<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>WhisperGames - Vgmag.it</title>
	<atom:link href="https://www.vgmag.it/tag/whispergames/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 20 Sep 2025 11:09:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/cropped-cropped-logo-VGMAG-bianco-1-32x32.png</url>
	<title>WhisperGames - Vgmag.it</title>
	<link></link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>The Nameless Slay Dragon Recensione: lo spirito del Senza Nome</title>
		<link>https://www.vgmag.it/375617/the-nameless-slay-dragon-recensione-lo-spirito-del-senza-nome/</link>
					<comments>https://www.vgmag.it/375617/the-nameless-slay-dragon-recensione-lo-spirito-del-senza-nome/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Ubertini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 06:06:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Slay Dragon]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[The Nameless]]></category>
		<category><![CDATA[The Nameless Epic]]></category>
		<category><![CDATA[WhisperGames]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vgmag.it/?p=375617</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_cover.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="The Nameless Slay Dragon" /></div>
<div>Pochi generi videoludici detengono un fascino intramontabile come il gioco di ruolo. Eppure, per quanto la maggior parte delle produzioni tripla A, come Dragon Quest o i più recenti capitoli di Final Fantasy, si concentrino sulla spettacolarità e sull&#8217;azione mozzafiato, c&#8217;è un nucleo più profondo che poggia su fondamenta antiche: quelle dei giochi da tavolo, [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/375617/the-nameless-slay-dragon-recensione-lo-spirito-del-senza-nome/">The Nameless Slay Dragon Recensione: lo spirito del Senza Nome</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_cover.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="The Nameless Slay Dragon" /></div><div><p>Pochi generi videoludici detengono un fascino intramontabile come il gioco di ruolo. Eppure, per quanto la maggior parte delle produzioni tripla A, come <b>Dragon Quest</b> o i più recenti capitoli di <b>Final Fantasy</b>, si concentrino sulla spettacolarità e sull&#8217;azione mozzafiato, c&#8217;è un nucleo più profondo che poggia su fondamenta antiche: quelle dei giochi da tavolo, dei libri game e delle storie interattive. <strong>The Nameless Slay Dragon</strong> (adattamento poco evocativo dell&#8217;originale <strong>Wúmíng zhě: Tú lóng Xùzhāng</strong>, traducibile come <strong>Il Senza Nome: L&#8217;Uccisore di Draghi &#8211; Prologo</strong>, che peraltro suggerisce l&#8217;avvento futuro di ulteriori capitoli) <strong>è un esempio fulgido di questa filosofia, seguita con devozione quasi religiosa dal suo sviluppatore</strong>. Piuttosto che cercare l’ispirazione tra le sontuose produzioni giapponesi, il titolo raccoglie coraggiosamente l&#8217;essenza di un&#8217;autentica campagna di <b>Dungeons &amp; Dragons </b>e, senza poter contare su filmati iperrealistici o esplosioni di colori ed effetti speciali (per fortuna, aggiungerei), ripiega con fermezza su una narrazione guidata dal testo, nella quale ogni decisione del giocatore rispecchia le scelte di un aspirante avventuriero seduto intorno a un tavolo. <strong>L&#8217;interazione con il mondo si traduce in un flusso costante di dialoghi che ricordano le parole di un Dungeon Master</strong> impegnato a descrivere gli scenari che perlustriamo, le circostanze in cui ci troviamo e le conseguenze delle nostre azioni. Vuoi anche per il tempo e il budget a disposizione, l&#8217;autore ha scelto di ricondurci a un&#8217;epoca dove l&#8217;immaginazione era lo strumento più potente, trasformando un semplice gioco di strategia a turni in <strong>un&#8217;epopea che evoca la nostalgia dei racconti in stile &#8220;scegli la tua avventura&#8221;</strong>. Ed è proprio qui che risiede la sua inaspettata efficacia.</p>
