Turtle Beach Stealth 500 Recensione: udito sovrumano per tutte le tasche

Turtle Beach Stealth 500

Proposte al modico prezzo di soli 89,99 euro, le nuovissime cuffie multipiattaforma Stealth 500 sono il modello base dell’attuale generazione di headset da gioco firmati Turtle Beach. Dotate di connettività senza fili e Bluetooth, sono super leggere e possono vantare modalità audio esclusive, come l’ormai caratteristico Superhuman Hearing brevettato dall’azienda manifatturiera californiana. Avendo già collaudato diversi modelli di cuffie entry level in passato, devo ammettere che la sensazione trasmessa dalle Stealth 500 è tutt’altro che a buon mercato, frutto sicuramente di tutti i feedback raccolti e messi in pratica dalle precedenti generazioni del prodotto: le Turtle Beach Stealth 500 Gen 3, al pari delle loro gemelle di fascia più elevata Stealth 600, sono state progettate pensando sia ai giocatori occasionali che a quelli più accaniti, e vantano ottimi parametri qualitativi in termini di livelli di ascolto, comfort, design e valore complessivo. L’ultima revisione della linea di cuffie da gioco dalle prestazioni basilari di Turtle Beach ha potuto beneficiare di un numero di revisioni significative rispetto ai modelli 600 e 700 Gen 2 dello scorso anno. Se siete alla ricerca di performance eccellenti ed un buon rapporto qualità-prezzo in una cuffia, che magari vi dia una marcia in più rispetto ai vostri avversari, le Stealth 500 hanno davvero molto da offrire.

Turtle Beach Stealth 500
L’estetica morbida delle Stealth 500 contrasta e integra le linee spigolose dell’Xbox

Turtle Beach Stealth 500: benvenuti nel mondo dell’audio da gaming

Turtle Beach mi ha inviato il modello Xbox delle Stealth 500, che è naturalmente compatibile con il PC e, grazie al Bluetooth integrato, anche con la Nintendo Switch. Sfortunatamente, non è possibile utilizzare entrambe le connessioni in contemporanea, perciò sarà necessario premere un pulsante per passare da una modalità all’altra. Pur vantando un assortimento di caratteristiche ridimensionato confronto alla loro “sorella maggiore”, il modello 500 delle Turtle Beach Stealth offre comunque un ottimo bilanciamento di funzionalità incentrate sul gioco ad un prezzo contenuto: tra queste annoveriamo driver audio da 40 mm, connessione wireless a 2,4 GHz e il già menzionato Bluetooth, oltre a una durata della batteria di 40 ore e un design ultraleggero. Le Stealth 600 presentano sicuramente il miglior rapporto tra prezzo e dotazioni ma, se il budget è un fattore determinante, allora la variante 500 è la scelta giusta. Per configurarle, sono necessari pochissimi passaggi: Turtle Beach consiglia di scaricare l’app Swarm II per installare gli ultimi aggiornamenti software, disponibile sia su mobile che su PC in versione desktop, e in effetti a me è bastato scaricarla sul un telefono Android, collegare il dongle USB, accoppiare le cuffie e attendere circa un quarto d’ora affinché venissero scaricati e configurati tutti gli update disponibili. L’unico inconveniente sono state un paio di disconnessioni avvenute durante le prime fasi di installazione che mi hanno fatto temere per il peggio, ma al proverbiale terzo colpo tutto è filato liscio fino in fondo.

La confezione ospita le cuffie, un trasmettitore USB, una guida rapida e un cavo USB A-C, che vi consiglio di conservare da qualche parte a portata di mano, qualora non ne aveste altri, poiché funge da fonte di ricarica principale. Le Stealth 500 sono robuste e possiedono un’acustica di buon livello, ma presentano alcune variazioni di design rispetto ai modelli precedenti che mi hanno lasciato un attimo interdetto. La prima cosa che ho notato è il loro aspetto più sobrio ed elegante, in contrasto con altri prodotti analoghi che si presentano con un sacco di colori vivaci e squillanti, che le fa assomigliare più a un paio di headset di fascia alta, impressione enfatizzata dal braccio del microfono che si ripiega con facilità nel padiglione auricolare per ottimizzare ancora di più la livrea compatta quando vengono trasportate. La scocca è molto meno spigolosa rispetto al modello precedente, e sfoggia invece dei contorni più morbidi. Nel complesso, il loro aspetto e le prestazioni offerte sono ideali per sostituire le cuffie che utilizzate abitualmente sia per giocare che durante i vostri eventuali spostamenti.

