Fallout – La Serie Recensione: febbre da radiazioni!

La nostra recensione di Fallout - La Serie, presente su Prime Video e ispirata alla famosa saga di videogiochi.

Fallout

Dopo mesi di attesa, Prime Video ha finalmente svelato Fallout – La Serie, ispirata alla famosa saga di videogiochi prodotta e pubblicata dal Bethesda Game Studio. La serie tv racconta ci dà il benvenuto all’interno della Zona Contaminata, dove solo alcuni frammenti dell’umanità sono riusciti a sopravvivere al mondo devastato della guerra nucleare. Tra rovine e radiazioni, in un’ambientazione retro-futuristica degli anni ’50, ci troviamo a raccontare le avventure di Lucy Maclean duecento anni dopo la guerra, esplorando insieme a lei i pericoli del Commonwealth post-apocalittico. In questa recensione su Fallout – La Serie attraverseremo tutti i principali punti della saga, evitando di fare spoiler o scendere troppo nei dettagli, ma sottolineando alcuni punti di trama per raccontarvi in modo chiaro e preciso il nostro punto di vista.

Fallout
Il Ghoul, uno dei personaggi più significativi dell’intero serial

Origini della Saga

Il primo gioco, Fallout, è stato sviluppato da Interplay Entertainment e pubblicato nel 1997. Creato da Tim Cain, Leonard Boyarsky e Jason Anderson, il gioco è ambientato in un futuro distopico dopo una guerra nucleare che ha devastato il mondo. La storia si svolge nel 2161, circa cento anni dopo l’apocalisse nucleare, e il giocatore assume il ruolo di un abitante del Vault 13, un rifugio antiatomico sotterraneo. La trama del gioco si concentra sul protagonista che deve lasciare il Vault per trovare un componente di ricambio essenziale per garantire la sopravvivenza dei suoi compatrioti. Lungo il percorso, il giocatore esplora un mondo post-apocalittico pieno di pericoli, creature mutanti e fazioni in lotta per il controllo delle risorse rimanenti.

Il successo di Fallout ha portato alla creazione di numerosi seguiti, spin-off e adattamenti, con Fallout 2 nel 1998, Fallout Tactics: Brotherhood of Steel nel 2001, e Fallout 3, sviluppato da Bethesda Game Studios e pubblicato nel 2008. Dopo il successo di Fallout 3, Bethesda ha continuato a sviluppare la serie con Fallout: New Vegas nel 2010, sviluppato da Obsidian Entertainment. Nel 2015 è stato rilasciato Fallout 4, ancora sviluppato da Bethesda Game Studios, introducendo nuove meccaniche di gioco e una trama emozionante che coinvolge la ricerca del figlio rapito del protagonista in un mondo post-apocalittico. Il gioco ha ricevuto recensioni positive per l’ambientazione, la profondità del mondo di gioco e le possibilità di personalizzazione del personaggio. Nel 2018, Bethesda ha annunciato e rilasciato Fallout 76, un’esperienza multiplayer online che ha portato la serie in una nuova direzione.

Fallout
Com’è la vita, fuori dal Vault? Lucy lo scoprirà presto sulla sua pelle.

Il pilot di Fallout – La Serie: prima della guerra e il Vault

Il primo episodio si apre sulle note di Orange Colored Sky di Nat King Cole. L’atmosfera è lievemente più modernizzata rispetto al gioco, sempre nello stile atompunk che caratterizza la saga. Tutto ci ricorda i videogiochi: la tecnologia, l’abbigliamento dei personaggi, e anche la messa in onda di Grognak il Barbaro, fumetto da recuperare tra i collezionabili nei videogiochi. Nei primissimi minuti di questo episodio vediamo il mondo com’era nel 2077, facendo anche la conoscenza di Cooper Howard, stella di Hollywood e attore western che durante una gioiosa festa di compleanno assiste alla fine dell’umanità. L’approccio iniziale al mondo di Fallout è drammatico, proprio come nei giochi, e ci affacciamo increduli sulla città di Los Angeles, colpita a tappeto dallo sgancio delle primissime bombe atomiche.

Duecento anni dopo ci svegliamo insieme a Lucy (Ella Purnell), intenta a trovare marito in una comunità di abitanti del Vault. Assistiamo alle difficoltà che una vita rinchiusi nelle stesse quattro mura sotto terra possono condurre, elemento interessante che per ovvie ragioni non abbiamo mai visto all’interno dei giochi. Tuttavia l’idillio del matrimonio finisce troppo presto, e per Lucy non c’è nessun “felici e contenti”: il Vault viene distrutto e suo padre rapito. Il Vault 33 di Lucy è perfettamente in linea con quello che abbiamo visto, – ci vengono in mente il Vault 13 del primo gioco, oppure il Vault 81 del quarto capitolo -, ma ancora non si parla degli inquietanti risvolti dell’esistenza dei Vault. Un vero plauso va a alla rappresentazione del Pip-Boy, compresi suoni, immagini e design.

