Flow Computing

Flow Computing prevede di aumentare le prestazioni della CPU di 100 volte

Flow Computing, una startup finlandese, ha presentato una metodologia di calcolo “rivoluzionaria” che consente di aumentare le prestazioni della CPU fino a 100 volte. Sembra che l’industria stia cercando metodi alternativi per aumentare le prestazioni piuttosto che ridurre i nodi, e l’azienda finlandese cerca di fare proprio questo con un approccio unico. È interessante notare che la ricerca rivelata da Flow Computing afferma che attraverso una PPU “Parallel Processing Unit” dedicata all’interno del chip, simile a quanto abbiamo visto di recente con le nuove NPU o Neural Processing Unit. Attraverso una PPU, Flow Computing sostiene di poter raggiungere prestazioni 100 volte superiori, il che è fenomenale a dirsi, e la definisce “CPU 2.0”. Flow Computing afferma che la sua PPU si rivolge a diversi segmenti di elaborazione, come smartphone, dispositivi mobili, laptop e supercomputer. Secondo il cofondatore e CEO dell’azienda, Timo Valtonen, la PPU dedicata è progettata per infrangere le norme del settore e superare le barriere delle prestazioni. L’unità di elaborazione parallela dell’azienda è compatibile con qualsiasi CPU con architettura Von Neumann, garantendo così una facile adozione da parte del mercato.

Per quanto riguarda il riconoscimento da parte dell’industria, Flow Computing ha già ricevuto finanziamenti per 4,3 milioni di dollari, ma non ha presentato un prototipo o una dimostrazione a sostegno delle sue affermazioni, quindi non possiamo essere definitivi in questo momento. Tuttavia, l’azienda si è mostrata molto ottimista riguardo alle sue PPU, sostenendo che possono aumentare le prestazioni in modo massiccio, affrontando le sfide presenti nelle CPU moderne attraverso l’occultamento della latenza e l’ottimizzazione della sincronizzazione. Una PPU consentirà inoltre un’esecuzione più rapida dei programmi identificando le sezioni parallele del codice.

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