<figure id="attachment_376508" aria-describedby="caption-attachment-376508" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-376508" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_01.png" alt="The Nameless Slay Dragon" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_01.png 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_01-300x169.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_01-1024x576.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_01-768x432.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_01-1536x864.png 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_01-450x253.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_01-780x439.png 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_01-1600x900.png 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-376508" class="wp-caption-text">La navigazione di mappe e dungeon, basata sui punti di interesse, agevola non poco i passaggi di solito più tediosi di questo genere</figcaption></figure>
<h2>The Nameless Slay Dragon e l&#8217;arte della narrazione interattiva</h2>
<p>Il telaio espositivo di <b>The Nameless Slay Dragon</b> parte da <strong>una serie di premesse all&#8217;apparenza familiari, ma che nascondono risvolti sorprendenti</strong>. La storia ci pone nei panni di un giovane guerriero, l&#8217;unico sopravvissuto di un assalto perpetrato dai draghi che ha spazzato via la sua città natale. Mosso da una sete inestinguibile di vendetta, il nostro alter ego si incammina verso LastGuard, l&#8217;ultima roccaforte dell&#8217;umanità. È un percorso solitario, almeno da principio, che lo condurrà a scoprire segreti, a formare legami con una piccola compagnia di avventurieri – un ladro, un mago e un chierico – e a scontrarsi con la minaccia onnipresente dei rettili alati che terrorizzano il globo. <strong>La trama, benché abbastanza stereotipata, viene raccontata in modo magistrale</strong>, generando un clima teso e opprimente che riesce a mantenere viva l&#8217;attenzione fino in fondo.</p>
<p>Il vero colpo di genio, tuttavia, risiede nel modo in cui la narrazione viene veicolata. Il gioco utilizza un sistema di punti di interesse visualizzati sulle varie mappe, che possiamo navigare utilizzando un semplice cursore. <strong>Raggiungere una di queste tappe svela una porzione di testo che descrive quanto accade, esattamente come se un narratore stesse guidando i suoi ascoltatori</strong>. Tale approccio, che ricorda fortemente le visual novel o i vecchi MUD testuali, crea una connessione con la storia inconsueta per i giochi moderni. Le scelte del giocatore hanno un impatto concreto e tangibile, con <strong>alcune decisioni che si limitano a influenzare eventi minori e altre che possono alterare il corso dell&#8217;intera avventura</strong>, aprendo il cammino verso finali multipli. È una danza perpetua tra la libertà del giocatore e la struttura della trama, dove ogni azione, persino un fallimento in una prova di abilità, contribuisce alla crescita del personaggio e ne definisce il destino. Questa interazione continua e significativa è il cuore pulsante del gioco, che rende ogni partita un percorso unico e individuale.</p>
<figure id="attachment_376510" aria-describedby="caption-attachment-376510" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-376510" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_03.png" alt="The Nameless Slay Dragon" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_03.png 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_03-300x169.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_03-1024x576.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_03-768x432.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_03-1536x864.png 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_03-450x253.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_03-780x439.png 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_03-1600x900.png 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-376510" class="wp-caption-text">Per quanto le animazioni siano molto limitate, artwork ed effetti speciali bilanciano la scenograficità delle battaglie</figcaption></figure>
<h2>Come si forgia un vero eroe</h2>
<p>Le fondamenta del gameplay di <b>The Nameless Slay Dragon</b> poggiano su un sistema di combattimento a turni solido e profondo, che prova a discostarsi dalle convenzioni del genere per tentare un approccio tattico avvincente. Possiamo scegliere tra varie azioni caratteristiche come attacco, abilità, uso di oggetti, difesa e fuga, ognuna delle quali ha un costo in Punti Azione o Volontà. La corretta amministrazione di queste ultime è fondamentale per avere ragione dei nemici, e così sarà necessario pianificare attentamente ogni mossa. <strong>Ma la vera unicità risiede nel sistema di progressione che</strong>, in maniera simile a quel che venne introdotto con <b>Final Fantasy II</b> e successivamente perfezionato da molti altri come i RPG firmati Bethesda, <strong>consente di migliorare tanto in battaglia quanto compiendo azioni specifiche</strong>: brandire un&#8217;arma ne accresce la competenza, subire danni rinvigorisce la salute massima e persino fallire un&#8217;azione può portare a una crescita incrementale. È un&#8217;ottima meccanica che premia ogni aspetto dell&#8217;esplorazione e del combattimento, garantendo che anche le sconfitte o le decisioni sbagliate non siano mai tempo sprecato, ma passi consistenti verso una regolare evoluzione dei personaggi.</p>