Lucy Maclean e suo padre, il sovrintendente Hank Maclean

Il secondo e il terzo episodio: la Confraternita e la Zona Contaminata

Il secondo protagonista di questa serie è Maximus, apprendista della Confraternita d’Acciaio, intento a scalare i ranghi dell’Ordine per portare armonia nel mondo. L’episodio si conclude con l’apparizione del Ghoul, terzo e ultimo protagonista della serie, e unico a mostrare qualche difetto di rappresentazione. Infatti, se le città della Zona Contaminata sono impeccabili, la computer grafica delicata ma incisiva laddove serve, e l’ambientazione ci presenta una cornice quasi perfetta del Commonwealth, il Ghoul è forse un po’ troppo affascinante rispetto a quello che dovrebbe essere un corpo martoriato dalle radiazioni. Forse è un problema così grave che nemmeno lo storytelling coerente e preciso della serie può andare a risolvere, tanto quanto vedere capre e cerbiatti in buono stato e non a due teste, ma siamo solo ai primi episodi, e la strada per trovare altri difetti è sicuramente ancora lunga!

Abbiamo già parlato di come la computer grafica sia in effetti ben studiata, e questo vale anche per i combattimenti. Un vero colpo da maestro è stato quello di accompagnare ogni scontro, sia con mostri come lo Yao Guai oppure il Mirelurk (crediamo sia un Mirelurk, e nel caso gli autori si sono sicuramente concessi licenza poetica sulla sua rappresentazione), sia tra gli esseri umani con il sottofondo delle classiche canzoni anni ’50 e ’60 che abbiamo sentito anche sulle varie frequenze radio dei giochi (ci viene in mente Diamond City Radio). Inoltre, c’è da dire che le canzoni fungono da contrappunto ironico alle situazioni spesso cupe e violente che si presentano, anche perché le scene non si risparmiano per violenza, e la contrapposizione tra le armonie allegre delle canzoni e l’orrore del mondo post-apocalittico crea un contrasto che amplifica l’impatto emotivo delle scene.

Pronti a tutto.

Gli episodi centrali e finali: una trama concreta e uno storytelling accattivante

Verso gli episodi centrali, ogni sotto-trama inizia a convergersi verso un’unica strada, che ci conduce a ricostruire molti frammenti della storia della guerra nucleare che non abbiamo mai avuto modo di esplorare, permettendoci quindi di avere diverse risposte alle tante domande che siamo andati a porci nel corso degli anni. Lo storytelling esemplare rende ogni episodio importante, tenendoci incollati allo schermo senza perdere attenzione nemmeno per un istante. I vuoti creati dai giochi vengono colmati con delle risposte precise e coerenti, lasciandoci con un sospeso che si conclude solo verso gli episodi finali. Scherzavamo, qualche riga fa, sul trovare dei difetti a questa serie, e sebbene la perfezione sia qualcosa di estremamente difficile da individuare, Fallout – La Serie ci lascia con pochi dubbi e tanta soddisfazione.

Verso la fine, l’unica sotto-trama aperta rimane quella che ci condurrà a una seconda stagione, della quale sentiamo assolutamente il bisogno. La regia di Jonathan Nolan firma quindi una delle serie che pensiamo possa essere tra le più riuscite in assoluto, rispetto ad altri prodotti provenienti dai videogiochi. Forse, uno dei principali motivi è legato al fatto che la serie tv non vuole essere un adattamento, bensì un capitolo che canonicamente si inserisce all’interno della saga mosso su un sentiero originale, strizzando l’occhio ai fan di nuova e vecchia data, costruendo degli elementi di trama aggiuntivi, e risolvendo quelli già presenti.


Con una narrazione coinvolgente, una rappresentazione fedele all’ambientazione della saga di Fallout e uno storytelling preciso e coerente, Fallout – La Serie si distingue come un adattamento di successo di uno dei franchise più amati in assoluto. Attraverso una combinazione di elementi visivi accuratamente studiati e una trama che convergente in modo avvincente, la serie tiene incollati gli spettatori allo schermo fino agli episodi finali. Pur non essendo priva di difetti, come alcune rappresentazioni dei personaggi e dei dettagli post-apocalittici, la serie compensa con una presentazione accattivante e un’impostazione originale che si inserisce in modo credibile nella saga di Fallout.