Regine del non-detto: il femminile nella poetica di Hidetaka Miyazaki e la rivoluzione culturale dei Souls

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La poetica di Hidetaka Miyazaki nei Souls ha ridefinito il linguaggio videoludico contemporaneo, non solo attraverso una nuova concezione della difficoltร  e della narrazione ambientale, ma anche mediante una rappresentazione del femminile profondamente atipica rispetto ai canoni tradizionali del medium.

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Questo speciale analizza il ruolo delle figure femminili nei titoli FromSoftware come entitร  simboliche, politiche e narrative, lontane dallโ€™oggettificazione classica che ne ha spesso fatto il videogioco visto in ottica maschile.

Per gran parte della sua storia, il videogioco mainstream ha trattato il femminile come funzione. La donna รจ stata premio, obiettivo narrativo, corpo decorativo o supporto emotivo, una semplice guida esteticamente appagante che ha il solo compito di servire lโ€™eroe. Anche quando le protagoniste hanno guadagnato centralitร , spesso lo hanno fatto adottando codici maschili, come se lโ€™unico modo per essere forti fosse smettere di essere โ€œfemminiliโ€.

รˆ in questo contesto che la poetica di Miyazaki si distingue. Non perchรฉ dichiari apertamente un intento femminista, ma perchรฉ rifiuta il linguaggio tradizionale con cui il femminile รจ stato storicamente rappresentato ed รจ questo che ci interessa particolarmente.

Elden Ring Nightreign
La Custode del Fuoco

Le donne nei Souls. Figure che non chiedono di essere salvate

Nei giochi di Miyazaki le figure femminili non sono mai obiettivi da raggiungere. Non aspettano lโ€™eroe. Non esistono per essere riscattate. Al contrario, il giocatore entra in mondi giร  plasmati dalle loro decisioni e che molto spesso continueranno a essere plasmati (e salvati) dalle donne, al contrario dei personaggi maschili, che invece vediamo plasmare il mondo guidati da un istinto di conservazione, di paura se vogliamo, di ignoranza e brama di potere.

In Dark Souls e in Elden Ring la decadenza dellโ€™universo di gioco non รจ una catastrofe improvvisa, ma il risultato di scelte politiche, divine o familiari. Molte di queste scelte sono legate a figure maschili poco lungimiranti e conservative: e in queste scelte, cosรฌ come negli esiti dei finali, le figure femminili non sono comparse, ma vere e proprie architravi narrative. Il femminile, di conseguenza, non รจ passivo, ma รจ responsabile, nel senso piรน pesante del termine.

Il mistero della Custode del Fuoco

La Custode del Fuoco di Dark Souls: il femminile come sacrificio silenzioso

Tra tutte le figure femminili di Dark Souls, la Custode del Fuoco รจ la piรน rappresentativa sul piano simbolico. Non governa, non combatte, non distrugge. Sostiene e si sacrifica per mantenere in vita lโ€™umanitร .

Privata definitivamente della vista in Dark Souls III, e in tutti i capitoli della saga rappresentata come muta, cieca o mutilata, la Custode del Fuoco vive in funzione di una fiamma che non le appartiene davvero, ma che le รจ stata affidata da Lord Gwyn, il Lord dei Tizzoni, affinchรฉ lโ€™Era del Fuoco continuasse a esistere. Sappiamo perรฒ che il sacrificio di Gwyn, morto per alimentare il fuoco, รจ solo un modo per prolungare lโ€™inevitabile, perchรฉ la fiamma non puรฒ durare per sempre, cosรฌ come il controllo e il potere.

Senza la Custode del Fuoco il viaggio del giocatore non esisterebbe. La Custode del Fuoco incarna una forma di potere invisibile, non celebrato, ma essenziale. รˆ il riflesso del femminile come infrastruttura del mondo: รจ ciรฒ che permette al sistema di funzionare, pagando perรฒ il prezzo piรน alto in silenzio, proprio come le donne hanno sempre fatto nella storia.

