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	<title>Massimiliano Meucci, Autore presso Vgmag.it</title>
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	<title>Massimiliano Meucci, Autore presso Vgmag.it</title>
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		<title>Space Force Recensione &#8211; All&#8217;irriverente conquista dello Spazio profondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Meucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 07:54:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Space Force Recensione &#124; Ancora oggi, l&#8217;universo è al centro delle mire indagatrici di alcuni paesi del mondo e la corsa allo Spazio continua inesorabilmente anche nei nostri giorni, dopo lo scontro (a cavallo tra il 1957 e il 1975) tra Stati Uniti e l&#8217;allora Unione Sovietica per il dominio delle stelle e pianeti. Non [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>Space Force Recensione </strong></em>| Ancora oggi, l&#8217;universo è al centro delle mire indagatrici di alcuni paesi del mondo e la corsa allo Spazio continua inesorabilmente anche nei nostri giorni, dopo lo scontro (a cavallo tra il 1957 e il 1975) tra Stati Uniti e l&#8217;allora Unione Sovietica per il dominio delle stelle e pianeti. Non a caso, una recente notizia, datata 21 dicembre 2019, segna ancora una volta l&#8217;importanza di questa gloriosa avventura fuori dai confini prestabiliti: <strong>il presidente americano Donald J. Trump ha istituito una forza militare, la Space Force, che fa capo all&#8217;Air Force e ha il compito principale di proteggere gli asset degli USA nello spazio. Un corpo speciale dal nome evocativo che, nonostante abbia un fine ben definito, rimanda a ben più assurde ed estreme missioni come battaglie sulla Luna, conquiste di avamposti e altri classici cliché provenienti da film di guerra e di fantascienza</strong>. Ebbene, per quanto qualcuno si sforzi, l&#8217;ironia e la comicità dietro una scelta del genere sono indubbie e lasciano spazio a divertenti ed assurde conclusioni.</p>
<p>Ed è da qui che partiamo per parlarvi di Space Force, la nuova serie Netflix ideata da due capisaldi della comicità quali Steve Carell e Greg Daniels, entrambi coinvolti (per citare un&#8217;opera tra le tante) in <em>The Office</em>, anche se con ruoli decisamente diversi. Partendo dall&#8217;idea un po&#8217; discutibile di Trump, i due hanno sviluppato un concept televisivo diviso in 10 episodi brevi che interpreta in chiave umoristica l&#8217;istituzione e i compiti dell&#8217;aeronautica spaziale, non sfociando mai nell&#8217;irrealistico, ma descrivendo situazioni verosimili, portandole alle estreme (ed esilaranti) conseguenze. <strong>Un prodotto dalle infinite potenzialità che, messo in mano a figure chiave così importanti del settore, risulta divertente e piacevolmente leggero, ma che purtroppo non riesce a concretizzare appieno gli sbocchi offerti dal particolare contesto narrativo</strong>. Grazie alla famosa piattaforma streaming americana, abbiamo visto in anteprima tutta la prima stagione nella sua interezza e, tra un lancio orbitale ed un altro, cogliamo l&#8217;occasione per parlarvi più nel dettaglio della realizzazione.</p>
<p><iframe title="Space Force | Trailer ufficiale | Netflix" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ubT-hIG2STw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il generale pluridecorato dell&#8217;Air Force, <em>Mark R. Naird</em> (interpretato da un magistrale Steve Carell) è a capo della Space Force, un gruppo eterogeneo e variegato tra scienziati, militari, biologi e astronauti improvvisati. Assistito dal fido <em>Dott. Adrian Mallory</em> (un&#8217;inedito John Malkovich), che coordina la divisione scientifica, <em>Naird</em> ha il difficile compito di gestire al meglio la squadra e le sue operazioni e contemporaneamente tenere in equilibrio la sua complicata vita familiare e il rapporto con la figlia <em>Erin </em>(Diana Silvers). Tutte le vicende, i fallimenti, le vittorie e le sorprese inaspettate, <strong>sono viste dal punto di vista del generale, un uomo complicato e sfaccettato, dotato di un forte senso dell&#8217;onore, di giustizia e cooperazione. </strong>Queste caratteristiche lo faranno inquadrare facilmente come il protagonista della storia, anche se un ruolo importante (chi più chi meno) lo hanno anche tutti i collaboratori che rispondono alle sue direttive. In particolar modo, <em>Mallory</em> spicca tra gli altri personaggi, non solo per la sua costante presenza come fedele aiutante del capo, ma anche per il suo indomito e curioso carattere, che il pubblico imparerà a conoscere nel corso delle puntate. Il compito di dirigere e guidare il cast è affidato a Carell e Malkovich, <strong>due grandissimi interpreti, che durante la loro carriera hanno dimostrato una duttilità attoriale notevole</strong>, riuscendo a incarnare sia ruoli drammatici che comici con estrema abilità.</p>
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<h2 style="text-align: center;"><em><strong><span style="color: #4a1844;"><span style="caret-color: #991732;">Un copione quindi, che lavora bene sui personaggi, ma che lascia alcuni lati dei comprimari un pochino troppo anonimi.</span></span></strong></em></h2>
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<p>Se il primo riesce ad alternare con efficacia momenti esilaranti ad altri più sentimentali, portando sul piccolo schermo un personaggio in balìa delle sue emozioni e della sua sfera privata; il secondo confeziona efficacemente una figura peculiare, inizialmente antagonista di <em>Naird</em> e spesso in disaccordo con il suo superiore, ma che successivamente lo comprende fino alla fine, diventando non solo un collega, ma anche un amico prezioso. Tutti gli altri, a partire dalla figlia del generale, fino ad arrivare al peculiare social manager <em>F. Tony Scarapiducci</em> e il comandante <em>Angela Ali</em> (e altri ancora) hanno una loro importanza, ma sono coperti dai due, rimanendo nell&#8217;ombra. <strong>Questo accade non solo perché l&#8217;impatto di <em>Mark</em> e <em>Adrian</em> all&#8217;interno della storia è decisamente più corposo e presente, ma anche perché la scrittura  della coppia protagonista è più approfondita, sottile e dettagliata</strong>. Un copione quindi che lavora bene sui personaggi, ma che lascia alcuni lati dei comprimari un pochino troppo anonimi, relegandoli troppo sullo sfondo in alcune situazioni nello specifico.</p>
<figure id="attachment_200922" aria-describedby="caption-attachment-200922" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-200922" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/05/SF_103_Unit_00483R-1024x683.jpg" alt="Space Force" width="1024" height="683" /><figcaption id="caption-attachment-200922" class="wp-caption-text">Gli scontri tra Mark R. Naird (Steve Carell) e Kick Grabaston (Noah Emmerich) saranno frequenti nel corso della serie.</figcaption></figure>