<p>Parallelamente al sistema di progressione, il gioco offre un livello di personalizzazione incredibilmente ricco. Fin dalle prime battute, possiamo scegliere una tra le quattro diverse origini del protagonista (come l&#8217;Eletto o il Figlio dell&#8217;Oscurità), ciascuna con bonus alle statistiche e una classe iniziale uniche. Con oltre venti classi disponibili, <b>il sistema di sviluppo ci concede una libertà straordinaria</b>, permettendo di combinare abilità e tratti per creare build inaspettate e sinergie potenti. Inoltre, il gioco introduce le cosiddette &#8220;Scintille&#8221;, speciali oggetti di supporto che si guadagnano combattendo, esplorando o persino cucinando. Queste possono poi venire infuse nelle abilità per migliorarle e modellarle a proprio piacimento, in maniera tale da modificarle per venire incontro a una particolare esigenza o a uno stile di gioco specifico. <strong>Si tratta di un livello di granularità che</strong>, unito all&#8217;assenza di battaglie casuali e di grinding forzato, <strong>dimostra profonda considerazione per il tempo investito dai giocatori</strong>, che sono perciò in grado di concentrarsi sulla storia e sull&#8217;esplorazione al ritmo che preferiscono piuttosto che su compiti ripetitivi e obbligatori.</p>
<figure id="attachment_376511" aria-describedby="caption-attachment-376511" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-376511" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_04.png" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_04.png 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_04-300x169.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_04-1024x576.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_04-768x432.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_04-1536x864.png 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_04-450x253.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_04-780x439.png 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_04-1600x900.png 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-376511" class="wp-caption-text">La narrazione viene spesso accompagnata da splendidi artwork</figcaption></figure>
<h2>The Nameless Slay Dragon, un mondo in chiaroscuro</h2>
<p>Dal punto di vista visivo, <b>The Nameless Slay Dragon</b> adotta una scelta stilistica netta e peculiare, con <strong>splendide illustrazioni dai contrasti marcati che richiamano atmosfere cupe e malinconiche</strong>, in linea con la trama e l&#8217;ambientazione. I fondali sono statici ma ben delineati, con un&#8217;attenzione particolare al dettaglio che compensa la quasi totale assenza di animazioni complesse. Un simile approccio minimalista, che si concentra sulla porzione artistica piuttosto che sulle trovate tecnologiche, potrebbe non impressionare i giocatori abituati a ben altra opulenza grafica ma<b> supporta alla perfezione lo scopo del gioco, ossia infondere vita a un&#8217;atmosfera che enfatizza la narrazione testuale</b>. L&#8217;ago della bilancia si sposta dunque dall&#8217;azione rocambolesca all&#8217;impatto visivo delle immagini, trasformando il gioco in una sorta di libro illustrato interattivo.</p>
<p>Il comparto acustico, pur non vantando un doppiaggio che tutti avremmo desiderato, svolge comunque un ruolo cruciale nel sottolineare le vicende. <strong>La colonna sonora si adatta egregiamente alle diverse situazioni</strong>, riuscendo a sostituire con efficacia le voci dei personaggi e a comunicare lo stato emotivo degli stessi. Tuttavia, la presentazione non è esente da difetti, alcuni dei quali possono influire sull&#8217;esperienza in particolar modo su piattaforme portatili come <b>Nintendo Switch</b> e <b>Switch 2</b>. <strong>La dimensione del font è eccessivamente ridotta</strong>, un problema non da poco in un gioco che si basa quasi interamente sulla lettura e che ne rende difficile la fruizione specialmente in modalità portatile, attestandosi come potenziale deterrente per quanti soffrono di problemi alla vista o preferiscono giocare senza dover sforzare gli occhi. <strong>Anche l&#8217;interfaccia dell&#8217;inventario risulta a tratti macchinosa e confusionaria</strong>, e la ricerca di oggetti diviene spesso un&#8217;operazione più contorta del dovuto.