescolati a scene imbarazzanti da Disaster Movie di serie B, come ad esempio quella dei bagnanti sulla spiaggia che si abbassano gli occhiali da sole quando vedono che una minaccia sta arrivando dal mare. La cura dei dettagli è stata riversata tutta nella creazione dei due protagonisti: Kong è maestoso (e fin troppo alto) ha una bella pelliccia folta, le cicatrici e lo sguardo fiero, anche se con la CGI è Godzilla ad uscirne meglio (con questa tecnica riescono meglio le rughe delle pellicce: con i pupazzi era diverso!) ed è mastodontico, irradia luce nucleare dalle scaglie, come un grande catalizzatore di colori, cammina lento inesorabile&#8230; è un tozzo e panciuto dinosauro anfibio come è giusto che sia.</p>
<p><iframe title="Godzilla and Kong in the MonsterVerse | Trivia | Warner Bros. Entertainment" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Mzl4Ve7T_Ow?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&lt;/hr&gt;</p>
<p>Nel corso della storia del cinema, sono stati realizzati trentotto film con Godzilla e otto con Kong: se avete ancora voglia di divorare altri film di genere, Kong e Godzilla &#8211; Il nuovo impero potrebbe essere uno snack &#8220;guilty pleasure&#8221; ma sicuramente non una portata principale, nel ricco menù dedicato a questi personaggi.</p>
<p>&lt;/hr&gt;</p>
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		<title>Dune &#8211; Parte Due Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Tulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 19:22:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/DUNE-PARTE-DUE-COVER.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="DUNE - PARTE DUE" /></div>
<div>Dune, dalle scritture di Frank Herbert, alla penna di altri che ne hanno raccolto l&#8217;eredità, fino ad arrivare alla trasposizione cinematografica ispirata di Denis Villeneuve (e tutto il conseguente carrozzone di merchandise allegato) Un testo “sacro” della fantascienza moderna che come una folata di sabbia rovente viene a portarci l’eco della venuta di un falso [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/DUNE-PARTE-DUE-COVER.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="DUNE - PARTE DUE" /></div><div><p><strong>Dune</strong>, dalle scritture di <strong>Frank Herbert</strong>, alla penna di altri che ne hanno raccolto l&#8217;eredità, fino ad arrivare alla trasposizione cinematografica ispirata di <strong>Denis Villeneuve </strong>(e tutto il conseguente carrozzone di <a href="https://www.vgmag.it/261901/funko-pop-ecco-la-nuova-collezione-dedicata-a-dune-parte-due/" target="_blank" rel="noopener">merchandise allegato</a>) Un testo “sacro” della fantascienza moderna che come una folata di sabbia rovente viene a portarci l’eco della venuta di un falso messia. Di sfondo l’aridità dell’animo umano coinvolto in una guerra di potere, un dramma dinastico fagocitato dalla ossessione per il controllo della <em>Spezia</em>, una sostanza stupefacente in grado di prevedere il futuro ma anche di controllare economicamente l&#8217;universo. Qui, a piccoli passi sapientemente poggiati sul terreno, con rispetto, senza voler svegliare un mostro di pregiudizi riservati nel tempo anche solo dal cercare di rendere giustizia a questo testo senza età pubblicato nel 1965 (aveva “fallito” David Lynch, ci aveva rinunciato Jodorowsky) il regista canadese firma la sua versione del primo libro della saga e ne fa un colossal autoriale a gusto personale, diviso in tre film, <a href="https://www.dune2spettacoli.it/" target="_blank" rel="noopener">parliamo della seconda parte</a>, <strong>Dune: Parte 2</strong>.</p>
<figure id="attachment_262550" aria-describedby="caption-attachment-262550" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-262550 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-03.jpg" alt="Dune - Parte Due" width="1280" height="853" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-03.jpg 1280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-03-300x200.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-03-1024x682.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-03-768x512.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-03-450x300.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-03-780x520.jpg 780w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption id="caption-attachment-262550" class="wp-caption-text">L&#8217;inospitale deserto è un vero e proprio personaggio, all&#8217;interno delle vicende di Dune.</figcaption></figure>
<h2>Dune &#8211; Parte Due: La diaspora</h2>