<p>Tornando alla scrittura, i tempi comici sono rispettati, le gag sono esilaranti e mai banali, gli spunti di riflessione ci sono e funzionano. <strong>Si ironizza su tutto in maniera intelligente e studiata, mettendo in luce soprattutto alcune falle del sistema americano, che emergono in svariati avvenimenti</strong>. Esemplificativo di questo è una puntata in particolare in cui il generale e il suo aiutante si trovano di fronte ad una riunione di bilancio al Campidoglio, in cui emergono sottilmente alcune criticità del governo e della mentalità politica statunitense. Il tutto è reso ancora più lapalissiano dai vari incontri di <em>Naird</em> con le altre cariche militari USA, dove non solo emerge la rivalità con il tronfio e superbo <em>Kick Grabaston</em> (Noah Emmerich), capo dell&#8217;Air Force, ma sono palesate anche le varie istanze degli altri corpi bellici, volutamente esasperate ed esagerate, allo scopo di mettere in evidenza le assurdità di alcune richieste e decisioni. Come ci insegna un film apparentemente scollegato dalla serie, ovvero <em>District 9</em> di Blomkamp, usare elementi fantascientifici o esterni alla critica, permette un ampio spazio di manovra. <strong>E così la Space Force incarna tutte le contraddizioni dell&#8217;era Trump, dall&#8217;uso smodato delle armi, fino alla mancanza di fondi, dall&#8217;imposizione dei piani alti di una condotta militare aggressiva, alla nascita stessa di un corpo militare totalmente privo di un senso compiuto</strong>, che sembra avere compiti piuttosto modesti, nonostante l&#8217;investimento in un&#8217;entità governativa bellica.</p>
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<h2 style="text-align: center;"><em><strong><span style="color: #4a1844;"><span style="caret-color: #991732;"> Tra alti e bassi, quindi, l&#8217;idea alla base del concept iniziale viene presentata agli spettatori, rimanendo introduttiva senza essere sviluppata appieno.</span></span></strong></em></h2>
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<p>L&#8217;opera, <strong>nonostante abbia innumerevoli pregi, non riesce però ad esprimere interamente le potenzialità</strong> evocate dalle prime battute della storia contenute nei primissimi episodi, soffermandosi su alcuni elementi che sono sicuramente validi ai fini del racconto, ma che non forniscono una vera e propria evoluzione nell&#8217;economia della trama orizzontale. In altre parole, anche se vengono forniti diversi spunti di carattere critico (come vi abbiamo già menzionato) ed altri più associabili alla composizione e agli obiettivi della Space Force<strong>, il resto rimane un po&#8217; troppo fine a sé stesso, risultando solamente un orpello o un dettaglio ai fini della trama principale</strong>. Tra alti e bassi, quindi, l&#8217;idea alla base del concept iniziale viene presentata agli spettatori, rimanendo  introduttiva senza essere sviluppata appieno. La risultante è una materia narrativa non ancora sufficientemente plasmata dagli autori, che ha bisogno di qualche aggiustamento per diventare solida ed organica.</p>
<figure id="attachment_200923" aria-describedby="caption-attachment-200923" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-200923" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/05/SF_105_Unit_06375R-1024x683.jpg" alt="Space Force" width="1024" height="683" /><figcaption id="caption-attachment-200923" class="wp-caption-text">La Space Force deve essere pronta anche a combattere nello spazio profondo&#8230;</figcaption></figure>
<p>Space Force è quindi una serie televisiva ben realizzata, che fatica però a trovare un posto esclusivo nel panorama dei prodotti televisivi di Netflix. Partendo da delle ottime premesse contenutistiche, <strong>il prodotto si perde nella rappresentazione del tema principale</strong>, ovvero la costruzione e il funzionamento del corpo militare spaziale, che è sicuramente un focus centrale, ma che non viene analizzato in tutte le sue componenti. Puntata dopo puntata, veniamo a conoscenza di personaggi, obiettivi e situazioni che se alcune volte sono direttamente collegati alla storia, in altri casi prendono una deriva indipendente andando ad inficiare sul background presentato. <strong>Tutta la prima stagione risulta, in conclusione, ancora troppo acerba nei suoi elementi strutturali</strong>, ponendo delle basi per il futuro, quando verranno sicuramente espresse appieno tutte le componenti che attualmente appaiono troppo abbozzate. Un&#8217;opera sicuramente da recuperare per le brillanti battute critiche e per la scrittura dei personaggi principali, che nonostante parta con il piede giusto, non ha ancora trovato un&#8217;identità ben delineata.</p>
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		<title>The Eddy Recensione &#8211; Lo spirito trascinante e instancabile del Jazz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Meucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2020 11:57:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>The Eddy Recensione &#124; La musica riveste un ruolo importante nella vita di ognuno: è capace di ispirare, di dare supporto, di allietare i momenti più bui e sofferenti della nostra esistenza. In particolare, Damien Chazelle, giovane e talentuoso cineasta americano, ne ha fatto la sua filosofia e con due suoi noti lungometraggi, Whiplash (2014) [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>The Eddy Recensione</strong></em> | La musica riveste un ruolo importante nella vita di ognuno: è capace di ispirare, di dare supporto, di allietare i momenti più bui e sofferenti della nostra esistenza. In particolare, <strong>Damien Chazelle, giovane e talentuoso cineasta americano</strong>, ne ha fatto la sua filosofia e con due suoi noti lungometraggi, <em>Whiplash</em> (2014) e <em>La La Land</em> (2016), ha voluto tributare la jazz music e il musical, con due prodotti diversi tra loro, ma <strong>accomunati dall&#8217;amore passionale e viscerale nei confronti delle sinfonie</strong>, dei suoni e delle note. Se nel primo titolo citato, viene rappresentata la ricerca della perfezione e l&#8217;ossessione di un&#8217;artista, nel secondo, i brani prendono vita e narrano una storia leggera ed elegante, che omaggia i grandi capolavori del genere filmico di appartenenza.</p>
<p>Dopo <em>First Man &#8211; Il primo uomo</em> (2018), l&#8217;autore torna al lavoro, questa volta con un prodotto sul piccolo schermo, dirigendo i primi due episodi di The Eddy: una miniserie di 8 puntate, che sarà disponibile su Netflix dal prossimo 8 maggio. <strong>L&#8217;opera, nonostante non sia curata interamente da Chazelle, è permeata da una scelta musicale e stilistica figlia del filmaker e trova in Jack Thorne </strong>(<em>Radioactive</em>, <em>His Dark Materials</em>) <strong>uno showrunner capace di sorreggere e accompagnare l&#8217;intero impianto filmico </strong>con una sceneggiatura straordinaria, che fa della semplicità e del realismo i suoi due più grandi pregi. Seguendo il ritmo instancabile della musica, si entra nel mood della realizzazione che conduce lo spettatore, con un andamento tutto suo, dall&#8217;inizio alla fine, trascinandolo vorticosamente e non abbandonandolo mai. Abbiamo avuto modo di vedere le 8 puntate in anteprima e siamo impazienti di raccontarvi le nostre impressioni a caldo.</p>
