Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection Recensione: il salto di qualità della serie Stories

Aggiungici come sito preferito su Google

Il mondo di Monster Hunter è ricco di titoli, e fin qui siamo d’accordo, e far parte di un filone narrativamente “secondario” non significa di necessità risultare scadenti in qualità e storia. Lo urla a gran voce il terzo capitolo della sottoserie “Stories”, Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection, che dimostra con tutto se stesso di non essere, e di non voler essere, una mera alternativa alla saga principale, ma un JRPG con tutti i crismi del suo genere, in grado di portare il mondo di questo franchise a un pubblico non per forza già a conoscenza della saga principale, ma in maniera accessibile (in quanto non serve aver giocato il capitolo 1 e 2 prima di approcciarsi a questo) e con una prospettiva diversa, più riflessiva e decisamente matura. Soprattutto rispetto ai due capitoli precedenti, che non erano riusciti a brillare in maniera particolare nel panorama videoludico sin dall’epoca della loro uscita (lo ricordiamo qui nella nostra recensione). Ora invece si prospetta una forte virata con questa terza parte del filone secondario, un progetto targato Capcom che sa il fatto suo e ce lo ha dimostrato fin dai primissimi passi mossi in questo ampio e complesso mondo, come avevamo visto nel corso del nostro provato (disponibile a questo link). Possiamo quindi confermare o ribaltare le nostre impressioni in merito? Ve lo raccontiamo in questa recensione, senza spoiler e senza togliervi il gusto della sorpresa quando lo giocherete dal 13 marzo!

Corso Localizzazione Videoludica
Il connubio Ranger-Mostri torna in questo terzo capitolo della serie Stories di Monster Hunter

Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection: il ritorno dei Ranger e dei mostri

Riprendiamo le fila del discorso con un breve excursus sulla storia qui presentata, che prevede un ritorno da Cacciatori a Rider, come avevamo visto poche settimane fa. Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection si ambienta duecento anni dopo gli eventi dei precedenti episodi, in quanto era necessario stabilire un arco temporale abbastanza ampio perché i Rider, un tempo figure marginali, acquisiscano importanza. Il titolo ci ha coinvolto fin dall’inizio, con premesse narrative e tecniche decisamente buone, avendo spostato il focus narrativo appunto su aspetti raramente approfonditi nella serie principale. Tra questi, la vita della società umana e il modo in cui convive ogni giorno con le creature che dominano la natura selvaggia, tutti temi trattati con maggior spessore e maturità. La storia si localizza in questo caso tra il regno di Azuria e Vermeil, dove un antico e raro uovo si schiude dando alla luce ben due Rathalos, contraddistinti però da speciali scaglie azzurre; è una specie ormai ritenuta estinta da tempo, stando alle voci di corte, e la nascita di mostri gemelli viene considerata in realtà un presagio di sventura.

Per questo motivo, una delle piccole creature deve essere eliminata, ma ora come ora lasciamo da parte questo aspetto (per evitare spoiler) e proseguiamo con la storia, dove il principe e la principessa di Azuria sono cresciuti, e scopriamo che fanno parte dei Ranger del regno, un corpo di Rider di mostri che pattugliano le terre selvagge per preservare l’ecosistema e studiare anomalie, tra cui quella dell’Ovalquarzo, un fenomeno inspiegabile anche agli occhi dei personaggi del gioco e che causa il ritrovamento di mostri, anche di specie estinte, avvolti in cristalli con una forma che ricorda quella di uova. Il fenomeno non è nuovo, ma in tempi recenti è tornato sempre più di frequente. Oltre a questo problema, sono comparsi anche i Mostri Indomiti, delle creature con cristalli che crescono sul loro corpo, molto più potenti e aggressivi della norma; anche questo è un ritorno misterioso…

Il potere dei cristalli torna in maniera decisa all’interno di Twisted Reflections

Nuovi mondi da esplorare e personaggi a tutto tondo da approfondire

A questo punto non ci resta che prendere in mano le redini di Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection e procedere, controller alla mano nella nostra versione per PlayStation 5 che abbiamo testato. Nel gioco impersoniamo il principe o la principessa sopracitati, dei quali possiamo personalizzare l’aspetto del nostro personaggio subito prima di cominciare la partita, grazie a un editor che offre diverse opzioni, per quanto non sia troppo approfondito (ma poco ci importa; i fini della storia sono ben altri). Non sarà comunque un personaggio piatto, rispetto ai protagonisti dei due giochi precedenti, anzi; avrà molta voce in capitolo, in tutti i sensi, e una personalità comunque definita e approfondita. Fatto questo, potremo cominciare a esplorare l’open-world che ci si para di fronte, seppur inizialmente con le limitazioni dovute sia ai dialoghi molto frequenti (ma sempre skippabili), sia ai tutorial necessari attraverso cui dovremo procedere, per poi dare il via alle danze. Ampio spazio viene dedicato proprio ai tutorial dei sistemi di base, dal combattimento all’esplorazione, camuffati però come lezioni che il nostro protagonista dovrà impartire a una nuova recluta dei Ranger, Thea. In questo modo, si alleggerisce lievemente la noia di questi momenti obbligatori, soprattutto per coloro che già conoscono le tecniche di combattimento basilari che no, non sono cambiate in questo nuovo titolo.