<p>Il giovane rampollo del ducato <strong>Atreides</strong>, Paul, sopravvive ad un colpo di stato e dopo l’assassinio di sua padre trova rifugio nel deserto presso la tribù dei <em>Fremen</em>, astuti guerrieri, abili filosofi discendenti di un popolo nomade, figli di una diaspora che li ha portati sul pianeta di <strong>Arrakis</strong>. Sono alla ricerca di un <em>liberatore</em>, un Messia che li guiderà verso la creazione di un “pianeta verde”. I Fremen sono gli unici esseri umani in grado di vivere nell&#8217;atroce deserto di Dune, grazie ad una rigidissima disciplina circa il consumo dell’acqua contenuta nel corpo umano (neanche una lacrima deve essere versata, neppure durante un rito funebre) e alle tute distillanti, una particolare attrezzatura in grado di preservare i fluidi corporei e sfruttarli per permettere il riciclo d’acqua necessario a sopravvivere dove c’è solo la luce del sole. Paul è addestrato nell’arte della guerra e i confronti corpo a corpo, ma è totalmente impreparato ad una vita lontana dai suoi nobili natali del suo ospitale e rigoglioso pianeta d&#8217;origine. Covando del legittimo rancore verso gli assassini di suo padre, trova rifugio tra le braccia di Chany Kynes, una sua coetanea, figlia del popolo dei Fremen, di cui inevitabilmente si innamora. Ma altre forze in gioco si muovono per il controllo della Spezia&#8230;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-262551 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-00.jpg" alt="Dune - Parte Due" width="1280" height="720" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-00.jpg 1280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-00-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-00-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-00-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-00-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-00-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Pedine bianche, pedine nere la scacchiera prende forma</h2>
<p>Il duca Leto, padre di Paul, è stato assassinato a tradimento. I responsabili sono le altre forze in gioco durante questa faida degenerata. Uno dei temi principali di tutto il ciclo di Dune è l’importanza e lo strapotere della “<em>paura</em>”. La personificazione del terrore instillato da questo sentimento è la famiglia degli <em>Harkonnen</em>, nella persona del barone Valdimir Harkonnen (interpretato da Stellan Skasrsgard) e dei suoi litigiosi nipoti Rabban (Dave Bautista) e il na-barone Feyd-Rautha (Austin Butler). Violenti, succubi della loro stessa avidità, con la percezione di essere invulnerabili, vantano un arsenale di armi avanzatissime. Un’altra forza in gioco è l’Impero retto dall’oramai avvizzito Shaddam IV (interpretato in questa versione da Cristopher Walken) e sua figlia, la principessa Irulan (Florence Pugh) che attraverso la redazione dei suoi diari ci riporta gli accadimenti di questa storia. Nell’orecchio dell’Imperatore bisbigliano le appartenenti alla <em>Sorellanza Bene Gesserit</em>, senza la quale nessuna pedina si muoverebbe a dovere.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-262553 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-04.jpg" alt="Dune - Parte Due" width="1280" height="536" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-04.jpg 1280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-04-300x126.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-04-1024x429.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-04-768x322.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-04-450x188.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-04-780x327.jpg 780w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Una Guerra concettuale</h2>
<p>Per capire Dune bisogna conoscere le Bene Gesserit. Nel primo film il regista sembrava aver trascurato queste figure, erano come delle ombre nere, delle parche che controllano il destino di ogni personaggio: in questo invece il loro ruolo diventa chiaro. La Bene Gesserit è una sorellanza esoterica di donne in grado, grazie ad una dottrina particolare, di condizionare fisicamente e mentalmente il volere degli altri. Lady Jessica (Rebecca Ferguson) la madre di Paul, è una di loro: ella è convinta che suo figlio sia il “<em>Kwisatz Hadeherac</em>” un salvatore, il messia, “colui che può essere in più luoghi contemporaneamente”, che può plasmare intere dimensioni e viverle. Per molti Paul è un abominio: al fine di selezionare un patrimonio genetico perfetto, secondo un progetto segreto di selezione, Jessica avrebbe dovuto partorire una figlia femmina. I Fremen si dividono tra chi riconosce il potenziale di Paul e chi lo disconosce. La religione e la stregoneria (se così possiamo chiamarla) sono in Dune più forti delle armi stesse.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-262552 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-01.jpg" alt="Dune - Parte Due" width="1280" height="853" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-01.jpg 1280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-01-300x200.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-01-1024x682.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-01-768x512.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-01-450x300.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/Dune-2-01-780x520.jpg 780w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Riscrivere un mito secondo le esigenze moderne</h2>