<p><iframe title="The Eddy | Official Trailer | Netflix" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/BMUPp_hNMlM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><em>Elliot Udo</em> (interpretato da un convincente Andrè Holland), musicista di gran talento che ha abbandonato le scene e il suo amico <em>Farid</em> (un brillante Tahar Rahim) sono i proprietari del locale The Eddy di Parigi, dove ogni sera si esibisce una jazz band che è stata scoperta dai due proprietari e che rappresenta la loro punta di diamante. Tra alti e bassi l&#8217;attività prosegue, fino a quando una tragedia sconvolge la vita di <em>Udo</em> e lo fa ricominciare da capo. A questo si aggiunge anche la visita della figlia <em>Julie </em>(la giovanissima Amandla Stenberg), con la quale ha un rapporto turbolento e che lo accompagna in questa fase di rinascita, costellata di problemi ed ostacoli sempre più insormontabili. <strong>Seguiremo quindi, quasi in chiave documentaristica, le vite di ognuno di questi personaggi,</strong> non solo osservando da vicino la loro quotidianità, ma <strong>leggendo anche le insicurezze, i pregi e i difetti.</strong> Ciò porta, nel corso della storia, allo <strong>sviluppo di una forte empatia e connessione </strong>che lega il pubblico alle figure televisive, dotate di una tridimensionalità e umanità stupefacente. Tutti i personaggi sono uniti indissolubilmente da un unico e forte legante: la musica, la grande protagonista della miniserie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><em><strong><span style="color: #4a1844;"><span style="caret-color: #991732;">La musica, infatti, viene vista diversamente da ogni figura del racconto, diventando sia uno strumento preciso di caratterizzazione, ma anche il focus principale della macchina da presa.</span></span></strong></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>In tal senso, la colonna sonora (interamente curata da Randy Kerber, che nell&#8217;opera interpreta il pianista <em>Randy</em>, e da Randy Kerber) non è un mero accompagnamento tra una scena ed un&#8217;altra, ma <strong>una significativa componente sia della struttura narrativa che registica</strong> di The Eddy. Tutto va letto seguendo questa logica: la musica, infatti, viene vista diversamente da ogni figura del racconto, diventando sia uno strumento preciso di caratterizzazione, ma anche il focus principale della macchina da presa. Per alcuni è una semplice via d&#8217;uscita, per altri è l&#8217;unico scopo della vita, per altri ancora è la fuga dalle dipendenze:<strong> il jazz assume quasi una forma umana, diventando una religione, un culto, una voce nella testa che segue pedissequamente gli artisti e li sprona a diventare migliori.</strong> Questa attenzione particolare nei confronti del genere musicale si nota nelle piccole cose: nelle inquadrature serrate sugli strumenti, nella valorizzazione sonora e nell&#8217;onesta rappresentazione del sacrificio e del duro lavoro dietro alla composizione e all&#8217;esibizione vera e propria. Tutte caratteristiche presenti nel linguaggio filmico di Chazelle che tornano nuovamente in quest&#8217;opera, la quale <strong>reinventa il ruolo della musica nel piccolo schermo</strong>, andando a costruire una sceneggiatura e una regia (di Chazelle, Houda Benyamina, <span class="itemprop">Laïla Marrakchi e Alan Poul) </span>che sono sempre al servizio della colonna sonora e mai il contrario.</p>
<figure id="attachment_199723" aria-describedby="caption-attachment-199723" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-199723 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/05/The-Eddy-Netflix-1-1727x900-1-1024x534.jpg" alt="The Eddy" width="1024" height="534" /><figcaption id="caption-attachment-199723" class="wp-caption-text">Tutta la band al completo: Randy (Randy Kerber), Jude (Damian Nueva), Maja (Joanna Kulig), Katarina (Lada Obradovic), Ludo (Ludovic Louis) e Jowee (Jowee Omicil).</figcaption></figure>
<p>Dal punto di vista strutturale e tematico, la realizzazione adotta delle scelte classiche ma efficaci: ogni puntata della realizzazione è dedicata ad un personaggio in particolare, anche se, a questa impronta verticale di narrazione, viene affiancata una trama orizzontale che prosegue di puntata in puntata. In questo modo <strong>lo spettatore ha la possibilità di conoscere più da vicino i vari componenti della band,</strong> <em>Udo</em> e altri, e al tempo stesso continuare a seguire lo svolgimento narrativo vero e proprio. Il copione, come già accennato prima, non è particolarmente complesso a livello di dialoghi o di vicende vere e proprie, ma<strong> racconta la semplicità e la quotidianità con realismo ed intensità, mostrando, con un taglio documentaristico, alcuni aspetti particolari di Parigi</strong>. Una dignitosa cura, ad esempio, è riservata al racconto della comunità musulmana della città, che viene approfondita dal punto di vista culturale e sociale: dagli abiti, fino a riti religiosi, passando per la lingua e le abitudini famigliari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><em><strong><span style="color: #4a1844;"><span style="caret-color: #991732;"> L&#8217;andamento della realizzazione, che risulta riflessivo e cadenzato, non invita il pubblico ad un binge watching irrefrenabile, ma ad una visione pacata e ponderata degli episodi.</span></span></strong></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La miniserie è, quindi, un prodotto di pregevole valore che riesce a distinguersi dagli altri titoli della piattaforma streaming grazie al suo suggestivo ritmo. L&#8217;andamento della realizzazione, infatti, che risulta riflessivo e cadenzato, non invita il pubblico ad un binge watching irrefrenabile, ma ad una <strong>visione pacata e ponderata degli episodi</strong>. Le puntate, inoltre, hanno una durata media di circa un&#8217;ora, a riprova che un viaggio troppo serrato dell&#8217;intera realizzazione non è supportato nemmeno da un timing snello, ma anzi, tutto il contrario. Visto da un&#8217;altra ottica, questa eccessiva dilatazione temporale strutturale potrebbe scoraggiare alcuni fruitori dell&#8217;opera, che preferiscono un&#8217;intrattenimento più &#8220;d&#8217;assalto&#8221;. È inutile girarci, intorno, infatti:<strong> la creatura di Chazelle e Thorne è un titolo di nicchia, che difficilmente farà breccia nel cuore del pubblico di massa</strong>, ma che invece regalerà emozioni sincere e indimenticabili a coloro che presteranno l&#8217;orecchio e seguiranno il richiamo del jazz.</p>
<p><a href="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/05/the-eddy.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-199770 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/05/the-eddy-1024x538.jpg" alt="" width="1024" height="538" /></a></p>
<p><strong>The Eddy è stata una piacevole sorpresa: un viaggio suggestivo e malinconico nel mondo della musica, vera e propria guida dell&#8217;intera produzione</strong>. Tra un rullata, un assolo di sassofono e un virtuosismo al piano, i personaggi vengono messi in luce grazie alla potenza comunicativa della colonna sonora, che, oltre a giostrare degnamente i passaggi tra una scena e un&#8217;altra, assume una vita propria, assurgendosi a dedicataria assoluta dello show. Il copione e la regia, sempre al servizio degli strumenti e delle composizioni jazz, ricercano continuamente la delicatezza e l&#8217;eleganza, espressa in particolare nella rappresentazione della nuda e pura normalità e nell&#8217;approccio quasi documentaristico della macchina da presa. Damien Chazelle, anche se presente solo in veste di produttore e, brevemente, come regista del primo e del secondo episodio, ha saputo lanciare, insieme a Jack Thorne, un prodotto inedito, fresco e personale, dove confluisce tutta la sua passione immensa e ossessiva nei confronti di una delle arti più antiche del mondo, che accompagna ogni fase della nostra vita. Certo, probabilmente non tutti capiranno o comprenderanno appieno l&#8217;enorme e immenso tributo che la serie rivolge alla musica, ma<strong> anche se pochi riusciranno a seguire la scia lasciata dallo spartito, sarà comunque una commuovente e importante vittoria.