Permane ancora la strategia “sasso-carta-forbice” vista in precedenza, secondo la classica struttura a turni nel combat-system, ma pur sempre con elementi da monster collector, e dividendo ancora gli attacchi in Potenza, Velocità e Tecnica, come tradizione comanda. Ogni volta dovremo quindi scegliere quello che è più efficace contro il nemico che abbiamo di fronte, per poi cominciare ad alzare la curva di apprendimento per implementare combo e strategie da mettere in atto, soprattutto tra umani e Monstie, e che renderanno più dinamico e complesso anche il modo di affrontare i combattimenti, rispetto a quanto visto finora nella serie Stories. Ad esempio, alcune delle novità più sostanziali riguardano la gestione delle risorse, con il Rider che ha una barra Resistenza separata, la quale governa l’uso delle abilità attive, e che sono legate all’arma equipaggiata e ampliabili tramite decorazioni. Inoltre si prendono anche le distanze rispetto al passato con il Ripristino degli habitat: invece di collezionare mostri, il gioco incentiva a farli nascere dalle uova e reintrodurli in natura, contribuendo alla ricostruzione degli ecosistemi e dando luogo a varianti bi-elementali influenzate dall’ambiente.

Il combat system rimane a turni, ma con qualche novità a livello tecnico che lo rende ancora più stimolante

Qualità, profondità e complessità

Profondità e complessità sono le parole chiave di questo capitolo, ve lo promettiamo, accanto a qualità tecnica ed estetica. Insomma, il balzo in avanti lo abbiamo visto bene sin dagli esordi, e senza dubbi, con una nuova marcia ingranata da parte di Capcom all’interno di questo progetto. Abbiamo notato ad esempio alcune migliorie al sistema di esplorazione del mondo, con mappe decisamente più vaste e che richiedono più di prima l’intervento dei mostri al nostro fianco, per i quali facciamo un piccolo inciso. In Twisted Reflection possiamo cambiare il Monstie in tempo reale a seconda delle azioni che dobbiamo compiere, tra una parete scalabile per raggiungere la vetta e lanciarsi in planata per ritornare a livelli più bassi del territorio. Confermiamo inoltre in questa prova completa del gioco alcune somiglianze che avevamo già ritrovato nel nostro provato con Final Fantasy, tra cristalli che ricoprono un ruolo importante a livello di narrazione e gameplay, e realizzazione tecnica ed estetica di Azuria, molto simile al regno di Ivalice presentato in Final Fantasy XII o Tactics. Dopotutto, abbiamo pur sempre tra le mani un JRPG a turni; come non ispirarsi a un franchise che si è basato su questa tecnica per capitoli e capitoli?

Il tema della maturità dei contenuti e del progetto in sé torna anche nella scrittura dei personaggi stessi, molto più approfonditi con vere e proprie personalità, oltre che side quest per conoscerli meglio ancora e sbloccare anche nuove ricette e abilità come ricompense. Analizzando infine la performance del motore di gioco, Twisted Reflection si è dimostrato solido e senza problemi relativi a cali di frame rate, restituendoci un’esperienza fluida e scorrevole in un mondo di gioco che si è presentato con uno stile visivo più semplice rispetto alla serie principale, ma comunque vivo e popolato. Tra mostri di varie dimensioni e tipologie, risorse da raccogliere, biomi tutti diversi e da scoprire, Twisted Reflection recupera il legame con la serie a cui appartiene, ma in maniera potenziata. E lo vediamo quando le missioni contro i mostri invasivi, troppo forti per essere abbattuti con le normali tattiche, vanno respinti soddisfacendo condizioni specifiche: quando il mostro batte in ritirata, ci si intrufola nella sua tana, si recupera l’uovo della specie a rischio e si scappa. Proprio come Monster Hunter ci insegna.


Twisted Reflection, terzo episodio JRPG della serie spin-off Monster Hunter Stories, dà una forte virata rispetto ai due capitoli precedenti, portando sulle nostre piattaforme un prodotto di tutto rispetto e dalla qualità decisamente elevata, specialmente nel comparto artistico. Un’esperienza davvero longeva e ricca di contenuti, con side quest che consentono di approfondire i diversi personaggi, primari e secondari, allungando ulteriormente la durata di questa storia davvero corposa. Twisted Reflection ci fa percorrere in lungo e in largo un open-world dalle fattezze molto simili a quelle che conoscono già i fan del franchise Stories, con riprese dirette nei contenuti dal franchise principale di Monster Hunter, mantenendo dunque un fil rouge forte non solo con i precedenti capitoli, ma anche con il filone principale. Non mancano sia alcuni elementi tradizionali della sottoserie Stories, né qualche rimando ai grandi classici JRPG della storia videoludica, ma resta il fatto che Capcom abbia evidentemente investito sia nella direzione artistica, sia nell’incremento narrativo per ridarci una storia più matura delle precedenti. Sarà la buona volta che anche Stories riuscirà a conquistare il cuore dei fan? Secondo noi, le possibilità di successo sono davvero buone e i presupposti ancor di più. Non resta che stare a vedere cosa succederà dal lancio ufficiale, previsto per il 13 marzo, in poi. 


 

Corso Giornalismo Videoludico