Secondo le teorie piรน accreditate รจ ragionevole pensare che la prima Custode del Fuoco fosse proprio la principessa Filianore, cieca, figlia di Gwyn, che รจ stata costretta col suo sacrificio a trattenere lโ€™oscuritร  dal mondo e anche la veritร : infatti, se doni gli occhi della Prima Custode del Fuoco alla Custode in Dark Souls III, questi le permetteranno di conoscere la veritร  e grazie a questo si potrร  sbloccare il finale โ€œLa fine del Fuocoโ€, considerato il true ending, dove la Custode del Fuoco puรฒ finalmente prendersi cura della fiamma dellโ€™umanitร  e spegnerla per dare vita a un nuovo ciclo, spezzando unโ€™ordine che Gwyn voleva protrarre allโ€™infinito. Durante il finale, infatti, la Custode dice che dallโ€™oscuritร , prima o poi, nasceranno nuove fiamme, perciรฒ il finale si apre a un ciclo ignoto, certo, ma di scoperta, di speranza, proprio come il finale di Ranni in Elden Ring, di cui parleremo tra poco.

Tutto questo va in contrapposizione ai personaggi maschili, che invece combattono e si sacrificano per mantenere uno status quo, una conservazione destinata ad autodistruggersi, imbrigliando il mondo in un loop continuo e senza speranza di cambiamento.

I misteri continuano

Le donne di Elden Ring: il femminile come legge e come rifiuto

Con Elden Ring, la centralitร  del femminile diventa ancora piรน esplicita. Lโ€™Interregno non รจ solo abitato da figure femminili potenti: รจ strutturato attorno a loro, ancora piรน che in altri titoli di Miyazaki.

La regina Marika, per esempio, non รจ semplicemente una dea o una sovrana. รˆ la legge incarnata. Una donna divina scelta per diventare unโ€™Istituzione: lโ€™ordine del mondo esiste perchรฉ grazie a Marika รจ stato creato, e si spezza perchรฉ Marika decide di distruggerlo, ordendo un complotto, la Notte dei Neri Coltelli, primo vero atto che dร  inizio a ogni cosa. Un complotto portato avanti solo da donne, contro il primogenito della stessa Marika, Godwyn.

Il gesto di infrangere lโ€™Anello e lโ€™Ordine della Volontร  Superiore, il dio che ha conquistato e sottomesso lโ€™Interregno, non รจ un errore nรฉ una follia passiva: รจ una scelta politica, รจ una ribellione al ruolo che le รจ stato imposto dalla Volontร  Superiore, ribellione per la quale finirร  per essere crocifissa. Miyazaki affida quindi al femminile il diritto di creare e di distruggere lโ€™Ordine, rompendo definitivamente lโ€™idea della donna come custode morale immutabile, etica e senza peccato, ma anzi come unโ€™entitร  che fa scelte drastiche, politiche, e che puรฒ sbagliare.

Con Marika, infatti, appare anche un altro aspetto centrale, ed รจ quello della maternitร . Marika non vive la maternitร  come un destino o una scelta dettata da un profondo senso materno: Marika ha moltissimi figli e questi non sembrano godere di particolare amore da parte sua, anzi. Marika cerca piรน volte di concepire figli in modi sempre diversi per creare una progenie di cui sentirsi โ€œfieraโ€, arrivando anche a mutarsi in un uomo, Radagon, per sposare la regina di Caria, Rennala, dalla cui unione nascerร  la strega Ranni. E guarda caso i figli nati da questa unione, di fatto lโ€™unione di due donne, sono di gran lunga i personaggi piรน positivi del gioco. Inoltre Marika fa anche figli con se stessa, per partenogenesi. Il suo legame con la maternitร  รจ dannato, problematico, anche crudele se vogliamo: dโ€™altronde Marika sceglie di abbandonare alcuni suoi figli, e di ucciderne altri. Nei titoli di Miyazaki, insomma, la maternitร  non รจ vista come qualcosa di positivo o come una sorta di destino femminile. Molto spesso รจ un destino tragico, una responsabilitร  fallibile, anche un usurpazione. Marika รจ tutto fuorchรฉ una “buona madre”, amorevole e protettrice.