</strong></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/199676/the-eddy-recensione-lo-spirito-trascinante-e-instancabile-del-jazz/">The Eddy Recensione &#8211; Lo spirito trascinante e instancabile del Jazz</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Altered Carbon Stagione 2 Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Meucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 23:21:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Altered Carbon Stagione 2 Recensione &#124; La morte può essere realmente sconfitta? Da secoli l&#8217;umanità cerca e brama una vita terrena eterna, che ci consentirebbe di vedere in prima persona epoche storiche diverse, persone, luoghi e sviluppi tecnologici sempre più incredibili. Purtroppo una risposta univoca nella realtà non è stata ancora trovata, mentre nel mondo [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>Altered Carbon Stagione 2 Recensione</strong></em> | La morte può essere realmente sconfitta? Da secoli l&#8217;umanità cerca e brama una vita terrena eterna, che ci consentirebbe di vedere in prima persona epoche storiche diverse, persone, luoghi e sviluppi tecnologici sempre più incredibili. Purtroppo una risposta univoca nella realtà non è stata ancora trovata, mentre nel mondo della fantascienza, dove tutto è possibile, è stata già ampiamente sviluppata una possibilità del genere.  <strong>Nell&#8217;universo di Altered Carbon, serie televisiva Netflix ispirata ai romanzi di Richard K. Morgan, ogni essere umano ha codificato, all&#8217;interno di una pila, il proprio DNA e può trasferirlo a piacimento su diversi corpi, noti come custodie. Di fatto, quindi, almeno nella finzione, la nostra razza ha trionfato contro la corruttibilità dell&#8217;esistenza, ma a quale prezzo?</strong> Nella realizzazione si affronta proprio questa problematica, andando a mostrare i pro ed i contro di un&#8217;evoluzione inarrestabile che permette agli uomini di paragonarsi a divinità, ma che al tempo stesso li fa ricadere rovinosamente in un sistema malato e bieco, schiavo delle macchine, della ricchezza e dei ricordi. Il protagonista della nostra storia, <em>Takeshi Kovacs</em>, è un ex-terrorista e rivoluzionario, che nella prima stagione è impegnato in una missione che lo vede servire un detestabile aristocratico, <em>Laurens Bancfroft</em> (un titanico James Purefoy), in cambio dell&#8217;immunità e della redenzione. Un eroe atipico che si fa strada tra ambientazioni cupe e suggestive, indagando con l&#8217;aiuto dei suoi alleati e combattendo brutalmente dall&#8217;inizio alla fine: una fantascienza con tratti hard boiled che incontra Tarantino, per riassumere tutto con un concetto.</p>
<p><iframe title="Altered Carbon - Stagione 2 | Trailer principale | Netflix" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/al2rc30nuq4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Fermo restando che il primo blocco di 10 puntate poteva effettivamente concludersi degnamente senza il bisogno di proseguire, visto che il materiale originale è composto da altri due libri e l&#8217;opera ha avuto un discreto successo, si è optato per continuare, con una seconda stagione, le scorribande dell&#8217;eroe principale, che rappresenta l&#8217;ultimo esponente degli Spedi, fazione di ribelli che in passato si è opposta alla vita eterna data dalle pile. Grazie a Netflix abbiamo visto in anteprima tutti e 8 gli episodi, che saranno disponibili dal 27 febbraio e possiamo parlarvene, cercando di evitarvi spiacevoli spoiler che possano rovinarvi la visione non solo di queste inedite puntate, ma anche di tutto l&#8217;arco narrativo precedente. Cominciamo con il dire che le due stagioni (entrambe ideate da Laeta Kalogridis) possono essere benissimo viste in maniera indipendente, ma in questo, l&#8217;opera non può definirsi antologica: anche se le vicende presentate su schermo sono completamente differenti l&#8217;una dall&#8217;altra, si hanno forti richiami alla prima stagione, che deve essere assolutamente recuperata per avere un quadro il più completo possibile.<strong> Un discrimine che è evidente già nel cambio di volto di <em>Kovacs</em>, non più il talentuoso e nerboruto Joel Kinnaman, ma Anthony Mackie, che i più ricordano per la sua interpretazione di <em>Falcon</em> all&#8217;interno del Marvel Cinematic Universe</strong>.</p>
<h2 style="text-align: center;"><em><strong><span style="color: #4a1844;"><span style="caret-color: #991732;">Ancora una volta l&#8217;ambientazione è curata nei minimi dettagli, è ben integrata a livello di background narrativo e soprattutto è una gioia per gli occhi.</span></span></strong></em></h2>
<p><strong>L&#8217;attore</strong>, nonostante risulti molto efficace ai sensi della storia e della sceneggiatura, per motivi legati allo sviluppo dello script e alla caratterizzazione del suo personaggio,<strong> non è memorabile su schermo come l&#8217;interprete precedente</strong>. Questo probabilmente è l&#8217;unico scoglio che il pubblico deve effettivamente superare e, una volta fatto ciò, è tutto in discesa, avendo ben in mente di trovarsi di fronte ad un prodotto che cambia notevolmente le carte in tavola, trasformandosi interamente. Dimenticatevi le buie e opprimenti ambientazioni di Bay City, per abbracciare Harlan&#8217;s World, pianeta d&#8217;origine del nostro protagonista, che è composto da un&#8217;alternanza di luoghi luminosi e lussureggianti come le foreste che circondano la città, e le zone cittadine, dagli oscuri vicoli guidati dai corpi celesti alle luminose stanze che compongono i palazzi del governo. <strong>Ancora una volta l&#8217;ambientazione è curata nei minimi dettagli</strong>, è ben integrata a livello di background narrativo e soprattutto è una gioia per gli occhi.</p>
<figure id="attachment_192948" aria-describedby="caption-attachment-192948" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-192948 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/02/AC_207_Unit_00304R-1024x683.jpg" alt="Altered Carbon" width="1024" height="683" /><figcaption id="caption-attachment-192948" class="wp-caption-text">I soldati del CTAC non daranno tregua al nostro protagonista.</figcaption></figure>
<p>Sul fronte narrativo ci spostiamo invece da un racconto investigativo-noir, con cariche dosi di combattimenti che hanno caratterizzato la prima stagione, ad un action molto classico, il quale sfodera gli artigli già nelle prime scene del primo episodio che, aprendosi con una suggestiva esibizione canora e con un salto di macchina repentino, ci butta immediatamente nella mischia. <strong>Tra un colpo di pistola e un altro, avremo modo di conoscere nel dettaglio la situazione politica del pianeta natale di <em>Takeshi</em>, alcuni aspetti del suo passato e della relazione con la sua amata <em>Quellcrist Falconer</em> (Renee Elise Goldsberry) oltre che i nuovi personaggi</strong>. Tra questi spiccano la cacciatrice di taglie <em>Trepp</em> (una convincente Simone Missick) e i due villain, il <em>colonnello Ivan Carrera</em> (un implacabile Torben Liebrecht) che ha un segreto che condivide con il nostro protagonista e l&#8217;algida e spietata <em>Danica Harlan</em> (una crudele Lela Loren), governatrice di Harlan&#8217;s World. Farà inoltre capolino una vecchia conoscenza del nostro eroe, che anche in questi nuovi episodi continuerà a dargli man forte e supportarlo, anche se con qualche acciacco: l&#8217;IA <em>Poe</em> (il brillante Chris Conner), una figura decisamente di spicco della produzione che è anche ben sfruttata a livello di sceneggiatura.</p>
