The Tunnel to Summer The Exit of Goodbyes Recensione: una soave melodia animata

Il pluripremiato The Tunnel to Summer the Exit of Goodbyes approda nelle sale italiane per un evento speciale targato Anime Factory

The Tunnel to Summer The Exit of Goodbyes cover

Fresco e delicato come una brezza estiva, emotivamente potente quanto un’onda che si infrange sulla riva. L’atteso The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes (夏へのトンネル, さよならの出口 – Natsu e no Tunnel, Sayonara no Deguchi) arriva nelle sale cinematografiche italiane il 10-11-12 giugno grazie ad Anime Factory, etichetta della Plaion Pictures Italia. Il film, uscito in Giappone nel 2022, è prodotto dallo studio CLAP con la regia e la sceneggiatura di Tomohisa Taguchi, cineasta noto per aver diretto opere di successo come Digimon Adventure: Last Evolution Kizuna, Akudama Drive e recentemente la serie Bleach: Thousand-Year Blood War (di cui trovate la nostra recensione del secondo atto a questo indirizzo). The Tunnel to Summer the Exit of Goodbyes ha riscosso il plauso degli spettatori e della critica vincendo alcuni tra i premi più prestigiosi dedicati alle opere d’animazione, quali il Paul Grimault Award al Festival di Annecy 2023 e il riconoscimento come miglior film agli Anime Trending Awards 2024. Il lungometraggio è tratto dall’omonima light novel di Mei Hachimoku ed illustrata da Kukka, pubblicata nel 2019 da Gagaga Bunko appartenente alla casa editrice Shogakukan. Al romanzo è seguito un adattamento manga disegnato da Koudon, con il titolo The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes: Ultramarine (Natsu e no Tonneru, Sayonara no Deguchi Gunjō), serializzato in quattro Tankōbon tra luglio del 2020 e il novembre del 2021. In Italia sia la light novel che i volumi del manga sono editi dalla Star Comics.

Una leggenda urbana narra del misterioso Tunnel di Urashima, capace di esaudire i desideri più reconditi di chi lo attraversa. Tuttavia ciò ha un caro prezzo, il tempo in questo varco, infatti, scorre molto più velocemente e pochi secondi al suo interno corrispondono a lunghe ore nel mondo reale. Kaoru Tono, un adolescente dalla situazione familiare difficile e sofferta, si imbatte casualmente nel fantomatico tunnel ed i suoi pensieri si concentrano sull’amata sorellina morta anni prima in un tragico incidente. A sovvertire la sua vita è l’incontro con Anzu Hanashiro, una studentessa appena trasferitasi. I sogni e le scelte dei due giovani si intrecciano mentre il tempo scorre inesorabile. Quale destino li attende?

The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes
Anzu e Kaoru

Una polimorfa armonia

The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes è un esempio lampante che leggerezza non significa automaticamente superficialità. Il film è un romantico sci-fi, fresco e delicato, ma capace di trattare tematiche complesse e profonde. Una leggiadria dalle molteplici sfumature, ben rese e rappresentate dalla regia di Taguchi, che danza con grazia tra l’effimero ed il profondo, colpendo indelebilmente lo spettatore. Un’abile intessitura audiovisiva, nella quale le sequenze ed i tagli delle inquadrature rispecchiano a pieno la poliedrica essenza della pellicola, dando vita ad un caleidoscopio visivo di notevole impatto emotivo. La narrazione, nonostante le diverse ellissi, risulta scorrevole e dolcemente dinamica, ben bilanciata tra i tempi cinematografici e quelli della storia. Unica piccola pecca della sceneggiatura è una certa prevedibilità di alcuni punti della trama, aspetto, che tuttavia, non ne pregiudica la visione. Il dramma si tinge di elementi fantascientifici e fantasy, tratti dal folklore giapponese, incapaci, tuttavia, di scalfire l’innato realismo che contraddistingue The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes. Una veridicità intrinseca mirabile nelle scene di vita quotidiana, rese egregiamente, grazie alla sapiente accuratezza dei dettagli.

Il ricercato realismo emerge anche nella rappresentazione dei personaggi, non ancorata ai classici stereotipi, pur traendone ispirazione. La sola parziale eccezione è Karen, la sorellina deceduta di Kaoru, qualificata, in alcune parti, da una maturità ed un altruismo sovrabbondanti rispetto alla sua età anagrafica. I due protagonisti, Kaoru ed Anzu, invece, sono caratterizzati da un profilo psicologico ben strutturato, delineato dalle molteplici sfaccettature, ma privo di pleonasmi, rimanendo conformi al loro essere adolescenti, senza cadere nei cliché. Singolare la scrittura dei comprimari, che seppur veritiera e ben gestita, risulta in taluni tratti sommaria e poco approfondita, quasi evanescente. Questo aspetto potrebbe essere considerato un difetto o una mancanza, ma ad un’analisi più capziosa, appare più come una scelta stilistica intenzionale. Una peculiarità finalizzata ad enfatizzare il distacco di Kaoru ed Anzu rispetto all’ambiente che li circonda, creando quella sottesa divergenza che permea il rapporto tra protagonisti e comprimari per l’intera pellicola. I due giovani, con le loro ferite e desideri, si muovono come foglie alla deriva in un fiume di ricordi e speranze, al contempo parte ed estranei del mondo reale.

