Rainbow Cotton

Rainbow Cotton Recensione V mensile

Una strega che torna dal passato videoludico, a cavallo della sua scopa volante, è pronta a riatterrare su console e PC nella sua versione rimasterizzata. La strega Cotton torna sui nostri schermi dopo ben 24 anni, grazie alla collaborazione di ININ Games e Success per portarci nel remaster in alta definizione di Rainbow Cotton, disponibile a stretto giro nel corso di questa primavera. Originariamente rilasciato per SEGA Dreamcast nel 2000, Rainbow Cotton è il quinto capitolo della serie Cotton, realizzato come seguito di Panorama Cotton. Cosa ci ha atteso in questo sparatutto in 3D, che abbiamo testato nella sua versione PC? Riscopriamo uno dei capitoli di questa serie di cute ‘em up ampiamente celebrata all’epoca. Avrà mantenuto ancora il suo lustro?

Rainbow Cotton
Un’opzione molto interessante è la retro mode, per giocare visualizzando lo schermo in 4:3.

Colori brillanti, ma una strega poco ammaliante

L’incipit di Rainbow Cotton ci rende subito chiaro lo stile di questo gioco, fresco e vivace, per via dello stile grafico di tutte le scene live action, realizzate proprio come i classici anime anni Novanta. Impossibile non notare le somiglianze nel character design tra i personaggi di questo gioco e quelli in Sailor Moon, Pollon o Holly e Benji, per citare alcuni degli anime diventati più famosi in Occidente. In questo sparatutto, la grafica è sicuramente uno dei tratti più peculiari che ci siano, per la sua capacità di comunicarci fin da subito l’allegria e l’ironia che gli sviluppatori desiderano trasmetterci, ma al contempo è anche uno dei pochi aspetti riusciti davvero in questa versione. Prima di scendere nel dettaglio tecnico di Rainbow Cotton, vi raccontiamo brevemente la trama, che ci presenta le vicende della giovane strega Cotton, accompagnata dalla sua fedele amica fata, Silk. La storia si apre con un’introduzione al Salice, una caramella rara ma potente, anche se nulla è tanto potente quanto il leggendario Salice trovato nel castello di Lasha. Il malvagio Tweed e le sue forze invadono la terra, mentre la Regina Velvet of Filament raduna le sue fate per parlare loro della minaccia incombente. Nel frattempo, Silk escogita un piano ingegnoso per attirare Cotton con l’inganno e farle credere che si stia celebrando un Festival del Salice, e a mettersi in marcia per parteciparvi…

Rainbow Cotton
Le fate saranno dalla nostra, ma i boss da sconfiggere a volte si riveleranno tosti.

Rainbow Cotton: chissà dove sono le Willow?

Rainbow Cotton presenta un gameplay avvincente che ricorda il suo predecessore, in un classico stile arcade che ci fa scoprire un mondo fantastico pieno di sorprese e di altrettante sfide. Ogni livello in Rainbow Cotton è custodito da mini boss e boss che mettono alla prova le nostre abilità alla scopa, mezzo che dovremo cavalcare per raccogliere potenziamenti, accumulare proiettili e lanciarli contro nemici colorati di tutte le forme e varietà. Purtroppo, Rainbow Cotton non predispone di un menu di comandi o di un tutorial iniziale che ci illustri brevemente i comandi da sfruttare, quindi starà a noi impugnare un controller e darci da fare con diversi tentativi. Sì, perché l’uso di mouse e tastiera non è contemplato in questo gioco, come ci avverte il sistema sin dall’inizio. Se i livelli sono abbastanza longevi, ma non numerosi, il gameplay risulta tecnicamente la parte più claudicante del gioco, per via della sopracitata mancanza di istruzioni per introdurci ai comandi e per la ripetitività schematica del concept degli stessi.

Forse il team di sviluppo ha maggiormente puntato sulla creazione di un contesto e di una narrazione avvincenti, specificatamente pensati per un pubblico affezionato ad anime e manga giapponesi, oltre a riproporre una grafica amarcord degli arcade anni Novanta. L’effetto nostalgico però riesce nel suo intento fino a un certo punto, incentivato anche dalla scelta di presentare in questa versione sia il gameplay in full screen, sia in retro mode, con lo schermo in 4:3 e con la classica grafica dei televisori analogici dell’epoca di lancio del gioco. Un add-on gradevole, ma che non basta per rendere davvero appetibile questo titolo per il pubblico contemporaneo; solo una nicchia probabilmente saprà apprezzare i poteri della strega Cotone e i colori arcobaleno del suo mondo. Un ultimo sforzo per catturare l’attenzione dei giocatori verso le vicende della strega Cotone sta sia nella presenza di una modalità cooperativa locale per due giocatori, sia nella completa traduzione dei testi in cinque lingue diverse, tra cui l’italiano, mentre i dialoghi sono rimasti doppiati solamente nella versione originale nipponica. Un buon tentativo, che però difficilmente ha saputo risollevare le sorti di un gioco fin troppo semplice e fortemente ancorato al passato della produzione videoludica. 

Parecchi sono gli ostacoli e gli elementi da affrontare su schermo in ogni livello.

Conclusioni

Rainbow Cotton discende direttamente dal suo prequel anni Novanta, e ne riflette ancora oggi ampiamente le caratteristiche tecniche, con ampia influenza tratta da anime e manga. Non riuscirà forse a catturare l’attenzione del pubblico mainstream, e con qualche piccola, ma rilevante attenzione in più, il gioco sarebbe risultato ancor più… stregante.

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