<h2 style="text-align: center;"><em><strong><span style="color: #4a1844;"><span style="caret-color: #991732;">Un amore che supera i confini del tempo, la caducità della nostra vita e l&#8217;invecchiamento della nostra anima: questi sono alcuni dei temi presentati dalla serie.</span></span></strong></em></h2>
<p>Di buon livello anche tutto il comparto sonoro, dalle musiche suggestive ai sound effects veri e propri che contribuiscono a completare degnamente ogni singola inquadratura con perizia e abilità. Abbiamo quindi tra le mani una <strong>seconda stagione di ottima qualità</strong>, che espande sicuramente la storia del nostro protagonista, rappresentando un aggiornamento stilistico totale della produzione. Una diversità che potrebbe non accontentare tutti coloro che preferivano un&#8217;impronta più dark e cupa della narrazione, che nonostante il cambio di figure su schermo e il nuovo corso dell&#8217;eroe, è priva di colpi di scena davvero ben congegnati, con una serie di situazioni piuttosto prevedibili inframezzate da momenti decisamente più suggestivi. <strong>Un amore che supera i confini del tempo, la caducità della nostra vita e l&#8217;invecchiamento della nostra anima: questi sono alcuni dei temi presentati dalla serie, strumenti davvero ben calibrati che non solo ci spingono alla riflessione, ma interrompono e stemperano anche le sequenze maggiormente improntate sull&#8217;azione</strong>. Nel complesso, un prodotto Netflix che continua ad avere molte cose da dire e che continua a portare su schermo duelli all&#8217;ultimo sangue, personaggi carismatici e location mozzafiato in un unico ed esplosivo cocktail.</p>
<p>Altered Carbon si spoglia di tutte le componenti viste nella prima stagione per partire da zero, nonostante l&#8217;aggancio narrativo con il finale. Preparatevi quindi ad un totale restyling della storia, dei personaggi, delle ambientazioni: <strong>quello che però rimane vivo e pulsante all&#8217;interno del prodotto è la sua filosofia.</strong> Una fantascienza che più che concentrarsi sugli aspetti più brillanti e positivi dello sviluppo tecnologico, ci mostra un&#8217;umanità sul punto di non ritorno, tra conflitti di classe, e un mondo virtuale e robotico che sta piano piano sostituendo una vita fatta di relazioni, conoscenze e rapporti. Un antieroe come <em>Kovacs</em> dal passato oscuro e ancora misterioso continua ad essere la perfetta rappresentazione del genere umano, che combatte fino alla fine per i propri ideali e continua a credere nell&#8217;amore e nel cambiamento, che può derivare solamente dalla nostra mente e non dai criptici valori di un codice binario.<strong> La seconda stagione, guidata dal protagonista Anthony Mackie, che è molto differente dallo Spedi che abbiamo precedentemente imparato a conoscere, ci traina nuovamente in una suggestiva narrazione, che nonostante qualche piccolo rallentamento, ci affascina e cattura, in un groviglio ben intelaiato di azione al cardiopalma e un pianeta totalmente nuovo da esplorare. Siete pronti a vivere un altro futuro?</strong></p>
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		<title>Bad Boys for Life Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Meucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 22:02:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sony Pictures]]></category>
		<category><![CDATA[Warner Bros. Entertainment Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Bad Boys for Life Recensione &#124; &#8220;Bad boys, bad boys, whatcha gonna do, whatcha gonna do when they come for you&#8221; cantava il gruppo giamaicano Inner Circle nel 1994, andando a porre le basi, a partire da un brano, per un noto franchise action degli anni &#8217;90, Bad Boys appunto, che ha visto alla regia Michael [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>Bad Boys for Life Recensione</strong></em> |<strong> &#8220;Bad boys, bad boys, whatcha gonna do, whatcha gonna do when they come for you&#8221; </strong>cantava il gruppo giamaicano Inner Circle nel 1994, andando a porre le basi, a partire da un brano, per un noto franchise action degli anni &#8217;90, Bad Boys appunto, che ha visto alla regia Michael Bay per due capitoli, usciti nel 1995 e nel 2003. Al centro delle vicende, una coppia di poliziotti della narcotici, <em>Marcus Burnett</em> (Martin Lawrence) e <em>Mike Lowrey</em> (Will Smith), protagonisti di imprese al limite della comicità, con massicce dosi di brutalità, esplosioni e combattimenti con armi da fuoco. Un cocktail molto caro agli appassionati del regista che abbiamo citato poc&#8217;anzi, che con<em> 6 Underground</em> (<a href="https://www.vgmag.it/185556/6-underground-recensione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui trovate la recensione</a>), ha sfornato un lungometraggio rappresentativo di questi elementi. I film, che hanno avuto un ottimo successo al botteghino, hanno avuto il pregio di raccontare, con un bilanciamento di umorismo e drammaticità, il mondo della droga e la caccia al narcotraffico, andando a riprendere (e reinventare) degli stilemi del genere buddy cop, dove due eroi (solitamente appartenenti alle forze dell&#8217;ordine), con caratteri completamente diversi, affrontano il crimine. <strong>E finalmente, dopo rinvii, conferme e smentite, i piedipiatti più sboccati, ironici e instabili di Miami sono tornati con Bad Boys for Life, e sono ancora in forma, senza aver perso lo smalto</strong>. Grazie a Warner Bros. Entertainment Italia e Sony Pictures, abbiamo visto in lungometraggio in anteprima e non vediamo l&#8217;ora di parlarvene.</p>
<p><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/9U7iQWzXi1s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>17 anni dopo aver sgominato l&#8217;imponente traffico di exctasy controllato dal cubano <em>Johnny Tapia</em> (Jordi Mollà), <em>Burnett</em> e <em>Lowrey</em> sono ancora in servizio, anche se con qualche acciacco. Ancora sotto il comando del capitano <em>Conrad Howard</em> (Joe Pantoliano), tra nuove responsabilità per la famiglia e brutti incidenti di percorso, i protagonisti si troveranno coinvolti in un caso molto più grande di loro, che oltre a metterli in pericolo in prima persona, minaccia e mette in dubbio le loro abilità da investigatori e duellanti della strada. <strong>Il tempo passa per tutti e anche i nostri amati eroi sfidano i malanni e le problematiche date dagli anni, ma lo fanno sempre uniti, come recita il loro intramontabile motto: &#8220;insieme sulle strade, insieme nella morte&#8230; bad boys per sempre&#8221;</strong>. La storia ci svelerà degli importanti retroscena sul background e il passato dei personaggi principali oltre a stupirci con qualche azzeccato (e drammatico) colpo di scena, che rompe le frequenti e adrenaliniche sequenze action, tra inseguimenti, sparatorie e scontri all&#8217;ultimo sangue, dirette dai registi Adil El Arbi e Bilall Falah (<em>Black</em>, <em>Image</em>).</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #4a1844;"><span style="caret-color: #991732;">I pilastri del lungometraggio sono Will Smith e Martin Lawrence, che riprendono quei ruoli che li hanno consacrati nel cinema di genere action.</span></span></h2>