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/375617/the-nameless-slay-dragon-recensione-lo-spirito-del-senza-nome/the_nameless_02/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_02-300x169.png" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/375617/the-nameless-slay-dragon-recensione-lo-spirito-del-senza-nome/the_nameless_06/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_06-300x169.png" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/375617/the-nameless-slay-dragon-recensione-lo-spirito-del-senza-nome/the_nameless_05/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_05-300x169.png" class="attachment-medium size-medium" alt="The Nameless Slay Dragon" /></a>

<h2>Nella luce e fra le ombre</h2>
<p>Qualche altra considerazione in ordine sparso: il sistema di crafting, ad esempio, è un vero e proprio diletto, che mescola con sapienza semplicità e creatività. Anziché seguire ricette rigide, il giocatore può combinare materiali specifici per creare oggetti, pozioni o equipaggiamento, in maniera non dissimile a quanto visto in <b>Breath of the Wild </b>e <strong>Tears of the Kingdom</strong>. <strong>È un sistema intuitivo e gratificante, che incoraggia la sperimentazione e può portare a risultati sbalorditivi</strong>. Un altro aspetto notevole è la gestione della fatica, che si accumula con ogni azione, ma che può di contro essere facilmente azzerata recandosi in un punto specifico per riposare. La succitata assenza di scontri randomici, unita alla facoltà di tornare istantaneamente a qualsiasi luogo già visitato, rendono la navigazione fra le varie zone estremamente comoda, che può concentrarsi sull&#8217;avventura senza preoccuparsi di spostamenti lunghi o grind ripetitivo. Nonostante le piccole imperfezioni tecniche, il gioco dimostra <b>un cuore che spesso manca nelle produzioni più lucide</b>.</p>
<p><iframe title="The Nameless: Slay Dragon - Nintendo Switch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/YLUpQO7uUM0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>La piccola ma grande impresa firmata da The Nameless Epic è un&#8217;autentica gemma in un mercato saturo di RPG convenzionali. Nonostante l&#8217;assenza di doppiaggio e una grafica che privilegia lo stile alla spettacolarità, il gioco si distingue per un&#8217;incredibile profondità narrativa e un sistema di progressione innovativo. La sua natura da libro game interattivo e le sue scelte che contano lo rendono un&#8217;esperienza avvincente, quasi ipnotica. Unica pecca, il font troppo piccolo, ma è un piccolo prezzo da pagare per un gioco che si presenta come un&#8217;inaspettata delizia. Un&#8217;opera che gli amanti dei classici RPG e delle storie complesse non dovrebbero assolutamente farsi sfuggire.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/375617/the-nameless-slay-dragon-recensione-lo-spirito-del-senza-nome/">The Nameless Slay Dragon Recensione: lo spirito del Senza Nome</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vgmag.it/375617/the-nameless-slay-dragon-recensione-lo-spirito-del-senza-nome/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<enclosure url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_cover.jpg" length="530442" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_cover.jpg" width="1920" height="1080" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>Vgmag.it</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/the_nameless_cover.jpg" width="1920" height="1080" />
	</item>
		<item>
		<title>Out There Oceans of Time Recensione: attraverso i confini del cosmo</title>
		<link>https://www.vgmag.it/249165/out-there-oceans-of-time-recensione-attraverso-i-confini-del-cosmo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agostino Giorgio Rabuazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2022 15:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fractale]]></category>
		<category><![CDATA[Goblinz Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Mi-Clos Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Modern Wolf]]></category>