<p>Non c’è dubbio sul fatto che Denis Villeneuve abbia preso per mano i due attori scelti per fare i protagonisti tra i più amati e chiacchierati di Hollywood. Laddove ha saputo sfruttare un budget relativamente contenuto per un kolossal (190 milioni di dollari) per ottenere dei risultati migliori e sorprendenti rispetto ai blockbuster degli ultimi dieci anni, ha fatto una scelta furba per il casting principale: Paul Atreides è interpretato da Timotheé Chalamet e Chani è interpretata da Zendaya. Possono risultare una scelta &#8220;sbagliata&#8221;, modaiola e azzardata (che personalmente non condivido, ndr.) perché non sono in grado di portare sulle spalle un ruolo così diverso su carta, da quello che è il loro vissuto. Chani è un personaggio passivo nel romanzo, mentre Zendaya è una forza della natura, Paul è un condottiero, dotato di carisma e determinazione per quanto giovanissimo, decisamente lontano dal tipo di figura proposta dal simpatico e al contempo dolente Chalamet. Tuttavia sforzandosi di entrare in un ottica di conservazione, essendo diretto ad una nuova generazione, notando un notevole sforzo da parte del protagonista di risultare efficace (in lingua originale sembra voler buttare fuori tutta l’aria dei suoi polmoni nell’ultima parte del film) è sensata. Il film, con la sua durata di 165 minuti (quasi tre ore) viene fortemente smosso dagli effetti visivi di livello e dal comparto sonoro: il mastodontico verme delle sabbie viene preannunciato da un suono che dai realizzatori è stato spiegato così: “<em>Inizialmente si era pensato a produrre come un rumore di insetto, non generando l’aspettativa di un verme gigantesco. Denis Villeneuve però non voleva spaventare il pubblico con il verme</em>” prosegue: “<em>Se il verme, viaggia tra la sabbia, deve essere vibrante: nel deserto hanno registrato le vibrazioni della sabbia a varie profondità. (…) l’idea era quella di avere un suono che ricordasse un insetto piccolo, delicato, che non dia l’idea di un “vermone” gigante e raccapricciante.</em>” Il vero motivo per cui però la durata del film viene digerita con facilità è la colonna sonora scritta da Hans Zimmer, che ha perfino rinunciato alla sua storica collaborazione con Cristopher Nolan per dedicarsi alla stesura dei brani di Dune. Ha fatto questa scelta durante la produzione della parte uno, non se ne è pentito con la parte due dove ha rafforzato le note per incalzare il ritmo delle scene d’azione. Il compositore a dichiarato durante un intervista a The Playlist: “<em>Dune è stato il mio libro preferito durante l’adolescenza</em>” ha proseguito “<em>Non ho mai visto il primo film di Dune, quindi ho un punto di vista fresco che si basa solo sul libro</em>”. E il brano “A time of quiet between the storms” è da brividi.</p>
<p><iframe title="Dune - Parte Due | Trailer Ufficiale 3" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Q9LIrwAFLeA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Se il primo film era un lungo prologo, questo è la parte centrale: manca la conclusione e come in ogni capitolo di mezzo, questo può esser visto come un inevitabile difetto; almeno fino a quando non vedremo il progetto compiuto nella sua interezza, con la speranza di non restare delusi. Non basta a paragonarlo a Star Wars Episodio VI: L’Impero colpisce ancora, come spesso si fa con i film di genere che non hanno una conclusione e sono stretti dentro ad una trilogia, perché per quanto Dune e Star Wars siano il padre e la madre della Space Opera moderna, l’impronta del film è del tutto diversa. Siamo di fronte ad un film che ha il gusto della SciFi europea, in particolare quella francese: le illustrazioni per Dune di Moebius sono il pane quotidiano del regista. Sfogliamo un albo dai colori acri e un fumetto retrò: una intera sequenza (quella sul pianeta Giedi Primo) è in bianco e nero. Villeneuve è un regista romantico che è convinto che far sentiere i pensieri dei personaggi con degli intensi primi piani senza che le battute vengano recitate sia un espediente apprezzabile anche oggi. Ha descritto così il suo film: “<em>La prima parte è un film contemplativo, mentre la seconda parte è un film di guerra epico e infarcito d’azione</em>”. In definitiva Dune: parte due contribuisce ad alimentare il mito delle storia di Paul Muad’Dib Usul, non si sostituisce all’opera originale, omaggia in più di una occasione il film di Lynch e fa tornare in mente queste parole di Herbet: “<em>Non si può capire un processo arrestandolo. La comprensione deve fluire insieme col processo, deve unirsi a esso e fluire con esso.</em>”</strong></p>
<hr />
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