<p>Fin dalla prima corsa automobilistica mostrata dalla cinepresa, ci accorgiamo che lo spirito più puro e intenso della saga è rimasto lo stesso: le battute taglienti, gli spiriti così diversi ma anche così affini dei poliziotti afroamericani, la musica rigorosamente ad alto volume. Tutto questo ci era mancato, e dalla prima immagine fino all&#8217;ultima, vivremo una nuova, incredibile avventura del franchise, senza nessun dubbio. I pilastri del lungometraggio, ed è il caso di sottolinearlo, sono Will Smith e Martin Lawrence, che riprendono quei ruoli che li hanno consacrati nel cinema di genere action: i loro personaggi sono cresciuti direttamente con loro, e, nonostante il cipiglio, l&#8217;ironia e l&#8217;insolenza di sempre, si avverte anche una loro maturazione, un cambiamento dato dall&#8217;età e dall&#8217;esperienza. <strong>Gli attori sono incredibilmente capaci a rappresentare la loro evoluzione, il loro mutamento caratteriale e continuano a funzionare perfettamente insieme, giocando su temperamenti opposti così radicali e intensi, e proprio per questo riusciti ed azzeccati</strong>. Il donnaiolo e incosciente <em>Lowrey</em> insieme al logorroico e pavido <em>Burnett</em>, ci regalano, ancora una volta, uno scambio reciproco di esperienze, di vissuto, brillando nel continuo confronto, nei dialoghi, nel rapporto così intenso che li accomuna ed è come rivedere dei vecchi amici nuovamente insieme.</p>
<figure id="attachment_192057" aria-describedby="caption-attachment-192057" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-192057 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/02/DF-02102-ImageReview_2000x1386p_app-proxy-1024x710.jpg" alt="Bad Boys for Life" width="1024" height="710" /><figcaption id="caption-attachment-192057" class="wp-caption-text">Anche il capitano Conrad Howard (Joe Pantoliano) avrà nuovamente un ruolo importante all&#8217;interno del film.</figcaption></figure>
<p>La sceneggiatura della realizzazione, scritta da Joe Carnahan, Chris Bremmer e Peter Craig, anche se non è particolarmente originale, narra con semplicità un&#8217;avventura molto classica, che trova la sua maggiore efficacia nella scrittura dei due protagonisti, introducendo anche nuovi volti all&#8217;interno di franchise, sia tra le fila dei buoni che dei cattivi. <strong>I villain dell&#8217;opera, in particolar modo, non sono memorabili, ma fanno parte del vissuto e delle origini di uno degli eroi e questo aspetto li rende fondamentali per lo svolgersi delle situazioni su schermo oltre che degli importanti tasselli per la risoluzione del plot</strong>. Il team delle forze dell&#8217;ordine, invece, è accompagnato da una squadra specializzata chiamata AMMO, capitanata da <em>Rita </em>(Paola Núñez Rivas ), ex fiamma di <em>Lowrey</em> e composta da <em>Dorn </em>(Alexander Ludwig), <em>Kelly </em>(Vanessa Hudgens) e <em>Rafe </em>(Charles Melton). Tranne che per la loro letale e abile guida, gli altri membri di questa task force sono funzionali a livello action, ma aggiungono ben poco dal punto di vista contenutistico ed è un peccato perché qualche piccolo sprazzo di approfondimento traspare.</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #4a1844;"><span style="caret-color: #991732;">L&#8217;esplosivo e collaudato duo della narcotici è tornato in pompa magna sul grande schermo.</span></span></h2>
<p>La regia, per quanto tenti di fare il verso allo stile di Bay, è diversa e non è necessariamente un problema, anzi: trattandosi di un capitolo centrale per lo sviluppo dei protagonisti, viene lasciato molto spazio, (tra parolacce, momenti esilaranti e proiettili), anche alla riflessione e all&#8217;umanità dei due agenti della Polizia, fragili, indeboliti e in perenne rischio per la loro incolumità. <strong>Anche se confessiamo che ci manca lo stile pacchiano e caciarone del buon Michael, i nuovi autori hanno fatto un buon lavoro, calibrando alla perfezione le situazioni più concitate e dinamiche con quelle maggiormente introspettive.</strong> In definitiva, uno sguardo sempre volto all&#8217;azione, che non disdegna di mostrare degli elementi drammatici e intensi, per avvicinare ancora di più il pubblico ai tanto decantati eroi.</p>
<p>Bad Boys for Life è una piacevole ed elettrizzante sorpresa per tutti i fan del noto franchise action: l&#8217;esplosivo e collaudato duo della narcotici è tornato in pompa magna sul grande schermo, con un&#8217;impresa che li vede perennemente al centro dell&#8217;attenzione e della scena. Will Smith e Martin Lawrence riescono, ancora una volta, a far scattare quella scintilla e alchimia che tanto li aveva celebrati negli scorsi capitoli, a tal punto da oscurare tutti gli altri attori presenti nel lungometraggio. La trama, nonostante non brilli per creatività, è sempre al servizio dei due protagonisti ed inserisce delle new entries all&#8217;interno dell&#8217;opera, che fungono solamente da contorno agli effervescenti <em>Lowrey</em> e <em>Burnett</em>. La cinepresa, alterna momenti di pausa riflessiva ad altri di azione pura ed è accompagnata da una colonna sonora ritmata ed energica, ben contestualizzata con il genere filmico. <strong>Un&#8217;opera che sicuramente farà felice il pubblico amante della saga di Michael Bay, ma che regalerà emozioni e tante, tante risate, anche a coloro che si approcciano per la prima volta alla trilogia. Il 20 febbraio vi aspettano mitragliette, corse frenetiche in Florida, sanguinosi combattimenti a Città del Messico ed una coppia sull&#8217;orlo del baratro: siete pronti, ancora una volta, a seguire i protagonisti in una folle missione?</strong></p>
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		<title>È morto Terry Jones, membro e co-fondatore dei Monty Python</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Meucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 14:22:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Purtroppo è giunta la notizia (diffusa da ComicBook, riprendendo un&#8217;informazione divulgata dalla BBC) che la scorsa notte è morto a Londra, a 77 anni, Terry Jones (Terence Graham Parry Jones), attore, sceneggiatore, scrittore, conduttore televisivo, membro e co-fondatore del celebre gruppo comico dei Monty Python. Il team, composto anche da Graham Chapman, John Cleese, Terry [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Purtroppo è giunta la notizia (diffusa da <a href="https://comicbook.com/tv-shows/2020/01/22/terry-jones-death-monty-python/" target="_blank" rel="noopener">ComicBook</a>, riprendendo un&#8217;informazione divulgata dalla BBC) che <strong>la scorsa notte è morto a Londra, a 77 anni, Terry Jones (Terence Graham Parry Jones), attore, sceneggiatore, scrittore, conduttore televisivo, membro e co-fondatore del celebre gruppo comico dei Monty Python</strong>. Il team, composto anche da Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle e Michael Palin, tra il 1969 e il 1983, ha cambiato notevolmente il modo di far commedia, sia in Inghilterra che nel resto del mondo. Jones, oltre alla sua esplosiva carriera umoristica, aveva scritto in passato diversi libri per ragazzi, oltre a presentare documentari di carattere storico. Il personaggio, che è scomparso a causa di una forma grave di demenza, era malato dal 2016 e da tempo si era ritirato dalla scene. Noi della redazione ci uniamo al dolore del suo pubblico, mandando delle sentite condoglianze alla famiglia e agli amici più cari.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-189714" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/01/terry-jones-monty-python-1024x576.png" alt="Terry Jones" width="750" height="422" /></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/189694/e-morto-terry-jones-membro-e-co-fondatore-dei-monty-python/">È morto Terry Jones, membro e co-fondatore dei Monty Python</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Horse Girl: online il trailer del thriller scritto da Alison Brie</title>