Turtle Beach Stealth 500
Il profilo sonoro avrebbe potuto essere più corposo

Il punto d’incontro tra estetica e comodità

Le Stealth 500 sono dotate di un archetto mobile completamente regolabile che consente di modificare i punti di alloggiamento per adattarsi a teste più piccole, medie o grandi. Senza alcuna vergogna, ho sempre pensato di rientrare in quest’ultima categoria, ma ho comunque trovato l’impostazione di default della fascia, fissata sul secondo dentello, adatta a incorniciare le mie voluminose meningi con estrema comodità. Inoltre, i padiglioni sono equipaggiati di cuscinetti memory foam in pelle, che sostituiscono (per fortuna!) il materiale in tessuto a maglia delle versioni precedenti. Il rovescio della medaglia è rappresentato da una consistenza dell’arco di plastica un po’ troppo esile, soprattutto se rapportato a quello delle Stealth 600, e un’aderenza eccessiva dei cuscinetti alle orecchie che, seppur garantendo un isolamento acustico notevole, rischiano di “sigillare” l’orecchio in maniera fastidiosa durante sessioni di ascolto prolungate. Il padiglione auricolare sinistro ospita una serie di controlli grazie ai quali possiamo effettuare numerose regolazioni rapide: un pulsante di accensione, uno per la modalità EQ, un pulsante multifunzione Bluetooth, due rotelle per volume principale e mixer audio per la chat e una porta USB C.

Il trasmettitore wireless USB a 2,4 GHz offre una vasta gamma di compatibilità con vari dispositivi e, pur se non commutabile come il dongle delle 600, consente di agganciarsi alle principali piattaforme di gioco e ai dispositivi mobili, grazie al Bluetooth, con apprezzabile semplicità. Le Stealth 500 sono dotate di driver da 40 mm che generano una timbrica sonora equilibrata con un’ottima gamma di risposta in frequenza, e riescono a cogliere molti dei dettagli acustici normalmente marginali soprattutto nei FPS grazie al brevettato Superhuman Hearing, come i passi e gli spari in lontananza, ma la resa è un po’ troppo uniforme e manca di spessore. La sonorità delle 500 avrebbe insomma potuto beneficiare di un audio maggiormente dinamico con bassi più profondi e alti più limpidi, una mancanza che viene oltremodo compensata dai driver da 50 mm del modello 600. La durata della batteria dichiarata è di circa 40 ore con una carica completa: in fase di test, ho utilizzato le mie Stealth 500 per quasi 24 ore di ascolto attivo tra musica, podcast, riunioni, telefonate e giochi nel corso di 3-4 giorni, al termine dei quali l’app Swarm II indicava ancora un 25% di potenza residua, dunque per una volta posso affermare che le stime del produttore corrispondono al vero. A proposito del microfono, la qualità dello stesso è leggermente ovattata, per quanto la voci risulti comprensibile in qualsiasi circostanza: la propaggine svolge comunque il suo mestiere, ma se un ricevitore di alta qualità è imprescindibile per le vostre esigenze dovreste rivolgervi a un dispositivo esterno, oppure a un paio di cuffie di fascia decisamente più elevata.


Le cuffie Turtle Beach Stealth 500 Gen 3 sono un’ottima scelta per i giocatori che cercano alte prestazioni e un buon rapporto qualità/prezzo. Le Stealth 500 sono un’eccellente opzione entry-level che fornisce una concreta esperienza sonora a tutto tondo con driver da 40 mm e un design leggero e confortevole. Il modello è adatto a diverse piattaforme di gioco e offre un ottimo livello di comfort. Sia che scegliate le Stealth 500 o le 600, resterete sicuramente soddisfatti delle caratteristiche e della convenienza proposte da Turtle Beach.


Gioca da quando ha messo per la prima volta gli occhi sul suo Commodore 64 e da allora fa poco altro, nonostante porti avanti un lavoro di facciata per procurarsi il cibo. Per lui i giochi si dividono in due grandi categorie: belli e brutti. Prima che iniziasse a sfogliare le riviste del settore erano tutti belli, in realtà, poi gli è stato insegnato che non poteva divertirsi anche con certe ciofeche invereconde. A quel punto, ha smesso di leggere.