		<category><![CDATA[Out There Oceans of Time]]></category>
		<category><![CDATA[WhisperGames]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vgmag.it/?p=249165</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Out There Oceans of Time Recensione&#124; Il tema dell&#8217;esplorazione spaziale è sempre stato caro al mondo dell&#8217;intrattenimento, dopotutto l&#8217;universo può offrire infinite possibilità. Queste possibilità vengono poi esaltate, se l&#8217;opera in questione è un titolo che ambisce a raccontare una storia profonda e ramificata. Dopo il successo di Out There, opera preponderantemente narrativa che ci [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/249165/out-there-oceans-of-time-recensione-attraverso-i-confini-del-cosmo/">Out There Oceans of Time Recensione: attraverso i confini del cosmo</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><strong>Out There Oceans of Time Recensione|</strong> Il tema dell&#8217;esplorazione spaziale è sempre stato caro al mondo dell&#8217;intrattenimento, dopotutto l&#8217;universo può offrire infinite possibilità. Queste possibilità vengono poi esaltate, se l&#8217;opera in questione è un titolo che ambisce a raccontare una storia profonda e ramificata.</p>
<p>Dopo il successo di <strong>Out There</strong>, opera preponderantemente narrativa che ci ha condotto nei meandri profondi della galassia, <strong>Mi-Clos Studio</strong> si è messa al lavoro per sviluppare un nuovo capitolo che potesse superare le aspettative dei fan. Noi di <a href="https://www.vgmag.it/category/recensioni/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;">VMAG</span></a> abbiamo avuto la possibilità di provare <strong>Out There Oceans of Time</strong> in anteprima, e oggi siamo qui per dirvi la nostra opinione sul <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://store.steampowered.com/app/1145290/Out_There_Oceans_of_Time/" target="_blank" rel="noopener">titolo</a></span>. Benvenuti alla nostra recensione!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-249173 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/05/OTTOT-10-1024x576.png" alt="Out There Oceans of Time" width="1024" height="576" /></p>
<h2>Out There Oceans of Time: viaggiando tra le stelle</h2>
<p>Possiamo capire sin dai primi minuti che l&#8217;attenzione degli autori è stata posta a due elementi in particolare: la narrazione e l’esplorazione. La capitana <strong>Nyx</strong>, protagonista delle vicende, ha il compito di mettere fine ai piani dell’<strong>Arconte</strong>, un malvagio cosmico il cui obiettivo è dominare la civiltà. È compito dei giocatori scoprire i segreti dell&#8217;universo e trovare il modo per fermarlo.</p>
<p>Iniziamo parlando dunque della mappa di gioco, effettiva coprotagonista delle nostre sessioni. <strong>La galassia, già enorme di per sé, si genera casualmente ogni volta che si avvia una nuova partita, dunque ogni nuovo inizio non è mai uguale al precedente</strong>. Ogni sistema solare che vediamo a schermo è esplorabile, e talvolta lo sono anche i pianeti che lo compongono.</p>
<p>Questi possono essere principalmente di tre tipi: giganti gassosi, pianeti rocciosi o ricchi di vegetazione. I primi sono utili per raccogliere carburante per la nave, i secondi ci consentono di ottenere vari metalli, gli ultimi sono fondamentali per ricaricare le scorte di ossigeno. I pianeti rocciosi e i pianeti giardino molte volte possono essere esplorabili.</p>
<p>Una volta arrivati nelle loro prossimità, potrebbe venirci offerta la possibilità di scansionarne la superficie. Quel che ne risulta sono diverse zone di atterraggio, dalle quali il nostro equipaggio può intraprendere un’escursione. Scelti quattro membri del team, si parte per l’esplorazione. Ogni settore ha un obiettivo principale, completarlo ci fornisce una ricompensa di grande valore. È inoltre possibile incappare in tesori abbandonati, incontri inaspettati e persino civiltà aliene.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-249167 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/05/OTTOT-4-1024x576.png" alt="Out There Oceans of Time" width="1024" height="576" /></p>
<p>Le suddette sono utili per principalmente due scopi: commerciare beni e reclutare nuovi membri. All’interno di <strong>Out There Oceans of Time</strong> sono presenti diverse specie extraterrestri, ognuna delle quali ha le proprie abilità peculiari sul campo. È buona norma avere un equipaggio folto, poiché i compagni possono essere impiegati nella nave per migliorarne le prestazioni.</p>