		<link>https://www.vgmag.it/189565/horse-girl-online-il-trailer-del-thriller-scritto-da-alison-brie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Meucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 17:01:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Horse Girl è il nuovo thriller scritto da Alison Brie (GLOW, My Alibi) e da Jeff Baena (The Little Hours, I Heart Huckabees), quest&#8217;ultimo anche il regista, che sarà presentato il 27 gennaio al Sundance Film Festival. L&#8217;opera, che racconta i traumi e le ossessioni della protagonista Sarah (interpretata dalla Brie stessa), arriverà su Netflix [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/189565/horse-girl-online-il-trailer-del-thriller-scritto-da-alison-brie/">Horse Girl: online il trailer del thriller scritto da Alison Brie</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Horse Girl è il nuovo thriller scritto da Alison Brie (<em>GLOW</em>, <em>My Alibi</em>) e da Jeff Baena (<em>The Little Hours</em>, <em>I Heart Huckabees</em>), quest&#8217;ultimo anche il regista, che sarà presentato il 27 gennaio al Sundance Film Festival. L&#8217;opera, che racconta i traumi e le ossessioni della protagonista <em>Sarah</em> (interpretata dalla Brie stessa), arriverà su Netflix il 7 febbraio di quest&#8217;anno. Qualche ora fa, sul canale YouTube ufficiale del device streaming, <strong>è stato rilasciato il trailer della realizzazione, che potete trovare qui sotto</strong>. In attesa dell&#8217;uscita della pellicola, vi lasciamo al filmato in questione che presenta la folle e intricata storia della figura principale.</p>
<p><iframe title="Horse Girl | Trailer ufficiale | Netflix" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ezP1fO4r1PE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/189565/horse-girl-online-il-trailer-del-thriller-scritto-da-alison-brie/">Horse Girl: online il trailer del thriller scritto da Alison Brie</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Hunters: ecco il trailer ufficiale della serie in italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Meucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 14:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Movies]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon Prime Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Hunters è la nuova serie tv di Amazon Prime Video (che arriverà a breve), prodotta dal noto Jordan Peele (Us, Scappa &#8211; Get Out) e creata da David Weil. Lo show, che vede come attore principale il leggendario Al Pacino (che abbiamo visto recentemente in C&#8217;era una volta a Hollywood e The Irishman), parla di [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Hunters è la nuova serie tv di Amazon Prime Video (che arriverà a breve), prodotta dal noto Jordan Peele (<em>Us</em>, <em>Scappa &#8211; Get Out</em>) e creata da David Weil. Lo show, che vede come attore principale il leggendario Al Pacino (che abbiamo visto recentemente in<em> C&#8217;era una volta a Hollywood</em> e <em>The Irishman</em>), parla di un gruppo di ebrei che sono cacciatori di nazisti, in un&#8217;alternativa America del 1977. Qualche ora fa, sul canale YouTube ufficiale di Amazon Prime Video Italia,<strong> è stato caricato, finalmente, il trailer dell&#8217;opera nella nostra lingua, dove viene presentato tutto il team</strong>. Se siete curiosi, vi lasciamo al filmato in questione, che trovate qua sotto, in calce al nostro articolo.</p>
<p><iframe title="Hunters - Trailer Ufficiale | Amazon Prime Original" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/_omtWgZqc9M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/189377/hunters-ecco-il-trailer-ufficiale-della-serie-in-italiano/">Hunters: ecco il trailer ufficiale della serie in italiano</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>C&#8217;era una volta a Hollywood Recensione Blu-Ray</title>
		<link>https://www.vgmag.it/188936/cera-una-volta-a-hollywood-recensione-blu-ray/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Meucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jan 2020 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Movies]]></category>
		<category><![CDATA[C'era una volta a Hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Quentin Tarantino]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>C&#8217;era una volta a Hollywood (qui trovate la nostra recensione), ultima fatica del celebre regista e sceneggiatore Quentin Tarantino (Le iene, Pulp Fiction) è stato sicuramente uno dei film più affascinanti del 2019. A dimostrazione di ciò, ci sono le 10 nomination agli Oscar 2020, tra le quali Miglior Regia, Miglior Film, Miglior Attore Protagonista, [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>C&#8217;era una volta a Hollywood (<a href="https://www.vgmag.it/174656/cera-una-volta-a-hollywood-recensione/" target="_blank" rel="noopener">qui trovate la nostra recensione</a>), ultima fatica del celebre regista e sceneggiatore Quentin Tarantino (<em>Le iene</em>, <em>Pulp Fiction</em>) è stato sicuramente uno dei film più affascinanti del 2019. A dimostrazione di ciò, ci sono le 10 nomination agli Oscar 2020, tra le quali Miglior Regia, Miglior Film, Miglior Attore Protagonista, Miglior Attore non Protagonista e molto altro. Un lungometraggio che trova la sua forza, oltre che nelle strabilianti interpretazioni del cast, in un&#8217;atmosfera sognante e favolosa, dove il cinema è esaltato in ogni piccola inquadratura e dettaglio. Mentre si attende la notte degli Academy (che sarà trasmessa in diretta il 10 febbraio), non c&#8217;è migliore occasione di rivedere (o chissà, visionare per la prima volta) la realizzazione in questione, <strong>disponibile dal 2 gennaio sui siti di e-commerce e nei negozi specializzati</strong>, ovviamente in home-video. <strong>Ecco la nostra valutazione del prodotto</strong> (in formato Blu-Ray) <strong>gentilmente concessa alla redazione da Echo e da Sony Pictures Home Entertainment</strong>.</p>
<p><iframe title="C&#039;era una volta...a Hollywood | Nuovo trailer ufficiale" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/TLmHNBmzz84?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il sipario si alza con un&#8217;interfaccia classica del menu iniziale del film, di default solamente in lingua inglese. Tra le varie opzioni qui presenti, ovviamente, c&#8217;è la selezione della lingua e dei sottotitoli, senza dimenticare la possibilità di immergerci negli extra. I vari idiomi sono ascoltabili in 5.1 tradizionale (italiano e portoghese) e 5.1 DTS-HD Master Audio (inglese e tedesco). I testi, invece, oltre alle nazioni menzionate qui sopra (con l&#8217;aggiunta dell&#8217;Inglese SDH) vi sono anche in turco. Poche scelte per l&#8217;audio, quindi, anche se ci troviamo di fronte ad un prodotto decisamente di punta.<strong> Riflettendo sugli aspetti più legati alla qualità delle immagini e del sonoro, nulla da eccepire: il lavoro dietro tutta l&#8217;infrastruttura tecnica è sicuramente di gran pregio e vale, da solo, il prezzo del disco</strong>. È importante parlare, anche, dei contenuti speciali, spesso delle vere e proprie punte di diamante delle confezioni home-video. Nel caso di C&#8217;era una volta a Hollywood, si è optato per puntare sulla qualità, piuttosto che sulla lunghezza dei singoli: tutti gli elementi addizionali, infatti, sono interessanti approfondimenti, purtroppo troppo brevi.</p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #4a1844;">Un prodotto di qualità, che farà gola soprattutto ai tanti che attendono novità sul prossimo lungometraggio diretto e scritto da Quentin Tarantino.</span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vediamoli insieme:</p>