The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes
L’ombrello del primo incontro

Euritmia tecnica

La delicatezza travolgente di The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes viene espressa in modo eccelso anche attraverso il comparto tecnico. Il film è caratterizzato da un’ottima qualità audiovisiva, dalla quale emerge un’estrema cura e realismo dei dettagli, il cui merito va a Satomi Yabuki, la responsabile del character design e supervisore capo delle animazioni. Il film è realizzato miscelando equilibratamente tecnica tradizionale e CGI, con disegni raffinati che ricalcano lo stilema anime contemporaneo. Scenografica la fotografia, mai piatta, che valorizza il realismo visivo con giostre di contrasti tra luci ed ombre, fra colori soft e brillanti. Il tutto arricchito dall’intrigante uso di soft focus e filtri che regalano al contempo naturalismo e magia alle sequenze, dimostrazione che un adeguato impiego di tali espedienti può essere un potente strumento espressivo che contribuisce alla narrazione e all’estetica di un film. Le animazioni fluide, dai movimenti realistici, regalano un’ulteriore quid di realismo all’opera. Il binomio delicatezza ed intensità si riflette meticoloso anche nella colonna sonora, estremamente coinvolgente e toccante. Composta da Harumi Fuuki, talentuosa autrice e pianista, è coadiuvata dall’apporto di Eill, cantautrice ispirata dalla musica afroamericana, che interpreta i brani “Finale” e “Pre Romance”. Come ogni elemento di The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes anche la musica concorre a regalare la sua dose di veridicità alla pellicola, giocando abilmente con alcuni brani che mutano il loro ruolo da complemento extradiegetico puramente espressivo a fattore diegetico realistico.

The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes
Kaoru ed Anzu nel Tunnel di Urashima

The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes: un vortice di emozioni

Nel cuore di The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes emozioni e visioni si congiungono in un gorgo impetuoso come frammenti di un sogno che si compongono e si dissolvono. Il film affronta temi complessi e profondi, che grazie al suo tatto soave, risultano di forte impatto per gli spettatori senza essere eccessivamente gravosi ed ampollosi. Nonostante la presenza di elementi fantastici e fantascientifici, l’approccio agli argomenti trattati permane realistico e terreno, impreziosito da un semplice tocco di poesia. La pellicola esplora l’umanità e la crescita personale attraverso l’elaborazione di un lutto, la perdita ed il dolore, ma anche il rapporto tra sogni/desideri ed il talento. In questo tramaglio tematico protagonista di prim’ordine è l’amore, in tutte le sue sfaccettature, sia universale che romantico. Un sentimento poderoso, capace, come dalla tagline della locandina, di infrangere le barriere del tempo e, mi permetto di aggiungere, dello spazio. Forza della natura che si rivela soluzione e cura alla sofferenza umana, offrendo conforto, speranza e comprensione. In The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes, l’amore è sentimento dall’intensità travolgente, conduttore intrinseco delle azioni umane, ma ritratto sempre in maniera calibrata, scevro di stucchevoli smancerie, ponendo estrema importanza nei piccoli gesti e nei dettagli, rispettando e rispecchiando in tal modo i canoni nipponici.

Un ruolo non meno centrale spetta al tempo, anch’esso scandagliato nella sua poliedricità semantica ed espressiva che si riflette nella sua caleidoscopica rappresentazione. Assoluto e tiranno, indefinito ed interminabile, la sua (tras)figurazione si impernia proprio sulla magica deformazione ottemperata dal tunnel di Urashima, che ne esalta la profonda influenza sull’essere umano. Il tempo è foriero di cambiamenti, un mezzo metamorfico, ma determinati sentimenti persistono eterni, vivi ed incancellabili. Proprio da questa complessità che probabilmente deriva la chicca grafica di rappresentare le due “o” della parola Goodbyes nel titolo come il segno dell’infinito, aggiungendosi ai diversi riferimenti presenti nel lungometraggio. In questa sinfonica rete di temi ed emozioni, tuttavia, risuona una nota stonata. Alcune prospettive ed evoluzioni di questi approfondimenti, difatti, appaiono a tratti fumose, dall’indefinita mutevolezza, caratteristica, che seppur forse ponderata, lascia su alcuni aspetti un labile senso di incompletezza. Una sottile frammentarietà che non compromette l’esperienza emotiva dello spettatore, manifestandosi, nel compendio, come una tollerabile imperfezione.


The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes è un’opera genuina, non banale, interessante ibrido dei generi romance, sci-fi e slice of life, amalgamati con intrigante maestria. Al netto di qualche piccola pecca, vanta il grande dono di trattare tematiche complesse e profonde con soave leggerezza. Una grazia mai epidermica, ben espressa anche sotto il profilo tecnico che esalta armonicamente la pellicola. Garbato e suggestivo è un film capace di coinvolgere emotivamente lo spettatore regalando un’esperienza cinematografica piacevole ed intensa.