<p>Sono anche presenti dei pianeti interamente civilizzati, che funzionano quasi allo stesso modo degli avamposti già citati in precedenza. A differenza di questi ultimi, essi posseggono un’ulteriore interazione che consente di esplorarli nella speranza di ottenere qualcosa di utile. Da quanto abbiamo potuto osservare non conviene quasi mai lasciare che l’equipaggio giri liberamente, spesso infatti l’unica cosa che si ricava è la perdita di schemi importanti per la nave.</p>
<p>Visto che li abbiamo citati, parliamo degli schemi. Essi ci consentono di utilizzare uno degli spazi appositi del nostro trasporto per costruire strumenti di vario tipo, ovviamente se si hanno i materiali richiesti. <strong>Dai sistemi fondamentali per far funzionare la nave, a componenti in grado di terraformare pianeti o persino far collassare i sistemi e trasformarli in buchi neri, le possibilità a nostra disposizione sono molte</strong>, e questo è un particolare che abbiamo particolarmente apprezzato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-249168 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/05/OTTOT-5-1024x576.png" alt="" width="1024" height="576" /></p>
<p>Un altro dettaglio che abbiamo gradito è il linguaggio delle altre specie. Essendo culture a noi sconosciute, inizialmente non è possibile comprendere quello che gli alieni ci comunicano in varie occasioni, molto spesso saremo costretti a rispondere senza neanche sapere di cosa si stia parlando. Riteniamo che questo dettaglio aggiunga molto dal punto di vista dell&#8217;immersività.</p>
<p>Man mano che esploriamo e risolviamo in maniera positiva alcune opportunità che ci si presentano, è possibile ottenere delle parole ed espandere il nostro vocabolario. I discorsi diventano dunque sempre più sensati man mano che si gioca, permettendoci di ponderare la risposta prima di minacciare per errore i nostri interlocutori.</p>
<p><strong>Se da un lato il mondo di gioco è molto ampio, va anche detto che purtroppo è molto ripetitivo in ciò che propone</strong>. I pianeti sono sempre gli stessi, tolto qualche dettaglio estetico non cambia quasi nulla. Lo stesso dicasi dell’esplorazione via terra: i pericoli, i biomi e le ricompense iniziano velocemente a ripetersi. Gli eventi in cui incappiamo aggiungono un po’ di varietà, ma ad un certo punto si perde lo stimolo di esplorare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-249171 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/05/OTTOT-8-1024x576.png" alt="Out There Oceans of Time" width="1024" height="576" /></p>
<p>L’esplorazione del cosmo, inoltre, sa essere estenuante. Viaggiare da un punto all’altro richiede molto in termini di risorse (tra carburante, ossigeno e quant’altro), è necessario fermarsi spesso per fare rifornimento. Quindi qual è il problema? La questione è la seguente: i punti da raggiungere nella galassia sono molto distanti tra di loro, e questa grande distanza viene accentuata dalla necessità di fermarsi spesso.</p>
<p>Ricapitolando: la galassia è grande e c’è molto da esplorare, però il loop di gameplay diventa velocemente ripetitivo. Sarebbe stato piacevole avere minacce più grandi durante le escursioni sui pianeti, oltre alle semplici zone che hanno un 25% di possibilità di applicarvi uno status malevolo. Considerate che nel corso della nostra partita abbiamo perso un solo membro per i suddetti status, ed è stato tra l’altro intenzionale. Se ci si mette un po&#8217; di impegno è praticamente impossibile essere in pericolo durante l&#8217;esplorazione.</p>
<p>L’unica vera minaccia al nostro operato sono gli eventi casuali, che possono portare alla perdita di tecnologie fondamentali, oggetti unici o persino compagni di viaggio. Sebbene capiti che possano fornirci ricompense interessanti, molte volte è meglio ignorarli perché il gioco non vale la candela.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-249169 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/05/OTTOT-6-1024x576.png" alt="" width="1024" height="576" /></p>
<h3>Una strada, molti esiti</h3>
<p>Come abbiamo detto nel paragrafo precedente, il nostro compito è quello di assicurare che l’<strong>Arconte</strong> venga messo a tacere una volta per tutte. <strong>Ci sono vari modi per portare a termine la missione principale, ognuno dei quali porta a un finale diverso</strong>. Avete presente come all’inizio vi abbiamo detto che ogni partita è unica?</p>