<ul>
<li><strong>Scene aggiuntive</strong>:<strong> </strong>7 sequenze eliminate nella versione finale della pellicola, che possono essere recuperate. Ne vedrete delle belle!</li>
<li><strong>La lettera d&#8217;amore di Quentin Tarantino a Hollywood</strong>:<strong> </strong>una clip in cui Tarantino, gli attori e la produzione parlano della particolare atmosfera del lungometraggio.</li>
<li><strong>Bob Richardson &#8211; Per l&#8217;amore del film</strong>:<strong> </strong>parla ora il direttore della fotografia del film, Bob Richardson appunto, che svela alcuni importanti retroscena, sempre coadiuvato dal cast.</li>
<li><strong>Conversazione di lavoro &#8211; Le auto del 1969</strong>:<strong> </strong>protagoniste del video sono ovviamente le macchine d&#8217;epoca, che hanno decisamente un ruolo importante dal punto di vista estetico e nostalgico.</li>
<li><strong>Restaurare Hollywood &#8211; La scenografia di C&#8217;era una volta a Hollywood</strong>:<strong> </strong>qui invece è il turno di una chiacchierata sull&#8217;imponente scenografia dell&#8217;opera, della durata di 10 minuti (il contenuto più lungo, escludendo le scene aggiuntive)</li>
<li><strong>La moda del 1969</strong>:<strong> </strong>chiudiamo con un approfondimento sui costumi di scena, con interventi provenienti sempre dalla troupe e dagli attori coinvolti nella realizzazione.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-189039" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/01/c-era-una-volta-a-hollywood-home-video.jpg" alt="C'era una volta a Hollywood" width="661" height="425" /></p>
<p>Da quello che potete vedere, gli extra sono tutti incentrati su aspetti tecnici dell&#8217;opera, escludendo, purtroppo, la parte di sceneggiatura e tutta il comparto attoriale, relegata come semplice comparsa nei filmati presenti. Considerando le due nomination di Leonardo DiCaprio e Brad Pitt agli Academy Awards, è davvero un peccato non poter approfondire il loro background nel dettaglio, ma poco male: il loro contributo è decisamente importante all&#8217;interno dei video sopra menzionati. <strong>Tirando le somme, il Blu-Ray di C&#8217;era una volta a Hollywood è, senza ombra di dubbio, uno dei must buy di inizio anno, per tutti quelli che adorano uno dei registi dello star system più apprezzati degli ultimi trent&#8217;anni, ma anche per coloro che si sono innamorati dopo la prima visione della realizzazione</strong>. Molto classico nella sua impostazione, con un parco di contenuti speciali essenziali ma interessanti, il disco vede il suo maggior pregio nella pulizia delle immagini e del suono, elementi che invogliano l&#8217;acquisto. Un prodotto di qualità, che farà gola soprattutto ai tanti che attendono novità sul prossimo lungometraggio diretto e scritto dal leggendario Quentin Tarantino.</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/188936/cera-una-volta-a-hollywood-recensione-blu-ray/">C&#8217;era una volta a Hollywood Recensione Blu-Ray</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Sex Education 2: Netflix Italia ha pubblicato un simpatico video per pubblicizzare la serie</title>
		<link>https://www.vgmag.it/188961/sex-education-2-netflix-italia-ha-pubblicato-un-simpatico-video-per-pubblicizzare-la-serie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Meucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2020 14:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Movies]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Sex Education 2, noto prodotto Netflix, è arrivato, con i suoi nuovi episodi, questa mattina (qui potete leggere la nostra recensione in anteprima). L&#8217;opera, ideata da Laurie Nunn, ha avuto un grande successo con la prima stagione e adesso si sta tentando di replicare nuovamente il buon risultato ottenuto. Per pubblicizzare il rilascio dello show, [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/188961/sex-education-2-netflix-italia-ha-pubblicato-un-simpatico-video-per-pubblicizzare-la-serie/">Sex Education 2: Netflix Italia ha pubblicato un simpatico video per pubblicizzare la serie</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Sex Education 2, noto prodotto Netflix, è arrivato, con i suoi nuovi episodi, questa mattina (<a href="https://www.vgmag.it/187941/sex-education-2-recensione-della-serie-netflix/" target="_blank" rel="noopener">qui potete leggere la nostra recensione in anteprima</a>). L&#8217;opera, ideata da Laurie Nunn, ha avuto un grande successo con la prima stagione e adesso si sta tentando di replicare nuovamente il buon risultato ottenuto. Per pubblicizzare il rilascio dello show, sul canale YouTube ufficiale (del nostro paese) del device streaming,<strong> è stato rilasciato un simpatico filmato con protagonista Amanda Lear</strong> (nota attrice e cantante) che scherza su alcune battute, un po&#8217; troppo spinte, che vengono puntualmente censurate. Vi lasciamo quindi al video in questione, invitandovi a recuperare la realizzazione sulla piattaforma.</p>
<p><iframe title="Amanda Lear x Sex Education 2 | Netflix" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/J7IrKJOGUcg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/188961/sex-education-2-netflix-italia-ha-pubblicato-un-simpatico-video-per-pubblicizzare-la-serie/">Sex Education 2: Netflix Italia ha pubblicato un simpatico video per pubblicizzare la serie</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Arctic: Un&#8217;avventura glaciale, disponibile il trailer ufficiale</title>
		<link>https://www.vgmag.it/188867/arctic-unavventura-glaciale-disponibile-il-trailer-ufficiale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Meucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 15:48:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Movies]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Arctic: Un&#8217;avventura glaciale è il nuovo film animato, diretto da Aaron Woodley (The Wager, Spark), dove due volpini, Speedy e Jade, insieme ad altri animali, dovranno fermare un malvagio tricheco, che ha intenzione di sciogliere l&#8217;Artico e diventare il sovrano del globo. Il cast di voci italiano è composto da Ambra Angiolini, Stefano De Martino, [&#8230;]</div>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Arctic: Un&#8217;avventura glaciale è il nuovo film animato, diretto da Aaron Woodley (<em>The Wager</em>, <em>Spark</em>), dove due volpini, <em>Speedy</em> e <em>Jade</em>, insieme ad altri animali, dovranno fermare un malvagio tricheco, che ha intenzione di sciogliere l&#8217;Artico e diventare il sovrano del globo. Il cast di voci italiano è composto da Ambra Angiolini, Stefano De Martino, Stefano Fresi e Vinicio Marchioni. <strong>Notorius Pictures, distributore del lungometraggio, ha diffuso il trailer ufficiale della pellicola</strong>, che trovate qui sotto. In attesa dell&#8217;uscita del prodotto, in arrivo il 27 febbraio 2020, vi lasciamo al filmato completo.</p>
<p><iframe title="ARCTIC: UN&#039;AVVENTURA GLACIALE Trailer ufficiale - Dal 27 Febbraio al cinema" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/cVvoVUmvhZo?start=12&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/188867/arctic-unavventura-glaciale-disponibile-il-trailer-ufficiale/">Arctic: Un&#8217;avventura glaciale, disponibile il trailer ufficiale</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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