Nella poetica di Hidetaka Miyazaki la maternitร  non รจ mai un rifugio simbolico nรฉ un destino idealizzato, ma una forza ambivalente, capace tanto di generare quanto di condannare. Essere madre, nei suoi mondi, significa assumersi una responsabilitร  che supera lโ€™individuo e si estende allโ€™intero ordine del reale. Le figure materne non sono protettive per definizione: sono spesso spezzate, colpevoli, consumate dal peso di ciรฒ che hanno creato, come anche La Strega di Izalith di Dark Souls e la sua progenie demoniaca.

Miyazaki smonta cosรฌ uno dei miti piรน radicati della societร , ovvero la maternitร  come vocazione salvifica, e la riscrive come atto tragico: creare significa anche accettare la possibilitร  di distruggere.

Ed Elden Ring, in particolare, parla di madri, non di padri. Sono le madri a dettare la storia e sono le madri e le donne, nel finale Era delle Stelle, considerato il true ending del gioco, a salvare lโ€™umanitร  sconfiggendo la Volontร  Superiore, una divinitร  che ha preso il controllo del mondo eliminandone la sua componente piรน vera, il ciclo della vita e della morte.

La regina Marika

Ranni: scegliere lโ€™oscuritร  per essere liberi

A proposito di questo, in Elden Ring Ranni la Strega incarna il rifiuto radicale del sistema, anche per il semplice fatto che Ranni รจ figlia di due donne, Radagon, la forma maschile di Marika, e Rennala. Ranni รจ una ribelle, non vuole governare secondo le regole esistenti. Rifiuta il destino impostole dalla Volontร  Superiore, come sua madre, rinunciando al suo corpo, oltre che al trono a lei destinato e alla luce. Eโ€™ una strega e una semidea immensamente potente, che studia ed esplora il mondo attorno a lei per cercare una via di fuga dallโ€™ordine imposto che capisce essere autodistruttivo per lโ€™umanitร .

La sua scelta non promette conforto. Nel suo finale, lโ€™Era delle Stelle, lโ€™era che propone รจ fredda, distante, priva di certezze, affidata a una divinitร  lunare sconosciuta e forse malevola. Il giocatore non ha idea di cosa succederร , รจ una scelta enigmatica e priva di sicurezze. Ma รจ libera, ed รจ proprio questo il punto. Eโ€™ lโ€™unica scelta che offre una speranza, una via di fuga. In particolare nella trascrizione originale in giapponese delle battute di Ranni si capisce che la strega sta offrendo allโ€™umanitร  una via costellata da โ€œdubbio, solitudine e oscuritร โ€, il che significa semplicemente accettare che essere in vita vuole dire non avere certezze o stabilitร , vuol dire accettare il dolore e la paura rinunciando al controllo, non come la Volontร  Superiore, che pur di autoconservarsi e istituire un ordine e una gerarchia โ€œperfettiโ€, tutti temi psicologicamente legati al maschile, ha eliminato la morte dal mondo, condannando lโ€™umanitร  a un eterno loop di stagnazione. Lโ€™Era delle Stelle, il finale di Ranni, รจ simbolicamente collegato alla luna e al femminile, un mondo ignoto, oscuro, complesso e fortemente innovativo e vivo.

Ranni la Strega

La sottrazione come scelta autoriale

Un altro elemento chiave della poetica di Miyazaki รจ la sottrazione, come giร  accennato allโ€™inizio. Riconducendo questa tematica alla rappresentazione del femminile nei Souls, per esempio, vediamo che i corpi femminili non sono messi in scena per essere consumati visivamente. Sono spesso coperti, deformati, consumati dal tempo.

Questa scelta รจ tuttโ€™altro che neutra: rifiutando l’iper sessualizzazione, Miyazaki restituisce al corpo femminile una funzione fortemente narrativa. Il corpo racconta una storia, non soddisfa uno sguardo. In un medium che ha costruito gran parte della propria iconografia sulla visibilitร  e sul controllo, la sottrazione diventa una scelta mirata. Il femminile non รจ reso immediatamente leggibile, perchรฉ non deve esserlo.

Il sistema della sottrazione รจ evidente anche nella narrazione ambientale e non solo femminile: รจ uno degli strumenti piรน riconoscibili dei titoli FromSoftware. Le storie non vengono spiegate, anzi, รจ il giocatore che deve ricostruire la trama, un puzzle vero e proprio suggerito dalle armi, gli oggetti, gli spazi, le rovine, che parlano piรน dei dialoghi. E le figure femminili sono perfettamente integrate in questo sistema. Raramente spiegano se stesse. Non offrono risposte rassicuranti, tuttโ€™altro. Costringono il giocatore ad ascoltare e interpretare, come fa tutta la narrazione e anche il gameplay di questi titoli.