<p>Una volta vista la sequenza iniziale, in cui l’<strong>Arconte</strong> sfugge alla nostra cattura e distrugge la nostra nave, ci viene assegnato il compito di ritornare al luogo dello scontro e recuperare il mezzo, se possibile. Abbiamo notato che in alcuni casi la nave è effettivamente presente, seppur distrutta. In altri casi invece non appare proprio. Cosa cambia?</p>
<p>In essa è presente un dispositivo per rinchiudere l’<strong>Arconte</strong>, dunque se non abbiamo accesso alla nave è necessario trovare un altro modo per terminare la missione. Non vogliamo dire altro per non rivelarvi troppo sulla storia, ma sappiate che l&#8217;opera è piena di scelte in grado di modificare il vostro percorso. Come potete vedere in ogni partita può anche variare l’approccio che avete al vostro obiettivo, cosa che abbiamo apprezzato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-249170 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/05/OTTOT-7-1024x576.png" alt="" width="1024" height="576" /></p>
<h3>Un sole che collassa</h3>
<p>Prima di concludere dobbiamo spendere qualche parola sulle performance del titolo. Abbiamo purtroppo notato che <strong>Out There Oceans of Time</strong> <strong>soffre molto a livello di stabilità, specialmente in punti specifici del gioco</strong>. I caricamenti sono molto lunghi, e talvolta possono portare a crash. È però la fase di decollo da un pianeta che presenta maggiori rischi.</p>
<p>Spesso ci è capitato di terminare una spedizione, partire verso la galassia ed assistere a un freeze immediato. Per poter salvare è necessario trovare delle stazioni di servizio disseminate nel cosmo, e se siete sfortunati può passare molto tempo tra un punto di salvataggio e l’altro. Noi lo siamo stati; non avendo trovato una stazione durante la prima ora di gioco e subendo uno di questi crash, siamo stati costretti a ricominciare il gioco da capo.</p>
<p>La macchina su cui abbiamo testato il tiolo non è all’avanguardia ormai da tempo, tuttavia le specifiche da noi possedute superano di gran lunga i requisiti consigliati sulla <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://store.steampowered.com/app/1145290/Out_There_Oceans_of_Time/" target="_blank" rel="noopener">pagina</a> </span>di <strong>Steam</strong> e, anche se non lo facessero, l’instabilità da noi riscontrata non è normale. Quel che vi possiamo consigliare, qualora riscontraste problemi simili, è di chiudere qualunque applicazione aperta avete in background. Anche il client di <strong>Steam</strong>, dovesse essere necessario.</p>
<p><iframe title="Out There: Oceans of Time - Teaser Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/c43gIRWl6qw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Out There Oceans of Time è un&#8217;opera che, sebbene riesca ad intrigare grazie alla sua componente narrativa, non riesce a brillare dal punto di vista del gameplay. La galassia è grande e gli upgrade disponibili per la nave sono interessanti, tuttavia il gameplay diventa ripetitivo molto velocemente. Gli eventi casuali sono numerosi e forniscono spunti gradevoli, ma solitamente conviene ignorarli perché quel che si perde spesso vale più delle ricompense.</strong></p>
<p><strong> La mappa cambia ogni volta che viene avviata una nuova partita, dettaglio che abbiamo particolarmente apprezzato. Il punto forte del gioco è la storia che, grazie alle sue numerose ramificazioni, riesce parzialmente a compensare la ripetitività del gioco. Le performance sono invece una nota dolente, abbiamo riscontrato spesso crash vari che ci hanno anche costretto a ricominciare la partita. In definitiva noi vi si suggeriamo di verificare attentamente la situazione della stabilità appena descritta in relazione con il vostro computer, qualora voleste procedere con l&#8217;acquisto.</strong></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/249165/out-there-oceans-of-time-recensione-attraverso-i-confini-del-cosmo/">Out There Oceans of Time Recensione: attraverso i confini del cosmo</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<enclosure url="" length="" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it" width="" height="" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>Vgmag.it</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="" width="" height="" />
	</item>
	</channel>
</rss>