Questa opacitร  รจ fondamentale. Invece di semplificare il femminile per renderlo accessibile, Miyazaki lo riconosce come complesso, contraddittorio, a volte inconciliabile. Elden Ring Nightreign; Elden Ring

Elden Ring Nightreign

Il linguaggio narrativo e autoriale di Hidetaka Miyazaki: come lโ€™autore ha riscritto il linguaggio videoludico

Nel discorso pubblico sui titoli FromSoftware, la difficoltร  viene spesso assunta come elemento identitario dominante. รˆ il primo filtro, la prima etichetta, talvolta lโ€™unica che viene affibbiata ai Souls. Eppure ridurre lโ€™opera di Hidetaka Miyazaki a una questione di sfida significa ignorare ciรฒ che la rende davvero rivoluzionaria: la costruzione di un linguaggio videoludico nuovo, fondato sulla sottrazione, sullโ€™ambiguitร  e sulla responsabilitร  interpretativa del giocatore.

La vera rivoluzione nel linguaggio di Miyazaki รจ una trama rarefatta, frammentata, nessuno ti racconta la storia, ma anzi il giocatore viene invitato a imparare e ricostruire la storia insieme al suo stesso autore. Nel mondo videoludico pochi titoli hanno unโ€™impronta autoriale cosรฌ forte e definita. Lโ€™incompiutezza e la frammentazione delle storie dei titoli FromSoftware รจ una scelta autoriale che ha rivoluzionato il modo in cui il giocatore interagisce con la storia che sta giocando: non a caso ancora oggi, a distanza di anni, i fan scoprono e ricostruiscono pezzi della trama di titoli come Dark Souls, Bloodborne o Elden Ring, rendendoli storie immortali.

Allโ€™interno di questo linguaggio e questa narrazione il femminile non รจ un dettaglio secondario, ma una struttura portante. Le figure femminili nei titoli di FromSoftware non servono a motivare lโ€™eroe, nรฉ a gratificarlo. Sono regine, madri, divinitร , custodi, e ognuno di questi ruoli รจ presentato in modo molto diverso e sovversivo rispetto a come sono resi generalmente.

Analizzare il femminile nella poetica di Miyazaki significa quindi interrogarsi non solo sulla rappresentazione delle donne nei videogiochi, ma anche su come il medium costruisce potere, legittimitร  e appartenenza.

Elden Ring Shadow of the Erdtree

Il valore dei Souls per la critica videoludica

รˆ proprio in questa stratificazione tematica che i titoli di Miyazaki rivelano il loro valore piรน profondo per la critica videoludica. Opere come Dark Souls, Bloodborne o Elden Ring non si esauriscono nellโ€™esperienza ludica immediata, ma si aprono continuamente a nuovi livelli di interpretazione: ogni personaggio, ogni rovina, ogni oggetto puรฒ diventare il centro di uno speciale. Servirebbero centinaia di approfondimenti per esplorare davvero tutti i temi che attraversano queste opere (potere, maternitร , sacrificio, divinitร , fallimento, ciclicitร , identitร ) perchรฉ sono a tutti gli effetti strutture narrative complesse. La loro forza risiede nella capacitร  di fondere visione autoriale e interazione, trasformando lโ€™esperienza in qualcosa di simile alla letteratura epica, ma arricchita dallโ€™atto del giocare.

In questo senso, titoli del genere non alimentano soltanto il mercato o la discussione sui social: nutrono la critica. Offrono materia viva per analisi culturali, filosofiche e simboliche, dimostrando che il videogioco puรฒ parlare attraverso il proprio linguaggio specifico e generare dialoghi autentici. E quando un gioco continua a produrre significato anni dopo la sua uscita, allora significa che ha superato la soglia dellโ€™intrattenimento per entrare in quella, piรน rara, dellโ€™opera culturale.

Elden Ring Amazon Italia
Un’epopea contemporanea

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